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terzigno

Sequestrate 41 tonnellate di rifiuti speciali, 9 automezzi per il trasporto e un’area di 3000 metri quadrati adibita a discarica all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio: proprio dove si trova cava Sari, la discarica di Terzigno. Denuncia il Presidente dell’ente Parco Ugo Leone sul sito istituzionale: «C´è il rischio che i rifiuti in faccia ai quali il Parco nazionale del Vesuvio aveva sbattuto la porta, entrino dalla finestra. La porta è la cava Vitiello data per non più utilizzabile come discarica; la finestra è costituita dalla minacciosa possibilità che la discarica SARI attualmente in funzione e in via di saturazione venga affiancata da una nuova cavità contigua all´attuale e sempre in area parco. Ciò mentre non solo la logica, ma la legge vorrebbe che, una volta chiusa quella discarica, si proceda alla sua rinaturalizzazione. Per questi motivi siamo costretti a riaprire la parcumiera con la speranza di doverla presto richiudere in contemporanea con la definitiva chiusura di tutte le discariche, comunque abusive, nel Parco. » Una notizia destinata a riaccendere l’insorgenza civile. Continua a leggere

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La parte civile in un processo penale è quel soggetto danneggiato dal reato per cui si è costituito il processo.

Attualmente, possono costituirsi parte civile, anche le regioni, i comuni, le provincie o le associazioni vittime del danno ambientale così come definito dall’art. 18 della l. 349/1986. Anche il soggetto privato può costituirsi, proprio in virtù della lesione del suo diritto inviolabile che trova il suo fondamento nell’art. 2 della Costituzione. Continua a leggere

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Dove sono gli italiani snob e borghesi e dove sono i leghisti?

Quelli che vedo e leggo strombazzare la difesa della Costituzione e della dignità umana. Quelli dei valori assoluti, quelli che si indignano per ogni gallina che ha urinato fuori dal cortile. Continua a leggere

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Partiamo dai dati di fatto, dalle certezze matematiche, le stesse certezze che in maniera inequivocabile pongono con le spalle al muro i responsabili dei gravi fatti avvenuti in Campania a riguardo della gestione dei rifiuti. Discarica di Chiaiano: nuove perquisizioni e sequestri effettuati dai Carabinieri del Noe nell’ambito di un inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nella gestione dell’impianto. L’asse politico-mafioso-imprenditoriale. Continua a leggere

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Lo scorso 28 febbraio si è concluso il - Progetto Diossina – .

Il progetto doveva coinvolgere tutte le discariche della sola provincia napoletana: discariche da censire e monitorare. Sono stati coinvolti 33 comuni quando la provincia di Napoli ne conta ben 92. Continua a leggere

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A Nola le discariche non le vogliono, in Campania nessuno più vuole discariche anzi, i cittadini, pretendono siano bonificate tutte quelle buche usate per decenni come magazzini per il percolato. È sempre bene specificare che per discariche non si intendono oasi dove il rifiuto viene conferito secondo norma e secondo tipologia, ma discariche intese come cave dove il camion che arriva, alza il rimorchio e scarica. Cesaro chiede maggiori poteri per poter aprire buche dove meglio crede, poi, dopo un paio d’ore, ritratta. Sembra stanco, spossato, non sa come fare per imporre le nuove buche da usare come discariche di tal quale. Continua a leggere

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Sei nuove discariche, sconti sulla Tarsu ai Comuni che ospiteranno le discariche, compensazioni ambientali, ( si tratta di soldi, come una mazzetta legale ) per le amministrazioni comunali che accetteranno di ospitare le buche, via libera ai privati nella gestione degli impianti di tritovagliatura: questo il nuovo piano deciso da Palazzo Matteotti per uscire dalla crisi che attanaglia Napoli e tutta la regione da venti anni. Continua a leggere

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Dal 1994, in Campania, lo sanno anche i sassi, non si è mai venuti a capo del

sistema dello smaltimento dei rifiuti. Ribadiamo sin da subito: non se ne è mai venuti a capo grazie alla stretta collaborazione tra camorra locale, mafia bianca e apparati deviati dentro lo Stato. Non nei governi, se fosse stato così sarebbe bastato cambiare legislatura per risolvere la questione rifiuti, invece, è sotto gli occhi di tutti, che il governo in carica fosse di destra o di sinistra non è cambiato mai nulla. Si chiama centralizzazione politica, quando la classe dirigenziale, le segreterie partitiche sono unite da affari e condividono porzioni di territorio. Anche l’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità), ha dimostrato più volte con i suoi studi, passati o più recenti, come l’accumularsi dei rifiuti, legali ed illegali, urbani ed industriali, abbiano contaminato il suolo, l’acqua e l’aria con una serie di agenti tossici tra cui la diossina. È stata riscontrata, inoltre, un’alta correlazione tra l’incidenza di cancro, malattie respiratorie e malformazioni genetiche e la presenza di discariche di rifiuti industriali e tossici. Continua a leggere

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