Da una settimana i media ci raccontano la storia del povero operaio del cantiere TAV di Chiomonte che è stato oggetto di una sassaiola da parte di soggetti incappucciati, subito identificati con i NO TAV ed oltre al singolo episodio ormai sappiamo che il “povero operaio” fa una vita da perseguitato, pedinato, minacciato, etc. etc.
A parte le prime valutazioni emerse dal Movimento NO TAV che tali erano e che invece in modo meschino sono state trasformate dai media in presunte “rivendicazioni” (di una sassaiola? Ma siamo seri!!) dopo una settimana le cose appaiono sempre più strane, ed il comportamento del “povero operaio” suffraga tutti i dubbi che ormai contornano la storia. Continua a leggere

L’acqua santa della Abbazia di Spineto non ha prodotto quegli effetti salvifici auspicati da Enrico Letta. Il presidente del consiglio non aveva neppure terminato di auspicare una moratoria sulle polemiche ed un abbassamento dei toni, che già l’onorevole Costa, un fedelissimo di Alfano e Berlusconi, aveva già annunciato la ripresentazione del vecchio testo sulle intercettazioni, meglio noto come legge bavaglio.La classica lingua continua a battere sul dente guasto. Continua a leggere
#falloalmattino (la vida es chula) è l’ultima pubblicità della Disegual. Si occupano di abbigliamento, uomo, donna, bambino, accessori, scarpe, borse.
Una campagna precedente diceva #sexlovefun.
SEX FUN AND LOVE Desigual from malditos produce on Vimeo.
E in entrambi i casi vediamo una donna spigliata, sessuata, che vive sesso e affetti in modo libero, etero, lesbico, come le pare, con figli o senza, con un amante con cui fare sesso al mattino o un vibratore che la rende felice, con impegni e lavoro fuori casa, la possibilità di lasciare il figlio a lui, corpi non inibiti, che nella pubblicità in versione integrale, #falloalmattino, che trovate sul sito, si vedono senza censure apportate probabilmente per i nostri media.
L’ultimo spot lo trovo meglio del primo e se a letto ci fosse stata anche una donna, per riferirsi ad una relazione lesbica, sarebbe stato perfetto.
La mia amica Arianna prevede che la sospenderanno. O perché in Italia c’è un sacco di gente bacchettona o perché si armerà qualcun@ per blindarla con la scusa della difesa della dignità delle donne. In fondo si vede pure un po’ di figa. Quale offesa peggiore per le donne che quella di mostrarle sessualmente appagate di prima mattina?
#falloalmattino: la pubblicità in cui lei è sessualmente soddisfatta – Al di là del Buco.
![]() |
| GLI ZINGARI DI KOUDELKA A MILANO |
In un regno di una parte dell’Europa ottocentesca, vi era un giudice noto per la sua severità e intransigenza di una città che era rinomata per essere la più fiorente del suddetto Regno.
Questo giudice era il figlio di colui che aveva sistemato parte del codice penale del regno, introducendo anche una legge che favoriva il pentitismo con annessi premi e sgravi di pena a chi portava alla condanna verso il delinquente di turno.
Un giorno di Gennaio, accade che un gruppo di briganti assaltò una panetteria della suddetta città, legando il proprietario e svuotando completamente il negozio. Non era la prima volta che la banda attuava piani simili: in precedenza avevano svuotato diverse panetterie e dato a fuoco a diverse case di chierici e notai.
Il sindaco, informato dei fatti, ordinò una caccia senza quartiere della banda. Dopo diversi mesi, riuscirono a catturarli tutti.
Vennero portati nella prigione della città dove vennero torturati uno ad uno per la confessione. Tra questi briganti, vi era anche uno zingaro: costui fu l’unico a subire il triplo delle torture -cinghiate, affogamenti, botte e via dicendo- rispetto ai suoi compagni.
Quando i compagni dello zingaro seppero della legge sul pentitismo -e che gli avrebbe salvato la vita, accusarono lo zingaro di essere il capo di quei saccheggi. Continua a leggere
Nel cataclisma Pd il tornado non risparmia nessuno, rischiando di portarsi via tutto un apparato che, seppur con difficoltà, aveva resistito a tutte le furie. Nicola Mente

Ora però, di fronte alla scossa madre (quella del dissesto, dei presidenzialismi indotti, delle grandi ammucchiate), pare proprio che il baratro sia prossimo. Il primo agnello sacrificale è l’Unità, giornale di partito che ormai non sa più a che partito rivolgersi. La crisi del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, stillicidio lento e inesorabile, rischia di vivere una brusca accelerata all’indomani della decisione di tagliare cospicuamente funzioni e risorse in ambito regionale. E dire che le regioni oggetto del provvedimento sono Emilia Romagna e Toscana, non proprio due aree a caso. Nel circolo Pd Passepartout di via Galliera, a Bologna, si discute del problema. Giornalisti del quotidiano ed esponenti politici si confrontano coi lettori. Forse per spezzare il silenzio, avrebbe detto qualcuno. O, forse, per escogitare un piano di salvataggio di fronte a una morte annunciata. Continua a leggere
Niente bavagli a Internet, la normativa c’è già. Un fotomontaggio sulla presidente della Camera, complice un lancio giornalistico errato, ha scatenato nuovamente il dibattito sulla censura al web. Arturo Di Corinto
- articolo21.org
![]()
Come volevasi dimostrare. Gli strumenti per impedire e punire i reati in Internet esistono. Lo avevamo detto. Ma adesso dovrebbe essere chiaro a tutti in seguito alla rimozione di alcuni contenuti offensivi e l’iscrizione nel registro degli indagati di Antonio Di Mattia, che avrebbe postato su Facebook una foto (o fotomontaggio) diffamante la presidente della Camera dei deputati, onorevole Laura Boldrini. Continua a leggere








