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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

giustizia

 

Dopo le proteste dei cittadini e delle associazioni la Giunta Comunale di Casale Monferrato ha dovuto fare dietrofront e dire no al risarcimento offerto dalla Eternit. Non tutto si può comprare. La sentenza a Torino il 13 febbraio

Un’altra dimostrazione che il conflitto sociale genera risultati positivi – “la lotta paga” si diceva una volta – viene da Casale Monferrato. Dopo mesi di proteste, manifestazioni, denunce sui media dei parenti e delle associazioni delle vittime dell’amianto, la Giunta del comune piemontese ha deciso finalmente di rinunciare ai 18 milioni di euro offerti dal barone svizzero Stephan Schmidheiny, a titolo  di risarcimento ma in cambio della fuoriuscita di Casale dal processo “Eternit”. Il barone Schmidheiny – ex proprietario della multinazionale e principale imputato (per disastro ambientale doloso permanente) nel processo che vede l’accusa rappresentata dal pm Raffaele Guariniello, ci ha provato. Si può comprare il silenzio delle istituzioni dopo che 1800 lavoratori e cittadini sono morti per colpa di un’azienda – e di chi la gestiva – che pur sapendo quanto fossero pericolose le fibre di asbesto hanno continuate a utilizzarle per molti anni ancora? Continua a leggere

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Corte internazionale di giustizia

L’Italia, secondo la Corte, ha violato i suoi obblighi di diritto internazionale nei confronti della Germania permettendo che tribunali civili imponessero indennizzi per le vittime dei crimini di guerra nazisti Zoom + +

AuschwitzAuschwitz

L’Aia, 03-02-2012

L’Italia ha violato i suoi obblighi di diritto internazionale nei confronti della Germania permettendo che tribunali civili imponessero indennizzi per le vittime dei crimini di guerra nazisti. Lo ha stabilito la Corte internazionale di giustizia dell’Onu. “La Corte ritiene che l’azione dei tribunali italiani di negare l’immunita’ costituisca una violazione dei suoi obblighi nei confronti dello Stato tedesco”, ha spiegato il giudice Hisashi Owada nel corso di un’udienza pubblica all’Aja. Lo scontro legale era scoppiato nel dicembre 2008 quando Berlino aveva presentato ricorso contro la sentenza della Corte di Cassazione italiana che aveva riconosciuto ai familiari di alcune vittime dei crimini del Terzo Reich il diritto a ricevere indennizzi individuali da parte della Germania. La lettura della sentenza e’ durata 80 minuti. La Corte ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania che accusava l’Italia e il suo sistema giudiziario di “venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell’immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale”. Continua a leggere

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Bersani: “E’ stata la destra. A rischio salvataggio Italia”

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      INFOPHOTO<br />
Roma, 3 feb. (TMNews) – Un tuffo nel passato: un voto segreto della Camera, proposto dalla Lega ed evidentemente ‘non sgradito’ al Pdl, ricompatta gli antichi alleati, spacca la fragile maggioranza che sostiene il Governo Monti e riporta i magistrati sul piede di guerra. L’emendamento del leghista Gianluca Pini che introduce la responsabilità civile diretta del magistrato anche per “violazione manifesta del diritto” arroventa le mailing list delle toghe e spinge il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini a minacciare “proteste anche estreme”, cioè lo sciopero. In realtà, insieme agli applausi in aula del gruppo del Pdl dopo il voto, l’evento è il frutto, dice la matematica, di una maggioranza al di là dei confini del vecchio centrodestra e di una ex opposizione molto indebolita, rispetto ad altri voti del passato su temi analoghi: 264 sì, 211 no, e c’è chi parla di una “difesa di casta” di fronte alle inchieste che toccano vari partiti. Continua a leggere

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Rating Antimafia, Ingroia: «La politica deve fare di più» – Italia – l’Unità.

 

ingroia
Di Massimo Franchi

30 gennaio 2012

Un’ottima idea che dà continuità alle proposte di Confindustria. Ora però tocca alla politica raccogliere il testimone e comportarsi allo stesso modo: iniziando ad espellere i collusi con Cosa Nostra». Antonio Ingroia, magistrato della procura distrettuale antimafia di Palermo, commenta così la proposta di un rating antimafia per le aziende, lanciata dalle colonne de l’Unità dal vicepresidente di Confindustria Antonello Montante.

Dottor Ingroia, da magistrato in prima fila nella lotta a Cosa Nostra, crede che il rating antimafia possa essere uno strumento importante nella battaglia per la legalità?
«Credo proprio di sì. Mi sembra una proposta che va nella giusta direzione in un solco già tracciato dalle ultime iniziative di Confindustria Sicilia. Il salto di qualità sul fronte antimafia è stato fatto attraverso proposte che cercano di rendere conveniente lo stare dentro le regole. Ecco, l’ idea di costruire un rating antimafia per le aziende va proprio in questa direzione. Non soltanto punendo quelle colluse con la criminalità o affidando il tutto a richieste di facciata per il rispetto dell’eticità, ma premiando quelle che invece si impegnano per la legalità intesa come rispetto delle regole. L’economia illegale è la palla al piede, la zavorra della Sicilia; l’economia legale al contrario deve diventare conveniente anche dal punto di vista economico».

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La protesta degli avvocati contro le liberalizzazioni

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      INFOPHOTO<br />
Roma, 29 gen. (TMNews) – Nel giorno della protesta degli avvocati contro le liberalizzazioni, che hanno disertato le cerimonie distrettuali di inaugurazione dell’anno giudiziario, o come a Napoli hanno abbandonato l’aula con la bocca coperta da un cerotto, il ministro della Giustizia Paola Severino ha rilanciato la sua promessa di riforma della giustizia basata sull’efficienza, l’innovazione tecnologica e la revisione della geografia giudiziaria. Ma all’ombra del processo Mills, vicino alla prescrizione ma anche a una possibile condanna in primo grado di Silvio Berlusconi per corruzione, l’ipotesi di una modifica legislativa per allungare i termini di estinzione del reato alimenta uno scontro strisciante tra le forze politiche che sostengono il Governo Monti. Continua a leggere

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Giustizia, l’Italia è agli ultimi posti nel mondo – Quotidiano Net.

La lentezza dei processi ci costa 96 miliardi

Le sole pratiche relative ai procedimenti civili pendenti occuperebbero una superficie pari a 74 campi da calcio grandi come San Siro. Impietoso il confronto con il resto del pianeta: siamo 158esimi su 183 paesi. Meglio di noi Gambia, Mongolia e Vietnam

Anno giudiziario: il ministro della Giustizia, Paola Severino con il  il Primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo (Ansa)

Anno giudiziario: il ministro della Giustizia, Paola Severino con il il Primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo (Ansa)

Milano, 28 gennaio 2012 -  La giustizia in Italia? Da record. è agli ultimi posti nel mondo: meglio di noi Gambia, Mongolia e Vietnam. Ma non solo. Abbiamo oltre 9 milioni di fascicoli arretrati che ci costano, per la parte civile, 96 miliardi in mancata ricchezza. Smaltirli farebbe schizzare il pil del 4,8%, ma basterebbe anche abbattere del 10% i tempi per guadagnare lo 0,8%. Eppoi i costi per le imprese: spropositati, il doppio che in Germania. Questa in sintesi la radiografia del sistema giustizia Italia che emerge analizzando dati e stime di Confindustria, Cprc e Banca Mondiale.

La lentezza dei processi frena la crescita per cittadini, imprese e investimenti esteri con costi enormi per il Paese. Ai fascicoli accumulati, che superano i 6 milioni, si devono aggiungere i 3,5 milioni circa di procedimenti penali. Le sole pratiche relative ai procedimenti civili pendenti occuperebbero una superficie pari a 74 campi da calcio grandi come San Siro. Una montagna di carta che, in termini economici, si traduce in quasi 96 miliardi di euro di mancata ricchezza. Continua a leggere

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Il Riformista.

di Alessandro Calvi

Giustizia. Scontro tra avvocati e corte a Milano. Polemiche tra alfano e Vietti sui tempi della prescrizione

Nella foto: Niccolò Ghedini

Il gesto ricorda, seppure alla lontana, quello del grande nemico. Ieri Niccolò Ghedini, come prima di lui e nello stesso tribunale fece Antonio Di Pietro, si è tolto la toga. Poi, è andato via «indignato» con i giudici del processo Ruby mentre contro quelli del processo Mills veniva depositata una richiesta di ricusazione.
Siamo ai botti finali. E il testa a testa è frenetico. Disarcionato da Palazzo Chigi, il Cavaliere corre più lentamente, inseguito a una incollatura dalla sentenza Mills, potenzialmente infamante, la quale è a sua volta inseguita dalla prescrizione ormai a un tiro di schioppo. Ce n’è abbastanza per capire le ragioni dei fuochi d’artificio messi in scena ieri dalle difese del Cavaliere a Milano mentre a Roma, a sostegno del grande capo, si alzavano le voci dei pretoriani più fedeli, come Fabrizio Cicchitto, e anche di quelli, vedi Sandro Bondi, dei quali si erano perse le tracce. E non è ancora tutto.
Sullo sfondo, infatti, il tema della ex Cirielli sta riguadagnando il centro del tavolo sul quale si incrociano i dossier aperti su carceri e giustizia, come dimostra il succoso scontro di ieri tra il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, e l’ex Guardasigilli, e attuale segretario del Pdl, Angelino Alfano: il primo ha definito «giusto» accelerare un processo per arrivare a sentenza e il secondo gli ha risposto seccamente accusandolo di aver parlato «da politico che auspica platealmente uno specifico risultato processuale». In serata, Vietti ha smentito di aver parlato esplicitamente dei processi a Berlusconi. Continua a leggere

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“Sabotaggio istituzionale, giustizia à la carte, amnesie patologiche, codice etico del Pleistocene”. Di cosa parliamo, quando parliamo di legalità? Risponde un magistrato da sempre in prima linea, avanzando una ‘modesta proposta’ di riforma da attuare subito e a costo zero.

Colloquio con Gian Carlo Caselli di Rossella Guadagnini

Nessuno è più uguale degli altri. “Il problema della legalità in Italia non è nato con Silvio Berlusconi e non si esaurisce con la sua vicenda politica”. A dirlo è Gian Carlo Caselli, procuratore capo a Torino. “Da noi la pretesa di non subire il rigore delle leggi è diffusa e resistente, eppure la legalità costituzionale è inseparabile dalla democrazia. Spetta agli uomini liberi difenderla”. Lo spiega con la consapevolezza di chi si è sentito accusare, di volta in volta, di essere “il servo sciocco di Dalla Chiesa” contro il terrorismo, “comunista” e “toga rossa” contro la mafia e “mafioso” contro le bombe carta delle frange estremiste in Val di Susa. Incontriamo il magistrato a Roma, dove si trova per presentare il suo ultimo libro, “Assalto alla giustizia”, appena pubblicato da Melampo editore, in cui documenta con passione, dati alla mano, il “sabotaggio istituzionale” ai danni della giustizia effettuato nell’ultimo ventennio da rappresentanti di governo e di partito. Continua a leggere

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scotti-vincenzo-web0di Lorenzo Baldo – 20 gennaio 2012
Palermo. “Sono convinto, e lo vado ripetendo da mesi, che il calvario non è finito, che la mafia colpirà ancora e colpirà ancora più in alto, tanto più in alto quanto più efficace diventerà l’ azione dello Stato. Non tutti vogliono capirlo. C’ è chi fa orecchie da mercante, chi ha la tentazione di sottovalutare il mio allarme, chi colpevolmente sussurra che la mia apprensione è soltanto allarmismo che nasconde voglia di potere.

 

Bene, a questi signori ho già detto che io non andrò più a Palermo a raccogliere insulti e monetine per loro e al loro posto. Nessuno può pensare, dinanzi alla guerra che bisogna scatenare contro la mafia, di lavarsi pilatescamente le mani. Sia ben chiaro, soltanto con un esecutivo forte, legittimato nel tempo e nei consensi può proseguire il lavoro già iniziato da me e da Martelli. Continua a leggere

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sughere_verita_per_yuriIl 5 gennaio del 2011 moriva nel carcere Le Sughere di Livorno un ragazzo di 28 anniYuri Attinà, appena rientrato in carcere per piccoli  reati e deceduto secondo le autorità carcerarie a causa di un infarto.
Nel luglio del 2003, sempre nel carcere Livornese moriva Marcello Lonzi, anch’egli 28enne, anch’egli ufficialmente morto per infarto e la cui vicenda non si è ancora chiusa fra omissioni, omertà e perizie mediche contrastanti.
A distanza di un anno abbiamo deciso di tornare in piazza per ricordare Yuri e per denunciare la drammatica situazione delle carceri nel nostro paese. Continua a leggere

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NAPOLI – Il gip Egle Pilla ha respinto la richiesta di revoca della misura cautelare nei confronti del parlamentare del Pdl Nicola Cosentino, accusato di corruzione, falso e riciclaggio nell’ambito di un’inchiesta sulle attività del clan dei Casalesi. I difensori del deputato, Stefano Montone e Agostino De Caro, avevano chiesto la revoca dopo l’interrogatorio reso da Cosentino al gip.

Successivamente i difensori del deputato avevano depositato una memoria difensiva con riferimenti alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e all’altra vicenda giudiziaria per la quale il parlamentare è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa.
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Mediazione contro liti condominali e incidenti stradali (Corsera)

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      AFP<br />
Roma, 30 dic. (TMNews) – Il piano ‘Cresci-Italia’ avrà una ripercussione immediata sulla giustizia. In una intervista al Corriere della sera il ministro Paola Severino annuncia “misure coordinate per segnare la fine di un sistema che scoraggia gli investitori premiando i corrotti e chi non paga e penalizzando le persone per bene”.

Nel concreto, spiega il ministro, significa “da un lato dare una forte accelerazione e una specializzazione al processo civile, con adeguate norme che facciano defluire ai lati l’enorme mole di procedimenti” dalle liti condominiali ai contenziosi per gli incidenti stradali”. Ma dall’altra “incidere sulla corruzione che è un cancro che divora la leale concorrenza tra le imprese”. Continua a leggere

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa



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quotidiani 04 febbraio 2012
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febbraio ...arriveremo :)

programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"

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