Treno radioattivo Italia-Francia: cariche della polizia in Val di Susa

7 Febbraio 2011 0 Di ken sharo

Treno radioattivo Italia-Francia: cariche della polizia in Val di Susa.

Il fantasma delle scorie si aggira per l’Europa

Umberto Mazzantini

LIVORNO. La Rete nazionale antinucleare (Rna) denuncia sulla sua pagina di Facebook: «Treno radioattivo: questa notte al presidio di Chiusa san Michele ore 3,50.  Violenta repressione delle forze dell’ordine sui manifestanti. Violenta e inaudita carica e caccia all’uomo a Chiusa San Michele ore 3,50….30 persone a presidiare sul marciapiede il passaggio del treno radioattivo..poi partono le cariche, violente inaudite, pestaggi di gente già fermata, poi perquisizioni corporali, insulti, foto….questo il bilancio del presidio per il treno …radioattivo, presidio che non intendeva bloccare ma richiamare l’attenzione sul passaggio delle scorie radioattive per il Piemonte in zone densamente popolate come la valle di Susa» e annuncia «In mattinata arriveranno altre informazioni e foto». Ed eccole con più particolari:

Ore 3:40: Sono state alzate le sbarre del pasaggio a livelo, ma nessun treno in vista. In questo momento i manifestanti, che si trovano sui marciapiedi davanti ai binari vengono caricati dalla polizia (circa 200 rappresentanti delle forze dell’ordine sono presenti), spinti indietro a manganellate fino alla statale e bloccati contro un muro.

Ore 4.10: I manifestanti si ritrovano divisi in due gruppi, vengono circondati e spinti dietro la stazione. Viene intimato loro di sdraiarsi a terra a colpi di manganellate. Sono chiesti i documenti a tutti, partono gli insulti della polizia ai manifestanti, si sentono urla, poi sono messi in fila contro un muro e fotografati. Seguono perquisizioni corporali con minacce di fermo in caso di rifiuto.

Ore 4.30: I manifestanti sono stati trattenuti fino alle 6.30 in piedi e al freddo, con interdizione di comunicare tra loro.

A quest’ora non ci sono altre informazioni sul treno, nemmeno dalla Francia. Ricordiamo che il treno non è stato bloccato dai manifestanti come viene riportato nella stampa, ma dalle forze dell’ordine.

Rna e “Sortir du nucléaire” avevano rivelato che ieri sarebbe partito dall’Italia un  convoglio carico di scorie nucleari che oggi transiterà anche sui binari Rer, la rete di trasporti che serve Parigi e periferia,  il treno dei pendolari dell’hinterland di Parigi.

Si tratta di 13 tonnellate di combustibili esausti, scorie altamente radioattive, di Garigliano, la centrale nucleare da 150 MW chiusa definitivamente nel 1982, 5 anni prima del referendum che mise fine a quel nucleare che oggi si vorrebbe far rinascere in Italia. 31 anni più tardi il fantasma atomico di Garigliano percorre con le sue scorie l’Europa, in una sorta di gioco dell’oca nucleare,  alla ricerca di impossibili soluzioni.

Il treno nucleare è partito intorno alle 2 di stanotte da Vercelli per Torino da dove si è diretto verso  Colegno, preceduto di 10 minuti da un altro treno che “apre la via”. Gli attivisti lo aspettavano vicino alla frontiera italo-francese. Le Donne No Tav il 6 febbraio avevano indetto un presidio alla stazione di Condove Chiusa San Michele a partire dalle 24,00. «L’obbiettivo è non lasciar passare in silenzio questo ennesimo trasporto di materiale pericolosissimo senza opportune misure di sicurezza ( ricordiamo che il protocollo di legge prevede che la popolazione venga avvisata per tempo e venga predisposto un piano di sicurezza ) Sembra poi che sta volta si tratti di un trasporto di scorie liquide ancor più pericolose delle barre solide di uranio. Ci troviamo lì e poi ci confrontiamo insieme sulle possibilità e le intenzioni praticabili nella notte. L’invito è di portare bevande calde legna per il fuoco calze di lana e spirito di resistenza Chi non potesse rimanere lì dalle 24,00 alle 5,00 (ora presumibile del passaggio del treno) può anche arrivare alle 3 del mattino per rinforzare la presenza dei primi arrivati. Speriamo che sia un primo momento che serva a richiamare l’attenzione su un problema, il nucleare, per nulla risolto, anzi. Facciamoli muovere stanotte i nostri amici per ricordargli sempre che qui .. Sarà dura…». Probabilmente le Donne No Tav non si aspettavano i manganelli e le cariche .

«Mentre i ministri francesi ed italiani dell’energia tentano con tutti i mezzi di integrare l’energia nucleare fra gli obiettivi dell’Unione Europea spacciandola per energia pulita – dicono le due reti no-nuke – il passaggio di un convoglio di rifiuti radioattivi dall’Italia alla Francia si prepara in segreto. Tre giorni dopo il passaggio di un convoglio di rifiuti radioattivi belgi, le popolazioni europee sono di nuovo esposte al rischio nucleare a causa di Areva ed i loro governi.

Ieri un treno che trasporta un container di combustibile nucleare italiano esaurito altamente radioattivo, prodotto dal vecchio reattore del Garigliano, ha lasciato il sito di stoccaggio di Avogadro, in Piemonte, per raggiungere il terminal ferroviario di Valognes (Manche), in Francia. Il percorso delle scorie del vecchio nucleare italiano attraversa il Piemonte e in Francia Savoie, Ain,  Saône-et-Loire, Côte-d’Or, Yonne, Seine-et-Marne, Essone, Val-de-Marne, Yvelines, Eure, Calvados e la Manche. il Calvados e la Manche. Nella région parisienne  le scorie italiane percorreranno la Rer per poi essere scaricate su camion e raggiungere l’impianto di Aeva di  La Hague per essere “trattate”. Ma non è finita: in una data ancora sconosciuta ripartiranno per l’Italia, dove non esiste alcun impianto definitivo per accoglierle.

La stessa Autorité de sureté nucléaire franxcese (Asn) il 18 novembre 2007 esprimeva serie riserve sulla legalità di questo tipo di trasporto radioattivo: «In occasione del primo trasporto di combustibili usati italiani verso l’impianto di La Hague in vista del loro  trattamento, l’Asn ricorda pubblicamente le sue riserve sull’accordo intergovernativo che inquadra questa operazione. (…) L’Asn considera che I tempi in questo accordo, che prevedono la ricezione dei combustibili tra il 2007 e il 2015 e il ritorno in Italia dei rifiuti prodotti dal ritrattamento tra il 2020 e il 2025, non siano tecnicamente giustificati».

“Sortir du nucléaire” sostiene che «Non solo il trattamento presso l’impianto di La Hague non diminuisce la radioattività delle scorie ma aumenta il loro volume.  Dunque questo trasporto di scorie  molto radioattive è insensato: espone le popolazioni, solo per fare funzionare l’impianto Areva a La Hague. Mentre il governo italiano vuole rilanciare il nucleare, contro la volontà della maggioranza della popolazione, che ha voluto abbandonare il nucleare grazie al referendum del 1987,  le autorità italiane mandano questi rifiuti estremamente radioattivi lontano dal loro territorio, sperando così ritardare e mascherare il problema dell’impossibile gestione delle scorie nucleari».

Rna in un comunicato emesso prima degli scontri con la polizia di questa notte scriveva: «Ci associamo alla Rete “Sortir du nucléaire” per denunciare questo episodio doppiamente vergognoso, perché presenta dei rischi ambientali e pericoli per la popolazione e perché il tutto è stato omertosamente tenuto sotto silenzio da tutti i responsabili e da quanti ne erano conoscenza. La Rete “Sortir du nucléaire” e la Rete Nazionale Antinucleare fanno appello per una mobilitazione lungo il tragitto e ricordano che il nucleare non è né pulito né sicuro. Non esiste nessuna soluzione per gestire i rifiuti nucleari e la Francia non è la pattumiera nucleare dell’Europa! Una sola soluzione: smettere di produrne e soprattutto non rilanciare la “macchina”!».

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