di Riccardo Fratini
In quasi tutti i Paesi d’Occidente, le abitudini di vita che condizionano il proprio bagaglio personale e – non ultimi – il rapporto tra genitori e figli, tra giovani e scuola e tra giovani e lavoro, in questa parte d’Europa non sono mai stati facili.
In Italia il condizionamento che i genirori vorrebbero i propri figli tutti per sé, oltre ad assogettare perfettamente le loro esternazioni affettive, esiste anche un rovescio della medaglia: si trovano poi incapaci di organizzare la propria vita, di gestire le proprie responsabilità.
Nei Paesi Bassi e più precisamente in Olanda esiste una organizzazione e una cultura estremamente diversa. L’educazione familiare non è sintonizzata sulla punizione bensì sull’assunzione della responsabilità delle proprie azioni.
Bos , dopo il dolce, si accende una sigaretta, racconta il settimanale Donna di Repubblica. Sua madre inarca il sopracciglio. E poi gli passa il posacenere. “Se glielo proibissi fumerebbe di nascosto – spiega – a sedici anni è in grado di fare le sue scelte: gli ho spiegato i rischi che corre, ma se vuol fumare, che senso a costringerlo a chiudersi nel bagno?”
Queste sono le regole: molta libertà, poco controllo. Ma ciascuno si assume le responsabilità delle proprie azioni. Continua a leggere







