Di fronte alla crisi politica greca l’idea dell’uscita di Atene dall’Unione monetaria riprende quota. In realtà sarebbe un disastro: il rischio di contagio è più alto che mai e le ripercussioni geopolitiche sono incalcolabili.

Questa Europa non concede un attimo di respiro, come se odiasse la prevedibilità che per decenni ha fatto in modo che la gente comune non le prestasse la minima attenzione. Sono passati pochi giorni da quando la vittoria di Hollande in Francia ha acceso un barlume di speranza e già ci troviamo nuovamente alle prese con i due problemi che caratterizzano più di tutti gli altri questa crisi.

Da un lato la fragilità dei sistemi politici, che come in Grecia si autodistruggono nel tentativo di convincere la popolazione a sottomettersi a un’austerity senza limiti né prospettive e a sostenere gran parte del peso della crisi. Dall’altro lato, come in Spagna, la fragilità di buona parte del sistema finanziario, conseguenza di un decennio di eccesso di liquidità, cattiva gestione e pessima supervisione.  Continua a leggere