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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Donne

23 04 2012
foto da web della red.NR
Stupri di gruppo, la Cassazione sembra fare dietrofront. E, con una sentenza della III Sezione penale depositata oggi, spiega che e’ possibile applicare il carcere preventivo a chi e’ accusato di stupro di gruppo. Ribadendo che, perche’ si configuri questo reato (art. 609 octies del codice penale) ”e’ necessaria la simultanea, effettiva presenza dei correi nel luogo e nel momento della consumazione del reato, in un rapporto causale inequivocabile”, mentre il semplice concorso nel reato di violenza sessuale, sanzionato meno gravemente, e’ configurabile ”solo nelle forme dell’istigazione, del consiglio, dell’aiuto o dell’agevolazione da parte di chi non partecipi materialmente all’esecuzione del reato stesso”.  Continua a leggere
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Roma 21 aprile 2012

Maria, Nadezdha e Irina LIBERE!

Sabato alle 11:30 delle attiviste manifestavano sotto l’ambasciata russa per richiedere l’immediato rilascio delle 3 donne arrestate dal governo Russo, Maria, Nadezhda e Irina accusate di cospirazione contro lo stato e di far parte della band punk femminista Russa Pussy Riot.
La band, i cui testi sono vere e proprie denunce sulla corruzione del governo Putin e della stretta relazione tra stato e chiesa ortodossa, si è esibita più volte nella città di Mosca in solidarietà ai detenuti/e russe, ai popoli arabi in rivolta e ai movimenti lgbt. Continua a leggere

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“Sesso” e “razza” al muro. Il sistema sessismo/razzismo in pubblicità è il titolo di un mio saggio pubblicato nel volume di Laura Corradi Specchio delle sue brame che, come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, è stato appena dato alle stampe dalla casa editrice Ediesse nella collana sessismo&razzismo. “Sesso” e “razza” al muro è un contributo all’analisi delle immagini pubblicitarie analizzate non sono solo come “sintomo” di una complessa rete di rapporti di dominio (razzismo, sessismo, capitalismo) ma nel ruolo attivo che rivestono nella produzione di queste stesse categorie. Il saggio è illustrato da 33 immagini pubblicitarie sessiste e razziste Continua a leggere
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Con 203 voti a favore, nessun contrario e un’astensione, è stato approvato ieri dalla Camera dei Deputati argentina un disegno di legge che inserisce il femminicidio nel codice penale. Il progetto è il risultato dell’unificazione di 13 iniziative separate su questo tema. Il disegno di legge approvato andrebbe a modificare le sezioni 1 e 4 dell’articolo 80 del codice penale e stabilisce come “fattore aggravante”  il legame sentimentale tra l’assassino e la vittima. Sarà da definire il periodo di reclusione o l’ergastolo “per coloro che uccidono un ascendente, discendente, coniuge o persona con la quale egli sostiene, ha mantenuto o ha provato senza successo ad iniziare una relazione”.

Sarà possibile specificare anche come fattore aggravante che definisce il femminicidio l’omicidio di “una persona di sesso feminnile, quando l’atto è perpetrato da un uomo con la violenza di genere” e l’applicazione della massima pena quando l’omicidio è stato effettuato anche “come mezzo per infliggere sofferenza ad una persona abbia mantenuto stia mantenendo un rapporto”. Continua a leggere

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Referendum Aborto 30 Anni 6 Ok1EllaOne, questo il nome del nuovo contraccettivo d’emergenza che ha dato il via al solito teatrino pro-life.

Un gruppo di 85 parlamentari, tra cui Balduzzi, De Lillo, Abrignani, Baio, Bianchi, Binetti, Calabrò, Roccella, Spadoni Urbani, Esposito, ha presentato un’interrogazione al Ministero della Sanità per fare chiarezza su quella che loro considerano una vera e propria pillola abortiva. I nomi sono riportati sulla versione web de l’Avvenire, io li metto anche qui, non sia mai che qualcuno si faccia lo scrupolo di tenerli a mente per le prossime elezioni. Il portavoce De Lillo dice che secondo la letteratura scientifica la pillola non è antiovulatoria ma anti-annidamento (cioè anziché impedire la fecondazione impedirebbe l’impianto dell’embrione nell’utero, fase già di per sé non semplice e che richiede 6 o 7 giorni). Non so se l’onorevole abbia davvero letto la letteratura scientifica al riguardo. Continua a leggere

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“In questi giorni sto ricevendo molti abbracci e ringraziamenti dal popolo NO TAV, dalla mia gente della valle e di tutta Italia. Ma io ritengo doveroso ringraziare tutti per essere stati vicino a noi proprietari NO TAV (una decina) e i tecnici e gli avvocati che hanno svolto egregiamente il loro lavoro.Un ringraziamento a tutti quelli che, a ogni chiamata, vanno alle reti; alle tre donne che, dopo il taglio delle reti, sono entrate nel fortino e sono state denunciate; alle altre donne che, al di là delle reti, mi sono state vicino e mi hanno tenuto la mano e, durante la carica della polizia, non si sono mosse, a costo di essere manganellate e a coloro che hanno resistito alla carica e non sono indietreggiati.Un grazie a tutti gli arrestati che, per essere venuti in Valle Susa, pagano per noi un caro prezzo, in particolare a Giorgio, Luca e Guido, che hanno vissuto con noi per molti mesi l’esperienza della Repubblica della Maddalena, e a Luca per la paura che mi ha fatto prendere e per il culo che ha avuto, nonostante tutto quello che sta passando in questo periodo. Continua a leggere

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Scrive Zanarado, (qui il testo) come considerazione ad un post di Marina Terragni che si interrogava su come sia possibile che la massa di corrotti che ci governa sia così impunita:
…Però noi donne… perchè non passiamo all’azione? …Però l’impotenza la vedo nostra. Di che cosa abbiamo paura? Siamo il 60%della popolazione, e mai pronte, mai empowered, mai convinte nel mandarli affanculo. …
…Invito a ragionare che tra se non ora quando e mille altri movimenti siamo una marea, potremmo provocare un terremoto, una valanga un cataclisma. Quale autorizzazione stiamo aspettando? manca un anno alle elezioni…
…Tra un anno si vota. Noi siamo la maggioranza. Continua a leggere

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Nel nostro amato Paese, ogni giorno i pubblicitari si spingono sempre più oltre fino ad arrivare a vere e proprie forma di comunicazione che banalizzano fenomeni che nel nostro Paese raggiungono numeri agghiaccianti.

Non solo non si fa nulla per senbilizzare sul fenomeno ma si lascia che alcune aziende strumentalzzino creando vere e proprie campagne che rappresentano un offesa verso chi subisce queste violenze.

Assomiglia ad uno di quei gruppi che i nostri amici maschilisti diffondono su Facebook per banalizzare e screditare chi si impegna cotnro la violenza sulle donne e per umiliare le vittime, mentre stavolta non si tratta di un fake ma di una vera e propria pubblicità diffusa da un’azienda di lavastoviglie rivolta ovviamente alle consumatrici con tanto di claim “Stop alla violenza sulle stoviglie“. Continua a leggere

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Violenza contro le donne: grave lacuna nel Rapporto del Senato sulle carceri e i CIE – YouTube.

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Vittime di un presunto codice d’onore, sono almeno 150 le donne uccise dalla criminalità organizzata dal 1896 a oggi. Attentati, vendette, ritorsioni e induzioni al suicidio le cause principali. Le loro storie sono adesso raccolte in un dossier, curato dall’associazione romana antimafie daSud. La curatrice delle ricerche, Irene Cortese:«L’omicidio di una donna fa meno parlare. Ed è troppo spesso nascosto tra le righe della cronaca»

sdisonorate

«Un dossier che serve innanzitutto a sfatare un’assurda credenza: che i clan, in virtù di un presunto codice d’onore, non uccidono le donne». Più di 150 storie, raccolte in ordine cronologico in una pubblicazione. Vittime, ognuna a suo modo, di una cultura che vede il femminile come oggetto del possesso, ottimo bersaglio per le vendette. Innocenti e non, colpevoli in qualche caso di aver alterato la trasmissione della cultura e dei modelli sociali delle mafie, a loro affidati, per amore dei figli o del compagno. Più raramente di se stesse. «Un elenco che non ha nessuna pretesa di essere esaustivo», sottolinea la curatrice delle ricerche, Irene Cortese, 33 anni, calabrese d’origine, un lavoro da educatrice per i bambini autistici.

Un dossier pubblicato dall’associazione romana antimafie daSud e curato dal collettivo di genere ospitato al suo interno. «Un giorno abbiamo pensato di intrecciate le due tematiche, il femminile e la criminalità organizzata – spiega Cortese – Anche perché ci siamo rese conto che è sempre complicato cercare notizie su donne vittime di mafia, troppo spesso nascoste tra le righe della cronaca». Continua a leggere

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Morocco activists target ‘rape marriage law’ – YouTube.

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fotografia da web della redazione N.R.

Quando se ne va una donna come Miriam Mafai non ci si può che sentire più sole: come giornaliste e, soprattutto, come donne.

Mi piaceva leggerla e mi piaceva ascoltarla; ne apprezzavo la severità mista alla capacità di lasciar sempre trasparire l’allegria del vivere.

Il suo impegno per le donne è stato instancabile e di grande importanza. Se ne sentirà la mancanza soprattutto in un momento di totale sbandamento come questo, in cui ci si muove fra rigurgiti neo conservatori che inneggiano a figure di donne sorridenti fra i fornelli di casa e la sempre più volgare mercificazione del corpo femminile che impera, dalla televisione alla politica, creando un vortice assolutamente riprovevole. Miriam Mafai era un punto di riferimento fondamentale per le donne e una paladina nella battaglia per il riconoscimento dei loro diritti.

Eppure il ricordo di lei più bello è arrivato da un uomo. Da Eugenio Scalfari che, dopo averne ricordato il carattere e il momento del suo arrivo a La Repubblica, si e’ lasciato prendere dalla commozione e ha concluso “e poi se n’è andata, ecco…. basta cosi’”

Basta così’. Perchè troppa commozione, almeno per come la “vedevo” io, non le sarebbe piaciuta. Ora se n’è andata. E non ci resta molto da aggiungere.

La ragazza rossa | Angela Vitaliano | Il Fatto Quotidiano.

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 23 maggio 2012
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quotidiani esteri del 22 maggio 2012

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