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Giulino di Mezzegra

Nel Comasco sindaco (leghista) e parroco partecipano a una celebrazione fascista nel giorno e nel luogo della fucilazione di Mussolini e Petacci.

 

 

Mussolini

Fascisti vivi e vegeti nel Comasco. Con perfino un prete a benedire loro e la lapide nel luogo dove furono fucilati Benito Mussolini e Claretta Petacci del 28 aprile del 1945.. È successo ieri a Giulino di Mezzegra.

A sessantasette anni esatti dalla sentenza di morte decisa dal Comitato di Liberazione Nazionale, la sedicente Unione nazionale combattenti della Repubblica sociale italiana ha pensato bene di celebrare la memoria del (loro) Duce e della sua amante con un cippo di marmo che raffigura un libro aperto con le due effigi in cui Mussolini e la Petacci sono ritratti in abiti civili.

Si tratta del secondo tentativo, visto che anni fa gli stessi fascisti appesero una croce nera con il nome del duce sul vicino muro della casa dove Mussolini e la Petacci trascorsero l’ultima notte. In corteo, con una bandiera tricolore con al centro un’aquila, circa duecento nostalgici vestiti quasi tutti con la camicia nera hanno raggiunto il luogo, e quando è stato chiamato ad alta voce il nome di Benito Mussolini, hanno risposto tre volte “Presente”, facendo il saluto romano.

Dopo il “silenzio” intonato da un ex bersagliere, la lapide è stata benedetta da don Luigi Barindelli, parrocco di Mezzagra, che quest’anno non ha celebrato la messa per i reduci della Repubblica sociale per l’anniversario della morte di Mussolini. Continua a leggere

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