La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e per altre 11 persone coinvolte nell’inchiesta sulla Fondazione Maugeri. Formigoni è accusato di associazione per delinquere e corruzione. Giusto ieri Formigoni, diventato senatore del Pdl dopo aver lasciato il Pirellone, è stato eletto presidente della commissione agricoltura di Palazzo Madama.
Le indagini sulla struttura sanitaria di Pavia sono state chiuse a febbraio. Secondo l’accusa, l’allora governatore lombardo sarebbe stato il “promotore e organizzatore” dell’associazione a delinquere e avrebbe garantito stabilmente tra il 1997 e il 2011 favori alla Fondazione Maugeri e tra il 2002 e il 2011 al San Raffaele, oggetto quest’ultimo di un’indagine parallela. Un ingente flusso di finanziamenti regionali è stato garantito ai due centri di eccellenza, secondo i pm in cambio di favori goduti da Formigoni tramite il faccendiere ciellino Pierangelo Daccò, ritenuto l’uomo cerniera tra strutture private accreditate e la politica regionale. Favori consistiti nelle ormai celebri vacanze “di gruppo” ai Caraibi, tra yacht e resort. Continua a leggere
Il Celeste a stelle e strisce – l’Espresso.
Dai Kissinger cables’ di WikiLeaks emerge la relazione speciale tra Roberto Formigoni, Cl e gli americani. I file contenuti nella libreria pubblica della diplomazia Usa, a cui l’Espresso ha avuto accesso esclusivo per l’Italia raccontano come gli Stati Uniti fin dagli anni ’70 si sono messi a disposizione per aiutare Comunione e Liberazione di don Giussani, Formigoni e Scola: una barriera contro il comunismo
(08 aprile 2013)
Un giovane Formigoni con don Giussani e Ciriaco De Mita«Formigoni è la forza trainante dietro il Movimento Unitario Popolare con don Scola e Santo Bagnoli della Jaca Book». Ci sono amicizie, vicinanze, unità di interessi che vanno indietro nel tempo, quando il mondo era profondamente diverso e quello che oggi è un potentissimo prelato, che nell’ultimo conclave è stato a un passo dal soglio pontificio, Angelo Scola, allora era solo un don.A rivelare la relazione speciale tra Formigoni, ‘Comunione e Liberazione’ e gli americani sono ‘i Kissinger cables’ di WikiLeaks contenuti nella libreria pubblica della diplomazia Usa, a cui l’Espresso ha avuto accesso esclusivo per l’Italia in collaborazione con Repubblica. I documenti raccontano come gli Stati Uniti fin dagli anni ’70 si sono messi a disposizione per aiutare Comunione e Liberazione di don Giussani, Formigoni e Scola: una barriera contro il comunismo.E’ il 1975 e gli americani vedono nero. Alle elezioni regionali del 15 e 16 giugno, la Dc ha avuto un arretramento notevole e il Pci ha registrato un balzo oltre il 33 percento. Gli americani interpellano gole profonde e contatti abituali dell’ambasciata per condividere informazioni, umori, analisi. E il loro orizzonte si fa ancora più cupo. Continua a leggereL’Idi, il prete e l’elettricista – l’Espresso.
Dalle lussuose sedi della Congregazione dei Figli dell’Immacolata che gestiva alcuni ospedali romani, i bonifici milionari partiti dall’Elea, prendevano la via di un’anomima palazzina di periferia. Dove una piccola società era il fulcro di un giro d’affari che ha portato a quattordici perquisizioni e tre arresti
(04 aprile 2013)
©Michele Palazzi/Prospekt per l’EspressoA volte anche i migliori gialli finiscono senza gloria. Se il punto di partenza della complessa storia dei soldi spariti dell’Idi e del San Carlo di Nancy – gli ospedali romani della Congregazione dei figli dell’Immacolata concezione – era la prestigiosa sede in via della Conciliazione, l’arrivo è in una anonima palazzina della periferia romana, nel quartiere Centocelle, tra i cantieri della metro C e i negozietti cinesi.Qui ha sede una sconosciuta sigla, la Gi.esse info service srl, società riconducibile ad uno dei protagonisti della vicenda, Domenico Temperini, punto terminale di una triangolazione di fondi della Congregazione poi spariti, ricostruita nei dettagli nell’inchiesta della procura romana che oggi ha visto tre arresti e quattordici perquisizioni.
Una società senza qualità, si potrebbe dire parafrasando Musil, messa in mano ad un amico elettricista, senza nessuna targa sui citofoni e assolutamente anonima, ma destinataria dei milionari bonifici partiti dalla Elea, la vetrina della congregazione che negli anni passati pretendeva di organizzare la Cernobbio sul Tevere, con incontri tra pezzi di peso del Vaticano e della politica bipartisan italiana, da Bersani a Tremonti. Il tutto sotto la supervisione dello stesso Temperini, posto a capo dell’impero sanitario dei figli dell’Immacolata concezione e arrestato dagli uomini della Guardia di finanza di Roma. Continua a leggere
Tangenti sulla sanità lombarda: “Il grande capo era Formigoni” – Milano – Repubblica.it.
L’imprenditore Giuseppe Lo Presti, arrestato nell’inchiesta sugli appalti truccati, confessa la corruzione nei confronti di Guarischi, già consigliere regionale di Forza Italia. E cita espressamente l’ex governatoredi DAVIDE CARLUCCI
Vaticano, il frate ha fatto crac – l’Espresso.
Dopo il San Raffaele, un altro buco per centinaia di milioni: quello dell’Idi, mega ospedale dermatologico retto da un potente religioso dell’Immacolata Concezione. In pratica, il don Verzè romano. Che accumula debiti ma si compra case di lusso
(04 aprile 2013)
©Michele Palazzi/Prospekt per l’EspressoLo chiamavano ‘il don Verzè romano’. Gestiva il mega ospedale dermatologico della capitale. Accumulando debiti ma comprandosi case di lusso. Ora don Franco Decaminada è ai domiciliari con l’accusa di essersi appropriato di quattro milioniFratel Franco Decaminada l’8 dicembre di ogni anno va in chiesa per rinnovare i voti fatti alla Madonna. E’ la legge della Congregazione a cui appartiene, quella dei “Figli dell’Immacolata Concezione”: bisogna promettere castità, obbedienza, povertà. Da sempre Decaminada per i suoi fratelli è un padre spirituale, una guida sicura che indica la retta via. Anche nell’intricata giungla degli affari: la Congregazione gli ha affidato tutto il suo impero, e soprattutto i suoi beni più preziosi. Ossia l’ospedale San Carlo e l’Idi, l’Istituto dermopatico dell’Immacolata, uno dei più importanti centri dermatologici d’Europa.
“Castità, obbedienza, povertà”, recita il regolamento. Che Decaminada segue a modo suo: tre anni fa s’è comprato una villa di 18 stanze in Toscana circondata da 23 mila metri quadrati di terreno e prati. Peccato veniale, si potrebbe dire. Il fatto è che mentre i lavori di ristrutturazione della magione sono quasi finiti, la Congregazione è in crisi e registra un buco mostruoso in bilancio, stimato da autorevoli fonti vaticane tra i 300 e i 400 milioni di euro. Un’esposizione che pesa soprattutto sulle banche, Unicredit in particolare, e che fa tremare i polsi ai migliaia di dipendenti degli ospedali. “Decaminada”, sussurrano preoccupati nei corridoi, “rischia di diventare il don Verzè del Lazio, e l’Idi il nostro San Raffaele. Sarebbe un peccato mortale”. Continua a leggere
Trattativa: nell’indagine bis lente di ingrandimento su “Falange armata” e Servizi | Primo piano.
di Aaron Pettinari – 9 marzo 2013
E’ un nuovo capitolo quello che si sta aprendo con l’indagine bis sulla trattativa Stato-mafia che venne messa in atto nel terribile biennio ’92-’93. Secondo gli inquirenti a dialogare con i boss per porre fine a quella stagione di sangue non furono solo politici e uomini dell’Arma, rinviati a giudizio appena due giorni fa, ma anche agenti dei Servizi segreti. Non è escluso che nell’elenco del registro degi indagati possa già essere finito qualche nome, come quello di un ex dirigente dell’intelligence italiana che aveva contatti con l’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica nelle scorse settimane il pool formato dai pm Di Matteo, Teresi, Del Bene e Tartaglia ha inviato gli agenti della Dia di Palermo a recuperare negli archivi del palazzo di giustizia di Roma gli atti del processo a uno dei telefonisti della Falange Armata.
Il sospetto che le due inchieste, quella sulla misteriosa organizzazione che proprio nel ’92-’93 rivendicava gli attentati e quella sulla trattativa Stato-mafia, possano avere più di un punto di contatto. I nomi che sarebbero in qualche modo tirati in ballo sono gli stessi, come quello dell’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino che secondo la Procura sarebbe stato a conoscenza degli incontri fra gli ufficiali del Ros e l’ex sindaco Ciancimino. A quanto pare il 9 settembre ’92, uno dei telefonisti della Falange Armata avrebbe chiamato l’Ansa di Torino per lanciare una serie di critiche contro Mancino. Mentre in giugno, sempre all’Ansa, erano giunte dalla stessa organizzazione delle minacce di morte nei confronti dell’allora ancora ministro Vincenzo Scotti. Ed era proprio quello il mese in cui a Roma si stavano prendendo decisioni sulla sua sostituzione agli Interni. Semplice coincidenza o c’è dell’altro? Continua a leggere
L’allarme sulla insolvibilità dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata è rimasto nella cassaforte della Congregazione per otto anni, mentre la Regione Lazio rimborsava le fatture. Poi nel 2011 il crac diventa ufficiale. Niente soldi per i fornitori, 1.500 dipendenti a rischio. La Procura apre un’inchiesta: si indaga su associazione a delinquere e appropriazione indebita. Partono 7 avvisi di garanzia. Interviene il Vaticano. La proprietà cerca la soluzione del concordato preventivo. Il Tribunale fallimentare esprime i suoi dubbi. C’è un “rosso” dichiarato di 450 milioni di euro, ma forse è più grande. Medici e tecnici resistono, ma le apparecchiature sono prive di manutenzione, gli ambulatori quasi deserti. E ora per salvare l’Immacolata servirebbe un miracoloROMA – “Verso i mesi di marzo e aprile, non avendo più alcuna possibilità di dare garanzie alle banche, saremo in una situazione insostenibile e senza via d’uscita, a meno di un miracolo. Vi chiedo, quindi, la possibilità di studiare assieme con estrema urgenza questa situazione per trovare una via d’uscita”. La lettera è del 18 dicembre 2003. La firma è del direttore amministrativo dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata Piero Nicolai. I destinatari: Giuseppe Pusceddu, presidente della Provincia italiana della Congregazione dei figli dell’Immacolata Concezione e il consigliere delegato Pietro Puddu. Il film horror comincia da qui. Continua a leggere
Finmeccanica, arrestato Orsi. «Ombre su Lega e Cl» – Il Sole 24 ORE.
Una tangente da dieci milioni di euro, ricavata all’interno di una mazzetta da complessivi 51 milioni su una commessa per la vendita di elicotteri al governo indiano, sarebbe stata pagata alla Lega Nord e, in parte, a Comunione e liberazione, per il sostegno alla nomina di Giuseppe Orsi al vertice della Finmeccanica.
E’ questa l’ipotesi di reato che ha mosso l’indagine per corruzione internazionale della Procura di Napoli e ha portato all’arresto del presidente e amministratore delegato del gruppo aerospaziale controllato dallo Stato. L’indagine è stata trasferita a fine luglio dalla Cassazione alla Procura di Busto Arsizio (Varese), su richiesta di Orsi, per competenza territoriale in quanto la maggioranza degli indagati risiede in provincia di Varese, dove ha sede AgustaWestland, la società elicotteristica che Orsi guidava all’epoca dei fatti contestati. Continua a leggere






