Se a Torino si muore nello stesso cantiere, con la stessa ditta a distanza di pochi giorni – ControLaCrisi.org

2 Aprile 2012 0 Di luna_rossa

Otto morti in cinque mesi più quattro feriti gravi. Mentre il Governo si infervora con l’”uscita flessibile” a Torino, la città del ministro del Lavoro Elsa Fornero, si “esce” che più tragicamente non si può. A poco valgono le cosiddette disperazioni di “Elsa-così-diversa” (Pier Paolo Pasolini) che quando “ha un attimo” tra un acquisto di scarpe e foulard con tanto di scorta armata per i vicoli intorno a via Roma, va pure a trovare i feriti. Sembra non voler capire, Fiornero, che il problema sono i controlli. L’ultima storia ha del paradossale. E mette in luce proprio questo aspetto. L’incidente è avvenuto pochi giorni fa nello stesso cantiere e ditta di un altro infortunio mortale, avvenuto il 3 marzo: La ditta “Edil Due”, opera pubblica costruzione di un gassificatore. E sempre di sabato.

“Chiudere immediatamente il cantiere”, chiedono i sindacati. Non per due giorni, ma fino a quando non sarà fatta chiarezza e non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza. Perché, dicono i rappresentanti dei lavoratori, è assurdo che nello stesso cantiere e nella stessa ditta avvenga per due volte lo stesso incidente, per di più sempre di sabato. E poi perché l’escalation è inquietante.

Per la Cgil i conti non tornano. Mentre aumentano gli incidenti mortali nei cantieri la cassa edile registra un calo di quasi 4.000 iscritti. Ergo, aumenta il lavoro nero. Che a sua volta è una delle cause delle tragedie. E’ difficile capirlo? No, non è difficile ministro Fornero. Non è difficile sapere che gli ispettori non hanno nemmeno il rimborso per la benzina. Non è difficile scoprire che ormai la paga oraria è a tre euro (3 euro) per i migranti senza permesso di soggiorno. Non è nemmeno difficile accertare, come denuncia il sindacato, che la tratta delle braccia ha ormai dei canali consolidati.

Dario Boni, segretario della Fillea-Cgil di Torino: “Forse questi morti non fanno notizia come l’incendio alla ThyssenKrupp, ma otto in cinque mesi sono un’emergenza altrettanto grave”. Per questo, sia lui che la segretaria della Camera del lavoro, Donata Canta, chiedono più attenzione al ministro Fornero: “Ha dichiarato che non intende abbassare la guardia, ce lo dimostri con i fatti: con misure concrete finalizzate a introdurre forme di miglioramento e controllo, che tengano legati temi come precariato, lavoro grigio e nero, catena del subappalto massimo ribasso, tutela della salute e sicurezza”.

A Torino sono caduti in tre per 40 metri insieme a tubi di ferro e assi di legno che improvvisamente hanno ceduto sotto ai loro piedi. Lo schianto a terra è stato fatale per Cosimo Di Muro, operaio edile di 47 anni residente a Canosa di Puglia (Bari). Sul ponteggio con Di Muro c’erano il fratello Antonio, 39 anni, e il romeno Mihai Lupu, 24 anni, che abita a Ravenna (sede della Edil Due). I due se la caveranno, anche se il loro decorso clinico viene tenuto sotto stretta osservazione dai medici dell’ospedale Cto di Torino, dove sono stati trasportati con l’elisoccorso. Il più grave tra i due è l’italiano, che ha riportato una contusione polmonare e una epatica oltre a numerose fratture. Per Walter Schiavella, segretario generale nazionale della Fillea-Cgil “è l’ennesima conferma che se in Italia abbiamo un’emergenza è quella che riguarda la tutela e la sicurezza sul lavoro. Secondo Schiavella questo ”dimostra che in un mese non è cambiato nulla come purtroppo da diverso tempo a questa parte. Anzi – aggiunge – si sceglie ancora una volta la strada deregolatoria e dell’indebolimento dei controlli che sembra essere l’unica strada scelta da governo”. Inoltre ”non abbiamo ancora avuto alcun segno di attenzione da parte del ministro del Lavoro che, unitariamente, oltre un mese fa abbiamo sollecitato ad aprire un confronto con sindacati del settore ma a quella richiesta di incontro – conclude – non abbiamo ancora avuto risposta”.


Se a Torino si muore nello stesso cantiere, con la stessa ditta a distanza di pochi giorni – ControLaCrisi.org.

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