
A cura di Alessandro Raffa di nocensura.com
Fino a qualche anno fa, la cancelliera tedesca ispirava simpatia ben oltre i confini della sua nazione, considerata un “simbolo” di serietà e sobrietà. Ma da quando ha “gettato la maschera”, facendo vedere “chi è e come agisce” si è guadagnata di diritto un posto nella top-ten dei governanti al servizio delle lobby dell’alta finanza, oltre ad avere palesato – al contrario di quanto vorrebbero farci credere – il totale disinteresse per le sorti dell’UE, che condiziona gravemente (a danno in particolare degli stati più in difficoltà) traendo benefici per la sua Germania (vedi *nota* di seguito). Continua a leggere
Il segretario nazionale dei metalmeccanici, ha presentato “Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo”, un’intervista del giornalista Giancarlo Feliziani. Ha invitato ad aderire alla manifestazione dell’11 febbraio a Roma

Foto LeccePrima (tutti i diritti riservati)
All’incontro, presso la sede della facoltà di Scienze della Comunicazione, era presente anche il coordinatore dell’Udu dell’ateneo salentino, Carlo Monticelli assieme a Carlo Formenti, docente di storia e tecnica dei nuovi media e giornalista del Corriere della Sera. Formenti, che ha moderato gli interventi, è stato il primo a prendere la parola, denunciando Marchionne, “quello con la kappa”, responsabile di aver scatenato un fenomeno molto simile a quello che si è già verificato negli Stati Uniti, “dove la soglia dell’adesione sindacale è passata dal 30 al 7 per cento”. Oltre al “resistere, resistere, resistere” di borrelliana memoria, il moderatore ha anche elargito un esplicito invito a contrattaccare, ad uscire da quell’assedio nel quale sia le distorsioni mediatiche, sia il “cambio di guardia” di un governo tecnico che “tutela gli interessi di una classe intera, come se quelle dell’economia fossero leggi naturali”, hanno costretto il Paese. Continua a leggere
d e Pdl tirano in senso opposto
fotografia da web della redazione N.R.
Il capitalismo è come un’auto che cade a pezzi. Invece di costruirne una nuova ci ostiniamo a riparare quella vecchia. Ed è un modello di cento anni fa
Yunus, Nobel per la Pace
Difficile davvero spiegare meglio di quanto non sappia fare il prof. Romagnoli quello che sta avvenendo nella legislazione che riguarda il lavoro. Un articolo fondamentale, da studiare attentamente, per agire con più consapevolezza.
Stanno privatizzando il diritto del lavoroL’articolo 8 della manovra anti-crisi di ferragosto (legge 148/2011) spiana la strada alla disseminazione di una quantità imprecisabile di particolarismi regolativi incistati nelle periferie aziendali e/o territoriali del sistema paese. Il che lascia prevedere l’incontrollata disgregazione di un corpus normativo come il diritto del lavoro che, sia pure con fatica, aveva acquistato ed era riuscito a conservare una propria organicità e una propria identità. Per questo tutti i commentatori concordano che l’articolo 8, anche se la mentalità perversa del suo autore gli attribuisce una valenza liberatoria, ha materializzato un incubo da Apocalisse. Continua a leggere
Un reddito sociale garantito per i giovani senza lavoro attingendo ai super-patrimoni dei ricchissimi e un piano strategico ecologico, per il riassetto idrogeologico e la riconversione energetica, tagliando grandi opere inutili come la Torino-Lione e l’acquisto dei 130 cacciabombardieri F-35. Lo propone il leader di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero: «Si parla molto di dare una opportunità ai giovani e il tutto si risolve nella proposta di abolire l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori». Meglio fare proposte alternative, destinate a creare economia reale. Come? Tagliando sprechi e imponendo una mini-patrimoniale. Obiettivo: mezzo milione di posti di lavoro, in attività realmente utili per tutti.
Prima mossa, «istituire in Italia un reddito sociale per i disoccupati finanziato con una tassa sui grandi patrimoni», scrive Ferrero sul “Fatto
Quotidiano”. Basterebbe far pagare una piccola tassa dell’1% sui patrimoni che eccedono gli 800 mila euro (solo sulla parte che eccede, ovviamente), aumentandola proporzionalmente fino al 2% per i patrimoni sopra i 10 milioni di euro. In questo modo «si ricaverebbero 20 miliardi di euro, del tutto sufficienti a garantire il reddito sociale ad oltre due milioni di disoccupati». Cosa che, oltre a dare sostegno alle fasce più deboli, contribuirebbe a far crescere i consumi e quindi l’economia. Continua a leggere

Il ministero dell’Economia ha collocato 5,56 miliardi di euro di titoli del debito pubblico con scadenze a 5 e 10 anni. Il rendimento dei 2 miliardi di euro di decennali cala al 6,08% dal 7% della precedente asta di dicembre e quello dei quinquennali scende al 5,39% dal 6,6% prevedente. La domanda è complessivamente di 7,48 miliardi di euro.
Domanda
Nel dettaglio, Il Tesoro ha collocato 3,57 a miliardi di euro di titoli a scadenza 2017 contro una richiesta di 4,63 miliardi di euro. Bene anche l’asta di Btp a 10 anni in cui sono stati collocati titoli per 2 miliardi di euro a fronte di una domanda di 2,85 miliardi. Continua a leggere
Aumento del 36,4%. Stock indebitamento su nuclei ben 503 miliardi

Roma, 29 gen. (TMNews) – Con la crisi le famiglie italiane sono sempre più in affanno: dal settembre 2008 allo stesso mese del 2011, l’indebitamento medio delle famiglie è aumentato del 36,4%, in termini assoluti, invece, l’importo medio in capo a ciascun nucleo si è attestato attorno ai 20.000 euro (precisamente 19.981 euro). A livello territoriale i nuclei familiari più in difficoltà sono stati rilevati in provincia di Roma (indebitamento medio pari a 29.287 euro), seguono quelli residenti in provincia di Lodi (28.470 euro) e quelli in provincia di Milano (28.251 euro). In termini complessivi, invece, lo stock di debito che pesa su tutte le famiglie italiane ammonta a poco più di 503 miliardi. E’ quanto emerge dalla periodica rilevazione sull’indebitamento medio delle famiglie italiane realizzata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre. Continua a leggere
E leggero innalzamento contribuzione sociale generalizzata

Parigi, 29 gen. (TMNews) – Il presidente francese Nicolas Sarkozy, annuncerà oggi un aumento della Iva di 1,6 punti e un leggero innalzamento della contribuzione sociale generalizzata sugli investimenti finanziari. Lo riferiscono fonti del governo a poche ore da un’intervista alla televisione del numero uno dell’Eliseo.
Questi due aumenti dovrebbero permettere di trasferire sulle due imposte una parte del finanziamento sul sistema della protezione sociale, che fino ad oggi viene alimentata attraverso i contributi del lavoratore e del datore di lavoro.
e imprese potranno rientrare negli appalti con l’accordo sulle rate

ROMA — I contribuenti che hanno debiti fiscali di modestissima entità, e magari noie procedurali enormi per assolverli, possono tirare un sospiro di sollievo. Con il decreto per la semplificazione tributaria, atteso in Consiglio dei ministri venerdì prossimo, il governo dovrebbe raddoppiare il limite al di sotto del quale l’amministrazione non darà corso alla riscossione dei crediti dovuti allo Stato o agli enti locali, portandolo a 30 euro per «ciascun tributo» e per «ciascuna annualità d’imposta » (ma con una clausola anti furbi). Nel decreto, inoltre, dovrebbe esserci una norma che consentirebbe alle imprese che hanno debiti fiscali scaduti, ma per i quali è stato concordato un piano di rateizzazione, di rientrare in ballo negli appalti e nelle commesse pubbliche. Mentre dovrebbero cadere alcune incombenze da parte dei contribuenti, come l’indicazione del domicilio fiscale negli atti destinati all’amministrazione. Continua a leggere

Crescono del 2,6% le retribuzioni convenzionali dei lavoratori all’estero. È stato emanato, infatti, il decreto interministeriale Lavoro-Economia del 24 gennaio 2012 (in corso di pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale») che fissa le retribuzioni convenzionali da usare per quest’anno. Nelle nuove tabelle, l’unica novità è proprio l’incremento uniforme dei valori imponibili, cresciuti del 2,6 per cento.
I valori fissati dal decreto sono emanati in base alla legge 398/1987 che estende la tutela previdenziale ai dipendenti italiani operanti in Paesi esteri con cui l’Italia non ha stipulato convenzioni sulla sicurezza sociale (o con i quali sono in vigore accordi che coprono solo alcuni eventi), obbligando i datori di lavoro, italiani o stranieri, a versare i contributi in Italia. Continua a leggere





























