Forza centrifuga – Lettera43

26 Novembre 2010 0 Di luna_rossa

 

 

 

Il Pdl non è più il partito del capo, ora dominano le correnti.

Correnti che si sommano, affinità elettive che fanno scudo comune e alleanze strampalate. Il Pdl prima della sua trasformazione finale che ha in serbo Silvio Berlusconi  è sempre più diviso dalle diatribe interne. Il premier in più occasioni ha richiamo i suoi all’ordine, non solo per il tenore delle loro esternazioni pubbliche, ma anche per la gestione di queste diplomatiche faide interne che si spartiscono a tavolino i ruoli nel partito.
La corrente che più ha fatto discutere è Liberamente e racchiude ben quattro ministri: quello della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, insieme con altri tre colleghi di governo come i ministri delle Pari opportunità, Mara Carfagna, degli Esteri Franco Frattini e dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che a sua volta non rinnega il legame con Gianfranco Micciché, ora titolare di Forza del Sud.
In particolare quest’ultimo movimento, nato dai dissidi interni al Pdl isolano tra Micciché e Ignazio La Russa, non ha velleità per la successione di Berlusconi almeno nell’immediato futuro; il suo ruolo è semmai arginare il potere del Movimento per l’autonomia del governatore siciliano, Raffaele Lombardo, da tempo oppositore del premier al punto da creare una maggioranza di governo locale con Futuro e libertà, l’Api di Francesco Rutelli e il Partito democratico.
Il fronte siciliano è ben rappresentato anche dal presidente del Senato, Renato Schifani e dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano.
Non si può riconoscre una corrente direttametne colegata a loro, ma dopo la formazione della componete di Miccichè, sono i personaggi forti del Pdl siciliano. Sono invece una decina i senatori vicini al Circolo del buongoverno fondato da Marcello Dell’Utri.
Il ministro della Cultura e coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, viene ricondotto all’orbita dei giovani di Liberamente che sono stati in più occasioni accusati di preparare anzitempo il dopo Berlusconi.

Cristoforo Colombo, i liberali che guardano a Forza Italia

Il 10 novembre è stata ufficializzata la creazione, avvenuta mesi prima, della fondazione Cristoforo Colombo che raggruppa i 56 parlamentari dell’ex Forza Italia al seguito dell’ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola.
Ad Antonio Martino, ex ministro della Difesa del primo governo Berlusconi e forzista della prima ora, è stato affidato il ruolo di presidente onorario. Il loro intento è far tornare il partito unico di centrodestra alla vecchia anima liberale espressa dal Cavaliere con la discesa in campo nel 1994.
L’ex ministro dell’Interno, Beppe Pisanu, è a capo di una componente di parlamentari contrari al leaderismo di Berlusconi. Sono una ventina di senatori e sono tra i più critici sulle responsabilità del governo. In questa area è riconoscibile anche Marcello Pera.
Alleanza toscana per altri contrastare altri corregionali tra il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, e il ministro Altero Matteoli, a capo delle Infrastrutture. I due si confrontano con il deputato Roberto Tortoli, che ha molta influenza nella regione dell’Italia centrale.
Sono, invece, di stretta osservanza verdiniana i deputati Rocco Ghirlanda, potentissimo presidente della fondazione Italia-Usa, Monica Faenzi, candidata del centrodestra alla presidenza della regione Toscana nel 2010, Massimo Parisi e Riccardo Mazzoni. 

Socialisti e cattolici, frammentati anche nel Pdl

La galassia socialista resta una componente essenziale del Pdl anche se, oltre a essersi spaccata fra centrodestra e centrosinistra, non trova compattezza neppure all’interno del partito unico.
Stefania Craxi ha creato la Fondazione Craxi per ricordare la figura di suo padre. Riformismo e libertà è invece il movimento del capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Noi riformatori azzurri è la sigla scelta da Francesco Colucci e i Riformisti europei sono la corrente di Carlo Vizzini. Anche il ministro per l’Amministrazione pubblica, Renato Brunetta, è seguito dalla sua Free Foundation.
L’area cattolica integralista è supportata dalla fondazione Magna Carta presieduta dall’onorevole Gaetano Quagliariello.
Il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, riunisce i suoi seguaci sotto l’egida di Don Giussani con Rete Italia. Senza dimenticare che un altro esponente ciellino lombardo ha voluto raccoglie i suoi fedelissimi attorno a Costruiamo il futuro.

I reduci di Alleanza Nazionale sono divisi

Anche nell’area degli ex Alleanza nazionale le cose non sono più compatte. Tra Senato e Camera sono circa 80 i parlamentari che si rifanno alla tradizione della Destra italiana.
I larussiani fanno la parte del leone e sono la componente più forte. Al ministro della Difesa, infatti fanno capo una cinquantina di esponenti che si riconoscono nella Nuova destra. (leggi l’articolo).
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rivendica il proprio ruolo non solo in Campidoglio ma anche in parlamento. Tra i suoi fedelissimi c’è Francesco Biava, capo tesseramento Pdl.
Un’altra corrente nata nella fucina di sottogruppi a cui si è ormai ridotto il Pdl si chiama Area nazionale. «L’acronimo è sempre An, ma non si tratta del vecchio partito», ha spiegato il suo fondatore, Roberto Menia.
Altro esperimento di suddivisione è stato Spazio aperto, fondato dal pidiellino Andrea Augello. Ne fanno parte una ventina fra deputati e senatori trasversali, tra belusconiani e finiani. Infatti lo scopo che si prefiggono i suoi  sostenitori è «ricercare il più alto punto di sintesi tra l’indiscussa leadership di Berlusconi e l’indubitabile valore aggiunto rappresentato dal presidente Fini». Un colpo al cerchio e uno alla botte, per essere triviali. Un dialogo proficuo tra i due schieramenti per riavvicinarli, secondo le intenzione dei firmatari.
In realtà Spazio aperto era nata a maggio, prima della spaccatura definitiva tra i due leader di centrodestra e adesso che la frizione è insanabile mantiene comunque il suo intento pacificatore.

Venerdì, 26 Novembre 2010

 

 

 

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