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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

rapporti sociali

Liberazione.it – L’ordine di Berlino regna in Europa.

 

Angela Merkel 57 anni (Ansa)

Angela Merkel – fotografia da web (redazione N.R.)

di Paolo Ferrero

Il vertice europeo si è concluso con la piena vittoria della Cancelliera Merkel. Nella nottata di venerdì è stato deciso un vero e proprio Colpo di Stato Monetario e così l’ordine di Berlino regna in Europa! Non ci sono termini abbastanza forti per descrivere l’impasto di ideologismo neoliberista, di egoismo pantedesco e di vera e propria stupidaggine che informano quanto deciso in sede europea. Come dopo la crisi del 1929, la follia torna a prevalere nelle classi dominanti del vecchio continente e la stagione nata dopo la guerra antifascista viene rovesciata nel suo contrario. Con questo accordo, viene demolita l’Europa del welfare, l’Europa dei diritti sociali e civili, l’Europa che ha conosciuto nel protagonismo dei lavoratori e dei sindacati il proprio tratto distintivo. Il modello europeo, appunto. Le scelte assunte a livello europeo sotto l’egemonia della destra prussiana e l’ignavia delle altri parti in commedia – a partire dal ridicolo Sarkozy – avranno pesanti ripercussioni non solo sull’economia ma sui livelli di vita e di civiltà del continente europeo. Continua a leggere

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Linosa: l’odissea del barcone carico di donne e bambini – Video – Repubblica Tv – la Repubblica.it.

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Giugliano, muro di 3 metri contro i rom Dividerà campo nomadi da area-imprese - Il Messaggero.

di Tonia Limatola

GIUGLIANO (5 ottobre) – Un muro traccerà la linea di confine tra le imprese e le nuove case dei rom. La barriera di mattoni alta tre metri, finanziata dalla Provincia, assieme a una nuova ordinanza di sgombero, farà scattare a breve il conto alla rovescia per portare gli ex nomadi fuori dalla zona Asi.

Dopo anni di braccio di ferro tra gli imprenditori e le associazioni, venerdì se ne discuterà in Prefettura. Sul tavolo le modalità di trasferimento e, probabilmente, di selezione dei 120 rom – sui quasi seicento presenti da metà degli anni Ottanta all’interno dell’area industriale – che dovranno alloggiare nel villaggio attrezzato dal Comune, sempre a pochi passi dall’Asi. Addio baracche di legno e lamiere, senza acqua e senza luce, ma solo per una parte delle famiglie, in pratica. Di soluzioni abitative alternative, infatti, finora non si è mai discusso, né era andato a buon fine il tentativo di provincializzare – cioè di spostare in altri comuni – i rom in esubero. Continua a leggere

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Rupe Tarpea – Toni Jop – l’Unità.it.

immagine da web aggiunta a cura della redazione di NR

Ciarrapico è solo l’ultimo a scusarsi per quel che ha detto – «Fini ordini le kippah» – sostenendo che non voleva offendere nessuno e che quel che lui sembrava, e cioè, antisemita, in verità non è. Dei «malintesi» che hanno colpito il premier abbiamo perso il conto. Restiamo al presente: Bossi dice che i romani sono porci e a breve giro di ruttini provvede a smentire: era solo una battuta, non volevo offendere nessuno. Poi, quel docente del Conservatorio di Milano che aveva scritto: troppi disabili nelle nostre scuole, torniamo alla Rupe Tarpea. Anche lui non voleva offendere nessuno e giura di non essere razzista. Per non parlare di quante volte ai caporali leghisti è sfuggito di bocca il loro vero obiettivo, la secessione, e cioè un delitto contro la Costituzione, e poi hanno smentito sostenendo che era una boutade, che a loro interessa solo il federalismo solidale. Secondo noi, menzogne. Ma di segno tutto sommato positivo: si vergognano, ancora, di quel che sono. La loro vigliaccheria è la nostra migliore garanzia.

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REDAZIONALE: Continua a leggere

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Il bacio gay va sul Web Studente Usa si uccide – LASTAMPA.it.

Il video era stato “rubato” dal suo compagno di stanza con una webcam
CORRISPONDENTE DA NEW YORK
Tyler Clementi Un video online induce al suicidio il diciottenne Tyler Clementi e l’Università di Rutgers dove studiava è al centro delle indagini della polizia del New Jersey, impegnata a ricostruire come Internet abbia potuto innescare il suicidio del promettente violinista. Ciò che emerge è una trama che somma bullismo online e intolleranza per i gay in un ateneo dove gli alunni versano fino a 40 mila dollari l’anno per frequentare i corsi. Tutto inizia con un messaggio postato su Twitter il 19 settembre da Dahrum Ravi, compagno di stanza di Clementi: «Mi ha chiesto la camera fino a mezzanotte, sono andato da Molly, ho acceso la videocamera e l’ho visto strofinarsi con un altro».Molly è una ragazza asiatica amica di Ravi e assieme decidono di mettere online il video amatoriale che ritrae Clementi mentre si bacia con un amico. L’impatto sul ragazzo deve essere stato devastante perché tre giorni dopo scrive su Facebook «Mi getto dal George Washington Bridge, scusatemi» e si toglie la vita nelle acque dell’Hudson, testimoniando l’incapacità di resistere all’improvvisa divulgazione del bacio gay.

Chi lo conosceva ne parla come di un ragazzo molto riservato nel campus universitario di Piscataway, in New Jersey, «dolce e timido» nonché appassionato di musica e molto apprezzato nel suonare il violino. Arkady Leytush, direttore artistico dell’orchestra dove suonava, parla di «evento drammatico nella New York del XXI secolo, dove un ragazzo promettente può essere ucciso da un filmato rubato grazie a Internet». A conferma del carattere schivo solo 3 studenti su 50 hanno detto alla polizia di conoscerlo mentre lui, su Facebook, aveva scelto come frase preferita una citazione della canzone «Non mi innamorerò più»: «Cosa ricevi quando baci un ragazzo? Abbastanza germi per prendere la polmonite».

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Facebook | Dieci milioni e mezzo di donne vittime di molestie e ricatti sessuali.

Dieci milioni e mezzo di donne vittime di molestie e ricatti sessuali

Rappresentano la metà delle donne (51,8%). Negli ultimi tre anni sono 3,8 milioni. Un milione e 224 mila le vittime sul posto di lavoro.

ROMA – “Circa la metà delle donne in età 14-65, (10 milioni e mezzo pari al 51,8%)  hanno subito almeno una molestia o un ricatto a sfondo sessuale nell’arco della loro vita, 3,8 milioni negli ultimi tre anni e un milione e 224 mila sul posto di lavoro, l’8,5% delle lavoratrici attuali o passate, incluse le donne in cerca di occupazione”. È quanto evidenzia uno studio dell’Istat su “molestie sessuali e i ricatti sessuali sul lavoro” presentato questa mattina presso la sede dell’Istituto nazionale di statistica a Roma. L’indagine è stata effettuata nel 2008-2009 tramite interviste telefoniche nell’ambito dell’Indagine multiscopo sulla “Sicurezza dei cittadini” su un campione di 60 mila famiglie per un totale di 24mila 388 donne di età comprese tra i 14 e i 64 anni. Uno studio sviluppato grazie alla convenzione stipulata tra l’Istat e il Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio.

Più esposte alle modestie le donne che abitano nei centri delle aree metropolitane, dove la percentuale sale al 64,9%, e nei comuni periferici delle stesse aree, dove si attesta al 58%. Sopra la media il settentrione col Nord Ovest (57,2%), seguito dal Nord Est (54,3%). In particolare, valori sopra la media si registrano in Piemonte (58,9%), Lombardia (56,9%), Emilia-Romagna (56,3%) e Liguria (55,5%). Negli ultimi tre anni sono state 3 milioni e 864 mila (il 19,1% del totale) le donne di 14-65 anni ad aver subito almeno una molestia o un ricatto sessuale sul lavoro. Più colpite le ragazze tra i 14-24 anni, sono il 38,6%, per le quali la probabilità di subire una molestia è doppia rispetto alla media. Seguono le 25-34enni (il 29,5%). Negli ultimi tre anni, però, è il Sud Italia a far registrare valori più alti, il 21% contro il 19,9% del Nord Ovest e il 17,7% del Nord Est. Un dato, spiega l’Istat, che potrebbe avere una spiegazione nella maggiore partecipazione delle donne del Sud al mercato del lavoro. Valori più alti, infine, sono stati rilevati per quanto riguarda le laureate e le diplomate. (ga)© Copyright Redattore Sociale

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Guerra del burqa: la madre magrebina toglierà la maschera entrando a scuola – Corriere Roma.


Una madre in burqa accompagna il figlio a scuola (M.Vacca)
Una madre in burqa accompagna il figlio a scuola (M.Vacca)

LATINA – Continuerà ad indossare il velo, ma scoprirà il volto quando arriverà nell’atrio della scuola per riprendere il proprio figlio. Si è risolto lunedì 20 settembre, con un compromesso, il caso della madre di religione islamica che a Sinnino (Latina) si recava ad accompagnare a scuola il figlio indossando il burqa. Altri genitori si erano lamentati del suo abbigliamento che «spaventava i bambini».

Solidarietà: donne solidali con la madre magrebina manifestano in burqa alla scuola di Sonnino
Solidarietà: donne solidali con la madre magrebina manifestano in burqa alla scuola di Sonnino

MAMME PREOCCUPATE – Il sindaco del borgo pontino Gino Cesare Gasbarrone, aveva annunciato sabato che le avrebbe chiesto di togliere il burqa. Ma la soluzione è stata un civile compromesso: la polemica che aveva investito una donna magrebina, moglie di un Imam, si chiude con l’impegno della donna – una volta giunta all’asilo con il bambino con il volto completamente coperto – a togliere quella che altre signore avevano definito una spaventosa maschera nera. Ma solo una volta giunta all’interno della scuola.
«Sotto il lungo vestito potrebbe nascondersi chiunque, anche un malintenzionato che avrebbe libero accesso nella scuola», avevano rimarcato le mamme di Sonnino che della questione hanno interessato diregente scolastico, sindaco e persino i carabinieri.

INCONTRO CHIARIFICATORE – La soluzione pacifica – quando nei giorni scorsi si era parlato persino di una ordinanza ad hoc – è emersa dall’incontro di lunedì mattina tra il sindaco di Sonnino, la preside Assunta Natalini ed il marito della donna, l’Imam Mustafa Addì. «Noi rispettiamo le leggi italiane ed il Corano ci consente di far girare le nostre donne anche con il volto scoperto. Da oggi in poi – ha detto – mia moglie si recherà a scuola in questo modo per non spaventare i bambini».
Durante la riunione si è tenuta anche una piccola manifestazione dove alcune donne hanno indossato il burqa in segno di solidarietà con la donna magrebina: prossimamente è stata annunciata l’iniziativa di presentare progetti di integrazione culturale che coinvolgono le scuole dell’intero paese.

Michele Marangon

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Il Riformista.

L’uomo: Mi han detto di pensarci prima di metterli al mondo…

L’uomo: Mi han detto di pensarci prima di metterli al mondo…

Torino, 17 set. (Apcom) – Non ha i soldi per pagare la mensa scolastica alla figlia e si incatena al cancello del Comune per chiedere aiuto. Ma la risposta è: arrangiati potevi usare un profilattico. Il protagonista è un uomo di 36 anni che si è incatenato ieri intorno all’ora di pranzo davanti al Municipio di Givoletto, nel Torinese, perchè non avrebbe ricevuto sostegno economico nè da parte del comune nè da parte della scuola per pagare la retta della mensa scolastica della figlia, che frequenta la quinta elementare. Il padre, che ha altri due figli, si è presentato in Comune richiedendo un aiuto economico. L’uomo aveva già parlato con le maestre della scuola chiedendo loro se la figlia poteva portarsi il cibo da casa per il pranzo, ma la sua idea è stata respinta per motivi igienico-sanitari. La retta ammonta intorno a 80 euro mensili. Quando il padre questa mattina ha spiegato l’accaduto a un consigliere comunale, non ha ricevuto il sostegno economico desiderato e si sarebbe sentito rispondere “che poteva pensarci prima a mettere al mondo dei figli, se poi non li poteva mantenere”. La risposta ha provocato la rabbia dell’uomo, che si è incatenato per protesta alle cancellate del Comune. “Sia io che mia moglie lavoriamo – spiega Russo – io faccio l’operatore sociosanitario e mia moglie l’infermiera professionista. Il nostro problema è che non riusciamo a pagare le rette delle mense scolastiche delle bimbe, che in totale ammontano a 170 euro al mese”. “Mentre stavo parlando con il vicesindaco è arrivato un consigliere comunale che mi ha detto ‘io la soluzione ce l’avrei, avete solo da mettervi il preservativo’”, ha raccontato l’uomo che non ha intenzione di rinunciare alla sua battaglia. “Lunedì manderò mia figlia a scuola con il pranzo preparato a casa, chiedo solo più attenzione per le famiglie numerose come la mia che non riescono ad arrivare a fine mese”.

Bat/

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YouTube – STOP THE WAR – IL MONDO CHE VOGLIAMO.

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YouTube – antonio tabucchi discorso alla festa di emergency firenze 11 settembre 2010.

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Neonata sottratta a madre dopo parto, è adottabile – Cronaca – ANSA.it.

TRENTO – Appena nata, subito dopo il taglio del cordone ombelicale, era stata sottratta alla giovane madre dai servizi sociali su disposizione del Tribunale dei minori di Trento. Ora lo stesso Tribunale ha deciso: la bimba, ormai allontanata dalla madre considerata incapace di accudirla, puo’ essere adottata.

La sentenza – che prevede da subito un affidamento preadottivo, senza attendere il mese utile per l’impugnazione della sentenza – mette per ora fine alla vicenda che tanto scalpore ha provocato a livello nazionale mettendo in moto anche una gara di solidarieta’ nei confronti della giovane donna, che aveva deciso di tenere il figlio nonostante uno stipendio di 500 euro al mese.

Il caso era stato sollevato due mesi fa dallo psicologo Giuseppe Raspadori, consulente di parte, che aveva parlato di ”atto contro natura” da parte dei giudici che ”avevano messo in dubbio la capacita’ genitoriale contrapponendo l’interesse della madre a quello del minore”.

Sconcerto viene espresso dall’avvocato della donna, Maristella Paiar, la quale ritiene che i giudici ”abbiano avvalorato le inesatte informazioni del Servizio sociale che imputano alla mamma immaturita’, poverta’ materiale ed emotiva e l’avvio della gravidanza come elemento di fragilita’, colpa e incoscienza”.

L’avvocato Paiar e’ delusa: ”la sentenza fraintende la consulenza che aveva invece evidenziato come la mamma ‘non ha estremi di irrecuperabilita’ tali da negarle di essere una mamma sufficientemente capace, e grazie alla adesione ai programmi di sostegno dei servizi sembrano dimostrare una evoluzione positiva che indica la possibilita’ di intraprendere una relazione assistita con la figlia”’.

I giudici del Tribunale dei minori non hanno inoltre accettato di concedere un anno di prova alla giovane madre chiesto dai consulenti. ”Ora la donna sta vivendo questa decisisone dei giudici come profondamente ingiusta”, aggiunge l’avvocato Paiar. ”E’ molto delusa e triste perche’ non vede la sua bimba dal giorno in cui e’ nata e non ha potuto neppure avere notizie dirette dagli operatori che la curano per divieto imposto dal Servizio sociale. E’ pero’ decisa a proseguire nei suoi sforzi per riavere la sua bambina che non vuole in nessun caso abbandonare”.

Per questo la difesa sta gia’ predisponendo l’atto di appello. Sconcerto viene espresso dal presidente nazionale dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani, che parla di ”provvedimento grave che recidera’ per sempre i rapporti tra madre e figlia”. ”La legge sancisce che lo stato di adottabilita’ di un minore debba essere considerato come ‘l’ultima spiaggia’ di un lunghissimo e serissimo percorso, organizzato dal Tribunale al fine di recuperare ogni problematico rapporto tra i genitori ed i figli”’, prosegue l’avv. Gassani secondo cui ”si ripropone con forza la necessita’ di rivedere gli orientamenti della giustizia minorile e le relative prassi”.

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Quotidiano Net – Rom, il Parlamento europeo: “Sospendere le espulsioni”.

Adottata una risoluzione per chiedere alla Francia e agli altri Stati dell’Unione di fermare i rimpatri che hanno suscitato aspre polemiche nelle ultime settimane

Rom romeni all'aeroporto 'Charles de Gaulle' di Parigi (Reuters)
Rom romeni all’aeroporto ‘Charles de Gaulle’ di Parigi (Reuters)

Strasburgo, 9 settembre 2010 – Il Parlamento europeo ha adottato oggi una risoluzione per chiedere alla Francia e agli altri Stati dell’Unione europea di “sospendere immediatamente” le espulsioni dei rom, che hanno suscitato aspre polemiche nelle ultime settimane.

La risoluzione, presentata da socialisti, liberali, verdi e comunisti, ha ottenuto 337 voti a favore e 245 contro. Il Parlamento si è dichiarato “molto preoccupato per le misure adottate dalle autorità francesi, come da quelle di altri Stati membri nei confronti di rom e nomadi, che prevedono la loro espulsione”. La risoluzione adottata chiede a Parigi e alle altre autorità “di sospendere immediatamente tutte le espulsioni”.

Un’altra risoluzione presentata dalla destra del Partito popolare europeo e dagli euroscettici dell’Ecr (European Conservatives and Reformists), che non condannava la politica francese nei confronti dei rom, è stata bocciata dal Parlamento.

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa



Redazionali e Collaborazioni
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febbraio ...arriveremo :)

programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"

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quotidiani esteri del 4 febbraio

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