È inutile negarlo, la nostra è una società in cui la competizione prende in causa più l’apparire che l’intelletto: in molte sfere lavorative il curriculum professionale viene sostituito da un biglietto da visita che mette in evidenza corpi rifatti per le donne e scolpiti nel minimo dettaglio per gli uomini. Sono proprio quest’ultimi, gli uomini, ad offrirci un nuovo campanello d’allarme per un disturbo in crescita esponenziale: la vigoressia.
La vigoressia, sebbene colpisca anche il gentil sesso, è tipicamente maschile e rappresenta una forma di desiderio maniacale per un fisico atletico e tonico addosso al quale non viene tollerata la più piccola imperfezione. Chi è affetto da vigoressia trascorre più tempo possibile in centri fitness, spende molto in integratori alimentari mirati e va alla ricerca di continui suggerimenti su riviste specializzate, ma a prescindere dal risultato – anche se statuario – rimane sempre con una costante forma di insoddisfazione e il desidero di ottenere “qualcosa in più”. In un periodo medio lungo, il disturbo si trasforma in vera e propria dipendenza che intacca ogni sfera della vita: il corpo diventa fulcro di tutto, unico elemento al quale riservare dedizione e tempo. Il lavoro viene vissuto come un mezzo atto a incamerare danaro da spendere per il solo acquisto di prodotti specifici; amici e familiari vengono vissuti come un impedimento allo trascorrere indisturbati centinaia di ore in palestra. Continua a leggere
“Voglio essere più bella. Voglio il seno più grande, i glutei più sodi, il ventre piatto, la bocca carnosa, il naso alla francese, gli zigomi più pronunciati”. Sono queste le richieste che, in generale, giungono da parte di tante donne a chi si occupa di chirurgia estetica. Richieste non sempre motivate da un reale problema fisico che comporta la non accettazione di sé. Prova ne è che sempre più donne paiono essere riprodotte con lo stampino: stesse bocche, stessi nasi, stessi zigomi. Il bisturi del chirurgo interviene troppo spesso solo per soddisfare l’insana smania di raggiungere un tipo di bellezza impossibile e innaturale.
La morte della 23enne tedesca Caroline Berger – in arte Sexy Cora – è notizia dell’ultima ora. La ragazza, pornostar di professione, è deceduta dopo una settimana di coma a seguito dell’ennesimo intervento per ingrandire il seno. Non soddisfatta di una misura già importante, si era rivolta al suo chirurgo per diventare ancora più “esplosiva”. Per lei il corpo era un vero e proprio business. Ma non solo per lei. Anche per il medico che le ha detto sì. Che ha detto sì ad un intervento che non doveva, per nessun motivo, essere eseguito. E la storia di Caroline non è di certo l’unica e, molto probabilmente, non sarà l’ultima. Continua a leggere








