Spesso i discorsi dei leghisti sembrano una conseguenza del clinto, un vino da taglio del Veneto, la sceneggiata della Munerato, vestita da operaia,ne è la conferma.

17 Dicembre 2011 0 Di slasch16

 

C’è chi l’ha vista in diretta, che nei giornali, chi nei telegiornali, insomma lo show dell’On. Emanuela Munerato ha avuto un successo eclatante da oscurare persino le orgettine.
Da ieri non si parla più della Minetti vestita da suora con il crocifisso tra le tette si parla solo dell’On. Munerato vestita da operaia che difende, con quasi quattro anni di ritardo, pensionati ed operai.
Superata la prima istintiva emozione che ho provato nel sentire la lega parlare così accoratamente di operai e di pensionati, dopo decenni  che li ho sentiti parlare solo di negri e mussulmani o di negare pasti ai bambini che non hanno pagato la retta, di divieti al kebab, di autobus separati per immigrati, ecc.ecc.  Sono andato nel web a cercare qualche notizia sulla nuova paladina degli operai, che ha oscurato l’ex segretaria del sindacato padano Rosy Mauro ,terrona, oggi onorevole badante di Umberto Bossi ed ho scoperto quanto segue:

La sceneggiata in parlamento della falsa operaia leghista

 

Conosco la signora Munerato, leghista da Lendinara, paese di diecimila anime in provincia di Rovigo, luogo in cui ho abitato e dove ho trovato moglie. La signora si è resa oggi protagonista di una sceneggiata “napoletana” durante la votazione per la fiducia alla manovra del governo Monti, spacciandosi per operaia con tanto di bandana e di camice da maestranza di basso rango. La signora Munerato, precisava pure di non portare le scarpe antinfortunistiche e i tappi contro il rumore previsti dall 626 per ovvie ragioni:”ma noi operaie le portiamo per non diventare sorde e non perché il marito russa”.
Peccato che la signora in questione non sia affatto un’operaia sfruttata e povera in canna, bensì una commerciante di vini discretamente agiata. Vino padano di scarsa qualità per giunta.
Lasciate perdere le sceneggiate,  che sono una cosa seria, voi siete solo dei volgari imbroglioni.
Chi ha pubblicato questa notizia ha un blog con nome e cognome.

Da sempre ho avuto il dubbio che i raduni di Pontida, o altrove, dei padani leghisti fossero  una occasione per mangiare polenta e osei, salsicce alla griglia e darci dentro con i fiaschi di nero che non fosse merlot, potrebbe suonare extracomunitario, ma vino scadente che va subito alla testa.
A giudicare dalla faccia rubiconda di Calderoli temo che già alle 8 di mattina abbia oltrepassato il limite massimo dell’etilometro , ma fortunatamente viaggia con l’autista.
Non si potrebbero spiegare altrimenti gli slogan ed i canti dei leghisti se non ad una sbronza collettiva aggravata dai discorsi dei loro dirigenti come se avessero mischiato il bianco con il nero, nel senso di vino, solo uno che ha esagerato nell’alzare il gomito o già alcolizzato può mettersi in testa le corna e cantare Va pensiero senza conoscerne il significato.
La sceneggiata recitata in Parlamento non è altro che una menzogna, una delle tante, che la lega ci racconta da quando è riuscita ad eleggere qualche deputato, una delle più ripetute è quella che la lega è per la legalità, infatti tra quote latte e sostegno ai vari lodo pro bandito che hanno votato negli ultimi 8 anni per proteggerlo.
Appena smesso di dargli del mafioso piduista come faccio sempre io, sono passati a votare, in serie, leggi anticostituzionali pur di non farlo andare sotto processo, alla faccia della legalità e della giustizia.
Evidentemente erano belli pieni, come una botte, per non rendersi conto, tutt’ora purtroppo, delle porcate che hanno fatto, penso che l’unica volta che hanno votato da sobri fosse nell’occasione in cui hanno votato all’unanimità  sostenendo convinti che Ruby Rubacuori fosse la nipote di Mubarak, in quel caso, a sostegno della tesi, è intervenuta la loro intelligenza tarata sulla media del Trota. Sono capaci di questo ed altro.
La sceneggiata padana, che ha oscurato in 5 minuti secoli di storia teatrale della sceneggiata napoletana, aveva una sua struttura il richiamo alle scarpe anti infortunistiche , ai tappi agli orecchi che usano in ferriera ha avuto un certo impatto peccato che a recitare la commedia tragicomica che sancisce l’ abbandono della mangiatoia da parte della lega ed il ritorno al fianco della gente, nel senso di popolino, abbiano chiamato una che la fatica della ferriere, degli altiforni non sa nemmeno cosa sia.
Non mi risulta che i commercianti di vino, anche di quello scadente, indossino scarpe anti infortunistiche per difendersi dall’eventuale caduta di un fiasco de vin, o di un bottiglione di quelli che vanno di moda  a Pontida.
Chissà se gli elettori di Lendinara, tra l’altro non molto lontana dal mio luogo di nascita, Legnago, dove tra l’altro mio nonno aveva una morosa di scorta, prima di recarsi ai seggi in occasione delle elezioni non passino dalla Signora Munerato a fare il pieno, solo così si potrebbe spiegare il fatto che l’abbiano eletta al Parlamento italiano.
Comunque un complimento lo merita Bossi, come mago da osteria è bravo, per uno che è riuscito a fare eleggere in Regione Lombardia il figlio, incapace e nullafacente, spacciare per operaia una commerciante di vini è un gioco da ragazzi.
Ci credono persino a Lendinara.

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