I bambini di Kony

16 Agosto 2010 0 Di luna_rossa

La nuova campagna di arruolamenti forzati del Lord’s Resistance Army semina il panico in Congo e Repubblica Centraficana. Il prezzo più alto è quello pagato dai bambini.

Si abbattono sui villaggi come un flagello; come uno sciame di locuste divorano e saccheggiano tutto ciò che può servire a soddisfare i loro istinti. Solo che, dopo il passaggio delle orde del Lord’s Resistance Army (Lra) guidati dal messianico comandante Joseph Kony, a sparire dalle case messe a ferro e fuoco non sono soltanto le provvigioni, ma anche qualcosa di molto più prezioso: bambini e bambine. I primi impiegati nella lotta armata, le seconde come schiave del sesso nelle alcove dello stato maggiore del Lra. Joseph Kony, l’uomo che vorrebbe rovesciare il potere del presidente Museveni, ha in mente di instaurare a Kampala un governo teocratico regolato dai Dieci Comandamenti della Bibbia. Per far ciò deve rientrare in Uganda (dopo che l’esercito ugandese lo ha respinto fuori dai confini nel 2005) e rimpinguare le fila del suo esercito. Kony non ha scrupoli, procede nella sua campagna di arruolamento in maniera sistematica e spietata: arriva in un villaggio, lo saccheggia, lo rade al suolo, rapisce gli uomini e i bambini più in salute per usarli come soldati, le bambine come schiave e come concubine. I più deboli vengono ammazzati come bestie a colpi di bastone (i proiettili sono troppo preziosi per essere usati contro vittime inermi). Spesso, come esecutori di queste stragi vengono scelti proprio i bambini che sono costretti a uccidere i propri genitori, gli amici, i vicini di casa. Negli ultimi diciotto mesi, denuncia Human Right Watch (Hrw), gli uomini di Kony hanno effettuato 697 rapimenti (tra cui circa 250 bambini di età inferiore o poco superiore ai dieci anni) hanno ucciso 255 civili e provocato fughe di masse dai villaggi colpiti dalle devastazioni del Lra. 
Operano in Uganda, in Sudan, in Repubblica Centrafricana ma l’area più colpita dalle incursioni di Kony è la provincia nordorientale del Congo (Drc) Bas Uele. The Enough Project (Enough), un’organizzazione non governativa che lotta per la prevenzione dei genocidi e dei crimini di guerra, ha documentato (in un periodo monitorato tra l’aprile del 2009 e il maggio del 2010) cinquantuno attacchi separati nel Bas Uele, 105 morti, 570 rapimenti (tra cui quelli di 52 bambini), 58 mila profughi interni.

Questa nuova ondata di violenza, che secondo Hrw ed Enough viene ignorata dal main streaming e dai governi occidentali, ha innalzato un nuovo fronte polemico (dopo quanto successo l’anno scorso nel Kivu) nei confronti delle Nazioni Unite e della loro missione in Congo (Monuc): dove sono i 19 mila caschi blu che dovrebbero proteggere la popolazione da queste violenze? In tutta la provincia di Bas Uele, infatti, il Monuc ha una sola base, quella di Dingile.

Mentre Hrw ed Enough lanciano l’allarme e invocano l’intervento di Stati Uniti, Onu e governi regionali per fermare la follia di Kony, pare che la sopravvivenza del Lord’s Resistance Army sia utile a troppi giochi e ricatti politici: l’opposizione accusa il presidente Museveni, il presidente di ferro dell’Uganda, di non fare nulla per fermare Kony perché quest’ultimo costituisce un ottimo movente per condurre politiche repressive nei confronti della popolazione; le autorità del Sud Sudan accusano Khartoum di sponsorizzare e finanziare le truppe di Kony nel territorio sud sudanese per destabilizzare la regione. Il 24 maggio scorso il Congresso degli Stati Uniti ha approvato, e il presidente Obama ha firmato, l’Lra Disarmament and Northen Uganda Recovery Act, una legge che darebbe mandato al presidente Obama, di concerto con i governi regionali, a fermare i crimini del Lra e a ricostruire la società civile nel nord dell’Uganda. Ad oggi, però, nessun passo è stato fatto in questa direzione. Hrw continua a chiedere che vengano spiccati dei mandati di cattura per crimini di guerra nei confronti dello stato maggiore del Lra, i villaggi del Bas Uele continuano a vivere nel terrore e i bambini convertiti in soldati continuano ad essere sottoposti ai crudeli cerimoniali d’iniziazione che li trasformano negli assassini di chi li ha messi al mondo.   

di Nicola Sessa – Peace Reporter.it

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