Sblocca finanziamento da due miliardi di euro

Lisbona, 13 mag. (TMNews) – Il governo portoghese ha raggiunto l’accordo con i suoi creditori su un nuovo programma di austerità, necessario per rispettare gli obiettivi di bilancio dopo la bocciatura venuta dalla Corte costituzionale su diverse misure di rigore.
L’accordo permette di concludere in modo positivo la settima valutazione dei conti del Portogallo da parte della ‘troika’ (Ue, Fmi e Bce) e apre la strada a un finanziamento di due miliardi di euro nell’ambito del piano di salvataggio da 78 miliardi di euro concesso a Lisbona nel maggio 2011.
Il Portogallo auspica anche che, dopo questa intesa, i partner europei confermino in tempi rapidi l’accordo per una proroga dei tempi per il rimborso dei prestiti. Oggi, il ministro delle Finanze portoghese, Vitor Gaspar, illustrerà i risultati della settima valutazione della troika ai suoi colleghi dell’eurozona riuniti a Bruxelles. (fonte Afp)
Portogallo/ Accordo con la troika su nuove misure di austerità.

La Grecia ha approvato nuove misure di austerità al fine di ricevere i crediti internazionali elargiti dalla Troika. Il Parlamento di Atene ha previsto per la prima volta nella storia recente un significativo numero di licenziamenti dei dipendenti pubblici. Entro il 2014 saranno cancellati quindici mila posti di lavoro statali, un provvedimento esplicitamente richiesto dalla Commissione Ue, dalla Bce e dal Fmi al fine di rispettare i programmi di consolidamento fiscale che proseguono ormai dal 2010. Già nel 2013 saranno licenziati quattro mila dipendenti pubblici. Da più di un secolo i lavoratori statali erano protetti da normative che li proteggevano dalla perdita dell’occupazione, ma alla luce dell’alto debito pubblico ellenico la Troika è stata inflessibile sul punto, imponendo al governo Samaras una riduzione dei dipendenti pubblici.Siccome la tutela degli statali è inserita nella Costituzione dal 1911, la nuova legge la elude cancellando i posti di lavoro nelle agenzie che dovranno essere fuse o eliminate. Continua a leggere

L’«atomica» portoghese. Solo l’Alta Corte frena il massacro sociale.
di Marcello Sacco – Megachip.
Un paio di mesi fa, l’ex segretario di Stato della Cultura portoghese, Francisco José Viegas, dimessosi l’autunno scorso per non precisate ragioni di salute, aveva rotto il suo lungo silenzio ed era passato all’attacco contro il governo di cui, fino a poco tempo prima, era stato membro. Il motivo del dissenso era un certo inasprimento, forse solo di facciata, del controllo sull’evasione fiscale; piaga che al Portogallo, nel 2012, secondo uno studio commissionato dal gruppo socialista del Parlamento europeo, è costata oltre 12 miliardi di euro, cioè il triplo della spesa pubblica che questo governo ora intende tagliare. Viegas, dal suo blog, aveva annunciato che se un agente o ispettore del Ministero delle Finanze gli avesse chiesto uno scontrino lui l’avrebbe mandato (e qui il virgolettato si fa d’obbligo) a «prenderlo nel culo». È un episodio sicuramente marginale della travagliata politica portoghese di questi tempi, ma è forse la spia più interessante. Continua a leggere

Giù la maschera, “signor Draghi”: la Bce non è un’autorità finanziaria neutrale, ma una organizzazione “golpista” al servizio dell’élite europea. Archiviato Mario Monti, il finto salvatore della patria ridicolizzato di fronte a tutta l’Europa dal misero risultato elettorale rimediato in Italia, brilla di nuova luce la straordinaria perfomance del giovanissimo Paul Murphy, l’eurodeputato socialista irlandese che già il 5 dicembre 2011 fece letteralmente a pezzi l’ammutolito presidente della Bce, rinfacciandogli il famigerato diktat per l’austerity firmato con Jean-Claude Trichet per ottenere lo scalpo di Berlusconi e la capitolazione dell’Italia di fronte al ricatto telecomandato dello spread.
«Ognuna di queste misure – tuonò Murphy – porta ad attacchi contro i diritti e le condizioni di vita dei lavoratori». La “nota” della Bce terminava con una frase che Murphy definì inquietante: “Abbiamo fiducia che il governo metterà in campo azioni appropriate”. Esplicita, quindi, «la minaccia di non comprare i titoli di Stato italiani», facendo precipitare il paese nella crisi . Continua a leggere

| DI GIOVANNI ZIBORDI cobraf.comMentre i media italiani parlano solo dell’elezione di Grasso invece di Schifani come presidente del Senato e dei 14 grillini che hanno disobbedito Grillo la Troika scherza con il fuoco a Cipro (Ma i giornali italiani hanno ricevuto una direttiva dalla Presidenza della Repubblica di minimizzare la notizia delle banche di Cipro, se guardi le loro prime pagine oggi. E’ già successo nel settembre 2012, me lo dissero allora giornalisti TV, mandano una nota riservata ai direttori dei giornali…) Questa mossa sui depositi bancari di Cipro è un disastro secondo il Financial Times (1) e in questo momento c’è il caos. Il parlamento cipriota oggi è in rivolta e si è rifiutato di votare, come da accordo con la UE, oggi pomeriggio il prelievo sui depositi, nonostante un comunicato del governo ieri che dice “… o facciamo il prelievo forzoso, oppure in tre giorni tutte le banche sono fallite e vanno chiuse, usciamo dall’euro e la gente perde non solo un 7%, ma metà dei suoi soldi…”. |
Gli indignati tornano a Puerta del Sol: “Fuori la Troika”

(TMNews) – Migliaia di persone hanno sfilato a Madrid e in altre città della Spagna per chiedere un’”Europa delle persone, contro l’Ue dei mercati”, rispondendo all’appello degli Indignati.
“Non dobbiamo niente. Non paghiamo”, recitavano alcuni striscioni dei manifestanti a Valladolid, nel nord della Spagna. Uno slogan ripreso anche dai manifestanti a Madrid, in riferimento a Cipro, che imporrà una tassa eccezionale e senza precedenti sui depositi bancari in cambio di un piano di salvataggio europeo di 10 miliardi di euro.
E ancora: “Fuori la Troika”, scandivano i manifestanti in corteo fino a Puerta del Sol, piazza centrale della capitale occupata per diversi mesi dal movimento nato nel maggio 2011.
La Spagna è uno dei paesi più colpiti dal rigore imposto su pressione di Bruxelles, per raddrizzare i conti pubblici. La cura d’austerity draconiana punta a risparmiare 150 miliardi di euro in tre anni, prima della fine del 2014.
Spagna/ Migliaia a Madrid manifestano contro “l’Ue dei mercati”.

la Troika
Irappresentanti dei creditori internazionali hanno incontrato ieri i ministri greci delle Finanze e del Lavoro
I dati forniti ieri dall’Ufficio Statistico dell’Unione Europea (Eurostat) sul Pil e sui consumi delle famiglie degli Stati membri nel quarto trimestre del 2012 dimostrano che Bruxelles ha fallito per l’ennesima volta. La recessione economica tuttora in corso coinvolge ormai tutti i Paesi dell’Eurozona, anche se con intensità diversa a seconda della solidità delle singole economie. Il Prodotto Interno Lordo è sceso dello 0,6 per cento nell’ultimo trimestre, mentre su base annua il calo è del 2,7. Persino la Germania ha frenato la sua crescita registrando un abbassamento pari allo 0,6 per cento. Ma nonostante tutto gli eurocrati perseverano la loro politica a favore dei creditori (le banche) per mezzo delle privatizzazioni (svendita del patrimonio pubblico) e delle ricette di austerità e tagli (smantellamento dello Stato Sociale). Misure ordinate prevalentemente dalla Troika (Bce, Ue, Fmi) in cambio di nuovi aiuti finanziari (presiti a interesse) per “rilanciare” l’economia e continuare a risanare il proprio debito pubblico. Continua a leggere
video e altro cliccando nella link in fondo
Da un giornale portoghese: Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato, questo Sabato 2 marzo, a manifestazioni a Lisbona e in altre città del Portogallo, a suon di canzoni rivoluzionarie, per chiedere le dimissioni del governo di centrodestra e la fine delle politiche di austerità imposte dagli istituti di credito internazionali.
Secondo gli organizzatori, 500.000 persone sono scese in piazza a Lisbona, di cui 200 000 si sono riunite nella piazza del Commercio, dove si trova il Ministero delle Finanze.
Questa è stata la più grande protesta da settembre, quando la mobilitazione popolare aveva portato ad ammorbidire le misure di austerità. L’evento si è verificato questo Sabato, dopo l’adozione all’inizio di quest’anno del più grande aumento fiscale mai registrato nel paese. Il governo portoghese ha ammesso nel mese di febbraio, una contrazione economica del 1,9%, il doppio di quanto era stato previsto. I partecipanti hanno sfilato con slogan come ” l’ austerità uccide” o “Sotto la troika, il potere al popolo“, in riferimento ai creditori del paese, che sono la Commissione europea, la Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale. Tra i manifestanti nella capitale,si è anche cantato “Grandola“, simbolo della rivoluzione dei garofani del mese di aprile 1974, che pose fine alla dittatura di Salazar. Continua a leggere







