Centinaia di persone rimaste ferite
Centinaia di persone rimaste ferite
Nicosia, 4 feb. (TMNews) – Almeno 217 civili sono stati uccisi nella notte a Homs, nel centro della Siria, dai colpi di artiglieria sparati dalle forze del presidente Bashar al-Assad. Lo ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti dell’Uomo (Sohr), che ha esortato la popolazione a scendere in strada. Centinaia le persone rimaste ferite. Nel quartiere di Al Khalidiya sono morte 138 persone, tra cui donne e bambini; altre 79 sono state uccise in altri quartieri, secondo un comunicato della Ong siriana con sede a Londra, che ha invitato “il popolo siriano di tutte le regioni a scendere nelle strade delle città e dei villaggi e a sollevarsi contro il regime che sta compiendo un vero massacro in questo momento a Homs”. La tv araba Al Jazeera ha riferito a sua volta che ci sono “combattimenti importanti” ad Homs tra l’esercito regolare e gruppi di disertori, ma il direttore del Sohr, Rami Abderrahman, ha detto all’Afp di non avere informazioni al riguardo. Ieri migliaia di persone hanno manifestato in diverse città della Siria per commemorare il trentesimo anniversario del massacro di Hama, compiuto dal padre di Bashar al-Assad. (fonte Afp)
Sentenza della Cassazione
Nei procedimenti per violenza sessuale di gruppo, il giudice non e’ piu’ obbligato a disporre o a mantenere la custodia in carcere dell’indagato, ma puo’ applicare misure cautelari alternative. Insorgono le esponenti di maggioranza e opposizione. Telefono Rosa: “Un ennesimo passo indietro”.
La Corte di Cassazione a Roma
Roma, 02-02-2012
“ In caso di violenza di gruppo il giudice puo’ applicare all’indagato in attesa di processo la misura alternativa al carcere. Lo ha evidenziato la Cassazione (terza sezione penale, relatore Luigi Marini) recependo una sentenza della Corte
Costituzionale del 2010 che ha previsto l’applicazione delle misure
alternative al carcere per i reati sessuali. Continua a leggere
PAOLO FORLANI, Poliziotto. ASSASSINO.
MONICA SEGATTI, Poliziotta. ASSASSINA.
ENZO PONTANI, Poliziotto. ASSASSINO.
LUCA POLLASTRI, Poliziotto. ASSASSINO.

Questi 4 Psicopatici in Divisa, queste 4 Bestie, hanno fermato un ragazzo di 18 anni che stava uscendo da un Centro Sociale. Quel ragazzo si chiamava Federico Aldrovandi. Un ragazzo comune, incensurato, disarmato, che è stato ammanettato, immobilizzato e massacrato letteralmente di botte.
Picchiato fino a spappolargli gli organi interni e i testicoli.
Picchiato fino a spezzargli 2 manganelli addosso.
Pichiato fino a farlo soffocare col suo stesso sangue.
Nei video girati dagli stessi poliziotti, a cadavere ancora caldo, si vedono gli stessi ridere e sghignazzare sul corpo straziato del povero Federico.
La versione ufficiale delle autorità fu che Federico era “Morto per Overdose“. Successivamente fu modificata in “Morto per atti autolesionisti“. Continua a leggere
Via XX settembre, il luogo in cui è avvenuta la violenza
Giancarlo Porcu, 38 anni, di Sant’Elia, è stato arrestato dai carabinieri per aver pestato e stuprato una ragazza in via XX Settembre, nella notte fra venerdì e sabato. Lei rientrava a casa a piedi dopo una notte in discoteca, lui l’ha seguita e aggredita in un vicolo. Lasciandole, dopo la violenza, un foglietto col numero di telefono. LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO SU L’UNIONE SARDA
Un foglietto consegnato dalla vittima, una ragazza di 30 anni, ai carabinieri della stazione di Villanova, insieme a una querela dettagliata. I militari sono piombati in casa dell’uomo arrestandolo per violenza sessuale: «Se è per quella ragazza, era consenziente», ha tentato di giustificarsi. Su disposizione del pm Maria Virginia Boi, il presunto stupratore (difeso da Massimo Puddu) è finito nel carcere di Buoncammino. Continua a leggere
riporto da facebook , non sappiamo se sia vera , noi la riportiamo, vorrei che qualcuno confermasse o smentisse questa notizia.
Soldati israeliani indossano due t-shirt prodotte con APPROVAZIONE MILITARE. Sulla sinistra, una donna incinta palestinese, con la scritta “Un colpo, due morti”, a destra un bimbetto palestinese, con la scritta “Più sono piccoli, più sono difficili da colpire”…….
Roma capitale di usura e criminalità «Più violenta di Napoli e Catania» - Il Messaggero.
È quanto mette in evidenza il rapporto di Sos Impresa
Nella capitale le rapine aumentate dell’11%
ROMA – «La tragica rapina del 4 gennaio scorso nel quartiere popolare di Tor Pignattara ha inaugurato il 2012 confermando lo stato di emergenza di sicurezza in cui versa la capitale da almeno cinque anni. «La lunga scia di sangue dell’anno che si è appena concluso ha contato 20 sparatorie e 39 omicidi: più di quanti se ne siano verificati in città a forte radicamento mafioso come Catania, Palermo, Napoli o Reggio Calabria». È quanto mette in evidenza il rapporto “Le mani della criminalità sulle imprese” di Sos Impresa.
Roma capitale dell’usura. Secondo il rapporto Confesercenti «rispetto al 2010 le rapine a Roma sono aumentate dell’11% e la violenza investe sia le periferie e le borgate, sia il centro storico e i quartieri più ricchi come Prati, Eur e Parioli». Continua a leggere
Dopo aver letto nel libro di Rao la testimonianza di “De Tormentis” Enrico Triaca ha postato questo commento sul blog INSORGENZE
Enrico Triaca venne arrestato il 17 maggio 1978 nell’ambito delle indagini sul sequestro Moro.
Appena catturato scomparve per riemergere soltanto il 9 giugno. Nei giorni in cui fu ostaggio delle forze di polizia venne torturato. Appena fu in grado denunciò le violenze ma non venne creduto. La magistratura lo condannò per calunnia.
Oggi il suo torturatore, un funzionario dell’Ucigos in pensione che esercita la professione di avvocato presso il foro di Napoli, nascondendosi dietro l’eteronimo di “professor De Tormentis” ha ammesso in un libro (scritto da Nicola Rao, Colpo al cuore. Dai pentiti ai “metodi speciali”: come lo Stato uccise le Br. La storia mai raccontata, Sperling & Kupfer 2011) che Triaca aveva detto il vero.
Alcune doverose precisazioni sul “caso de tormentis”
Dopo aver letto alcuni articoli sparsi qua e la nella rete ho comprato il libro, “Colpo al cuore”, e ritengo di dover fare alcune precisazioni e considerazioni.
Precisazioni e considerazioni sul libro del giornalista Nicola Rao, e considerazioni sul “Nobile Servo dello Stato” denominato “professor De Tormentis” . 
Inizio con il “Professor De Tormentis” che in quanto “Nobile Servo dello Stato” credo meriti la precedenza.
Esso tenta di nobilitarsi e giustificarsi dichiarando: “Io sono stato un combattente perché quella contro le Brigate Rosse era una guerra. Una vera e propria guerra.” Un combattente???????
“Professor De Tormentis” se lo lasci dire, Lei è solo un vigliacco, al servizio dello Stato, ma un vigliacco che ha la necessità di nascondersi dietro l’anonimato e come le Blatte ha vissuto negli interstizi della Storia. Ha ragione quando dice che è stata una guerra ma una guerra rivendicata dalle Brigate Rosse e sempre negata dai suoi Padroni. Quando una guerra è fatta da “combattenti” ci sono regole e codici di comportamento da rispettare tutte cose che Lei, da NON combattente ma da vigliacco, non ha fatto. Continua a leggere
In piazza Vittorio saracinesche abbassate per lutto. Fiaccolata e corteo fino al luogo del duplice omicidio
ROMA - Serrande abbassate per i negozianti cinesi di Piazza Vittorio, al posto del commercio solo candele accese in segno di lutto . La fiaccolata (guarda la diretta) della comunità cinese si è mossa da Piazza Vittorio verso via Principe Eugenio, Porta Maggiore, piazzale Labicano, per confluire in un’unica manifestazione fino a Largo Perestrello, poco distante dal luogo in cui Zhou Zeng e la figlioletta Joy di pochi mesi sono stati uccisi durante una rapina. Le foto affiancate in bianco e nero e a colori di Zhou Zheng e di sua figlia Joy di nove mesi, portate dal fratello e dalla sorella di Lia, moglie e madre delle vittime in testa, dietro migliaia di persone.
Lutto, fiaccolata e corteo per Joy e Zhou
IN PIAZZA VITTORIO - Un drappo nero e un lenzuolo bianco, fiori e candele, le foto di Zhou Zheng e di sua figlia Joy: intorno a questi simboli centinaia di cinesi si sono raccolti nel giardino di Piazza Vittorio, a Roma, cuore della Chinatown capitolina, per manifestare in solidarietà con la famiglia del commerciante ucciso e l’intera comunità cinese. «No alla violenza, sì alla sicurezza. Profondo cordoglio» è quanto si legge in cinese e in italiano su un telo nero che è stato issato su uno degli ingressi del giardino pubblico. E poi: «Nel paradiso non c’è violenza. Riposi in pace» è scritto su alcuni manifesti con la foto della piccola Joy. Sul lenzuolo bianco steso a terra, come un lungo tappeto, decine di persone hanno scritto i loro nomi e una dedica al commerciante cinese e alla figlia trucidati. Continua a leggere



































