IL MANIFESTO – attualità – Bobo Maroni è candidato unico. Dopo Bossi vige ancora il tribalismo

1 Luglio 2012 0 Di luna_rossa

 

 

 

 

 

 

 

Applausi dei delegati all’annuncio della candidatura unica dell’ex ministro dopo gli scandali della Family. Per l’antropologo Aime: “Mi ricorda l’assunzione del controllo della Dc da parte di Fanfani e il caso Montesi”

 

 

Il presidente del congresso federale della Lega Nord, Giancarlo Giorgetti, ha dato l’annuncio della candidatura unica di Roberto Maroni alla segretaeria federale, dopo la scadenza del termine delle ore 11. I delegati, che in tutto sono 630 ma ancora non sono al gran completo al Forum di Assago hanno risposto con un lungo applauso. Giorgetti ha anche annunciato i nomi dei candidati al nuovo Consiglio federale del Carroccio. La candidatura di Roberto Maroni ha raccolto 400 firme tra i circa 600 delegati al congresso della Lega Nord. Lo ha annunciato il segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, ai giornalisti a margine dell’assise al Forum di Assago.

 

L’antropologo: “Si conferma il tribalismo della Lega”

 

“Siamo sempre lì, al tribalismo. Più che eleggere si acclama, senza una vera dialettica che porti ad un vero voto”. Così l’antropologo Marco Aime, autore fra l’altro del recente ‘Verdi tribù del nord’ (Laterza), trova nella candidatura unica di Roberto Maroni a Segretario, ufficializzata oggi al congresso in corso ad Assago, l’ennesima conferma della sua interpretazione in chiave tribalistica della Lega. Difficile ipotizzare per il congresso una conclusione diversa dall’elezione per acclamazione di Maroni e in questo passaggio delle redini del Carroccio, da Bossi a Maroni, Aime legge anche un sostanziale ‘gattopardismo’ della Lega. “Pulizia, cambio della guardia, il folklorico rituale delle scope, ma escluso qualcuno, pochi, quelli del gruppo dirigente sono ancora sono tutti li’, con Bossi defilato ma non assente. Un gruppo dirigente che è difficile credere non sapesse, almeno intuisse, da tempo, delle irregolarità e illegalitàè nella gestione amministrativa della Lega, Maroni compreso -sottolinea Aime- Non si vede insomma un gran cambiamento e soprattutto non si vede un cambiamento della linea politica bossiana, anzi sembra essere in corso un rapido riavvicinamento con l’area che fa capo a Berlusconi”. Quanto allo spessore carismatico di Maroni, all’inevitabile confronto su questo piano con Bossi, per Aime, docente di Antropologia Culturale all’Università di Genova, “difficilmente potrà avere lo stesso carisma, anche perché non ha dalla sua il fatto di essere il padre fondatore del partito, può darsi che acquisti più autorevolezza, ma di tipo diverso”. Aime, infine, traccia un paragone tra Maroni e un grande protagonista del passato della politica italiana, Amintore Fanfani, quanto allo specifico meccanismo di ‘conquista’ dei rispettivi partiti: “La vicenda degli scandali della Lega che hanno messo all’angolo la famiglia Bossi e fatto emergere Maroni mi ricorda, in senso lato, la coincidenza fra l’assunzione del controllo della Dc da parte di Fanfani e il caso Montesi”.

 

 

Botta e risposta polemico Salvini-Formigoni

 

“Anche io sprono tutti a fare sempre di più e sempre meglio”. Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, a margine di una conferenza stampa, risponde all’invito del segretario della Lega lombarda, Matteo Salvini, a fare di più in Regione (“altrimenti ci arrabbiamo” ha detto). “Questo è perfettamente condiviso ed è esattamente la mia posizione”, ha concluso Formigoni.

IL MANIFESTO – attualità – Bobo Maroni è candidato unico. Dopo Bossi vige ancora il tribalismo.

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