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Il Papa: «No ai cristiani da salotto»

Città del Vaticano – No ai «cristiani da salotto», «educati», ma senza «fervore apostolico». Lo ha detto il Papa nella messa a Santa Marta, invitando a chiedere allo Spirito Santo «che ci dia la grazia di dare fastidio alle cose che sono troppo tranquille nella Chiesa; la grazia di andare avanti verso le periferie esistenziali».

La messa di Papa bergoglio in Santa Marta

Di cristiani con zelo apostolico, ha detto il Pontefice secondo gli stralci dell’omelia pubblicati dalla Radio vaticana, la Chiesa «ha tanto bisogno», «non soltanto in terra lontana, nelle chiese giovani, nei popoli che ancora non conoscono Gesù Cristo, ma qui in città, in città proprio, hanno bisogno di questo annuncio di Gesù Cristo. Dunque chiediamo allo Spirito Santo questa grazia dello zelo apostolico, cristiani con zelo apostolico.  Continua a leggere

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L’Osservatore romano ha pubblicato un’omelia di Bergoglio omettendo un passaggio critico sullo Ior, dilagato poi sulla stampa. Il Vaticano compatto: era solo «una battuta».   Francesco Peloso

È arrivato anche il primo incidente comunicativo di una certa entità nel pontificato di Francesco e riguarda, neanche a dirlo, lo Ior, l’Istituto per le opere religiose. Ma non solo: pure l’altro tema scottante nei sacri palazzi, quello della riforma della Curia, è al centro di una querelle nata all’interno dei media vaticani e sviluppatasi poi sui mezzi d’informazione laici. È infatti dovuto intervenire oggi il Sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu, per mettere a punto le cose e dare un colpo di freno ai troppi annunci di riforma che si stavano accavallando dentro e fuori le mura vaticane. Continua a leggere

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NdR / bon dieu, prima si diceva…morto un papa se ne fa un altro e adesso? ora son due, magari ci vedranno meglio? mah!! / macwalt

Sarà Papa Francesco ad accogliere questo pomeriggio il Pontefice emerito al suo arrivo da Castel Gandolfo

Castel Gandolfo, storico pranzo fra Papi  /  Castel Gandolfo, Benedetto e Francesco in preghiera

Benedetto XVI torna a vivere in Vaticano

Città del Vaticano – Sarà Papa Francesco ad accogliere questo pomeriggio il Pontefice emerito Benedetto XVI al suo arrivo da Castel Gandolfo in Vaticano, nella nuova residenza del monastero Mater Ecclesiae. Lo comunica la Prefettura della Casa Pontificia. L’incontro tra i due Papi, il secondo dopo quello a Castel Gandolfo del 23 marzo scorso, è previsto intorno alle 16.50. Ratzinger, che dopo due mesi lascia la residenza sui Colli Albani, arriverà in Vaticano in elicottero. Bergoglio lo attenderà presso l’ex convento. Continua a leggere

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Dopo l’approvazione della legge che riconosce agli omosessuali il diritto di sposarsi, abbandonò la presidenza della conferenza episcopale in Argentina. Laura Lucchini

Il documento si può leggere qui

Era una delle tante piste del pre conclave che si era poi persa nella voragine informativa. Il maggior numero di fedeli della chiesa cattolica si concentra attualmente in America Latina. Oggi, così come nel 2005, tutti i latinoamericani erano considerati papabili. «Il conclave doveva dare un vescovo a Roma, e i cardinali sono andati a prenderlo alla fine del mondo», ha detto lo stesso Francesco I, affacciandosi alla finestra di San Pietro. I giornali argentini hanno celebrato la notizia ricordando che si tratta del «primo papa argentino, il primo a chiamarsi Francesco e il primo ad essere gesuita». Gli analisti dicono che è una scelta “logica”, ma nel suo Paese la decisione desta critiche, in particolare per il ruolo della Chiesa di Bergoglio durante la dittatura militare. Continua a leggere

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L’appello a innovare è arrivato al Pontefice da numerosi vescovi italiani. Così Francesco ha incaricato monsignor Paglia di preparare un testo. L’ipotesi: decidere caso per caso ma rendendo più facile l’annullamento delle prime nozze

La sfida di papa Bergoglio sulla famiglia: "Serve soluzione per comunione ai divorziati"

CITTÀ DEL VATICANO - Molti vescovi italiani nei giorni scorsi hanno chiesto a Papa Francesco di trovare nuove soluzioni per i divorziati risposati che, ad oggi, non possono ricevere la comunione. Istanze che Bergoglio ha recepito, incaricando monsignor Vincenzo Paglia, presidente del pontificio consiglio per la Famiglia, di redigere un documento e trovare una soluzione al problema.

La strada sembra poter essere quella della valutazione “caso per caso”, in scia a un’apertura già auspicata da Benedetto XVI in un colloquio con i preti della diocesi di Aosta nel 2005: molti di coloro che sono passati a una seconda convivenza probabilmente hanno contratto un primo matrimonio ecclesiastico “senza fede”. Nullo il primo matrimonio, possono tornare alla pratica cristiana ed essere ammessi alla comunione.

La Chiesa cattolica così potrebbe rivedere la posizione del 1994, quando l’allora cardinale Joseph Ratzinger difendeva l’impossibilità di riconoscere una nuova unione, di fronte a un primo matrimonio valido.

L’ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA O REPUBBLICA+

La sfida di papa Bergoglio sulla famiglia: “Serve soluzione per comunione ai divorziati” – Repubblica.it.

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Il Pontefice interviene in merito alla banca vaticana: “La Chiesa non è un’organizzazione. Un cristiano che si chiude in se stesso tenendo nascosto ciò che Dio gli ha donato, non è un cristiano”. E saluta gli operai della E.On di Sassari augurandosi “equa e rapida soluzione”.di ANDREA GUALTIERI

Il Papa: "Ior necessario  fino a un certo punto"

CITTA’ DEL VATICANO - Lo Ior? “Tutto è necessario, gli uffici sono necessari, ma sono necessari fino a un certo punto”. Papa Francesco lo afferma durante l’omelia della messa quotidiana nella Casa Santa Marta. Ci sono alcuni dipendenti della banca vaticana in cappella e il pontefice si rivolge a loro: “Scusate eh”, dice con un sorriso. “Noi, donne e uomini di Chiesa  -  puntualizza  -  siamo in mezzo ad una storia d’amore: ognuno di noi è un anello in questa catena d’amore. E se non capiamo questo, non capiamo nulla di cosa sia la Chiesa”. Cita persino Stalin, nell’omelia: “Un capo di Stato ha chiesto quanto sia grande l’esercito del Papa”. E aggiunge Francesco:  “Alcuni cristiani hanno sbagliato per ragioni storiche, hanno sbagliato la strada, hanno fatto eserciti, hanno fatto guerre di religione”. Ora invece si tratta di imparare “con i nostri sbagli come va la storia d’amore” perché la Chiesa “non cresce con i militari, ma con la forza dello Spirito Santo. Perché la Chiesa non è un’organizzazione”. Continua a leggere

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Mentre la Francia approva nozze e adozioni omosex, da noi il presidente della Consulta incalza il parlamento: questi diritti non vanno negati. Ma c’è chi non ammette deroghe.  Anna Lombroso

Nel giorno in cui in Francia venivano approvati il matrimonio e le adozioni gay, Franco Gallo, il presidente della Consulta, si è rivolto alle Camere in maniera esplicita: «Bisogna regolamentare i diritti delle coppie omosessuali nei modi e nei limiti più opportuni». E occorre legiferare sui diritti civili. Per le coppie gay è dal 2010 che la Corte costituzionale sollecita il legislatore in questo senso, dalla sentenza numero 138 del 2010, che escludeva l’illegittimità costituzionale delle norme che limitano l’applicazione dell’istituto matrimoniale alle unioni tra uomo e donna, affermando al tempo stesso che due persone dello stesso sesso hanno comunque il diritto fondamentale di ottenere il riconoscimento giuridico, con i connessi diritti e doveri, della loro stabile unione. Gallo ha sottolineato anche come alla Consulta su questi temi sia stato più facile interagire con le istituzioni e i giudici europei. E non ne dubitavamo. I diritti della persona vivono tempi difficili se non possono più affidarsi a una sovranità impoverita e offesa. Continua a leggere

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NdR – io mi permetto di pensare che le dimissioni di papa Ratzinger cominciano da questa vicenda… – macwalt

Agli arresti, per una voragine di debiti e corruzione, i dirigenti dell’istituto dermopatico legato alla Chiesa. Il Vaticano commissaria, ma le ombre restano. Francesco Peloso

«Todo modo para buscar la voluntad divina…» cioè con ogni mezzo per realizzare la volontà divina. È una frase di Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti, che indicava così la necessità di compiere gli esercizi spirituali. Poi “todo modo”, è diventato il titolo di un celebre libro di Leonardo Sciascia, una storia di fantapolitica, in cui un gruppo di maggiorenti democristiani – politici, del mondo della finanza e industriali – riuniti in un eremo deve praticare gli esercizi spirituali per chiedere perdono dei vari peccati commessi a cominciare dalla corruzione. Ma nel romanzo si consumeranno invece una catena di delitti.  Continua a leggere

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