MARLANE DI PRAIA A MARE(cs) un caso “esemplare” di morti per il profitto | Indymedia Lombardia

1 Novembre 2010 0 Di ken sharo

MARLANE DI PRAIA A MARE(cs) un caso “esemplare” di morti per il profitto | Indymedia Lombardia.

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di Aldo Milani del S.I.COBAS
Oltre 100 operai morti per tumore, più di 60 ammalati ancora oggi, inquinato il territorio.
Il 12 ottobre si è tenuta l’udienza preliminare per la “fabbrica dei veleni” di Praia a Mare, il Sindacato Intercategoriale Cobas ha chiesto la costituzione parte civile, per appoggiare i propri iscritti parte lesa nel processo, per sostenere la battaglia degli operai vittime della fabbrica e dei loro familiari, per impedire ogni tentativo di insabbiare la vicenda.
L’udienza è stata rinviata a sabato 16 per l’indisponibilità dell’avvocato della parte padronale (accusati) Ghedini, impegnato in parlamento, che ha dato disponibilità a presenziare al processo nei soli giorni di sabato e lunedì
Dal 1973 al 2001 la Marlane (gruppo Marzotto) di Praia a Mare (CS), fabbrica tessile di circa 300 operai, ha prodotto tessuti di vario genere, soprattutto sintetici, spesso per divise militari.
Nella lavorazione venivano utilizzati CROMO ESAVALENTE, COLORANTI A BASI DIAZOTABILI E NEI FRENI DEI TELAI ERANO PRESENTI PARTI IN AMIANTO.
L’unica “protezione”, in uno stabilimento privo di adeguate protezioni e misure di sicurezza, era: …. far bere del latte agli operai intossicati.
Dal 1973 fino alla chiusura dello stabilimento disposta dalla magistratura, la produzione (di morte) è andata avanti con la complicità delle istituzioni locali, delle istituzioni sanitarie, dei sindacati. Tutti tacevano e sostenevano che non c’erano problemi, in nome dei profitti, dell’occupazione, della pace sociale.
Al processo si è arrivati per l’ostinazione di Luigi Pacchiano (coordinatore provinciale del S.I. Cobas) ammalatosi di tumore in fabbrica (una causa ha riconosciuto il rapporto causa-effetto “ tra esposizione a nocività e tumore”), dei lavoratori e dei loro familiari. Un’ostinazione che ha ribaltato quello che sempre avviene in queste vicende:
Tutti sapevano e nessuno ha parlato. Lo sapevano i sindacati. Lo sapeva la direzione dell’azienda. Lo sapeva l’assessorato alla sanità. Lo sapevano tutti, e non gli operai .
Il caso Marlane è, purtroppo, “uno dei tanti”.
Siamo impegnati in esso, perchè L’AVVELENAMENTO DEL TERRITORIO, GLI INFORTUNI E LE MORTI SUL LAVORO E DI LAVORO HANNO RESPONSABILITÀ PRECISE. NON SONO MAI UNA FATALITA’, MA OMICIDI COMMESSI NEL NOME DEI PROFITTI.
Dall’inizio del 2010 ci sono stati 814 morti sul lavoro e 814.646 infortuni, una vera e propria guerra! Il capitalismo nuoce gravemente alla salute!

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