Get Adobe Flash player

morti in libia

37 LAVORATORI MORTI NELLE PRIME DUE SETTIMANE DI GIUGNO. Più della metà delle 71 vittime registrate nei 31 giorni di maggio, già record negativo mensile degli ultimi tre anni. il 50 per cento dei decessi si e’ verificato in agricoltura. un terzo delle vittime aveva piu’ di sessant’anni. cosi’ l’esperienza talvolta non aiuta,  ma abbassa i livelli di guardia.

 

 

Prosegue drammaticamente in Italia il bollettino delle morti bianche. In poco più di due settimane (dall’1 al 17 giugno) hanno perso la vita 37 lavoratori. Più della metà delle 71 vittime registrate nei 31 giorni di maggio, già record negativo mensile degli ultimi tre anni.

A renderlo noto è l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering, che si occupa di monitorare quotidianamente l’emergenza degli infortuni mortali nei luoghi di lavoro.

E il massacro è continuato in queste ultime due settimane soprattutto in agricoltura con 18 decessi. Praticamente la metà delle vittime del lavoro è deceduta nei campi. Continua a leggere

OknotizieFacebookShare

articolo di Massimo Zucchetti  – Politecnico di Torino, Italia

Come faremo morire di cancro i sopravvissuti ai bombardamenti ed alterato la genetica della popolazione che sarà popolata di mostri – Missili Cruise all’uranio impoverito sulla Libia

  

Un primo studio di impatto ambientale e sulla salute

Riassunto

I cruise lanciati sulla Libia contengono Uranio impoverito. Sono state calcolate le conseguenze dell’inquinamento radioattivo. Fino a seimila morti

Introduzione

Le questioni che riguardano l’Uranio impoverito e la sua tossicità hanno talvolta, negli anni recenti, esulato dal campo della scienza. Lo scrivente si occupa di radioprotezione da circa un ventennio e di uranio impoverito dal 1999. Dopo un’esperienza di pubblicazione di lavori scientifici su riviste, atti di convegni internazionali e conferenze in Italia, sul Uranio impoverito, questo articolo cerca di fare una stima del possibile impatto ambientale e sulla salute dell’uso di uranio impoverito nella guerra di Libia (2011). Notizie riguardanti il suo utilizzo sono apparse nei mezzi di informazione fin dall’inizio del conflitto. Continua a leggere

OknotizieFacebookShare

Per Wolfowitz, non basta condannare i massacri. Bisogna aiutare le piazze, a partire dalla Libia

Pubblichiamo ampi stralci dell’articolo di Paul Wolfowitz, ambasciatore in Indonesia, vicesegretario alla Difesa
e visiting scholar presso l’American Enterprise Institute, apparso ieri sul Wall Street Journal. La traduzione è di Aldo Piccato.

Muammar Gheddafi è uno dei despoti più spregevoli del mondo. Per quarantadue anni ha tenuto i propri sudditi imprigionati in un regime di paura al cui confronto l’Egitto di Mubarak sembra quasi un paese libero. Ha addestrato e sostenuto killer come Charles Taylor e Foday Sankoh, fomentando spaventose guerre in Liberia, Sierra Leone e altri paesi africani, che hanno causato la morte di centinaia di migliaia di africani (circa 200.000 nella sola Liberia, una cifra pari al 5 per cento della popolazione complessiva). Ed è Gheddafi [...] ad avere la responsabilità dell’attentato al volo 103 della Pan Am e della morte dei suoi duecentosettanta innocenti passeggeri.

E’ difficile comprendere perché gli Stati Uniti continuino a tentennare, quando invece dovrebbero esprimere con la massima chiarezza il proprio sostegno ai coraggiosissimi libici che Gheddafi sta massacrando. Non c’è modo di sapere cosa potrà accadere dopo l’uscita di scena del dittatore libico, dato che egli stesso ha stroncato sul nascere qualsiasi forma di leadership alternativa, ha impedito l’organizzazione di gruppo della società civile e ha messo il potere nelle mani di mercenari stranieri [...]. C’è il concreto pericolo che gruppi islamisti (i più pronti a organizzarsi in tali condizioni di spietata repressione) possano sfruttare a proprio vantaggio il vuoto di potere libico. Continua a leggere

OknotizieFacebookShare

Cosa succede in Libia (Diritto di Critica)

di Pomi Simone

Il terribile filmato pubblicato dal settimanale Espresso sulla situazione dei migranti in Libia non è stato purtroppo per tutti un fulmine a ciel sereno. Oltre alle notizie arrivate in questi mesi dalla Libia in merito alla condizione di queste persone ( notizie riportato anche da questo blog nel maggio scorso, durante i primi respingimenti) il 6 settembre scorso sui teleschermi di Rai3 andò in onda “Respinti“, puntata del programma Presa Diretta di Riccardo Iacona dedicata proprio a questo.

L’inchiesta di Iacona iniziava con le immagini dalla Bovieso,  la prima motonave respinta dalle autorità italiane  e si concludeva in Emilia nei nuovi feudi leghisti,  passando  chiaramente per la Libia e le prigioni di Tripoli attraverso filmati e testimonianze di  persone che aveva vissuto tutto questo in prima persona. Passate queste due ore di reportage il cittadino-telespettatore difficilmente potrà credere ancora che le autorità italiane non fossero a conoscenza della situazione nelle terre africane  e nelle specifico su alcuni punti molto chiari:

1)Le sevizie ai prigionieri ( spesso eritrei e somali, beneficiari in Europa di asilo politico).2)Mazzette date ai poliziotti libici per uscire di prigione.3)Il finanziamento italiano per la costruzione di campi per immigrati ( secondo i dettami europei) a Kufra e Sebha( 2005)  e nel nord del Paese (2003).4)I camion container italiani usati come carri bestiame per trasportare i migranti.

In merito all’ultimo punto si fa riferimento ai dati di Daniele Dal Grande, creatore del sito sull’immigrazione  Fortezza Europa che mostra a Iacona le carte che lo provano (foto sopra) smascherando la finta ignoranza di cui i governi italiani, da quello “Prodi” con cui la trattativa è cominciata a quello “Berlusconi” con cui si è conclusa, si sono serviti come scusa. Una trattativa che non ha previsto fin ora veri e proprio accordi umanitari ma che verrà ricordata anche per le incredibili parole pronunciate da Gheddafi nella sua visita a Roma:

«L’asilo politico? Una menzogna diffusa. Chiedono asilo politico? Gli africani non ne hanno bisogno, è gente che vive nella foresta o nel deserto. E poi ancora: Se dovessimo ascoltare Amnesty International tutti potrebbero muoversi e vi trovereste tutta l’Africa in Europa. .. quante persone avrebbero diritto all’asilo ? Milioni? Ridicolo».

Una situazione che nel dicembre scorso ha fatto si che la Corte di Strasburgo mettesse formalmente sotto accusa il Governo italiano ammettendo il ricorso di 13 rifugiati somali e 11 eritrei, depositato a luglio dagli avvocati Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci, dell’Unione forense per la tutela dei diritti dell’uomo. Respinte in Libia nella primavera scorsa (6 maggio 2009 n.d.r.) queste persone, secondo le parole dei legali ora avrebbero compiuto «un passaggio decisivo» nel dimostrare i loro diritti , specialmente alla luce del fatto che «il 95% dei ricorsi presentati alla Cedu non supera questa prima fase».

Nel frattempo in Italia c’è chi come il ministro Maroni si vanta dei  risultati ottenuti  attribuendo la diminuzione dei reati con l’attuazione dei respingimenti:

«Non faccio equazioni tra immigrazione clandestina e criminalità ma sono i dati che dicono che nel 2009, insieme agli sbarchi di clandestini, sono diminuiti anche i reati commessi da immigrati extracomunitari»

Crimini diminuiti del 13% tra quelli compiuti da extracomunitari secondo i dati del ministro. Dati però non collegabili esclusivamente agli sbarchi visto che con la sua percentuale del 10% l’arrivo via mare risulta in Italia ancora uno dei minor veicoli di immigrazione clandestina.  Una visione falsata anche dai mass media che con il continuo mostrar barconi carichi di persone ha fatto credere al cittadino che quello fosse l’unico problema  e che quindi eliminato quello tutto sarebbe andato per il meglio.  La realtà invece è molto più complicata e noi per maggiori chiarimenti consigliamo la visione di “Respinti” , da You Tube (sotto) o direttamente su Rai.TV, perché come in tutte le cose anche poche immagini valgono più di mille parole.

http://www.youtube.com/view_play_list?p=909B7F0229557E1D


OknotizieFacebookShare
EL PODEROSO LIVE verso la ciemmona Firenze-Roma in riscio' partecipa sul sito www.elpoderoso.it
Broadcasting live with Ustream



    Translate to:

per la ricerca di post del 2012
usare il seguente formato sulla
barra del motore di ricerca es:
www.nuovaresistenza.org/2012/5/15

maggio: 2013
L M M G V S D
« apr    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Wikio - Top dei blog

Wikio - Top dei blog - Politica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


contatti: clicca sul banner sottostante


 

no allo sfruttamento globale- clicca vai alla pagina fb-firma la petizione