Nome: Pasquale Santoro, detto Lillo
Età: troppo giovane per rimanere privo di assistenza sanitaria
Segni particolari: ha bisogno anche di te
Pasquale Santoro ha 32 anni e dal 2003 vive in un letto. Desiderava, più di ogni altra cosa, trascorrere la sua esistenza solcando i mari con la Marina Militare, ma poco dopo esser diventato un marinaio del Battaglione San Marco, è costretto a fare i conti con un destino atroce: il suo cuore, senza preavviso, si ferma. Il marinaio diventa disabile e i suoi genitori non possono far altro che abbandonare la loro attività per accudirlo giorno e notte.
Nel 2009 Lillo viene ricoverato in una clinica a Valens (Svizzera) dove si praticano cure all’avanguardia: i costi sono elevati, ma la rete della solidarietà risponde sì agli appelli di mamma Luisa. Il primo ciclo di cure porta ad ottimi risultati, ma il secondo viene interrotto a causa di un’infezione contratta a seguito di un intervento ai piedi, infezione che, tutt’ora, non dà tregua al giovane marinaio che combatte continuando a contare sull’assistenza continua di sua madre, ma anche di specialisti privati dai costi importanti.
Al momento delle dimissioni dalla clinica di Valens a Lillo, tra le tante cose, viene prescritta la verticalizzazione: un letto verticalizzabile, in un paziente che non è più in grado di mantenere in modo autonomo la posizione eretta, aiuta a conservare le capacità vitali dell’organismo quali respirazione, funzionamento gastrointestinale, miglior svuotamento della vescica; aiuta a mantenere la densità minerale ossea e la circolazione; evita l’accorciamento muscolare, riduce gli spasmi e previene le piaghe da decubito. Ma un letto ortopedico verticalizzabile (S3KN MEDIME) costa 10.000 euro. E la famiglia Santoro, costretta a far fronte a spese quotidiane di non poco conto, 10.000 euro non li ha. Ad oggi, di euro ne sono stati raccolti 3240 grazie a una campagna di solidarietà promossa dall’EQUIPE DEL CUORE che, al fine di mantenere la massima trasparenza, segnala settimanalmente gli sviluppi attraverso il Social Network Facebook (http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150099587463290).
Anche tu puoi aiutare Lillo a migliorare la qualità della sua vita: non credere sia necessario donare grosse cifre: un solo euro può fare la differenza… Cosa aspetti? Partecipa anche tu all’iniziativa: “Un euro in meno per me, una speranza in più per Lillo”.
IBAN: IT91V0871639320000001071127
INTESTATO A: L’EQUIPE DEL CUORE
BANCA: BCC di Palestrina – SWIFT (dall’estero): ICRAITRRJWO
CAUSALE: Letto per Lillo
POSTEPAY 4023600600537676 esclusivamente per l’iniziativa del letto verticalizzabile per Lillo, intestata a Tocci Cinzia CF: TCCCNZ70H67H501P. Inviare dopo la ricarica un’e-mail a equipecuore@live.it con l’indicazione dell’importo donato, data, ora e nominativo del donatore.
Ove non possibile inviare l’e-mail, contattare il numero verde gratuito 800.144.999 dal lun al ven h.15-18.
I donatori saranno riportati in un quadro che sarà consegnato alla famiglia Santoro insieme al letto.
Per ulteriori info, contattare il Segretario Nazionale de L’Equipe del Cuore – Cinzia Tocci cell.: 389.9264606 – e-mail: equipecuore@live.it -www.equipedelcuore.it
Si svolgerà il 3 aprile prossimo, a 10 anni dalla promulgazione della legge 120 che consente l’utilizzo del defibrillatore semi-automatico al personale non sanitario, l’iniziativa STENDIAMO UN VELO… ROSSO, promossa da Sessantamilavitedasalvare e sostenuta dalle Associazioni del Cuore: L’Equipe del Cuore Onlus, Associazione Niccotestini, Rieti Cuore, Fondazione Giorgio Castelli e altre che si stanno aggiungendo, per ricordare insieme le oltre 60.000 vittime di arresto cardiaco improvviso in Italia ogni anno e chiedere la rapida approvazione dei disegni di legge.
Il 3 aprile, a partire da quest’anno, STENDIAMO UN VELO ROSSO: esponiamo un telo o un drappo rosso fuori dalle finestre e dai balconi accendiamo una candela rossa o indossiamo qualcosa di rosso. Non costa nulla, ma vale la Vita. L’evento presente anche sul noto social network Facebook, invita inoltre a pubblicare sul proprio profilo l’immagine dell’iniziativa stessa: http://www.facebook.com/photo.php?pid=1950964&l=2fddb19c28&id=1547657345
La legge 120 del 3 aprile 2001, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n° 88 del 14 aprile 2001, regolamenta l’uso dei Defibrillatori Semiautomatici Esterni (DAE) da parte di personale non sanitario in Italia. Dice Mirco Jurinovich: “La sua approvazione fu accolta con grande soddisfazione e tutti noi immaginavamo che nel giro di pochi anni i defibrillatori si sarebbero diffusi capillarmente su tutto il territorio italiano. Ma così non è stato: le uniche iniziative avviate sono opera di pochi illuminati che presiedono associazioni di volontariato, mentre vi è una quasi totale latitanza delle istituzioni. Nella lotta all’arresto cardiaco improvviso la letteratura scientifica è concorde su quali siano le regole fondamentali e nelle tempistiche di applicazione. L’arresto del cuore necessità di un intervento immediato da parte degli astanti al fine di garantire un minimo di perfusione del muscolo cardiaco stesso e del cervello . Nemmeno la più evoluta struttura sanitaria è in grado di recuperare il tempo perso nelle fasi cruciali del soccorso. E’ solo quindi con sforzi congiunti tra le istituzioni e la popolazione stessa che riusciremo a garantire una risposta adeguata a questa terribile patologia che colpisce molto spesso in maniera inaspettata. Dal 2006 ad oggi sono stati presentati ben 3 disegni di legge per rendere obbligatoria la presenza dei defibrillatori in luoghi pubblici, accomunati tutti dal triste numero di persone uccise da questa patologia: oltre 60.000. Ma questo dato, in attesa della loro approvazione, risulta già obsoleto: le recenti stime parlano di 73.000 morti, dei quali almeno il 50% si sarebbero potuti salvare se soccorsi entro 5 minuti con l’utilizzo del defibrillatore. Domenica 3 aprile, in occasione del 10° anniversario di approvazione della legge 120 “stendiamo un velo pietoso” per ricordare le oltre 600.000 vittime di questa patologia e chiedere la rapida approvazione dei disegni di legge”. Continua a leggere
Comunicato stampa a cura del Segretario Nazionale de L’Equipe del Cuore, Cinzia Tocci
E’ di questi giorni la notizia di un caso di truffa vergognosa che ha visto protagonista la piccola Adelaide Ciotola, bambina portata dalla madre in molti salotti televisivi con il fine di raccogliere fondi che sarebbero serviti per la sua guarigione. La madre della piccola Adelaide ha racimolato così in due anni oltre 170.000 euro, falsificando cartelle cliniche e chiedendo contributi e aiuti a tutti, come in questo video: http://paid-to-write.net/8517/la-truffa-di-luisa-pollaro-mamma-di-adelaide-ciotola-iene-video/. Questo recente caso, smascherato da Le Iene, ha aperto un dibattito nella trasmissione La Vita in Diretta del 9 marzo.
Siamo indignati nel constatare come possa una madre, sfruttando la propria figlia, e insegnandole che la vita è fatta di inganni, ingannare così le migliaia di spettatori che hanno seguito e sostenuto questo caso risultato poi una truffa. L’Equipe del Cuore, Associazione senza scopo di lucro costituita proprio per agire in tutta trasparenza e correttezza per sostenere la causa di Lillo, con iniziative di solidarietà, coinvolgendo anche le Istituzioni, senza tralasciare l’impegno che devono assumersi nei confronti dei diritti alla salute, ha scritto alle varie redazioni per chiedere di ospitare Lillo e dargli una voce più di quanto già stiamo facendo, ma finora non abbiamo neanche una risposta. Eppure Lillo è vero, un caso drammaticamente verissimo e che rappresenta le difficoltà quotidiane di una madre che lotta per dare un futuro dignitoso a suo figlio, disabile dal 2003 a causa di un arresto cardiaco che può colpire chiunque improvvisamente. Una grave disabilità, eppure la madre non piange o grida davanti a tutti, sebbene ne avrebbe da gridare, per via della disabilità di un figlio resa ancor più difficile da un’assistenza sanitaria domiciliare e riabilitativa inadeguata. Un caso vero, la cui documentazione è consultabile in originale e a cui tuttavia non si permette di parlare in tv, ancor più ora forse dopo il fatto scandaloso di cui sopra. Eppure il Gruppo di Lillo conta più di sedicimila iscritti su Facebook, con molti “amici virtuali” conosciuti in rete e amici anche “fisici” ritrovati in rete, che lo sostengono ogni giorno e aderiscono alle iniziative organizzate per lui e per dare valore alla Solidarietà. Perché laddove non arrivano le Istituzioni, vince la solidarietà e la generosità di persone che anche se hanno poco da dare lo danno lo stesso e volentieri pur di sostenere Luisa e suo figlio Lillo. Continua a leggere








