Il diario di Borsellino potrebbe contenere gli elementi mancanti sulle stragi del ’92. Un teste: “In via D’Amelio c’erano almeno cinque 007″. Processo Stato-mafia, sì alla citazione di NapolitanoContinua a leggere

Un video trasmesso da Servizio pubblico, il programma di Michele Santoro in onda su LA7, mostra Bernardo Provenzano a colloquio con i familiari.
Il capomafia appare invecchiato e confuso e in un passaggio parla di presunti maltrattamenti («Lignate, sì, dietro i reni») ma poi parla di una caduta). Sulla vicenda è stata aperta un’indagine.
Un video di Provenzano a colloquio in carcere, rivela maltrattamenti « Palermo blog – Rosalio.

fotografia da web
Il sistema della doppia preferenza di genere, previsto dalla legge elettorale siciliana, faciliterà il controllo del voto esercitato da Cosa Nostra? Il modello di voto di scambio è ormai consolidato e non subirà sostanziali modificazioni. La creazione di aspettative di vantaggio negli elettori.
I RISCHI DELLA DOPPIA PREFERENZA
La cosiddetta doppia preferenza di genere, introdotta nella legge elettorale siciliana per le elezioni comunali e provinciali, sull’esempio della Campania, agevolerà forme di scambio e controllo del voto, come qualche forza politica (M5S) sospetta? Potrebbe tradursi, come paventano alcuni, in una facilitazione alle cosche mafiose per organizzare espressioni di consenso di massa nei territori caratterizzati dalla loro presenza attiva? C’è il pericolo di una eterogenesi dei fini per quanto riguarda questa norma? I dubbi, polemicamente espressi, emergono in una Sicilia dove nelle elezioni alla Camera si è registrato un tasso di astensione pari al 37 per cento e dove il M5S ha ottenuto il 34 per cento dei consensi. Quasi si fosse assistito a un salto di paradigma rispetto al voto “controllato” e si rendesse ora necessaria l’introduzione di strumenti utili per evitare eccessiva libertà di voto. Continua a leggere
Giorgio Napolitano
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tra i 176 testimoni che i pm Nino Di
Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Vittorio Teresi vogliono ascoltare al processo per la trattativa Stato-mafia, il cui inizio è previsto per il 27 maggio davanti alla Corte d’assise di Palermo. Nella lista, su cui dovranno comunque decidere i giudici, figura anche il presidente del Senato, Pietro Grasso.
Napolitano dovrebbe essere sentito, se i giudici accoglieranno la richiesta, in ordine “alle preoccupazioni espresse dal suo consigliere giuridico Loris D’Ambrosio nella lettera del 18-6-2012″, concernenti il timore del dottor D’Ambrosio “di essere stato considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per
indicibili accordi, nel periodo tra il 1989 e il 1993″. Continua a leggere
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di Miriam Cuccu – 15 maggio 2013
La ricerca dei superlatitanti da parte di pochi coraggiosi militari sembra non essere gradita dai vertici delle forze dell’ordine in Sicilia. Dopo il maresciallo Saverio Masi, attuale capo scorta del pm Nino Di Matteo, che ha denunciato l’atteggiamento di aperta ostilità dei capi dell’Arma, ora un altro carabiniere dichiara di essere stato ostacolato nelle sue indagini sulla cattura di Provenzano e Messina Denaro. E di aver presentato più volte relazioni di servizio sistematicamente ignorate o depistate. Si tratta del luogotenente Salvatore Fiducia, impegnato in un filone investigativo separato rispetto a quello del maresciallo (tali erano stati gli ordini ricevuti di evitare qualsiasi comunicazione orizzontale) ma che li avrebbe visti entrambi impegnati nella medesima ricerca del covo dei due capimafia. Continua a leggere
Chiavari – Ieri mattina il gruppo interforze creato in prefettura a Genova per controllare i più grandi appalti e cantieri del territorio provinciale, ha passato in rassegna il porto di Chiavari. Concentrandosi sull’area interessata dai lavori di ampliamento.
Un’ispezione che ha come obiettivo quello di evitare che nei cantieri delle grandi opere vi si infiltri la criminalità organizzata. Ma anche di verificare il rispetto della normativa sul lavoro e delle misure di sicurezza. Ecco perché fanno parte del gruppo uomini e funzionari della Direzione investigativa antimafia (Dia), della questura, del comando provinciale dell’Arma, della Guardia di finanza, del provveditorato alle opere pubbliche e della direzione provinciale del lavoro. Continua a leggere







