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Indymedia Italia – Manifestazione nazionale contro la repressione: 6 Novembre a Napoli

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Manifestazione nazionale contro la repressione: 6 Novembre a Napoli Dalle cariche contro le popolazioni di Terzigno che difendono la propria terra dalla devastazione ambientale, agli sgomberi dei nuovi spazi liberati a Milano (Ripa, Fornace ed Edera), ovunque il dissenso viene represso in maniera sempre più dura e immediata. Le mobilitazioni antifasciste in particolar modo sono oggetto di attenzioni particolari da parte della magistratura. Da più di tre mesi Tonino , compagno anarchico, si trova in carcere per “concorso esterno in tentato omicidio” nell’accoltellamento di un neofascista di CasaPound, gesto per il quale l’autore si è costituito assumendosi fin da subito tutte le responsabilità. Eppure Tonino dopo ben due Riesami si trova ancora in carcere, chiaramente perché è stato in prima linea nelle lotte contro la riapertura della discarica di Pianura a Napoli nel 2008, contro CasaPound e perché anarchico. Anche a Teramo il 12 ottobre sono stati arrestati quattro antifascisti, a Pistoia continua la montatura giudiziaria nei confronti di tre militanti antifa. La repressione e il controllo sociale si intensificano sempre di più. Piovono ovunque arresti, denunce, misure restrittive, licenziamenti, sanzioni amministrative mentre le condizioni di vita diventano sempre più precarie. Chiunque si permette di alzare la testa viene definito socialmente pericoloso e represso. Socialmente pericoloso è chi lotta contro la devastazione del proprio territorio, contro le politiche razziste e securitarie, contro i licenziamenti politici e lo sfruttamento del lavoro, contro il ricatto della precarietà e la disoccupazione. Socialmente pericoloso è chi con la pratica e le idee contrasta gli strumenti del potere, siano essi l’autoritarismo della democrazia o l’abuso dei metodi che sempre più si avvicinano alle pratiche fasciste, la militarizzazione delle nostre strade e la mercificazione delle nostre vite. Se lottare significa essere socialmente pericolosi, abbiamo già scelto. Continueremo a lottare. Contro la repressione. Tonino libero, liberi tutti. Sabato 6 novembre, corteo nazionale a Napoli, concentramento in piazza Mancini (di fronte alla stazione centrale) alle ore 16:00. ::: Altre info e aggiornamenti ::: Ascolta la puntata di Maldestra, l’osservatorio antifascista di RoR sul corteo Un anno e sei mesi di pena sospesa per quattro compagni napoletani che hanno attuato un’azione di solidarietà con la lotta di Terzigno. Tredici arresti tra i disoccupati napoletani (5 ai domiciliari e 8 in carcere) per l’occupazione di una sala del consiglio regionale.

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One Comment

  1. Intrigante discussione e lidcua logica di Rino, anche nel riconoscere la contraddittoriete0 della faccenda.Per parte mia aggiungo.1) Il merito non e8 affatto un concetto assoluto. Merito per chi e rispetto a cosa? Un esempio. Molti anni orsono lavoravo in banca. Un collega addetto alla borsa fu promosso per merito. Quale? L’aver appioppato ai clienti un cospicuo numero di azioni, in portafoglio della banca, di una societe0 che di lec a poco sarebbe clamorosamente fallita , e le azioni diventate carta straccia. Merito per la banca, senza dubbio, ma demerito per i clienti turlupinati. Lo stesso per i bond argentini o quelli parmalat. Cosec come merito e8 quello del manager che tagliando posti di lavoro, disgregando pezzi di aziende, comprando e vendendo, fa guadagnare gli azionisti e se stesso, ma nuoce alla collettivite0 dei lavoratori (vedasi il film Wall Street, con Miachael Douglas).2) Rino ha gie0 dimostrato che la meritocrazia perfetta non puf2 esistere, come il mercato perfetto. Ma ammettiamo che lo fosse e si realizzasse una mobilite0 sociale assoluta in base al merito, che a sua volta fosse oggettivamente definibile. Cambierebbe molto a livello dei singoli, certo. Non esiterebbero pif9 gli ottimati , le caste comunque definite, e questo e8 bene. Ma sul piano del funzionamento sociale complessivo?Se la societe0 e8 piramidale (mai vista una societe0 che non lo sia), necessariamente i posti al vertice saranno x, quelli immediatamente sotto saranno x+1 e cosec via fino alla base. Ne discende che qualsiasi sia il metodo di selezione, molti saranno esclusi, pochi promossi. La realte0 della stratificazione come meccanismo di funzionamento della societe0 si riproporrebbe comunque inalterata nella sua struttura. L’uguaglianza di opportunite0, ripeto benvenuta, non cambia nulla da questo punto di vista. E poi, ineluttabilmente, i promossi farebbero ovviamente di tutto per mantenere se stessi e i propri figli al vertice.Dunque: il concetto di merito dipende dai punti di vista e da chi ha il potere culturale di definirlo e proporlo come un fatto oggettivo. Le caste cristallizzano la nascita, ed e8 un male. La mobilite0 sociale perfetta e8 utopia ma anche quando si realizzasse, a parte che tenderebbe immediatamente a una nuova e diversa cristallizzazione, non cambierebbe la struttura della societe0, la quale e8 sempre stata di tipo piramidale e dove l’uguaglianza assoluta non e8 meno utopica della mobilite0 sociale assoluta.Sembra un busillis da cui e8 impossibile uscire, e sicuramente e8 cosec se il traguardo e8 la societe0 perfetta, la quale presuppone l’uomo perfetto. Ogni tentativo di costruirlo si e8 risolto nel suo opposto e in tragedia. Non rimane, aime8, che prendere atto di tutto questo e cercare di limitare i danni. Come? Riconoscendo l’imperfezione umana e cercando di far si che gli strati dirigenti, comunque selezionati, abbiano coscienza, oltre che di essere pif9 privilegiati che meritevoli, di avere una grande responsabilite0 verso la comunite0. Non pretendo in un comportamento ascetico, che e8 dei santi e non degli uomini, ma l’atteggiamento di chi si ritenga non un proprietario assoluto di cif2 che ha ed e8, quanto piuttosto l’usufruttuario di cif2 che non e8 suo ma di tutti, che a tutti deve rendere conto e a tutti deve prima o poi restituire conservato al meglio e possibilmente migliorato.Altro non so dire.armando

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