di Redazione

“Mentre oltreoceano i deputati e senatori americani hanno fatto marcia indietro su due proposte “ammazza internet” spacciate per norme che regolamentano il diritto d’autore a casa nostra un deputato della Lega, Gianni Fava, ha presentato un emendamento che rischi di stritolare il web”. Lo affermano in una nota congiunta Stefano Corradino, direttore di Articolo21 e Filippo Rossi, direttore del Futurista. “Gli hosting provider sarebbero costretti a rimuovere determinati contenuti online sulla base delle richieste inviate “dai titolari dei diritti violati dall’attività o dall’informazione”. Continua a leggere
foto da web della red.NR
Dopo l’Ungheria e la Grecia è il turno della Romania. L’Europa è indifferente. L’Italia è la prossima in lista di attesa. Riusciranno i manganelli a fronteggiare i movimenti e le proteste? Questo è il problema.
“Su certe cose bisognerebbe riflettere: in questi giorni i media nazionali stanno oscurando le proteste in Romania, sarà che lì sono forti gli interessi dei valorosi imprenditori italiani “fuggiti” all’estero! Poco e male anche sulla protesta in Sicilia… Qui tra l’altro risalta l’assenza delle forze dell’ordine in assetto antisommossa e le manganellate che invece caratterizzano la Val Susa, i pastori sardi…”. franco antonio perrone, Fermignano (PU)
contropiano.org – Grecia: c’è crisi. Tsunami su radio, tv e giornali.
La crisi miete sempre più vittime nel mondo dell’informazione: giornali, radio e tv chiudono, quelli che resistono tagliano stipendi e personale. I giornalisti scioperano, ma non tutti
Proprio mentre il sistema dell’informazione ellenica era fermo per un ennesimo sciopero contro il governo e la sua gestione della crisi economica, un gruppo di dipendenti della tivù pubblica greca Ert si è dissociato. Sono «stufi» degli scioperi e per questo 127 giornalisti della Televisione statale greca Ert hanno stilato un documento – intitolato «Adesso basta» – con il quale chiedono la fine dello stato di agitazione nell’azienda.
Il paradosso è che la notizia è uscita solo su qualche sito web, visto che tv, giornali e radio per 48 ore hanno aderito ad un blackout pressoché completo dell’informazione. «Dopo settimane di agitazioni che hanno portato alla soddisfazione della maggior parte delle nostre richieste – si legge nel documento – siamo passati ora ad una sorta di mobilitazione tanto per farla. Queste mobilitazioni »di ginnastica sindacale« vengono fatte in un periodo di profonda crisi e di sofferenza della società greca, in un momento di grande peggioramento della crisi anche nel settore dei media. Continua a leggere

A metà degli anni ’90 uno spettro si aggirava sulla carta stampata: Luther Blissett. Prima c’era l’informazione ufficiale conformista e manipolata e c’era la controinformazione che cercava di ristabilire la verità. C’era una vergognosa sproporzione di mezzi a favore della prima e pure molta faccia tosta nel nascondere l’evidenza, ma c’era ancora un brandello di pudore che impediva di sfondare definitivamente la barriera tra vero e falso: si ammantava, si metteva in evidenza quello che non aveva ragione di essere in evidenza, si faceva un po’ di maquillage alla verità, ma un po’ di rispetto per i fatti, e che diamine, c’era. Poi arrivò lui, Luther Blissett. E incominciò a rifilare patacche colossali alla stampa, alla radio, alla televisione e a tutti i mezzi di comunicazione che le rimbalzavano come cretini, oltrepassando tutte le soglie del ridicolo. Ruppe l’argine tra verità comode e scomode e inquinò le acque di entrambe, l’informazione entrò in cortocircuito e non ci si capì più niente. Tanto per dare un’idea della gloria delle sue gesta una volta un quotidiano rese pubblica la confessione di una prostituta che ammetteva di aver infettato intenzionalmente dell’AIDS migliaia di clienti e Bologna conobbe momenti di isteria collettiva. Era una leggenda metropolitana che girava da anni, ma sia il quotidiano che tre quarti di Bologna si bevvero quella palla siderale: l’altro terzo erano quelli non in età da riproduzione. Continua a leggere
Liberazione: un patrimonio da non dilapidare.
Confronto costruttivo tra i rappresentanti dei lavoratori di Liberazione e il sottosegretario Carlo Malinconico
Consentire la “continuità editoriale e occupazionale” di una testata “di particolare rilievo“ come Liberazione, che la Presidenza del Consiglio intende ” tutelare e valorizzare”, è l’impegno espresso dal sottosegretario all’Editoria Carlo Malinconico al termine dell’incontro con il Cdr e la Rsu, rappresentanti dell’assemblea permanente unitaria dei lavoratori di Liberazione. Un incontro lungo e approfondito, che ha permesso ai lavoratori di descrivere dettagliatamente la propria realtà occupazionale, già pesantemente colpita dalla dura ristrutturazione in atto. Cdr e Rsu hanno contemporaneamente evidenziato la storia ventennale della testata e il suo particolare radicamento in una duplice comunità di lettori, dalle caratteristiche generazionali e culturali differenti: quella delle edicole e quella della rete. Un doppio patrimonio, quindi – di lavoratori e di pubblico – che è assurdo pensare di disperdere. Continua a leggere
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Sulla tv «non lasciamo tutto nelle mani di Monti e Napolitano» Ospiti Di Pietro, Strada. Intervista a Corrado Passera
Michele Santoro (Emblema)MILANO – Andrà avanti anche nel 2012 la scommessa di «Servizio pubblico», il nuovo programma multipiattaforma di Michele Santoro , trasmesso da Corriere tv. Lo ha annunciato il giornalista aprendo l’ottava puntata dal titolo «Le buone regole»: «Ci rivedremo il 12 gennaio per una nuova serie, come promesso. Ma il programma potrà vivere solo se la vostra partecipazione, la vostra spinta resterà viva. Deciderete voi se vale la pena di metterci impegno o usare il telecomando per cambiare canale. Il potere sull’esistenza di Servizio pubblico è tutto nelle vostre mani».
SANTORO: «TV, LA NOSTRA PARTECIPAZIONE E’ FONDAMENTALE» - «Io starei attento a lasciar fare tutto al presidente Monti e al presidente Napolitano – ha affermato Santoro -, a lasciare tutta l’iniziativa nelle loro mani, perchè credo che senza la nostra partecipazione non saranno loro a restituirci nè la Rai nè quel biglietto di prima classe al quale abbiamo diritto», ha aggiunto. Introdotta delle note di Titanic di Francesco De Gregori, la puntata si è aperta proprio con l’augurio di buon Natale che Santoro ha voluto rivolgere innanzi tutto «a quelli che sono costretti a viaggiare in terza classe, o che una volta viaggiavano in seconda classe e adesso sono precipitati». Continua a leggere
































