Dopo le proteste dei cittadini e delle associazioni la Giunta Comunale di Casale Monferrato ha dovuto fare dietrofront e dire no al risarcimento offerto dalla Eternit. Non tutto si può comprare. La sentenza a Torino il 13 febbraio
Un’altra dimostrazione che il conflitto sociale genera risultati positivi – “la lotta paga” si diceva una volta – viene da Casale Monferrato. Dopo mesi di proteste, manifestazioni, denunce sui media dei parenti e delle associazioni delle vittime dell’amianto, la Giunta del comune piemontese ha deciso finalmente di rinunciare ai 18 milioni di euro offerti dal barone svizzero Stephan Schmidheiny, a titolo di risarcimento ma in cambio della fuoriuscita di Casale dal processo “Eternit”. Il barone Schmidheiny – ex proprietario della multinazionale e principale imputato (per disastro ambientale doloso permanente) nel processo che vede l’accusa rappresentata dal pm Raffaele Guariniello, ci ha provato. Si può comprare il silenzio delle istituzioni dopo che 1800 lavoratori e cittadini sono morti per colpa di un’azienda – e di chi la gestiva – che pur sapendo quanto fossero pericolose le fibre di asbesto hanno continuate a utilizzarle per molti anni ancora? Continua a leggere
Bersani: “E’ stata la destra. A rischio salvataggio Italia”

Roma, 3 feb. (TMNews) – Un tuffo nel passato: un voto segreto della Camera, proposto dalla Lega ed evidentemente ‘non sgradito’ al Pdl, ricompatta gli antichi alleati, spacca la fragile maggioranza che sostiene il Governo Monti e riporta i magistrati sul piede di guerra. L’emendamento del leghista Gianluca Pini che introduce la responsabilità civile diretta del magistrato anche per “violazione manifesta del diritto” arroventa le mailing list delle toghe e spinge il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini a minacciare “proteste anche estreme”, cioè lo sciopero. In realtà, insieme agli applausi in aula del gruppo del Pdl dopo il voto, l’evento è il frutto, dice la matematica, di una maggioranza al di là dei confini del vecchio centrodestra e di una ex opposizione molto indebolita, rispetto ad altri voti del passato su temi analoghi: 264 sì, 211 no, e c’è chi parla di una “difesa di casta” di fronte alle inchieste che toccano vari partiti. Continua a leggere
La protesta degli avvocati contro le liberalizzazioni

Roma, 29 gen. (TMNews) – Nel giorno della protesta degli avvocati contro le liberalizzazioni, che hanno disertato le cerimonie distrettuali di inaugurazione dell’anno giudiziario, o come a Napoli hanno abbandonato l’aula con la bocca coperta da un cerotto, il ministro della Giustizia Paola Severino ha rilanciato la sua promessa di riforma della giustizia basata sull’efficienza, l’innovazione tecnologica e la revisione della geografia giudiziaria. Ma all’ombra del processo Mills, vicino alla prescrizione ma anche a una possibile condanna in primo grado di Silvio Berlusconi per corruzione, l’ipotesi di una modifica legislativa per allungare i termini di estinzione del reato alimenta uno scontro strisciante tra le forze politiche che sostengono il Governo Monti. Continua a leggere
Giustizia, l’Italia è agli ultimi posti nel mondo – Quotidiano Net.
La lentezza dei processi ci costa 96 miliardi
Le sole pratiche relative ai procedimenti civili pendenti occuperebbero una superficie pari a 74 campi da calcio grandi come San Siro. Impietoso il confronto con il resto del pianeta: siamo 158esimi su 183 paesi. Meglio di noi Gambia, Mongolia e Vietnam
Milano, 28 gennaio 2012 - La giustizia in Italia? Da record. è agli ultimi posti nel mondo: meglio di noi Gambia, Mongolia e Vietnam. Ma non solo. Abbiamo oltre 9 milioni di fascicoli arretrati che ci costano, per la parte civile, 96 miliardi in mancata ricchezza. Smaltirli farebbe schizzare il pil del 4,8%, ma basterebbe anche abbattere del 10% i tempi per guadagnare lo 0,8%. Eppoi i costi per le imprese: spropositati, il doppio che in Germania. Questa in sintesi la radiografia del sistema giustizia Italia che emerge analizzando dati e stime di Confindustria, Cprc e Banca Mondiale.
La lentezza dei processi frena la crescita per cittadini, imprese e investimenti esteri con costi enormi per il Paese. Ai fascicoli accumulati, che superano i 6 milioni, si devono aggiungere i 3,5 milioni circa di procedimenti penali. Le sole pratiche relative ai procedimenti civili pendenti occuperebbero una superficie pari a 74 campi da calcio grandi come San Siro. Una montagna di carta che, in termini economici, si traduce in quasi 96 miliardi di euro di mancata ricchezza. Continua a leggere
“Sabotaggio istituzionale, giustizia à la carte, amnesie patologiche, codice etico del Pleistocene”. Di cosa parliamo, quando parliamo di legalità? Risponde un magistrato da sempre in prima linea, avanzando una ‘modesta proposta’ di riforma da attuare subito e a costo zero.
Colloquio con Gian Carlo Caselli di Rossella Guadagnini
Nessuno è più uguale degli altri. “Il problema della legalità in Italia non è nato con Silvio Berlusconi e non si esaurisce con la sua vicenda politica”. A dirlo è Gian Carlo Caselli, procuratore capo a Torino. “Da noi la pretesa di non subire il rigore delle leggi è diffusa e resistente, eppure la legalità costituzionale è inseparabile dalla democrazia. Spetta agli uomini liberi difenderla”. Lo spiega con la consapevolezza di chi si è sentito accusare, di volta in volta, di essere “il servo sciocco di Dalla Chiesa” contro il terrorismo, “comunista” e “toga rossa” contro la mafia e “mafioso” contro le bombe carta delle frange estremiste in Val di Susa. Incontriamo il magistrato a Roma, dove si trova per presentare il suo ultimo libro, “Assalto alla giustizia”, appena pubblicato da Melampo editore, in cui documenta con passione, dati alla mano, il “sabotaggio istituzionale” ai danni della giustizia effettuato nell’ultimo ventennio da rappresentanti di governo e di partito. Continua a leggere
di Lorenzo Baldo – 20 gennaio 2012
Palermo. “Sono convinto, e lo vado ripetendo da mesi, che il calvario non è finito, che la mafia colpirà ancora e colpirà ancora più in alto, tanto più in alto quanto più efficace diventerà l’ azione dello Stato. Non tutti vogliono capirlo. C’ è chi fa orecchie da mercante, chi ha la tentazione di sottovalutare il mio allarme, chi colpevolmente sussurra che la mia apprensione è soltanto allarmismo che nasconde voglia di potere.
Bene, a questi signori ho già detto che io non andrò più a Palermo a raccogliere insulti e monetine per loro e al loro posto. Nessuno può pensare, dinanzi alla guerra che bisogna scatenare contro la mafia, di lavarsi pilatescamente le mani. Sia ben chiaro, soltanto con un esecutivo forte, legittimato nel tempo e nei consensi può proseguire il lavoro già iniziato da me e da Martelli. Continua a leggere
Il 5 gennaio del 2011 moriva nel carcere Le Sughere di Livorno un ragazzo di 28 anniYuri Attinà, appena rientrato in carcere per piccoli reati e deceduto secondo le autorità carcerarie a causa di un infarto.
Nel luglio del 2003, sempre nel carcere Livornese moriva Marcello Lonzi, anch’egli 28enne, anch’egli ufficialmente morto per infarto e la cui vicenda non si è ancora chiusa fra omissioni, omertà e perizie mediche contrastanti.
A distanza di un anno abbiamo deciso di tornare in piazza per ricordare Yuri e per denunciare la drammatica situazione delle carceri nel nostro paese. Continua a leggere
NAPOLI – Il gip Egle Pilla ha respinto la richiesta di revoca della misura cautelare nei confronti del parlamentare del Pdl Nicola Cosentino, accusato di corruzione, falso e riciclaggio nell’ambito di un’inchiesta sulle attività del clan dei Casalesi. I difensori del deputato, Stefano Montone e Agostino De Caro, avevano chiesto la revoca dopo l’interrogatorio reso da Cosentino al gip.
Successivamente i difensori del deputato avevano depositato una memoria difensiva con riferimenti alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e all’altra vicenda giudiziaria per la quale il parlamentare è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa.
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Mediazione contro liti condominali e incidenti stradali (Corsera)

Roma, 30 dic. (TMNews) – Il piano ‘Cresci-Italia’ avrà una ripercussione immediata sulla giustizia. In una intervista al Corriere della sera il ministro Paola Severino annuncia “misure coordinate per segnare la fine di un sistema che scoraggia gli investitori premiando i corrotti e chi non paga e penalizzando le persone per bene”.
Nel concreto, spiega il ministro, significa “da un lato dare una forte accelerazione e una specializzazione al processo civile, con adeguate norme che facciano defluire ai lati l’enorme mole di procedimenti” dalle liti condominiali ai contenziosi per gli incidenti stradali”. Ma dall’altra “incidere sulla corruzione che è un cancro che divora la leale concorrenza tra le imprese”. Continua a leggere

Auschwitz





























