Siena, storia di uno sbattezzo a lieto fine – UAAR Ultimissime.
Stefano Grassino*

Il 25 ottobre 2008, in occasione della giornata dello sbattezzo, ho inoltrato la mia richiesta alla parrocchia di San Giovanni Sotto il Duomo, a Siena. Nessuna risposta. Il 22 gennaio successivo invio un sollecito. Nessuna risposta. Il 4 giugno sollecito nuovamente tanto la Diocesi di Siena quanto la parrocchia. A stretto giro di posta (il 13 dello stesso mese) mi scrive il parroco:
Ho letto con interesse le sue premurose richieste a volersi “sbattezzare”.
Nulla di più facile anche perché il Battesimo da lei ricevuto da piccolo su richiesta dei suoi genitori, è strumento della Grazia che agisce solo sul terreno produttivo.
Mi dispiace non poterla esaudire immediatamente, perché la richiesta da lei formulata ha solo il fumo della legalità.
La sola fotocopia della carta d’identità non mi garantisce che la persona scrivente sia esattamente quella che fa la richiesta e che si sottoscrive. Continua a leggere
”Odg Otto per Mille, scontro governo-Udc su definizione di “scuola pubblica
Dopo l’approvazione ieri dell’ordine del giorno che impegna il governo a modificare la normativa sull’Otto per Mille al fine di inserire anche l’opzione “scuola pubblica”, è polemica in particolare tra Udc e il blocco governo-Lega. Oggetto del contendere è la definizione di “scuola pubblica”, che comprende anche le paritarie cattoliche, sulla base della legge 62/2000. Secondo il sottosegretario Carlo Giovanardi, che rappresentava il governo contro l’odg, per scuola pubblica si intende solo quella statale, mentre “le scuole non statali private sono quelle gestite da privati laici o religiosi, comprese quelle paritarie”. Il Pd però tiene a precisare che le paritarie invece sono comprese nell’ordine del giorno, come afferma Rosa De Pasquale. Sulla stessa linea anche Rocco Buttiglione (Udc), che ha votato a favore, perché “a partire dalla riforma Berlinguer tutta la scuola è pubblica perché integrata nel sistema scolastico nazionale, sia quella di Stato sia quella paritaria”. Anche Paola Binetti concorda: “questo ordine del giorno può aprire la strada affinché, attraverso i contributi versati da coloro che sono interessati alle scuole paritarie, possano arrivare contributi derivanti dall’Otto per Mille, a parziale compensazione di quanto lo Stato attualmente non fa”, sostiene lamentando i tagli all’istruzione. La Lega però, contraria all’odg, tramite i deputati Massimo Polledri, Gianluca Pini e Paola Goisis attacca l’Udc, che “oggi, per trenta denari” “ha venduto la scuola cattolica e paritaria con un provvedimento contrario ai principi di uguaglianza e sussidiarietà”. Valentino Salvatore
Monsignor Dante Lanfranconi, vescovo di Cremona: nessun ostacolo dogmatico. “E’ una delle soluzioni possibili per arginare la crisi delle vocazioni”

Cremona, 15 settembre 2011 – «Non c’è nessuno ostacolo dogmatico all’ordinazione di un uomo di provata fede che abbia una moglie e dei figli. È un’ipotesi che si può discutere come una delle soluzioni possibili per arginare la crisi delle vocazioni in Europa». L’apertura su uno dei temi più spinosi nella Chiesa arriva da Cremona. Da uno dei vescovi principali del Paese, monsignor Dante Lafranconi, 71 anni, già presidente della commissione episcopale per la famiglia e la vita della Cei. Solo in Italia, dal 1998 al 2008, secondo il Centro vocazionale della Conferenza episcopale, i seminaristi sono diminuiti del 10,6%. La Chiesa è preoccupata, prega per avere ‘nuovi operai nella vigna del Signore’, ma, almeno per il momento, mantiene l’obbligo del celibato per i preti, radicato nei primi secoli e confermato dal Vaticano II, nonostante in Austria e Germania, anche su questo tema, stia montando la protesta di parroci e laici. Continua a leggere
(fotografia web da redazione N.R.)
Dalle pagine di Avvenire la diocesi di Bologna attacca Vasco Rossi per le sue recenti dichiarazioni anti-proibizionismo e pro-eutanasia: “complice il piedistallo della celebrità, si ingannano i più giovani e i più fragili illudendoli che le sostanze non fanno male.” Vasco aveva detto di non volersi far curare se si ammalasse di cancro e che “di marijuana non è mai morto nessuno”. Flavio Pietrobelli
Il Comune di Roma ha scoperto diversi casi di attività commerciali di proprietà della Chiesa cattolica (ma anche di quella evangelica metodista) che non pagherebbero l’Ici e ha avviato tramite Aequitalia diversi contenziosi. Si parla di cliniche private, palestre, case per ferie, alberghi: lo rende noto una inchiesta sul prossimo numero de L’Espresso, che prende in considerazione dieci casi eclatanti per un totale di diversi milioni di euro. Proprio secondo le stime del Campidoglio, il mancato incasso sugli immobili di proprietà religiosa nel 2006 ammonta a 25,5 milioni, cui va aggiunto il minor introito degli arretrati, per circa 8 milioni. Un altro documento del Comune, del marzo 2011, parla di una ricognizione dell’amministrazione dal periodo di imposta 2005, che ha portato al recupero di almeno 9,3 milioni di euro. Valentino Salvatore
Dai cablogrammi resi pubblici da Wikileaks spunta il racconto del fastidio provato dalle gerarchie cattoliche verso il giudice Carla Del Ponte, che nel 2005 indagava sull’ex generale croato Anta Gotovina, condannato quest’anno in primo grado per crimini di guerra. Del Ponte aveva accusato i francescani locali di nascondere Gotovina nel loro monastero e aveva chiesto di conferire con il papa, come pare avesse fatto lo stesso Gotovina. Il Vaticano — riporta il cablogramma — aveva indagato la questione e non riteneva che l’accusa fosse fondata, almeno nel presente, tuttavia si stava muovendo per appianare i rapporti con i francescani locali che mostravano una “resistenza [...] all’autorità della Chiesa.” Luciano Vanciu
Le donne “perdute” in custodia di quattro ordini religiosi, dal 1922 al 1996, chiuse a lavare panni gratis agli ordini delle suore cattoliche, a subire violenze psicologiche, fisiche, spesso sessuali. Il Comitato contro le torture delle Nazioni Unite chiede ora un’inchiesta, cosa che dovrebbe obbligare la Chiesa a rendere conto dell’accaduto
di ALESSANDRA BADUEL
GINEVRA - Per le donne perdute d’Irlanda non c’è giustizia, né identità. Niente scuse, né indennizzi. Non ancora, dopo 18 anni. In 30mila, secondo le stime, sono passate per le lavanderie gestite da quattro ordini religiosi, fra il 1922 e il 1996. Scelte perché, appunto, Maddalene “perdute” alla causa di una famiglia cattolica osservante: categoria che tutto includeva, dalla madre nubile alla piccola ladra, passando per il carattere ribelle e quella troppo bella e corteggiata, arrivando fino a chi aveva l’unica “colpa” di essere stata violentata, come è accaduto a Mary-Jo McDonagh, una delle poche che poi hanno avuto la forza di testimoniare sui successivi abusi nella lavanderia che doveva “salvarla”. Espulse spesso adolescenti da famiglie e comunità che non le volevano, quelle ragazze finivano chiuse a lavare panni gratis agli ordini delle suore cattoliche, a subire – anche – regolari violenze psicologiche, fisiche, spesso sessuali. Continua a leggere
Sono certa che in pochi - forse nessuno – si siano mai domandati: “Quale i.v.a. è applicata al costo dei preservativi venduti in Farmacia?” Così come credo che in pochi si siano mai chiesti quale sia l’i.v.a. applicata ai farmaci. Risposta: ai farmaci viene applicata l’i.v.a. del 10%. Ai preservativi del 20%.
Voi direte: “Embé?” Forse perché, quando si vanno a comprare dei preservativi, a tutto si pensa tranne che a certe – importantissime – cose. Come, ad esempio, una netta pressione della Chiesa sul costo di questo articolo cosidettto “da banco” – non necessita infatti di prescrizione medica – che ogni anno fa rastrellare alle case produttrici cifre ragguardevoli. Continua a leggere
LA FINANZIARIA LACRIME E SANGUE NON TOGLIE NEANCHE UN EURO DEI PRIVILEGI CONCESSI AL VATICANO...
http://tuttigliscandalidelvaticano.blogspot.com
Tempo di crisi, tempo di risparmi. L’Europa ci minaccia di commissariamento. Il governo anticipa al 2013 la manovra di pareggio di bilancio prevista per l’anno successivo che prevede, tra gli altri tagli, 20 miliardi di euro in meno per il welfare. Su ogni famiglia italiana grava oggi un debito medio di 19mila euro. Continua a leggere





























