convivenza civile
Elmas, clandestini in rivolta: a fuoco il Centro nella notte – Cronache dalla Sardegna – L’Unione Sarda.
Nuova rivolta questa notte nel centro di prima accoglienza di Elmas: alcune decine di ospiti hanno protestato appiccando un incendio con carte, materassi e cuscini. Il fumo ha invaso i corridoi al primo piano dell’edificio. Tutti gli immigrati sono stati fatti evacuare.
Alle 3 del mattino è scoppiata la rivolta con diversi materassi dati alle fiamme e arredi danneggiati. Per spegnere l’incendio al Cpsa di Elmas sono intervenuti i vigili del fuoco. Intanto carabinieri, poliziotti e finanzieri hanno dovuto sgomberare il primo piano del centro e hanno fatto evacuare tutti gli ospiti.
LA RIVOLTA L’allarme è scattato verso le 3 di questa mattina: alcuni extracomunitari hanno accatastato alcuni materassi. Poi è partito l’incendio. Per domare il rogo sono dovuti arrivare dalla caserma di viale Marconi i vigili del fuoco. Intanto agenti e carabinieri hanno fatto irruzione nel lungo corridoio per evacuare le stanze. Un’operazione difficile per la presenza del fumo acre. Alla fine il bilancio, grazie all’azione delle forze di polizia, non è stato grave. Nessuno è rimasto ferito. Tutti gli ospiti del Centro sono stati evacuati. Adesso si procede alla conta dei danni: oltre ai materassi distrutti dalle fiamme, durante la rivolta è andato completamente distrutto il primo piano dell’edificio. Attualmente il Cpa di Elmas ospita circa quaranta immigrati.
Giugliano, muro di 3 metri contro i rom Dividerà campo nomadi da area-imprese - Il Messaggero.
GIUGLIANO (5 ottobre) – Un muro traccerà la linea di confine tra le imprese e le nuove case dei rom. La barriera di mattoni alta tre metri, finanziata dalla Provincia, assieme a una nuova ordinanza di sgombero, farà scattare a breve il conto alla rovescia per portare gli ex nomadi fuori dalla zona Asi.
Dopo anni di braccio di ferro tra gli imprenditori e le associazioni, venerdì se ne discuterà in Prefettura. Sul tavolo le modalità di trasferimento e, probabilmente, di selezione dei 120 rom – sui quasi seicento presenti da metà degli anni Ottanta all’interno dell’area industriale – che dovranno alloggiare nel villaggio attrezzato dal Comune, sempre a pochi passi dall’Asi. Addio baracche di legno e lamiere, senza acqua e senza luce, ma solo per una parte delle famiglie, in pratica. Di soluzioni abitative alternative, infatti, finora non si è mai discusso, né era andato a buon fine il tentativo di provincializzare – cioè di spostare in altri comuni – i rom in esubero. Continua a leggere→
La Pulce contro le barriere| Liguria | Levante| Il SecoloXIX.

«Ieri, a Roma, si è svolta la Giornata dell’handicap: ci è quindi sembrata una buona idea sensibilizzare anche la cittadinanza rapallese sull’argomento proponendo quest’iniziativa». A parlare è Nadia Molinaris, membro del direttivo del circolo della Pulce, il gruppo civico nato su Facebook che ieri pomeriggio ha organizzato una passeggiata davvero particolare per le vie della città. Otto membri del circolo (ma anche una mamma con il figlioletto nel passeggino) hanno percorso diversi tratti stradali della città per testare le criticità che le persone diversamente abili, ma anche i genitori a passeggio con i bimbi in carrozzina, devono affrontare quotidianamente.
A fare da cavia, se così si può dire, è stata la stessa Molinaris, che in questo periodo è costretta a spostarsi con la sedia a rotelle per un infortunio alla gamba sinistra. Il percorso, che ha preso il via intorno alle 15 dall’hotel Bristol – nella parte est della città – non è stato dei più semplici. «In prossimità del complesso delle suore orsoline, pur trattandosi di un tratto extraurbano, la situazione è critica – osserva Giovanni Raggio, presidente del circolo – perché il marciapiede, in quel punto, è troppo sconnesso per poterci transitare con la carrozzina. Impraticabile, poco più avanti, è anche il marciapiede a margine di via Aurelia Levante che va dalla svolta con via Avenaggi a quella con via dei Pini: alle due estremità, il guardrail è incurvato e non permette alla carrozzina di salire sul marciapiede, tanto che bisogna procedere sulla strada carrabile». Situazione simile a quella riscontrata in via Emiliani, nel centro, dove il marciapiede esiste solo da un lato della strada, ma è troppo stretto per le sedie a rotelle.
La Gazzetta del Mezzogiorno.it | In Puglia e Basilicata un Risorgimento «rosa».
di RICCARDO RICCARDI
Di solito quando si pensa alle rivoluzioni, si parla quasi esclusivamente di uomini. E ciò, chiaramente, è valevole per il lungo periodo risorgimentale. Eppure c’è un Risorgimento invisibile che è stato fatto anche dalle donne. Nonostante che ci fossero già state nella rivoluzione partenopea figure di donne combattive e impegnate (dalla Fonseca Pimentel alla Sanfelice), nell’Ottocento la convinzione comune restava quella che una donna perbene dovesse restare chiusa fra le mura domestiche. Pertanto, non era per nulla facile uscire fuori da questo cliché ma, nonostante ciò, alcune figure femminile hanno contribuito ad indicare, sostenere e realizzare il progetto indipendentista e unitario italiano. E con una forza ed un impeto fuori dal comune. Continua a leggere→
Quotidiano Net – Donne fuori carriera ultime in Europa dietro a Turchia e Grecia.
Milano, 4 ottobre 2010 - CARRIERA off limits per le donne in Italia: le dirigenti sono solo l’11,9% del totale, ultime in Europa, contro una media europea del 33%, e a superarci sono anche la Turchia con un 22,3% e la Grecia con un 14,6%. Anche il confronto con i Paesi più avanzati e vicini ci vede largamente perdenti: in Francia le donne manager arrivano al 37,4%, nel Regno Unito al 34,9% e nella Germania al 29,3%. E’ quanto emerge da una ricerca di Manageritalia che mette in luce la scarsa partecipazione delle donne al lavoro e ancor più ai piani alti dell’economia. Guardando alle donne nei consigli di amministrazione delle società quotate, poi, siamo al quart’ultimo posto con un misero 3,2% rispetto a una media dell’Europa a 27 dell’11,4% e alle vette superiori al 20% di Finlandia e Svezia e all’inarrivabile 42% della Norvegia. Anche a livello imprenditoriale le cose non vanno molto bene per l’Italia visto che le donne imprenditrici sono il 23,4%, contro una media Europea superiore al 33%. Sul fronte nazionale arrivano alcune sorprese: Continua a leggere→
Torna il No B Day, la cronaca in diretta | Il Fatto Quotidiano.
Ecco la cronca minuto per minuto del corteo del No B Day
Ore 16 e 45
Il corteo sta arrivando a piazza San Giovanni che non è piana ma sembra destinata a riempirsi
Ore 16 e 25
”In questa piazza e nelle tante piazze cui ho partecipato, c’è molto popolo democratico. Se qualche volta venissero anche i dirigenti democratici se ne accorgerebbero”, dice il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
A chi come Casini e Fioroni, auspica che il Pd escluda dalle alleanze Di Pietro il leader Idv risponde: “Sono due persone in meno per quella grande alleanza che vogliamo costruire con i cittadini. L’Idv è vicina al popolo Viola ai movimenti che non si rassegnano all’idea che per non disturbare il manovratore non bisogna fare opposizione. A chi dice di non alzare troppo la voce – conclude – diciamo che la colpa non è dell’agnello che strilla, ma del lupo che se lo vuole mangiare”. Lungo il percorso del corteo verso piazza San Giovanni, Di Pietro e’ stato salutato da alcuni maniffestanti che per il compleanno gli hanno fatto “tanti auguri”. Continua a leggere→
Rupe Tarpea – Toni Jop – l’Unità.it.
immagine da web aggiunta a cura della redazione di NR
Ciarrapico è solo l’ultimo a scusarsi per quel che ha detto – «Fini ordini le kippah» – sostenendo che non voleva offendere nessuno e che quel che lui sembrava, e cioè, antisemita, in verità non è. Dei «malintesi» che hanno colpito il premier abbiamo perso il conto. Restiamo al presente: Bossi dice che i romani sono porci e a breve giro di ruttini provvede a smentire: era solo una battuta, non volevo offendere nessuno. Poi, quel docente del Conservatorio di Milano che aveva scritto: troppi disabili nelle nostre scuole, torniamo alla Rupe Tarpea. Anche lui non voleva offendere nessuno e giura di non essere razzista. Per non parlare di quante volte ai caporali leghisti è sfuggito di bocca il loro vero obiettivo, la secessione, e cioè un delitto contro la Costituzione, e poi hanno smentito sostenendo che era una boutade, che a loro interessa solo il federalismo solidale. Secondo noi, menzogne. Ma di segno tutto sommato positivo: si vergognano, ancora, di quel che sono. La loro vigliaccheria è la nostra migliore garanzia.
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REDAZIONALE: Continua a leggere→
riceviamo e diffondiamo – il governo dalla parte dei cittadini ? ma dove ? ..solo servo dei potenti.

(titolo messo dalla redazione e foto scaricata dal web )
Sono una dei ventimila italiani che nel 1970 furono cacciati dalla Libia colpevoli di essere italiani, in violazione della risoluzione ONU 388, del trattato Italo-Libico del 1956 e della legge di ratifica 843/57.
Lo stato Italiano che doveva tutelarci e far rispettare gli accordi ci chiese di avere pazienza perchè i giusti risarcimenti dovevano attendere gli accordi internazionali ed intanto i profughi della Libia morivano disillusi e trattati da stranieri nella propria patria.
Nel 2008 il tanto atteso accordo internazionale e la delusione per non esserne stati inclusi, vanificando trentotto anni d’attesa senza nemmeno
l’ombra delle scuse per come fummo trattati.
Anche le promesse inserite nella legge di ratifica n. 7 del 6 febbraio 2009, (Gazz. Uff., 18 febbraio, n. 40), dove, all’art. 4, si parla degli indennizzi spettanti a noi profughi. restano ad oggi solo promesse non mantenute, di un indennizzo che forse arriverà a qualche percento del valore dei beni confiscati illegalmente nel 1970.
SONO DUE ANNI CHE MANCA SOLO UNA FIRMA PER DARE IL VIA ALL’ITER, QUELLA DI GIULIO TREMONTI.
Da cittadini italiani rispettiamo leggi che il parlamento promulga e il capo dello Stato ratifica ma con profonda amarezza vediamo che lo Stato può impunemente ignorarle perché nessuno le fa rispettare nell’indifferenza dei mezzi d’informazione e delle istituzioni.
Vanessa
Facebook | Basilicata, stagionali sempre più schiavi dei caporali.
Basilicata, stagionali sempre più schiavi dei caporali
La
raccolta dei pomodori è iniziata a metà agosto, migliaia i lavoratori
arruolati. Le condizioni si sono deterioriate dopo la chiusura del
centro di accoglienza di Palazzo S. Gervasio. Intervista a cura di
Amisnet a Ungolo, Osservatorio migranti
Roma – La
raccolta dei pomodori è iniziata a metà agosto nelle campagne della
Basilicata e come ogni anno sono migliaia i lavoratori stagionali
arruolati dai caporali. La paga è di 3-4 euro per ogni cassetta di
pomodori raccolta e, con una media di 7-8 cassette al giorno, arriva a
stento a coprire le Spese. Parte del ricavato deve essere infatti girato
agli stessi caporali come percentuale sul ricavato o per garantirsi
servizi minimi come il trasporto o la ricarica dei cellulari. Condizioni
note almeno da una decina di anni, come sottolinea Gervasio Ungolo,
coltivatore e membro dell’osservatorio migranti Basilicata, ma che
quest’anno, con la chiusura del centro di accoglienza del comune di
Palazzo S. Gervasio si sono deteriorate.
Costretti a
vivere in casolari abbandonati e lontani dai centri abitati, i
lavoratori stagionali sono più soggetti che in passato ai reclutatori di
braccia oltre a vivere in condizioni ancora più precarie. In mancanza
di fondi a provvedere alla fornitura di acqua potabile e per lavarsi,
sono le associazioni come l’Osservatorio migranti, che accusano le
istituzioni locali di latitanza e di voler nascondere il problema. “La
regione Basilicata ha fatto insieme alla Coldiretti un censimento
secondo cui ci sarebbero 350 lavoratori stagionali nell’area” spiega
Ungolo “ma questi numeri non sono assolutamente veritieri. Solo a
Palazzo S. Gervasio ci saranno almeno 1200 lavoratori attivi in questo
momento nei campi. Se poi parliamo del Vulture, dell’Alto Bradano e
delle zone a ridosso della Puglia arriviamo ad almeno 3 mila-4 mila
persone”.
© Copyright Redattore Sociale
Facebook | Dieci milioni e mezzo di donne vittime di molestie e ricatti sessuali.
Dieci milioni e mezzo di donne vittime di molestie e ricatti sessuali
Rappresentano la metà delle donne (51,8%). Negli ultimi tre anni sono 3,8 milioni. Un milione e 224 mila le vittime sul posto di lavoro.
ROMA – “Circa la metà delle donne in età 14-65, (10 milioni e mezzo pari al 51,8%) hanno subito almeno una molestia o un ricatto a sfondo sessuale nell’arco della loro vita, 3,8 milioni negli ultimi tre anni e un milione e 224 mila sul posto di lavoro, l’8,5% delle lavoratrici attuali o passate, incluse le donne in cerca di occupazione”. È quanto evidenzia uno studio dell’Istat su “molestie sessuali e i ricatti sessuali sul lavoro” presentato questa mattina presso la sede dell’Istituto nazionale di statistica a Roma. L’indagine è stata effettuata nel 2008-2009 tramite interviste telefoniche nell’ambito dell’Indagine multiscopo sulla “Sicurezza dei cittadini” su un campione di 60 mila famiglie per un totale di 24mila 388 donne di età comprese tra i 14 e i 64 anni. Uno studio sviluppato grazie alla convenzione stipulata tra l’Istat e il Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio.
Più esposte alle modestie le donne che abitano nei centri delle aree metropolitane, dove la percentuale sale al 64,9%, e nei comuni periferici delle stesse aree, dove si attesta al 58%. Sopra la media il settentrione col Nord Ovest (57,2%), seguito dal Nord Est (54,3%). In particolare, valori sopra la media si registrano in Piemonte (58,9%), Lombardia (56,9%), Emilia-Romagna (56,3%) e Liguria (55,5%). Negli ultimi tre anni sono state 3 milioni e 864 mila (il 19,1% del totale) le donne di 14-65 anni ad aver subito almeno una molestia o un ricatto sessuale sul lavoro. Più colpite le ragazze tra i 14-24 anni, sono il 38,6%, per le quali la probabilità di subire una molestia è doppia rispetto alla media. Seguono le 25-34enni (il 29,5%). Negli ultimi tre anni, però, è il Sud Italia a far registrare valori più alti, il 21% contro il 19,9% del Nord Ovest e il 17,7% del Nord Est. Un dato, spiega l’Istat, che potrebbe avere una spiegazione nella maggiore partecipazione delle donne del Sud al mercato del lavoro. Valori più alti, infine, sono stati rilevati per quanto riguarda le laureate e le diplomate. (ga)© Copyright Redattore Sociale
Quotidiano Net – Vicenza, picchia violenta e segrega la moglie in casa perché “ribelle”.
Vicenza, 29 settembre 2010 – Picchiata, stuprata, segregata in casa, in un appartamento in provincia di Vicenza, dal marito perché “ribelle”. Non solo. La ragazza ha dovuto subire anche le angherie della suocera e della cognata. Fino a quanto non è riuscita a fuggire dalla violenta prigionia tra le mura domestiche ed a chiedere aiuto ai carabinieri. Protagonista della vicenda, una ragazza poco più che ventenne, la chiameremo Samia a tutela della vittima, di origini marocchine.
La malaventura della giovane - raccontata dal Corriere del Veneto - ha inizio poco più di un anno fa in Marocco, quando i genitori decidono di sistemare la seconda di sei figlie femmine. Samia accetta il volere della famiglia, che l’ha promessa in sposa ad un connazionale di dieci anni più grande di lei. L’uomo le viene presentato tre giorni prima del matrimonio.
Dopo le nozze Samia lo segue in Italia, nell’appartamento in provincia di Vicenza, dove lui già viveva con la madre e la sorella. La convivenza con la famiglia del marito è da subito difficile. Samia si confida con l’uomo e per resistere alle difficoltà, e forse integrarsi nel Bel Paese, decide di imparare l’italiano. Ribellione. Così vede il fatto il marito. L’uomo inizia a picchiarla, modo, secondo lui, per rimettere in riga la moglie ed insegnarle ad essere più remissiva.
Lei accetta e subisce in silenzio per nove mesi, impara l’italiano di nascosto prendendo appunti dalla televisione. A giugno l’epilogo. Il marito la picchia nuovamente, la costringe con la forza ad avere un rapporto sessuale e poi la chiude in casa per alcuni giorni. Samia è riuscita però a fuggire, a denunciare tutto ai carabinieri. Il marito è indagato per violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni. Samia sta ricucendo la propria vita con l’aiuto di un’associazione.
coordinamento:
Ken Sharo-Luna Rossa
red@azione – binario 21 intervista a Agostino licenziato dalla ditta sub appaltatrice di Trenitalia e collega dei compagni sulla torre a Milano
Il Dott. Mengele dei lavoratori italiani ci impone la dittatura del precariato. Dovrebbe cambiare nome, da Mario Monti a Mario Morti, i diritti.
Persino nel paese dal capitalismo più spinto si ammette che il capitalismo va cambiato, produce troppe differenze sociali e troppa povertà, qualche miliardario democratico riconosce che non è giusto che i suoi dipendenti paghino più tasse di lui. In Italia no, abbiamo affidato il governo ad un professore del capitalismo integrale, un talebano della finanza [...]
SCHIODARSI DALLE BATTUTE
pubblicata da Lucia Delgrosso il giorno venerdì 3 febbraio 2012 alle ore 20.45 Professor Monti, noi non vogliamo inchiodarla ad una battuta. Una volta le battute inchiodavano chi le faceva: Andreotti rimarrà per sempre crocifisso a “Il potere logora chi non ce l’ha”. Ora invece sono come una carta moschicida: è la pubblica opinione che [...]
I giovani pensano che Marchionne sia una novità, non hanno conosciuto Valletta o Romiti e gli intellettuali non si ricordano, nemmeno a Servizio Pubblico.
Ieri sera ho visto il lavoratore Fiat che non viene richiamato dalla cassa integrazione in quanto iscritto alla Fiom. Erano tutti stupiti da Santoro a Travaglio, è anticostituzionale, ma come è possibile una cosa del genere. Gli unici non stupiti erano il lavoratore in questione e la Camusso che queste cose le vive con i [...]
La Fornero: Lo spread è sceso per merito della riforma delle pensioni. Sono tentato a crederle. I parassiti investitori, con il risparmio della patrimoniale, si sono lanciati nella, solita, speculazione.
E’ ormai provato che, anche i professori, hanno studiato tanto per niente, o meglio, sono talmente imbevuti di capitalismo finanziario e parassita che non si rendono conto di quello che dicono. Purtroppo, a loro vantaggio, c’è il fatto che nemmeno la massa se ne rende conto. Ovvio che la massa non è laureata, non è [...]
Se i cervelli in fuga sono come quello di ieri sera, a Servizio Pubblico, lasciamoli andare.
Parlantina, presenza, voglia di protagonismo non gli mancava, ma quello che ha, dottamente, espresso lo sapevamo già. Diciamo che lui gira adesso con le tette al vento io, noi, ci giravo già vent’anni fa. La prima banalità è che un povero di Milano è uguale ad un povero di Londra, non è dal Pil di [...]
A Milano, in Via Padova, ha aperto un emporio cinese. Non so come chiamarlo, ma fa più lui per i pensionati ed i precari che il governo Monti.
Vendono di tutto, vestiti, scarpe, casalinghi, profumi, detersivi, elettrodomestici, insomma è inutile stare qui a fare l’elenco. Sono andato a fare un giro e, credetemi, c’è da risparmiare parecchio soprattutto per la casa, le cose di consumo quotidiano che alle quali non puoi rinunciare. Diffidente da sempre, non comprerò mai un ferro da stiro da [...]
Caro professore Monti, ti piace fare lo spiritoso sui disoccupati? Bene, io con la terza media, ti insegno come si fa una manovra finanziaria equa. E senza nemmeno la calcolatrice.
Se il tuo predecessore era impresentabile per i suoi trascorsi oscuri nella P2, gli aiuti della banca Rasina che gestiva i fondi della mafia, l’evasione e la sua dirittura morale da falso cattolico praticante, tu lo stai diventando per la tua ferocia insensibile verso la massa più debole della società italiana. E proprio vero che [...]
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programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"
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