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Cucchi, ammesse nuove prove tra consulenze e testimonianze – Il Messaggero

Il timore della parte civile è la possibile derubricazione in omicidio colposo dal reato di abbandono d’incapace

ROMA – Nuove prove in aula nell’ambito del processo sulla morte di Stefano Cucchi, arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e morto una settimana dopo all’ospedale Pertini di Roma. La Corte ha concesso questa opportunità dopo che la parte civile ha chiesto di proporre ulteriori mezzi istruttori. Dunque ci sarà spazio per nuovi testimoni e una nuova consulenza sulle cause della morte. Il timore della parte civile è la possibile derubricazione in omicidio colposo dal reato di abbandono d’incapace.    

Per parte civile esperto del caso Aldovrandi. È stata redatta dal professore Gaetano Thiene – insieme col collega Vittorio Fineschi – la consulenza della quale la parte civile il prossimo 21 febbraio chiederà l’acquisizione come nuova prova nel processo. Professore ordinario di Patologia cardiovascolare presso l’Università di Padova, Gaetano Thiene è il cardiologo e anatomopatologo che ultimamente ha risolto il caso Aldrovandi, lo studente ucciso a botte, calci e manganellate, a Ferrara nel settembre 2005, per la cui storia la Cassazione ha confermato la condanna a tre anni e mezzo per quattro poliziotti. Tutto questo proprio dopo l’esito della perizia di Thiene, massimo esperto di morti improvvise, e dichiarato in America il miglior cardiologo-anatomopatologo dell’anno.

Cucchi, ammesse nuove prove tra consulenze e testimonianze – Il Messaggero.

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