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http://www.ilsecoloxix.it/rw/IlSecoloXIXWEB/genova/foto_trattate/2013/05/23//trans--390x180_265x122.jpg

Genova – Non riescono quasi a parlare le “principesse del Ghetto”, come don Andrea Gallo amava chiamarle. Loro, nel prete degli ultimi, avevano trovato un aiuto, un padre, quella famiglia che non avevano mai avuto.

Don Gallo amava le trans del ghetto: «Ci baciava, ci abbracciava, a volte addirittura ci baciava le mani» raccontano oggi con le lacrime agli occhi. Le aveva aiutate in silenzio, senza clamore, spesso le aveva salvate, facendole sentire normali e amate. Per questo in vico della Croce Bianca all’indomani della morte di don Gallo, si respira un vero clima di lutto.

Molte delle “preziose” non lavorano, sono volute andare alla camera ardente per portare l’ultimo saluto a quel prete fuori dagli schemi con cui hanno condiviso cene, feste e calendari. Non a caso lo avevano eletto presidente onorario dell’associazione delle “Princese dle Ghetto”.

Don Gallo, le “sue” trans: «Abbiamo perso un padre» | Liguria | Genova | Il Secolo XIX.

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Il “prete di strada” di Genova si è spento nel suo letto della Comunita’ da lui fondata assistito da tutta la “grande famiglia” di San benedetto al porto. A vegliarlo, tra gli altri, anche i nipoti Paolo e Vittorio. “Il suo cuore ha cessato di battere alle 17,45 – ha detto Chionetti -. Siamo tutti con il cuore gonfio di tristezza”

 

Don Andrea GalloDon Andrea Gallo

Genova, 22-05-2013

Si è spento, alle 17,45, Don Andrea Gallo, il prete di strada genovese, fondatore della comunità di San Benedetto al Porto. Ne dà notizia il suo portavoce, Domenico Chionetti.

Il “prete di strada” di Genova si è spento nel suo letto della Comunita’ da lui fondata assistito da tutta la “grande famiglia” di San benedetto al porto. A vegliarlo, tra gli altri, anche i nipoti Paolo e Vittorio. “Il suo cuore ha cessato di battere alle 17,45 – ha detto Chionetti -. Siamo tutti con il cuore gonfio di tristezza”.

Rainews24.it.

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Al termine di un lunghissimo consiglio comunale, la Giunta Doria e il consiglio comunale di Genova hanno approvato un regolamento per il registro delle unioni civili. Ci pare una norma giusta e di buon senso. La discussione è cominciata alle 15,30 dopo che i vigili, su pressione del Presidente Guerello, avevano allontanato i lavoratori e i precari AMIU che chiedevano il rispetto di norme minime di diritto al lavoro.

Molti di loro sono senza lavoro. Ovviamente, la giunta Doria non aveva tempo da perdere. Il registro delle Unioni Civili è una promessa mantenuta. I cittadini genovesi che hanno visto aumentare il prezzo del biglietto per i trasporti, che rischiano di veder privatizzare AMT e le altre municipalizzate, Continua a leggere

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La sala rossa del Consiglio comunale

La sala rossa del Consiglio comunale

Genova – Dopo Napoli, Firenze e Milano anche il capoluogo ligure, da ieri, ha il registro delle unioni civili – omosessuali e non – varato dal consiglio Comunale grazie ai voti del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle: «Solo una bandierina politica per coprire l’inconcludenza di questa giunta rispetto ai veri problemi della città – è stato l’attacco della capogruppo del Pdl, Lilli Lauro – Il registro è aria fritta, non serve a nulla e danneggia la famiglia».

«Moschea e registro delle unioni civili sono in cima alla lista delle priorità», aveva detto il sindaco Marco Doria a inizio mandato. Il primo nodo pare ancora lontano dall’essere sciolto. Quanto al riconoscimento delle coppie di fatto, su cui ha lavorato per mesi l’assessore Elena Fiorini, il percorso è stato assai più lungo e difficile del previsto. Continua a leggere

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(AGENPARL) A due settimane dall’incidente della Jolly Nero, la Procura di Genova ha aperto un fascicolo per accertarne le cause. Ma i diportisti genovesi lo sanno già cosa non va nello scalo ligure. Le grandi navi, commerciali e civili, non riescono ad uscire dal porto di prua perchè l’uscita di ponente non è dragata e quindi sono costrette a macchinose manovre all’interno del porto. Non è un caso che la ro/ro della compagnia Messina abbia colpito, e purtroppo abbattuto, la torretta dei piloti in retromarcia.

“E’ un incidente che poteva capitare a chiunque. Se la motonave avesse avuto la possibilità di uscire a marcia avanti, anche in caso di avaria, non sarebbe successo nulla. Si è avvicinata così tanto alla torretta a causa del mancato dragaggio e di una manovra fatta male fin dall’inizio”. Questo è il racconto di un operaio del porto di Genova che ogni giorno vede arrivare e partire centinaia di navi.

A quanto apprende AgenParl gli armatori Messina hanno deciso di non fare causa al Ministero delle Infrastrutture e tantomeno alla Regione Liguria per il mancato dragaggio del Porto di Genova. Continua a leggere

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La Jolly Nero davanti al luogo dell’incidente

La Jolly Nero davanti al luogo dell’incidente

| Speciale: La tragedia della Torre Piloti |

Genova – Lo strano incrocio di tempi e navi che ha preceduto la strage finisce al centro dell’inchiesta. E dopo aver focalizzato un ritardo sospetto di tre ore nella partenza della “Jolly Nero” – la portacontainer che il 7 maggio ha ucciso 9 persone abbattendo in manovra la torre piloti – la Procura ha scoperto altri due dettagli-chiave: un secondo cargo, l’olandese “Vecht Trader”, doveva attraccare nello stesso molo dov’era ormeggiata la “Nero”, non appena questa avesse lasciato il porto; lo sbarco delle sue merci era già stato organizzato e per quell’operazione c’era la mano chiamata , ovvero un turno assoldato di camalli , come a Genova si chiamano gli scaricatori.

Gli inquirenti devono rispondere a due domande. Primo: acclarato che la “Jolly” è salpata con un “buco” di tre-cinque ore «per questioni di manutenzione ordinaria» (versione della compagnia armatoriale Messina), che cosa c’era davvero da risistemare? Secondo: ha in qualche modo influito, sulla decisione finale di mollare le ancore, la necessità di ormeggiare nella stessa banchina la “Trader”, che si trovava in rada da oltre un giorno? Continua a leggere

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Ritrovato dai palombari il corpo del sergente Jacoviello
La nona vittima della strage al Molo Giano era in mare

È stato trovato venerdì dai palombari il corpo dell’ultimo disperso della tragedia di Genova, il sergente di Guardia costiera Gianni Jacoviello, 33 anni, la nona vittima della tragedia di Molo Giano. Giovedì la sua borsa, contenente effetti personali, era stata rinvenuta nel pomeriggio dai sommozzatori della Marina militare.

 

IL RITROVAMENTO - Il corpo era incastrato a otto metri di profondità sotto la banchina del Molo Giano. I palombari hanno dovuto segare una enorme putrella che impediva il recupero.

 

GLI ACCERTAMENTI – La Polizia scientifica della Questura di Genova ha espletato sul Molo Giano i rilevamenti fotografici da accludere al fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica.

I FUNERALI – Quindi Gianni Jacoviello tornerà subito a disposizione della famiglia, hanno spiegato in procura. Non verrà effettuata alcuna autopsia e la salma sarà composta e restituita ai familiari.

Genova, trovato il corpo dell’ultimo disperso – Corriere.it.

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In corso accertamenti, potrebbe essere quella di Jacoviello

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      INFOPHOTO<br />
(TMNews) – Trovata nel fondale davanti al molo Giano, nel porto di Genova una borsa: potrebbe essere quella appartenente al sergente Gianni Jacoviello, l’ultimo dei militari dispersi nel terribile incidente di martedì scorso nel porto di Genova, dopo il quale sono stati recuperati i corpi di 8 persone.

La borsa è stata trovata a metà della banchina, sono in corso accertamenti per verificare se fosse quella del sergente e sono state inoltre intensificate le ricerche in quel punto del fondale.

Disastro Genova/ Trovata borsa in mare,forse dell’ultimo disperso.

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