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Di Terzigno tutti parlano, tranne la Giustizia

Qui Terzigno, terra confiscata ai vesuviani e ceduta ai ghiotti imprenditori senza scrupoli.

Qualche segnale di cedimento comincia a levarsi minaccioso all’orizzonte; la popolazione è esausta.

Un’altra notte passata a presidiare i propri diritti è appena finita, ricomincia il giorno con il susseguirsi di notizie e comunicati, tra intimidazioni e provocazioni. I vesuviani resistono, fanno catena tra loro, si tengono per mano, cercano conforto perchè proprio non sanno dove altro sbattere la testa. Le porte rassicuranti delle istituzioni gli si chiudono in faccia ad una, ad una. Poi c’è la grande assente, la Giustizia. Non una Procura, non una comunicazione dall’antimafia, non un magistrato si è ancora pronunciato, anche solo per dare un consiglio, un incoraggiamento.

Oggi scade il terzo giorno concesso da Bertolaso; da stanotte, massimo domani, torneranno i camion a sversare a Terzigno. Bertolaso, che ai primi di novembre godrà del congedo dalla sua carica istituzionale dice di aver fatto in due giorni quello che non era riuscito a fare in due anni; una centralina per il rilevamento inquinamento atmosferico, e la messa in sicurezza della cava Sari; quindi hanno redatto il certificato di valutazione impatto ambientale che mancava? Hanno documentato lo scolo del percolato che mancava? Hanno impermeabilizzato la cava e documentato la messa in sicurezza della cava stessa? Ha anche detto, Bertolaso, che è normale qualche rigolo di percolato, che in tutte le discariche di Italia rigoli di percolato finiscono per venir assorbiti dalla terra.

I ragazzi vesuviani, ragazzi non alti due metri con tatuati simboli di estrema destra o sinistra, ma ragazzi normali, che vanno a scuola a giocare a calcio, a mangiare una pizza, tra loro si raccontano, spaventati, di esser stati prelevati e portati in questura, di essere stati interrogati sul un loro ipotetico ruolo stragista all’interno della protesta. Ci sono notizie di perquisizioni a casa di questi ragazzi, c’è chi è stato diffidato e non potrà più presenziare alla protesta, c’è chi si è visto togliere la dimora. Che sia tutto un incubo?

Maroni richiama la repressione e mortifica i residenti vesuviani dicendogli che cercano il morto; sa tanto di minaccia questa affermazione. E i documenti inquietanti di cui nessuno parla: Invece di coprire i rifiuti della cava Sari a Terzigno con la terra, lo fanno con le ceneri altamente tossiche dell’inceneritore di Acerra. Al danno la beffa!

I certificati che provano il forte inquinamento delle falde acquifere; ci sono i processi finiti in archiviazioni, in prescrizioni, in ad personam.

C’è Impregilo e Fibe che nessuno vuole ricordare, menzionare, attaccare. Nessuno che senta l’urgenza morale di intervenire e metter fine a questa sporca storia di scelleratezza ministeriale, una sporca storia che solo attraverso un processo potrà conoscere la parola fine.

È stato redatto l’elenco di tutti gli articoli di legge costituzionale, penale e ambientale violati dai vari personaggi che si sono e si stanno occupando dei rifiuti in Campania. In primis violati dalla presidenza del consiglio italiano. Questo estenuante lavoro lo stanno portando avanti i cittadini, gli italiani, senza l’aiuto di nessuno chiamato a tutelare lo Stato ma che invece dello Stato si serve spudoratamente; anzi i cittadini sono colpiti da mille tentativi di sabotaggio.

La Campania grazie ai fondi UE è la regione d’Europa più dotata di impianti di trattamento meccanico biologico: cioè Stir (giàCdr). Ce ne sono sette, con una capacità che eccede l’intera produzione regionale di rifiuti; con poche modifiche potrebbero permettere anche il riciclo. Tali impianti hanno subito nel tempo un vero sabotaggio messo in atto dal gruppo Impregilo; al gruppo in questione interessava più accumulare che ”trattare” i rifiuti in vista degli incentivi che avrebbe incassato bruciandoli nell’inceneritore di Acerra, di sua costruzione: di qui i sei milioni di ecoballe accumulati nelle campagne di Napoli e Caserta”.

Di qui i miasmi che appestano la popolazione, oltre al percolato e al metano che moltiplicano il contributo italiano all’effettoserra. Di impianti di compostaggio non ne esistono; quelli esistenti sono stati usati come depositi di ecoballe.
Conclusione: “Per fare “sparire” i rifiuti non restavano che le discariche. La legge 123/2008 ne impone undici (poi diventate dodici). Tutte in aree naturalistiche protette, dove la legge italiana e la normativa europea vieta di insediarle (esempio da manuale di una legge che ne contraddice un’altra senza abrogarla). Bertolaso, con il bene placido di tutti i ministri, grazie all’uso diabolico della militarizzazione su Terzigno, con tutto quanto ne conseguirà e — come già aveva fatto prima di lui De Gennaro con Prodi — , provvederà a raccogliere i rifiuti per strada, soprattutto difenderà discariche e inceneritore dallo sguardo indiscreto di sindaci e popolazione.

Terzigno e i vesuviani lanciano l’ennesimo appello all’Unione Europea e alla Associazione Nazionale dei Magistrati.

Aiutateci.

Di seguito alcuni dei tanti documenti che provano i crimini su Terzigno.

Relazione tecnica dell’Ente Parco Vesuvio

Discarica_Terzigno_Parere_CavaVitiello.pdf

Esposto presentato alla Procura di Nola

Elenco degli articoli di legge violati a Terzigno

Qui rassegna stampa della giornata di ier, lunedi 25 otobre 2010

Giuseppe Spadaccini di Pescara e fa vivere le sue società grazie a un maxi appalto: la gestione dei Canadair della protezione civile fino al 2014 alla sua Sorem. Spadaccini, ovvero l’occhio di Bertolaso dall’alto dei cieli delle emergenze, uno degli uomini più potenti nell’economia abruzzese legato tanto a Gianni Letta quanto a Fabrizio Cicchitto. Che non paga i suoi dipendenti da agosto, ma questo pare quasi un dettaglio.

Raccolta rifiuti, arrestati per truffa un consigliere del Lazio e altri sei. In manette l’ex presidente del Consiglio comunale. Gli altri destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare sono funzionari dell’ufficio ambiente del Comune pontino. I provvedimenti sono scattati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Latina sulla società Ego-Eco

“Il Molise è diventato il punto finale di arrivo per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi, dove è facile occultare discariche abusive con la compiacenza di alcuni proprietari corrotti”. E’ quanto si legge in una rapporto della Dda di Campobasso datato 2008. A farne riferimento è il quotidiano “Il Mattino” di Napoli, in un articolo uscito domenica 25 ottobre 2010 in prima pagina. Racconta come gli affari degli ecomafiosi legati al clan dei casalesi che operano a Isernia e Campobasso siano finiti – per fortuna, aggiungiamo noi, nel mirino delle Procure di Larino e Campobasso.

Articoli più datati ma inerenti fortemente all’argomento trattato

Dietro le Grandi Operette del presidente del consiglio c’è un rapporto di ferro e cemento armato con i più grandi gruppi italiani del settore. A partire dall’Impregilo, in eterna difficoltà, ma sempre pronta a vincere gli appalti più ghiotti. Come quello per il Ponte.

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