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inno di mameli

Fischi per la cantante

Katia Ricciarelli

Katia Ricciarelli

ROMA – Fischi dall’Olimpico alla performance di Katia Ricciarelli, che sembra non ricordare le prime parole dell’inno di Mameli. Gli azzurri, pronti per affrontare gli All Blacks, non sembrano farci caso, a parte qualche sorriso.

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Katia Ricciarelli si dimentica l’inno di Mameli: fischi all’Olimpico - Il Mattino.

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Arriva il Governo in Sardegna, anzi è arrivato ieri. Il Governo centrale, quello di Roma, quello importante. È arrivato in una provincia, Carbonia-Iglesias massacrata da quella che tecnicamente si chiama deindustrializzazione e, a proposito di nomi specifici, ritorna a rimbombare come una maledizione l’antica sigla: piano di sviluppo.

Non so perché ma le denominazioni di questo tipo non hanno mai portato bene all’isola, come se dietro nascondessero un destino nero, avverso, in netto contrasto con i propositi positivisti: così “piano di sviluppo”, “piano di rinascita”, “piano di crescita economica”, si smentiscono ancor prima che qualcuno possa crederci. Continua a leggere

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Arisa canta l’Inno di Mameli – Video – Corriere TV.

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L’inno di Mameli apre il Concertone – Video Repubblica – la Repubblica.it.

Lo suonano in versione funk dal palco di San Giovanni – prima dell’ingresso dei presentatori Francesco Pannofino e Virginia Raffaele – i componenti della P-Funking Band

 

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Non vuoi l’inno di Mameli? Rinuncia anche ai “suoi” soldi | 2PIU2UGUALE5 | Il Cannocchiale blog.

post pubblicato in I Miei Pensieri, il 15 marzo 2011

Io non sono uno di quelli che vorrebbe imporre l’inno nelle scuole o addirittura obbligare i calciatori a cantalo prima delle partite. L’attaccamento al proprio paese non si vede da queste cose “superficiali”. È diverso invece se viene eseguito in una sede istituzione e gli appartenerti di un partito stipendiato da tutti gli italiani non vi entrano apposta per non ascoltarlo. La Lega Nord vuole il federalismo o peggio ancora la secessione? Non riconosce l’Italia come stato? Per me va bene. Rinuncino ad ogni incarico pubblico di un paese che non riconoscono, rinuncino ad ogni stipendio, ogni agevolazione, ogni cosa che lo stato italiano gli fornisce come le auto blu o le scorte pagate da tutti noi. Lo dice uno che viene dal profondo nord. Risveglia Italia!

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Inno d’Italia, strappo leghista: i consiglieri fuori dall’aula regionale – Milano.

Per il Carroccio in Aula solo il presidente Boni. Formigoni: «70 secondi di Inno non fan male a nessuno» – La Russa: “Vigliacchi”

MILANO – Alla «prima» dell’inno di Mameli eseguito nell’aula del Consiglio regionale della Lombardia in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia, i leghisti, come annunciato alla vigilia, non hanno partecipato. Gli esponenti della Lega Nord nel Consiglio, che si erano opposti alla legge regionale che prevedeva l’esecuzione dell’inno nazionale nella seduta di oggi, sono usciti dal’Aula prima dell’esecuzione patriottica che ha dato il via alla seduta per celebrare il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Per il Carroccio era in Aula solo il presidente del Consiglio regionale, Davide Boni, per svolgere il suo ruolo istituzionale. Gli esponenti della Lega, si sono fermati a prendere un caffè alla buvette.
Un gesto abbastanza prevedibile, quello della Lega già contraria alla festa del 17 marzo, ma che comunque ha creato scalpore prima ancora di venir messo in pratica. Continua a leggere

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http://www.style.it/peopleshow/in-pics/tv/2011/sanremo-2011-la-terza-serata-.aspx

La performance di Roberto Benigni a Sanremo, nella serata dedicata al 150° dell’unità d’Italia, è stata uno degli eventi televisivi più significativi della tv pubblica. L’esagesi dell’inno nazionale, condita dalla verve ironica dell’attore, ma anche da tanta autentica partecipazione emotiva che, a sua volta, ha provocato emozione e commozione nel pubblico in sala e nei milioni di spettatori televisivi, fino alla standing ovation finale cui anche uomini come il direttore della Rai, Masi e il ministro La Russa non si sono sottratti, lascerà un segno indelebile nella memoria di oggnuno di noi.
Ciò nonostante non potevano mancare i soliti Bastian Contrario che hanno trovato qualcosa da ridire sulla presenza dell’attore toscano al festival.
Vittorio Sgarbi, ad esempio, che a differenza dell’ultima volta quando attaccò Benigni per la sua ironica critica alla canzone della Zanicchi, stavolta non ha avuto appigli per criticarlo nel merito della esibizione, ma lo ha attaccato ugualmente per il compenso che avrebbe percepito per la sua partecipazione al festival.
Premesso che le cifre, quando si parla di esibizioni di grandi artisti o grandi campioni dello sport, piuttosto che grandi manager della finanza, industria etc., sono sempre spropositate se paragonate a quanto percepiscono le persone comuni, non si capisce perchè un certo moralismo venga invocato solo per il nostro premio oscar e non ad esempio per tutti gli altri artisti che si sono esibiti a Sanremo o che giornalmente appaiono nella tv pubblica, magari solo per blaterare o esibire le proprie procacità o non per lo stesso Sgarbi pagato profumatamente per apparire in tv come opinionista di tutto e per insultare puntualmente chiunque non abbia le sue stesse idee, Continua a leggere

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Benigni: italiani svegliamoci. Luca & Paolo: Gramsci – Culture – l’Unità.

http://www.unita.it/polopoly_fs/1.272905.1297979422!/image/2788809757.jpg_gen/derivatives/landscape_640/2788809757.jpg

Benigni: italiani svegliamoci. Luca & Paolo: Gramsci

LA DIRETTA

Sono seguite altre canzoni, un balletto con Belen che dovrebbe – lo dicono al festival – essere un omaggio a Fellini, Al Bano premiato per le canzoni sui 150 anni d’Italia. Ma quel che restano sono Benigni, con i riferimenti a Silvio e la rilettura dell’inno di Mameli, e la sorpresa gramsciana di Luca & Paolo.

LUCA & PAOLO LEGGONO GRAMSCI: “ODIO INDIFFERENTI”
Luca & Paolo leggono. Sono molto seri. “L’indifferenza è abulia, odio gli indifferenti, l’indifferenza opera potentemente nella storia”. Contro l’indifferenza, contro l’abulia. E’ Gramsci: dalla rivista ‘La città futura’ del 1917, numero unico pubblicato dalla Federazione giovanile piemontese del Partito Socialista.

CANTANTI IN OMBRA
I La Crus con il Gnu Quartet fanno Parlami d’amore Mariù. Tricarico con Toto Cutugno in ‘L’italiano’ di Cutugno, con un coro multietnico formato da ragazzi nati tutti in Italia. Ma dopo Benigni scorrono via come l’acqua.

BENIGNI: CANTA INNO MAMELI
Solo con la voce, luci basse, canta l’Inno d’Italia. E’ quasi raccolto, intimo. Sembra commosso. A Sanremo cantare senza orchestra né altri è un azzardo che nessuno osa. Al comico è riuscito e ha saputo rendere l’inno qualcosa di personale. Senza retorica. Applausi scroscianti. Poi se ne va.
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