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racconti

GLI ZINGARI DI KOUDELKA A MILANO

In un regno di una parte dell’Europa ottocentesca, vi era un giudice noto per la sua severità e intransigenza di una città che era rinomata per essere la più fiorente del suddetto Regno.
Questo giudice era il figlio di colui che aveva sistemato parte del codice penale del regno, introducendo anche una legge che favoriva il pentitismo con annessi premi e sgravi di pena a chi portava alla condanna verso il delinquente di turno.

Un giorno di Gennaio, accade che un gruppo di briganti assaltò una panetteria della suddetta città, legando il proprietario e svuotando completamente il negozio. Non era la prima volta che la banda attuava piani simili: in precedenza avevano svuotato diverse panetterie e dato a fuoco a diverse case di chierici e notai.
Il sindaco, informato dei fatti, ordinò una caccia senza quartiere della banda. Dopo diversi mesi, riuscirono a catturarli tutti.
Vennero portati nella prigione della città dove vennero torturati uno ad uno per la confessione. Tra questi briganti, vi era anche uno zingaro: costui fu l’unico a subire il triplo delle torture -cinghiate, affogamenti, botte e via dicendo- rispetto ai suoi compagni.
Quando i compagni dello zingaro seppero della legge sul pentitismo -e che gli avrebbe salvato la vita, accusarono lo zingaro di essere il capo di quei saccheggi. Continua a leggere

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La domanda mi è sorte spontanea quando ho iniziato ad interessarmi alla mia salute. Il problema della classe per me non è solo fondamentale ma oserei dire vitale. Come tante altre famiglie, anche noi stentiamo ad arrivare neanche a fine mese, ma alle tre settimane, quindi potete immaginare quanti pochi soldi restino per le spese mediche.

Finchè non ho avuto problemi, ho evitato di farmi visitare pur sapevo di sbagliare. Un po’ per paura di scoprire qualche cosa che non andava, un po’ per pigrizia e un pò per quella stupida idea che ti fa pensare che, essendo giovane, sei sempre in salute. Ma quando ho deciso di farmi una benedetta visita ginecologica ho dovuto confrontarmi con problemi che avevo sottovalutato. Continua a leggere

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l quarto di cinque racconti scritti per RadioTre. Le storie dei braccianti africani

Volevano bruciarci vivi, mi ha salvato l`ombra di Dio

I giorni della rivolta in Calabria. Alle quattro di mattina nelle rotonde di Castel Volturno. Sul tappeto rosso di Venezia accanto a Quentin Tarantino. Il nostro primo sciopero in Campania: “Non lavoro per meno di 50 euro”. Ci chiamate schiavi, ci chiamate clandestini. “Noi saremo ricordati”, abbiamo scritto sui muri di Rosarno. Come i fratelli americani nei campi di cotone, anche noi stiamo scrivendo la storia.

 

Ascolta su RadioTre Fahreneit

A settembre la strage a Castel Volturno. Poche settimane dopo, ancora piombo sui nostri fratelli, questa volta a Rosarno. Una rapina. La prima protesta è stata abbastanza pacifica. A un anno di distanza ci hanno sparato di nuovo. Questa volta neanche l`ombra di un motivo. Continua a leggere

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Marina di Campo, Isola d’Elba, fine luglio dell’anno 1983.
Verso le ore 22 di quella caldissima nottata, mentre sul lungomare prospiciente la spiaggia si sta svolgendo il solito, fittissimo passeggio serale, compare all’improvviso un gruppo di circa una ventina tra giovanotti e ragazze, vestiti in mondo decisamente pittoresco.
Chi indossa un rozzo pigiama a strisce; chi si è presentato con al piede una palla con la catena (fatta con carta di giornale pressata); chi ha addosso un asciugamano scuro che vorrebbe simboleggiare una toga da avvocato; chi si è portato dietro un mitra giocattolo; e così via.
Il gruppo è preceduto da uno striscione fatto con un lenzuolo, recante la scritta: Continua a leggere
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Di Giandiego Marigo

 

Sono davvero moltissimi gli amici che ci stanno provando in tutte le maniere e mi dispiace vederli arabbattarsi, sbattersi ed ogni volta profondere entusiasmo su un qualsiasi nuovo progetto e bisogna pur dire che ne nascono moltissimi e con sorprendente rapidità.

Rilanciando ogni volta la speranza che si ricreino le condizioni ed il contesto nel quale inizi ad agire e si qualifichi un Nuovo Soggetto di Sinistra.

Mentre i più si macerano nell’incertezza e nell’attesa in Spagna ed in Grecia…qualcosa, pur nella sua scarsa influenza, avviene, mentre qui da noi invece regna il silenzio più umiliante. o al limite il balletto istituzionale,“dell’io sono la vera sinistra”.

Nel frattempo quelli che si auto-definiscono appunto “sinistra” (anche se ormai come nelle parole troppo ripetute sfugge il vero significato) modulano unicamentre un “racconto fatto di alleanze d’opportunità” che ha per finalizzazione, unicamente, il loro rientro in parlamento(alla faccia delle masse popolari e delle rivoluzioni che continuano a richiamare inutilmente). Continua a leggere

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Moderni, strutturalmente lineari e di forte impatto, ecco come appaiono gli otto racconti brevi del libro “Ricomincio a fumare” (Giovane Holden Edizioni).

È una penna fresca quella di Roberto Balsarin, una penna che scivola veloce sul foglio regalando immediatezza di emozioni al lettore che, una volta tanto, non è costretto a perdersi nei meandri di frasi tutte da interpretare. Brani incisivi, che catturano all’inizio e – cosa fondamentale e affatto facile – non deludono alla fine. Storie di tutti i giorni, adattabili a chiunque grazie ad una carrellata di personaggi che danno vita ad un mix di allegria, romanticismo e passione. Nei racconti non manca una vena malinconica che, puntuale, manifesta una profondità di pensiero espressa tramite uno stile che Balsarin riesce a mantenere sempre graffiante. Continua a leggere

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di Giandiego Marigo

Avrei voglia di urlare tutto il mio disappunto per tutta questa energia positiva sprecata, per questa capacità di comunione, di unità negli intenti buttata al vento.

Per chi, come me, non segue il calcio ed anzi sottilmente disapprova questa “passione nazionale” è sempre molto educativo guardarsi attorno nei giorni di “mobilitazione calcistica”. Il mondo, attorno cambia, si svuota…resta sospeso per 90 minuti , diventa un non luogo, in un assurdo silenzio, una immobilità innaturale ed insolita…impossibile per qualsiasi altra occasione ed evenienza. Nulla riesce a compiere questo miracolo di desertificazione silenziosa..null’altro.

Questo dovrebbe far riflettere, al di là delle ottime ragioni che, pure, esistevano per boicottare questi europei.

La “capacità di mobilitare” di “allineare” tutti, dietro ad una bandierina, pronti, obbedienti e “tendenzialmente sodali” non appartiene al mondo delle cose serie, non alla chiesa, non allo stato né ai Re, non alle rivoluzioni  né alle fedi, non alle emergenze ed ai terremoti. A nessuna di queste cose…è appannaggio unico, indiscutibile della “nazionale di calcio”.

Una idea vuota, vaqua, vaga ed anche un poco sciocca…eppure essa piega la volontà persino dei più tenaci moralisti, degli intellettuali e dei militanti, cripto marxisti più severi…unificandoli dietro all’inutile, facendoli urlare come ossessi per undici ragazzotti molto viziati, sicuramente super pagati e molto vuoti, che corrono, senza nemmeno troppa convinzione, dietro ad un pallone.

A prescindere dall’innegabile fatto che ognuno è libero di farsi il bidè con in mano una pistola carica, senza sicura…se crede.

Resta, altrettanto innegabile la realtà di città vuote avvolte in un silenzio grottesco rotto solo dal riverberare delle voci dei cronisti attraverso migliaia di televisori che trasmettevano in contemporanea.

E’ in momenti come questo che si capisce d’avere perso davvero. Il Potere ha in mano i nostri cervelli e ne fa quel che meglio crede…loro sanno annichilire ed unificare tutti dietro un bandiera inutile ed inventata…nessun altro sa farlo, non c’è reazione, non esiste alternativa, mai come con il calcio questo è chiaro, palese e totalizzante.

Anzi gli intellettuali militanti, sopracitati, si arrabattano a giustificare questa sospensione della razionalità quasi fosse un diritto fondamentale dell’essere umano…che so da annoverare nella “carta dei diritti dell’uomo”. Continua a leggere

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Mi arrendo…senza alcuna trattativa

all’essere umano ed alla sua miseria

Umiliato dall’estrema povertà

annoverato fra i perdenti…senza speranza.

Umiliato ancora e ancora

dal ricorrere, dal ripetersi e dal tornare.

Da mille e mille spiagge

dove approdammo

ad iniziare un nuovo mondo

dove morimmo

fermati sin dal nascere

in questo nostro cammino

Innumerevoli racconti…le fiabe e le speranze Continua a leggere

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