Allarme rosso del Campidoglio: senza fondi assistenza a rischio – Il Messaggero

27 Giugno 2012 0 Di ken sharo

Centri anziani, case famiglia e campi estivi destinati a chiudere

ROMA – Più attenzione al sociale, alla famiglia, al welfare: «Dove si nascondono povertà e fragilità sconvolgenti, che non si possono scaricare sui Comuni». Dal sindaco un appello al Governo, oggi lo rivolgerà di persona al ministro Fornero, «perché – nonusa mezzi termini invece il vice sindaco Sveva Belviso – si rischia di dover togliere l’assistenza a 25mila persone, di dover chiudere centri Alzheimer, case famiglia, luoghi d’accoglienza per madri con bambini o vittime della tratta.
Salterà il piano freddo, la teleassistenza, prontononno, i campi estivi per disabili. Questo se entro ottobre non arriverà una boccata d’ossigeno: perché i tagli governativi rappresentano per Roma capitale una diminuzione di risorse disponibili sulle politiche sociali pari a oltre 40 milioni di euro solo per il 2012. E ora di tornare a investire sulle politiche sociali, la soppressione dei servizi di natura sociale non riteniamo possa essere oggetto di dibattito». Infine la stoccata, Belviso rivela: «Ho scritto al ministro Fornero lo scorso novembre dopo aver visto nelle sue manifestazioni pubbliche, mi riferisco alle sue lacrime, una sensibilità verso le fragilità. Non ho avuto alcuna risposta. Noi non lo meritiamo».

L’unica soluzione è fare comunità, destinare tutto l’Imu ai Comuni recuperando così i tagli al sociale. «Chiederemo di riequilibrare le risorse, destinandole non solo al settore del lavoro ma anche al sociale – annuncia Gianni Alemanno – Le istituzioni però da sole non bastano, bisogna partire dalle realtà comunitarie della società civile». Il sindaco punta l’indice sullo squilibrio della spesa statale, tra lavoro e le altre forme assistenziali, «che sono state decentrate clamorosamente. Con questo meccanismo si è scaricato sulle spalle degli enti locali tutto il peso delle spese del welfare. Ma i Comuni non ce la possono fare, neanche Roma che pure ha le spalle larghe. La spesa sociale rispetto al 2008 è scesa dai 1.962 milioni a 229 milioni di euro con un taglio del 90%». Non solo tagli, il Comune batte cassa, ricordando che i crediti nei confronti della Regione ammontano a circa 265 milioni di euro alla sola voce servizi sociali.

Al ministro Elsa Fornero il sindaco farà una serie di proposte. «C’è un obiettivo su cui ci dobbiamo misurare, cioè dare tutta l’Imu che oggi è solo al 50% ai Comuni. Così si recupereranno fondi». E ancora: «Il quoziente familiare deve essere redistribuito, va rimodellata l’Isee, per dare di più a chi ne ha bisogno. Fornero e Riccardi devono fare il quoziente familiare, è il segnale di cui hanno bisogno le famiglie. Ma solo quelle fondate su un atto di responsabilità, cioè sul matrimonio».

Dal 2008 a oggi le risorse sono scese del 90% conferma l’assessore provinciale Claudio Cecchini. E dai disagi – il Censis parla chiaro – nasce una domanda imponente di welfare che Roma deve affrontare: «con il rischio che i tagli imposti dal governo colpiscano in città fino al 40% degli attuali beneficiari di servizi, interventi, prestazioni di assistenza». Sull’Imu torna l’assessore alla famiglia Gianluigi De Palo: «Stiamo valutando come modulare l’Imu in base ai criteri del Quoziente Roma. Ciò sarà possibile quando il Governo recepirà la proposta dell’Anci, prevedendo la libertà di gestione dell’imposta da parte degli enti locali».

Così il capogruppo Udc in Comune, Alessandro Onorato: «L’Imu per la prima casa sia modificata in base al quoziente familiare per dare una risposta concreta alle famiglie con figli, disabili o anziani a carico». Diverso il tono del messaggio inviato dal ministro Andrea Riccardi: «Dobbiamo aiutare la ripresa del panorama associativo cittadino, del suo tessuto connettivo di grandi e piccole reti per fare davvero comunità».

Per il ministro «all’interno della crisi economica c’è come un’altra crisi sociologica, antropologica, che viene da più lontano e che è la crisi del tessuto sociale del paese». Coinvolgere le famiglie in un nuovo protagonismo», chiede forte dei dati del Censis Emma Ciccarelli, presidente del Forum delle Associazioni familiari.
R. Tro.

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