Sono certa che in pochi - forse nessuno – si siano mai domandati: “Quale i.v.a. è applicata al costo dei preservativi venduti in Farmacia?” Così come credo che in pochi si siano mai chiesti quale sia l’i.v.a. applicata ai farmaci. Risposta: ai farmaci viene applicata l’i.v.a. del 10%. Ai preservativi del 20%.
Voi direte: “Embé?” Forse perché, quando si vanno a comprare dei preservativi, a tutto si pensa tranne che a certe – importantissime – cose. Come, ad esempio, una netta pressione della Chiesa sul costo di questo articolo cosidettto “da banco” – non necessita infatti di prescrizione medica – che ogni anno fa rastrellare alle case produttrici cifre ragguardevoli. Continua a leggere
LA FINANZIARIA LACRIME E SANGUE NON TOGLIE NEANCHE UN EURO DEI PRIVILEGI CONCESSI AL VATICANO...
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Tempo di crisi, tempo di risparmi. L’Europa ci minaccia di commissariamento. Il governo anticipa al 2013 la manovra di pareggio di bilancio prevista per l’anno successivo che prevede, tra gli altri tagli, 20 miliardi di euro in meno per il welfare. Su ogni famiglia italiana grava oggi un debito medio di 19mila euro. Continua a leggereFede e cultura – Fede, integrazione e crocifisso obbligatorio in Regione| italia| Il SecoloXIX.
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Genova – Nei locali della Regione Lombardia, il crocifisso è un obbligo. Perché il provvedimento sia operativo, si aspetta il via libera definitivo dell’Aula, che dovrebbe arrivare all’inizio dell’autunno. Primo firmatario del decreto è stato il consigliere Alessandro Marelli, con l’appoggio del gruppo Pirellone, compresi il presidente Stefano Galli e Renzo Bossi. A loro si è aggiunto l’appoggio di Nicole Minetti. Per loro, il crocifisso non è solo un simbolo religioso ma sintetizza «la cultura, le tradizioni e i valori civili» della Lombardia.
Siamo tutti un po’ crocifissi, dai precari ai poveri, dalle vittime senza colpe come Yara e Sarah, fino agli assassini veri o presunti, come Parolisi, il marito di Melania Rea, che sosteneva di sentirsi un «Cristo in croce». «Christus» significava, del resto, «un tizio, uno qualsiasi», e questa apertura incondizionata al “chiunque”, al contrario dei principi, è certamente il messaggio infallibile del cristianesimo da due millenni a questa parte. Continua a leggere
Questo libriccino di Paolo Flores D’Arcais ha molti pregi, il primo dei quali è senz’altro il dichiarato intento di contrastare la disinformazione messa in campo dal sommo pontefice Joseph Ratzinger sulla figura storica di Joshua bar Joseph, predicatore esorcista in Galilea ai tempi dell’imperatore Tiberio.
La figura di Gesù di Nazaret (come si ostinano a definirlo i cattolici nonostante la sua reale provenienza da quel villaggio sia tutta da verificare) propagandata nei libri del pontefice è un Cristo divinizzato creato dai due concili di Nicea (325) e Calcedonia (451) dominati e influenzati dagli imperatori di Roma che vedevano nel Cristianesimo la nuova religione dominante. Ma questa figura non ha niente a che vedere con la storia e la ricerca storica.
Per poter affermare questo il filosofo friulano in realtà non ha bisogno di rifarsi a ricerche storiche sconosciute e riservate a un pubblico di nicchia, gli è sufficiente far parlare i vangeli canonici che smentiscono innegabilmente il “fine teologo” Joseph Ratzinger. Continua a leggere
di: alias – Ammiano Marcellino.
Ho letto l’articolo di Mediterranews, inerente i molti misteri Italiani che, a onor del vero, sono simili a quelli degli altri paesi europei. Si accusa, sovente, la Massoneria di questo e di quello ma più che altro c’è una scarsa informazione in proposito. Sul tema della storia della massoneria, mi permetto di citare un’agile libretto scritto da Enrico Nassi: “La massoneria in Italia” edizioni Newton&Compton. Per quel che concerne certi delitti di sangue e molti misteri sia Italiani che Francesi, mi devo permettere di parlare di certe organizzazioni dell’Oltranzismo Cattolico ossia dell’estrema destra Cattolica o, altrimenti definibili come Clerico-Fasciste. Cotali organizzazioni, una sorta di massoneria Cattolica, parallela a quella vera, Laica, vanno comunemente sotto la denominazione di “Martinisti-Sinarchici” e sono caratterizzate da una misoginia feroce oltre al fatto di essere interne al Cattolicesimo di cui costituiscono il settore più retrivo e cito qui, come esempi: “OPUS DEI”; “Comunione e Liberazione”; “Legionari di Cristo” ed altre sette Clerico-Fasciste. Cotali organizzazioni, alcune illegali come la Mafia siciliana (ossia i Martinisti-Sinarchici della Sicilia) ed altre operanti indisturbate sovente a causa di una magistratura mancante di coraggio; nate in Francia e diffusesi poi, come la peste bubbonica, in altri paesi, tra cui l’Italia, sempre operando nell’estrema destra Cattolica ossia propendendo a favorire il Clerico-Fascismo. Continua a leggere
Gesù, primo laico | Il mondo di Annibale.
Il “pomeriggio teologico interdisciplinare” della Pontificia Università San Tommaso di Roma (meglio nota come Angelicum) era dedicato quest’anno alle “Radici cristiane della laicità”. Chi ha scelto il tema (io) credeva di provocare curiosità e reazioni. Nulla di più sbagliato: il fatto storicamente ineccepibile che le ideologie laiciste e gli stati laici abbiamo visto la luce in ambiente cristiano (l’Europa del Rinascimento e dei Lumi, le Americhe cattoliche o protestanti) non causa riflessione. Non in una università pontificia, non fra chi studia teologia. La laicità interessa in tali ambienti, temo, quanto uno streptococco a Malattie Infettive: se non ci fosse non potresti lavorare, ma lo devi tener fuori dal reparto in ogni modo. Eppure è vero: poiché Gesù di Nazareth, per i suoi correligionari, era un laico né poteva, non discendendo da Levi, pretendere al sacerdozio del Tempio, il Cristianesimo si porta dietro questa strana ambivalenza. Continua a leggere
CINZIA SCIUTO – Preti, licenza di offendere » LA PAGINA DEI BLOG – Blog – L’Espresso.
Quella febbre che di tanto in tanto costringe a letto impedendoci persino di leggere un libro è un’ottima occasione per fare un’immersione in un mondo che troppo spesso rischiamo di trascurare. Mercoledì 4 maggio, ore 18:20 circa, accendo la tv, seleziono Raiuno: La vita in diretta (condotta dalla sola Mara Venier perché Lamberto Sposini è ancora ricoverato in gravissime condizioni dopo l’emorragia cerebrale che lo ha colpito qualche giorno fa). Una scritta in sovraimpressione indica il tema: «Cosa non si fa per avere un figlio…». E già mi comincio ad agitare sulla poltrona, ma vado avanti fiduciosa. A discuterne è il classico milieu proposto dai talk show del pomeriggio: il medico, lo psicologo, qualche testimonianza famosa e qualche altre popolare e, immancabile, il prete. Quello di mercoledì scorso – che credo sia assunto quasi in pianta stabile nel pomeriggio di Raiuno – è tal don Mario Pieracci, in immancabile abito ecclesiastico a marcare già visivamente l’asimmetria tra lui e gli altri. Continua a leggere







































