
Il 10 maggio, Amnesty International Italia e Re:Common prenderanno parte all’Assemblea generale degli azionisti di Eni.
Nell’ambito delle attività di azionariato critico condotte nei confronti dell’azienda petrolifera italiana, le associazioni interverranno in Assemblea generale per presentare agli azionisti e alla stessa azienda le rispettive preoccupazioni e raccomandazioni: Amnesty International Italia in merito ai casi di impatto delle attività petrolifere sull’ambiente e i diritti umani in Nigeria; Re:Common in merito ai casi di corruzione in Nigeria, Iraq, Algeria e Kazakistan.
Di seguito due brevi briefing sui temi trattati dalle associazioni e i principali punti su cui si chiede un chiarimento all’azienda.
Petrolio e diritti umani nel delta del Niger, Nigeria – Amnesty International Italia
L’industria del petrolio nell’area del delta del fiume Niger, in Nigeria, vede coinvolti sia il governo nigeriano che le aziende controllate da grandi multinazionali, quali Shell, Eni e Total, oltre ad alcune società nigeriane. Continua a leggere
Ecodem: “Non è prospettiva da riaprire” / Il responsabile dello Sviluppo economico: “Forma di energia che se si può gestire non è sbagliata di per sé”. Marco Ciarafoni: “Ci aspettiamo impegno per economia verde. Di Pietro: “Dichiarazioni gravissime”

ROMA – Nucleare in italia? “Se avessimo i siti adatti, perchè no?”. Il neo-ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, al programma di Radio2 ‘Un giorno da pecora’, fornisce il suo giudizio riguardo due ‘eco tormentoni’ italiani: il ponte sullo stretto di Messina e l’uso dell’energia nucleare. Cosa ne pensa del nucleare, chiedono i conduttori Sabelli Fioretti e Lauro? “Non mi piace quando si enfatizzano le cose demonizzandole. L’energia nucleare è una forma di energia, se si può gestire non è sbagliata di per sé”, risponde. In Italia si dovrebbe usare l’energia atomica? “In italia credo che non si possa fare, ma nel mondo c’è”, rileva Zanonato. E se potessimo gestirla, si potrebbe usare anche nel nostro Paese? “Se avessimo i siti adatti, perché no?”, risponde il ministro. Continua a leggere
Classe 1891, sassarese, è entrato giovanissimo nell’Azione cattolica e nel Ppi di don Luigi Sturzo, segnalandosi per la linea dura contro il fascismo. Docente di diritto a Perugia, Sassari e Roma, è tra i fondatori della nuova Dc. Rimase al Colle per soli due anni, fino al 1964. Per eleggerlo i dorotei minacciarono Fanfani. di Marco Travaglio

“La Dc sostiene la candidatura di Antonio Segni non in contrapposizione, ma in parallelo con quella di Giuseppe Saragat“. Per la quarta battaglia all’ombra del Quirinale, a fine aprile del 1962, il segretario democristiano Aldo Moro partorisce una delle sue formule più fumose – la candidatura parallela ma non contrapposta – che fa il paio con le “convergenze parallele” di due anni prima. Quello, d’altronde, è tempo di equilibrismi, politici e verbali. Il 2 marzo è nato il quarto governo Fanfani, formato da Dc, Psdi e Pri con l’appoggio esterno del Psi: l’anticamera del tanto discusso centrosinistra. Continua a leggere
L’inchiesta su Shell, Tamoil, Eni, Esso, Total Erg, Q8 e Api. Ipotesi di reato: rialzo-ribasso fraudolento dei prezzi
Gabanelli: ” Eni, Non hanno voluto parlare”

Rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi sul mercato, manovre speculative su merci e truffa: sono questi i pesanti reati ipotizzati a carico di otto compagnie petrolifere, Shell, Tamoil, Eni, Esso, Total Erg, Q8 e Api, coinvolte nell’inchiesta della Guardia di finanza e della procura di Varese. Il Gip di Varese cui la procura si era rivolta con un’istanza di sequestro, ha riconosciuto l’esistenza dei reati di aumento fraudolento dei prezzi attraverso manovre speculative in danno degli utenti da parte degli organi di vertice delle compagnie petrolifere, ma ha disposto il trasferimento degli atti a Roma e Milano, dove sono le sedi legali delle stesse. Continua a leggere

Nella puntata di Report andata in onda il 16 dicembre 2012 la giornalista Milena Gabanelli lanciò un servizio dal titolo “Ritardi con Eni” con il quale si voleva fare chiarezza sull’attività del gruppo produttore di energia. L’azienda, sesto gruppo petrolifero mondiale per giro di affari, con un atto di citazione lungo 145 pagine accusa ora la trasmissione di averne leso l’immagine, e fa richiesta di risarcimento per 25 milioni di euro. “Articolo21 – commenta in una nota il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti – è solidale con Milena Gabanelli e la redazione di Report che ha il solo torto di continuare a svolgere con rigore e senza guardare in faccia a nessuno il delicato lavoro d’inchiesta. Continua a leggere
Lo sguardo di Pasolini si era spinto molto lontano, lambendo e intuendo i drammi che oggi viviamo concretamente: la vittoria dello sviluppo sul progresso, la dittatura della televisione, il fascismo di tempi apparentemente democratici, il dominio della pornografia, l’abbrutimento dei ceti medi. Flavio Santi
Un libro chiaro ed efficace per ripercorrerne la vita e le opere è quello di Roberto Carnero, Morire per le idee. Vita letteraria di Pier Paolo Pasolini (Bompiani, 2010, pp. 208, € 10,50). Il libro rientra in quella categoria sempre più rara, ma di cui si avverte sempre di più il bisogno, del saggio di divulgazione, con uno scopo – pasolinianamente – pedagogico. Spesso la saggistica letteraria è piena zeppa di libri iperspecialistici e strenuamente tecnici, che non parlano a nessuno, relegati nei fondi di magazzino, utili al massimo per vincere qualche cattedra universitaria e niente di più. Il saggio di Carnero, invece, ha una forte spinta esplicativa e divulgativa. Così chi conosce Pasolini potrà approfondire determinati aspetti; chi lo conosce poco o nulla troverà una prima guida utile. Continua a leggere

Libia, scontri a fuoco: Eni sospende per sicurezza la fornitura di gas per Gela – Il Messaggero.
OMA – Questa mattina, in seguito a scontri a fuoco fra forze locali libiche nell’area dell’impianto di produzione di gas della Mellitah Oil & Gas, joint venture paritetica fra Noc ed Eni, quest’ultima ha deciso di sospendere per ragioni di sicurezza la produzione e l’esportazione di gas verso l’impianto siciliano di Gela.
«Mellitah Oil & Gas, joint venture paritetica Noc-Eni – spiega un comunicato – per ragioni di sicurezza ed integrità degli impianti, ha deciso di interrompere la produzione e di mettere in sicurezza le istallazioni con conseguente interruzione del flusso di gas attraverso il gasdotto Green Stream, che collega l’impianto di trattamento di Mellitah in Libia, a Gela, in Italia». Le medesime fonti aggiungono che «contestualmente sono state attivate tutte le misure di sicurezza necessarie a proteggere il personale in loco, oltre che gli impianti interessati. Tutto il personale è al sicuro. Il ministero dello Sviluppo economico è stato immediatamente informato dell’interruzione del flusso di gas».







