Dio ci guardi dal marketing Mondadori. Matteo Renzi trasformato in Berlusconi. Il suo libro snocciolato, spilluzzicato e dato in pasto ai giornali prima che qualcuno lo possa leggere, prenderne gusto, approvare o forse no. Proprio come accadeva ieri al Silvio, con il suo fido Vespa. E noi dicevamo, di nuovo quei due! Invece no, obbedivano all’Editore, che pur di vender copie, toglieva tempo allo statista, costretto a presentare una pagina al giorno, e sottraeva il giornalista ai suoi amati modelli di plastica.
La Repubblica oggi spara (Spara parole, Nitto, non proiettili). “Renzi: legge elettorale e poi il voto”. Che fa, Matteo ha passato il Rubicone, Alea iacta est, come Giulio Cesare di ritorno dalla Gallia? No, è Marina che rifila un altro capitolo di “Oltre la rottamazione”. Renzi per Mondadori. Non un annuncio ma un post annuncio. Certo il sindaco ci sa fare, anche a vender libri. Così non si nega: “io con Berlusconi (immagino, Marina) ho fatto un libro, loro (Chi? Letta, Napolitano?) un governo”. Tanto basta per svegliare dal letargo la nostra stampa. Habemus scoop. Il governo oggi cade, lo dice Matteo. Domani, chissà. Continua a leggere
foto da web della red.NR
Alla fine si torna alla casella di partenza. Guglielmo Epifani, socialista ed ex segretario della Cgil, sarà la voce del Partito Democratico fino al congresso. “Il Pd si affida a Epifani”, Corriere della sera. Si tratta di una persona per bene, che ha il merito di essere tra i pochi, insieme a Fassina e Franceschini, ad aver difeso Bersani quando chiese a senatori e deputati di votare Marini Presidente. Io non condivisi e votai contro, ma so apprezzare il coraggio della scelta (anche sbagliata). Può darsi che una parte del Pd trovi la soluzione Epifani non innovativa e di compromesso tra capi corrente. Ma non è tempo di mal di pancia. Chi ha una strada diversa da indicare, lo faccia.
Renzi si è accorto che i contorcimenti dei democratici stavano minando le sue possibilità di competere, un giorno, per la leadership. “Renzi. Il Pd si riprenda il governo”. E’ il titolo di prima pagina de La Repubblica. Riprendersi il governo vuol dire, nel caso in specie, indicare a Letta le priorità (lavoro, riduzione dei costi della politica), prepararsi con calma alle prossime elezioni, magari evitando al voto che Berlusconi stacchi la spina troppo presto, nel momento di maggior difficoltà per il Pd. Continua a leggere
Se vi piacciono le favole, questo è il vostro giorno, tuffatevi nella lettura dei giornali. “Berlusconi, condanna e proteste”, scrive il Corriere della Sera. Condanna perché? Corre in soccorso Il Giornale: “Sentenza impresentabile”. “Procedure anomale – spiega Sallusti -, esclusione di testimoni chiave, non rispetto dei diritti della difesa, pene sproporzionate e tempistiche regolate per interferire sulla vita politica…” Insomma, procuratori di mezz’Italia, giudici di corte d’assise e d’appello si sarebbero messi d’accordo per far fuori Berlusconi e riuscire là dove la sinistra aveva fallito, escluderlo dalla vita politica. Persino La Repubblica sembra sorpresa “Un’altra condanna”! “4 anni, prevista l’interdizione dai pubblici uffici” – spiega il Corriere che però aggiunge: “l’ultima parola alla Cassazione” Continua a leggere
dal sito di Corradino Mineo, coordinatore dei Senatori amici di Articolo 21
Caro Bersani, pensaci tu. Tira fuori un coniglio dal cappello. Magari con il “metodo Boldrini”, come auspica Vendola. E dissolvi lo stupidario quirinalizio che ammorba la nostra lettura dei giornali. Credi in te, Pierluigi. Sei tu l’uomo del rinnovamento. Tu hai reso possibili le primarie, mandando in soffitta uno statuto del partito che ti avrebbe messo troppo comodamente al riparo dal fattore Renzi. Tu hai indotto D’Alema e Veltroni (straordinari dirigenti, ma da troppo tempo al centro della scena) a non candidarsi. E hai favorito un rinnovamento molto ampio dei gruppi parlamentari. Certo non hai vinto le elezioni. Ma, credimi, non era facile. Assediato dai capi storici del partito, sostenuto da un apparato registrato per le primarie e non per il voto, non era facile capire quanti elettori del Pd avrebbero deciso di usare Grillo per darci una lezione. Né era semplice comprendere quanto la sciagurata scelta di Monti, dando la sensazione che tutto il suo governo fosse stato un imbroglio, stava sdoganando di nuovo il solito Berlusconi. Dai, “sta qua qua”, se Crozza ti prende in giro è perché lo hai ancora tu, il pallino in mano. Giocalo. Ti prego, non imitare Gorbaciov che ebbe paura di quello che aveva fatto. Continua a leggere
Via libera del Consiglio di amministrazione Rai alla nomina di Monica Maggioni alla direzione di Rainews. I migliori auguri di buon lavoro al nuovo direttore dalla redazione di Rainews

Via libera del Consiglio di amministrazione Rai alla nomina di Monica Maggioni alla direzione di Rainews. Secondo quanto si apprende, hanno votato contro i consiglieri Colombo e Tobagi, assente De Laurentiis, sei i voti a favore. Maggioni prende il posto di Corradino Mineo candidato del Pd in Sicilia.
Chi è Monica Maggioni
Laureata in Lingue moderne alla Cattolica di Milano, vanta collaborazioni con Il Giorno già nel 1989 e nel ’94 lavora a Euronews dopo aver ottenuto il Master di giornalismo radiotelevisivo presso la scuola Rai di Perugia. Nel 1996 è assunta in Rai e dopo una collaborazione a Tv7 nel 1997 passa al Tg1 alla redazione cronaca e poi alla redazione esteri.
Nell’estate ’98 conduce Unomattina su Rai 1. Nel ’99 conduce il Tg1 del mattino e si mette in luce con alcuni reportage in Sudafrica e Mozambico. Nel 2000 la nuova conduzione estiva di Uno Mattina la rende uno dei giovani volti Rai più noti. Continua a leggere
Fucilieri di Marina, femminicidio, primavera araba. Penso di dovere qualche risposta alle critiche di chi ci segue su alcuni dei grandi temi trattati da Rainews nelle ultime settimane

Penso di dovere qualche risposta alle critiche di chi ci segue. Roberto Falconi contesta,insieme ad altri, un nostro servizio sul ritorno in Italia (trionfale, con tanto di ricevimento al Quirinale) dei due soldati di Marina accusati da un tribunale indiano di aver scambiato due pescatori per pirati e di averli uccisi. E’ possibile che un servizio particolare sia scaduto nella retorica patriottarda ma non mi pare che sulla vicenda Rainews24 abbia fatto il pesce in barile.
Dall’inizio non ci siamo accomodati sulla versione ufficiale : “I due maro’ non hanno ucciso nessuno, anche per questo la nave è andata ad ormeggiarsi nella tana del lupo, cioe’ nel porto del Kerala…” Subito abbiamo criticato la scelta a monte di questo pasticcio, quella di inviare soldati italiani su navi private lasciando poi all’armatore la libertà di gestire le complicazioni. Abbiamo raccontato con il dovuto rispetto le proteste dei pescatori e poi le scelte dei tribunali indiani. D’altronde lo stesso Sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura (che abbiamo intervistato) si è mosso lungo una linea di rispetto e di educazione diplomatica, lasciando cadere suggetioni nazionaliste e bellicose che taluni suggerivano. Continua a leggere








