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Taranto

 

di MIMMO MAZZA

TARANTO – Duecentocinquantamila euro per compiere lavori stimati tra i 2,5 e gli 8 miliardi di euro. Il compito che attende Enrico Bondi, nominato dal Governo Letta commissario straordinario dell’Ilva dopo essere stato per circa un mese amministratore delegato della stessa società, è di quelli da far tremare i polsi. Nella sua lunga carriera di risanatore (ma anche, se non soprattutto, di tagliatore di costi), Bondi ha vinto sfide che sembravano impossibili, come ad esempio il salvataggio della Parmalat. Ma stavolta è tutto diverso. All’Ilva di Taranto è stata rilasciata il 26 ottobre dall’allora ministro Clini una Autorizzazione integrata ambientale che prevede una ingente quantitativo di lavori (stimati appunto tra i 2,5 e gli 8 miliardi di euro, a secondo degli stimatori) di rifacimento degli impianti, considerati da perizie terze fonte di malattie e morte per operai e cittadini. Continua a leggere

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E dopo altri 30 il commissario vara il piano industriale

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Roma, 4 giu. (TMNews) – Contestualmente alla nomina del commissario straordinario, il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare “nomina un comitato di cinque esperti, scelti tra soggetti di comprovata esperienza e competenza in materia di tutela dell’ambiente e della salute, che, sentito il commissario straordinario, predispone e propone al Ministro, entro 60 giorni dalla nomina, in conformità alle previsioni delle norme comunitarie e delle leggi nazionali e regionali, il piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria dei lavoratori e della popolazione e di prevenzione del rischio di incidenti rilevanti”. E’ quanto prevede la bozza del decreto legge per il commissariamento dell’Ilva che sta per essere esaminata dal Consiglio dei ministri e che quindi potrebbe ancora variare. Continua a leggere

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Ilva, “commissariamento temporaneo” “La chiusura costerebbe 8 mld l’anno”.

 Maxi truffa all’Inps indagato un senatore

Il ministro Zanonato: «Oggi il decreto. Consentirà di gestire l’azienda attuando l’Aia e tutti i piani di risanamento»

«La decisione è di convocare oggi il Governo per un decreto che preveda un commissariamento temporaneo dell’Ilva, che consentirà di gestire l’azienda attuando l’Aia e tutti i piani di risanamento». Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, prima di entrare nell’Aula della Camera per riferire sul caso Ilva.  Continua a leggere

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I sindacati: «Sull’Ilva una risposta subito» Stefàno: «Serve commissario super partes».


Era piena piazza della Vittoria ieri sera. Piena di lavoratori che aderiscono alle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil che hanno organizzato la manifestazione di Taranto, la prima di una serie d’iniziative per rilanciare il tema del lavoro, «la priorità assoluta»
di ALESSANDRA CAVALLARO

Gli incontri a Roma convocati dal Governo per fare il punto sul caso-Ilva, danno fiducia anche ai tre segretari provinciali. I temi legati al futuro dell’acciaio a Taranto, e di conseguenza anche il destino dei lavoratori diretti e dell’indotto, piombano sul palco montato in una piazza davanti al quale sventolano le bandiere sindacali.  «E’ stato un incontro quello di giovedì con sindacati e parti sociali – spiega Luigi D’Isabella, segretario provinciale della Cgil – in cui abbiamo chiesto due cose fondamentali: garantire, senza proroghe, il processo di ambientalizzazione attraverso l’Aia e che l’azienda continui ad operare. Perchè se così non fosse, sarebbe più complicato trovare le risorse che consentono il risanamento. Al Governo abbiamo poi sollecitato una soluzione che valuti questi due aspetti, faccia chiarezza e dia certezze ad una città che ha vissuto un anno con tante lacerazioni.  Continua a leggere

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Ilva, la Finanza ora indaga su una struttura parallela   Si produce poco, chiude il treno nastri 1.    di MIMMO MAZZA

Resi pubblici gli stipendi Aqp, quei dirigenti d’oro con auto e casa pagata

TARANTO - Chi comanda nell’Ilva ? E’ vero che esiste da anni una rete parallela di governo, dominata dai cosidetti «preposti», funzionari di Riva Fire (la società controllante di Ilva spa) spediti di volta in volta nei reparti per vigiliare, dare istruzioni e curare senza andare troppo per il sottile, gli interessi dei padroni?  Continua a leggere

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È il momento di separare l’Ilva dai Riva?

Il governo è alla ricerca di una soluzione per scongiurare la chiusura dello stabilimento siderurgico di Taranto. Sarebbe esclusa, al momento, l’ipotesi dell’esproprio, ma anche per ricorrere all’amministrazione straordinaria o al commissariamento potrebbero occorrere modifiche  normative.   Mariantonietta Colimberti

Femminicidio, la camera approva la Convenzione di Istanbul (video)

È il momento di separare l'Ilva dai Riva?

Col senno di poi bisogna dire che forse aveva ragione Francesco Boccia, commissario liquidatore del comune di Taranto nel secondo governo Prodi, ora presidente della commissione bilancio della camera, quando propose la costituzione di un comitato di cogestione per il caso Ilva e similari fino a completamento delle bonifiche. Con dentro rappresentanti dei lavoratori, del ministero dell’ambiente, della proprietà, del tribunale. Continua a leggere

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Corsa disperata per salvare l’azienda.

Al ministero niente di fatto. L’azienda contro i giudici: «Mettono a rischio il lavoro». A Roma si cerca la quadra dopo le dimissioni del cda seguite al maxisequestro di beni dei Riva. Vendola e Fiom per la nazionalizzazione. In bilico 20 mila posti più l’indotto.     Gianmario Leone

Un vertice preliminare per provare a dipanare una matassa che ad oggi appare sempre più inestricabile. L’incontro governativo sull’Ilva convocato ieri al ministero dello Sviluppo economico (Mise) ha visto riuniti intorno a un tavolo il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato, l’amministratore delegato dell’Ilva, Enrico Bondi e il presidente Bruno Ferrante (entrambi dimissionari), il sottosegretario allo Sviluppo economico, Carlo De Vincenti, il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e il sindaco di Taranto Ippazio Stefano.Intanto in serata si è appreso che una trentina tra capi reparto, capi squadra e capi turno dell’area a caldo dell’Ilva si sono dimessi dall’incarico, pur garantendo la sicurezza degli impianti.
La decisione è stata presa dopo il provvedimento di sequestro del patrimonio dei Riva disposto dalla magistratura che ipotizza reati, oltre che nei confronti dei legali rappresentanti di Ilva e Riva Fire, anche per «dirigenti, capi area, responsabili dell’esercizio dello stabilimento di Taranto, di cui Riva Fire è società controllante».Tornando all’incontro romano, il Mise ha diramato una nota: «Nel corso della riunione – si legge – sono state acquisite ulteriori informazioni sulla situazione aziendale. Continua a leggere
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Ilva, i Riva: a rischio continuità aziendale Il governo: non lasceremo soli i lavoratori -

L’Usb: se necessario occuperemo la fabbrica. Vendola chiede l’amministrazione straordinaria

Vendola dopo il vertice (foto Di Meo-Ansa)

ROMA – «Il sequestro deciso dai magistrati di Taranto mette a rischio la continuità aziendale dell’Ilva». Lo segnala una nota emessa dopo il Cda di Riva Fire. In prima battuta «il provvedimento rischia di compromettere l’iter per l’approvazione del piano industriale 2013-2018 avviato da mesi, sia da Ilva che da Riva Fire». Continua a leggere

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