Ne parla Alberto Flores d’Arcais su Repubblica, riprendendo un articolo del Wall Street Journal che ieri ha lanciato l’allarme: Facebook vende i nostri dati alle aziende:
Esaminando un centinaio tra le più popolari “app” del social network più frequentato al mondo, ha scoperto che tra i dati personali richiesti ci sono non solo l’indirizzo email o la località, ma anche gli orientamenti sessuali, politici e religiosi. E non solo degli utenti che scaricano l’applicazione, ma anche dei loro “amici” di Facebook. Tra i casi citati ci sono celebri società come Yahoo e Skype e altre meno conosciute, tutte con un obiettivo comune: saperne di più della nostra vita e dei nostri interessi.
C’è l’inghippo però: Continua a leggere
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Occhio a quello che scrivete sul vostro blog, a ciò che postate su Facebook o Twitter o Youtube. Rischiate di finire in un’aula di Tribunale. Denunciati (udite udite!) dall’Ordine dei giornalisti per “esercizio abusivo della professione”. E’ accaduto ad una web tv di Pordenone, la PnBox contro la quale, la Corporazione dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Il titolare della web tv, Francesco Vanin, rischia adesso sei mesi di carcere. L’accusa è (testualmente) quella di aver diffuso “gratuitamente notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale specie riguardo ad avvenimenti di attualità, politica e spettacolo”. Insomma quello che ogni giorno facciamo un po’ tutti, compreso chi scrive questo post: produrre gratuitamente informazione, diffondere contenuti, video, articoli. Continua a leggere
Determinanti anche durata dei processi e corruzione: dal 2001 al 2010 perse 38 posizioni nella graduatoria Transparency
ROMA – Racconta Rodrigo Bianchi che da due anni non riesce a mettere un mattone dell’asilo nido per le mamme impiegate nella fabbrica di Pomezia della Jonhson&Johnson medical, azienda di cui è presidente e che ne sopporterebbe interamente la spesa. Il motivo? «Esplorazioni archeologiche, problematiche amministrative… Vai a sapere…». Fa presente Nando Volpicelli, amministratore delegato di Schneider electric industrie Italia come le nostre infrastrutture siano in una condizione tale che il costo di trasporto per unità di prodotto dallo stabilimento di Rieti della multinazionale transalpina è «di due euro più caro rispetto al Sud della Francia». Aggiunge il suo collega della Procter & Gamble Italia, Sami Kahale, che da noi costa di più anche la pubblicità per il lancio di una novità: mediamente del 30% rispetto alla Gran Bretagna. E il presidente della Ericsson telecomunicazioni Italia, Cesare Avenia, conclude che «il problema dell’Italia non è tanto l’articolo 18 quanto la certezza del diritto, se si considera che ci sono imprese obbligate a reintegrare dopo cause durate anche sette anni dei dipendenti in posti di lavoro che non esistono più». Continua a leggere
ORLANDO (FLORIDA) – Anonymous alza il tiro. L’organizzazione hacker più nota al mondo, responsabile recentemente di aver bloccato molti siti governativi e, sul suolo italiano, quello del Vaticano, promette una guerra globale per il 31 marzo. Anonymous starebbe per lanciare un attacco DDoS (distributed denial of service) contro i principali DNS mondiali. L’operazione mirerà ai 13 principali DNS che gestiscono la maggior parte dei domini alla quale i siti si appoggiano, traducendo gli indirizzi internet in indirizzi IP.
Se l’operazione dovesse riuscire potremmo davvero assistere ad un blackout della rete in attesa che i servizi vengano ripristinati. Sarebbe impossibile avere risposte da siti come Google, Yahoo o Facebook. In una nota diffusa in rete si legge che Anonymous protesta contro la “SOPA” (la legge bavaglio che limita il diritto d’autore negli Stati Uniti), i leader e le banche che stanno prosciugando il mondo per i loro interessi e sadico divertimento.
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di ANTONELLO NORSCIA
TRANI - La confusione tra sorbitolo e nitrito di sodio che sabato ha ucciso la 29enne tranese Teresa Sunna non pare avvenuta in fase di produzione, ma nel successivo spacchettamento dell’originaria e voluminosa partita che la Cargill Italia ha venduto a grossisti europei. È quanto emerge dall’attuale ricostruzione della filiera sfociata nella confezione di 5 kg di presunto sorbitolo aperta, proprio sabato, nello studio del gastroenterologo barlettano Ruggero Spinazzola e somministrata alla vittima ed altre 2 pazienti (ricoverate ma fuori pericolo di vita) per un test d’intolleranza alimentare. Ieri in Procura si è spontaneamente presentato il legale rappresentante della Cargill, Daniele Maldolesi, per fugare ogni profilo di responsabilità dell’azienda di Castelmassa, dove peraltro nelle ore successive alla tragedia sono state sequestrate 1000 tonnellate di sorbitolo. Dagli esami tossicologici del prof. Roberto Gagliano Candela, la confezione giunta nell’ambulatorio Spinazzola (acquistata sul sito E-Bay, che prudenzialmente ha sospeso le transazioni di prodotti similari), conteneva sorbitolo solo sulla carta. Continua a leggere
l gigante televisivo italiano “dimentica” di rinnovare il proprio dominio che viene messo all’asta e acquistato da un’azienda americana. Dopo il “caso dell’HuffPost” un altro big compie un clamoroso fail, segno che l’attenzione per la rete non è scontata anche per le grandi aziende.

Che a Mediaset internet non sia mai piaciuto è un fatto ormai noto. A partire dalle parole di apprezzamento da parte di Fedele Confalonieri nei confronti del web (“un covo di ladri e pirati”) a finire alle innumerevoli cause intentate dal Biscione contro siti internet e servizi online rei di condividere contenuti di proprietà dell’azienda. A nulla serve pensare che la rete possa essere un mezzo di rilancio, un modo per promuovere i contenuti realizzati proprio dalle reti berlusconiane; a Cologno Internet non piace, la tv si guarda in tv. Questione di opinioni, certo, nonché di una certa miopia che trova la sua logica nel tentativo di Mediaset di contrastare il dilagare della rete a suon di denunce, naturalmente senza offrire agli utenti o telespettatori un barlume di alternativa credibile. Continua a leggere
l ministero: “Non usate
quel farmaco, avvisate i Nas”
Allarme sorbitolo killer dopo la morte di una giovane donna a Barletta. Sequestrate mille tonnellate del farmaco fra Mantova e Rovigo, controlli a tappeto in tutto il Paese. Morta dopo test: tre indagati per omicidio colposo
Barletta, 25 marzo 2012 - Caccia in tutta Italia al sorbitolo killer, il farmaco acquistato su internet (tramite eBay) che ha causato la morte di una ventinovenne di Barletta, che lo aveva assunto per fare un test sulle intolleranze alimentari.
Verifiche a tappeto in tutta Italia, mille tonnellate sequestrate dai Nas fra Rovigo e Mantova e il ministero che lancia l’allerta: “Si invitano coloro che hanno effettuato eventualmente acquisti di sorbitolo su Ebay di non farne uso e di richiedere prontamente l’intervento dei Nas per analisi”.
MILLE TONNELLATE SEQUESTRATE - I carabinieri del Nas di Padova hanno sequestrato oggi circa 1000 tonnellate di sorbitolo (Foodgrade) in due ditte a Rovigo e Mantova. Secondo quanto si apprende da fonti investigative sanitarie, i campioni di ogni lotto saranno analizzati dall’Arpa del Veneto per conoscere la composizione e vedere se sia presente qualche altra sostanza. Continua a leggere
Anonymous colpisce ancora: a saltare questa volta è il sito di Casa Pound. Dopo gli scontri di Casal Bertone a Roma, non si è fatta attendere la risposta degli hacktivisti, che hanno fatto TangoDown, ovvero hanno messo offline il sito dei “fascisti del terzo millennio”.
Ecco il comunicato di Anonymous.
A tutti i cittadini, i ragazzi, i lavoratori, i migranti.
Siamo Anonymous
Nel mondo il razzismo e l’autoritarismo non sono stati ancora sconfitti. In Italia, la loro roccaforte è CasaPound. Chiudiamola subito.
Settimane fa abbiamo attaccato Radio Bandiera Nera, una delle principali sorgenti della loro disinformazione. Ne abbiamo interrotto lo streaming, abbiamo cancellato i loro contenuti, e soprattutto, abbiamo trasmesso un documento che mostrava le collusioni e la vera natura di casapound. Continua a leggere
Per aggirare il blocco al file sharing imposto dalle forze dell’ordine i pirati della rete hanno annunciato sul loro sito ufficiale l’invio in orbita di piccoli velivoli comandati a distanza. Serviranno a spedire i server nello spazio.
meglio trasferirlo presso le sedi della