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33 i feriti. Associazione vittime, fermare la strage

In 35 giorni effettivi di caccia sono state uccise 13 persone
Incidenti di caccia: 13 morti in 35 giorni

ROMA – In 35 giorni effettivi di caccia, dal 1 settembre al 20 ottobre, le armi dei cacciatori, hanno ucciso 13 persone, tra cui un bambino, e ne hanno ferite 33, tra cacciatori e non. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati dell’Associazione Vittime della caccia. Senza contare, ancora, precisa l’Associazione in una nota, ”gli innumerevoli fatti che hanno avuto un epilogo fortunato: sono i casi di minacce, prepotenze, spari andati a vuoto, intimidazioni ecc. da parte di “legali detentori di armi ad uso caccia” contro altre persone”. Continua a leggere

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Vaticano/ Caccia ai ‘corvi’ in Vaticano, c’è anche una donnaVaticano/ Caccia ai 'corvi' in Vaticano, c'è anche una donna

Papa:Chiesa viva in verità e unità.Martini:Urge tornare a Vangelo

Città del Vaticano, 27 mag. (TMNews) – Paolo Gabriele, maggiordomo del Pontefice da tre giorni agli arresti nelle camere di sciurezza del Vaticano con l’accusa di furto per afer trafugato e fatto divulgare i documenti riservati di Benedetto Xvi pubblicati nel libro di Gianluca Nuzzi ‘Sua Santità, “tace e prega”, secondo la maggior parte degli organi di informazione. O invece “parla e la Santa Sede trema”, secondo il quotidiano ‘la Repubblica. Per il quale la ‘caccia ai corvi’, complici e/o mandanti, aperta dalla gendarmeria vaticana nella convinzione delle sacre stanze che Gabriele non possa aver agito da solo ora punta anche a una “giovane donna residente in Italia” che “ha un lavoro anche fuori dal Vaticano” e che sarebbe alla base della fuga di notizie da lei deliberatemente orchestrata nella convinzione che ciò servirà a far pulizia del “marcio che c’è nella Chiesa”.

A giudizio di molti osservatori sono possibili nuovi arresti già nei prossimi giorni, se non addirittura nelle prossime ore.L’inchiesta, insomma, è tutt’altro che ferma e in Vaticano è ferma la determinazione a mostrare il pugno di ferro più che porgere l’altra guancia.

Oggi è stato lo stesso Benedetto XVI, nella solennità della concelebrazione con Cardinali e Vescovi in San Pietro in occasione della messa di Pentecoste, a parlare di quello che ieri ha definito “il vento che scuote la casa di Dio che resiste”, con un appello alla “verità e unità della Chiesa”.” “Cari amicib – ha detto rivolto a tutti i cristiani- dobbiamo vivere secondo lo Spirito di unità e di verità, e per questo dobbiamo pregare perché lo Spirito ci illumini e ci guidi a vincere il fascino di seguire nostre verità, e ad accogliere la verità di Cristo trasmessa nella Chiesa. Raccolta con Maria, come al suo nascere – ha esortato Papa Ratzinger dall’altare maggiore della Basilica vaticana – la Chiesa anche quest’oggi prega: ‘Veni Sancte Spiritus’! Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore…! Amen”.

A farsi sentire è stato anche il Presidente della Cei Angelo Bagnasco. “Ci sono situazioni – ha detto al pellegrinaggio del mondo del lavoro al Santuario di Nostra Signora della Guardia a Genova- che colpiscono e addolorano ma la fiducia e la presenza del signor non vengono mia meno”. E la voce si è levata forte anche da parte del Cardinale Carlo Maria Martini, coscienza critica della Santa Sede e antagonista di Ratzinger al conclave da cui Benedetto XVI uscì Pontefice. “Dopo lo scandalo e la fuga di notizie – ha ammonito in un corsivo per il Corriere della S

viaTMNews – Vaticano/ Caccia ai ‘corvi’ in Vaticano, c’è anche una donna.

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Il governatore del Piemonte Roberto Cota.

(© LaPresse) Il governatore del Piemonte Roberto Cota.

L’approvazione, il 4 maggio, di un emendamento da parte del consiglio regionale del Piemonte ha cancellato il referendum sulla caccia che era stato programmato nella Regione per il 3 giugno.
La legge che il Comitato promotore voleva modificare con il voto è stata abrogata. A presentare l’emendamento era stato l’assessore Claudio Sacchetto, che ha la delega alla caccia.
PASSA L’EMENDAMENTO, STOP AL REFERENDUM. L’emendamento, presentato nell’ ambito della discussione della finanziaria regionale, è stato approvato con 28 voti favorevoli, 18 contrari, un astenuto e quattro non votanti. Continua a leggere

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Uganda/ I ‘berretti verdi’ Usa a caccia del generale KonyUganda/ I 'berretti verdi' Usa a caccia del generale Kony

Contigente mobilitato dopo i video-choc di ‘Invisible children’

Roma, 2 mag. (TMNews) – Un centinaio di uomini delle ‘Special Operation Forces’ (SOF) della marina statunitense sono attualmente operativi nella Repubblica centrafricana per aiutare le truppe locali a catturare Kony, il generale ugandese a capo del movimento ‘Lord’s Resistance Army’ (Lra). Incriminato dalla Corte penale internazionale dell’Aia nel 2005, Kony è tornato recentemente alla ribalta per i video della ong americana ‘Invisible Children’ che hanno spopolato sul web, attirando l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sui suoi crimini, tra cui lo sfruttamento di bambini soldato, stupri, genocidi ed episodi di cannibalismo.

Gli uomini di Kony da anni si muovono facilmente fra i confini della Repubblica centrafricana, il Congo e il Sudan, alimentando la destabilizzazione politica dell’area. I ‘berretti verdi’ americani sono dislocati al momento in quattro diverse basi della Repubblica centrafricana, dove il sanguinario esercito si muove in piccoli gruppi, facendo irruzione e terrorizzando gli abitanti dei villaggi. Fonti militari statunitensi interpellate dal New York Times sottolineano che gli Usa non hanno alcun interesse a prendere parte ai combattimenti: “Abbiamo un ruolo che si limita strettamente alla consulenza e all’assistenza logistica” ha spiegato Ken Wright, un capitano dei Navy Seal al comando del distaccamento che assiste gli africani nella “caccia a Kony”.

viaTMNews – Uganda/ I ‘berretti verdi’ Usa a caccia del generale Kony.

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Mercoledì 04 Aprile 2012 – 18:05

ROMA – I sessantadue articoli del decreto legge sulle Semplificazioni e lo sviluppo sono legge: la Camera ha approvato definitivamente il testo con 394 sì, 49 no della Lega e 21 astensioni dell’Italia dei Valori. Unica sorpresa, durante la quarta lettura del provvedimento a Montecitorio, la vittoria del Carroccio su un ordine del giorno sulla social card che ha visto il governo battuto in Aula. Il pacchetto di misure approvato, è la convinzione del ministero della Funzione Pubblica, «rimetterà in moto l’Italia».

LE NOVITA’ Di seguito le novità principali.
- RESIDENZA SPRINT. I cambi di residenza e della composizione del nucleo familiare saranno validi in tempo reale.
- MULTE, MENSA SCUOLA, TICKET, BOLLO ONLINE. Le amministrazioni sono obbligate a pubblicare sul proprio sito i codici Iban per consentire i pagamenti on line di multe, rette della mensa scolastica, ticket sanitari. Entro 3 mesi il Tesoro e il ministero della pubblica amministrazione dovranno emanare un decreto per stabilire le modalità per il calcolo e il pagamento dell’imposta di bollo per via telematica. Continua a leggere

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stranieri e italiano, permesso a punti, stranieri di Fiorella Farinelli

Stranieri e italiano, la caccia al tesoro

fotografia da web della redazione N.R.

Permesso a punti e gabelle, entrano in vigore le nuove norme. Con molta vessazione e poca integrazione. Il nostro Stato chiede che si studi la lingua, ma non dà gli strumenti per farlo

Il 10 marzo è entrato in vigore l’”accordo di integrazione”, più noto come “permesso a punti”. Riguarda gli ultimi arrivati, o meglio chi per la prima volta avrà un permesso di soggiorno. Centomila se ne prevedono, forse di più, per l’anno di grazia 2012. Hanno sperato in molti, nel mondo del volontariato da cui viene il ministro dell’immigrazione Andrea Riccardi, che il governo dei professori avrebbe trovato il modo di depotenziarne il carattere vessatorio. Speranze sfumate, come per la nuova gabella imposta ai tempi della Lega regnante: da 80 a 200 euro per ogni rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, un salasso per i nuclei familiari più numerosi.

Sostanza e forma del dispositivo Maroni sono infatti confermate col regolamento attuativo dell’accordo, emanato con una circolare del 2 marzo. In verità con qualche imbarazzo – dove si dice che al termine del primo biennio di applicazione se ne valuteranno i contenuti “con particolare riferimento al sistema dei crediti e dei debiti, al fine di adottare quei correttivi che possano rendere effettiva l’integrazione”- ma senza mutamenti di rilievo. Resta intatto, in particolare, il ribaltamento del concetto stesso di integrazione. Non percorso di mutuo riconoscimento ma, come osserva Chiara Saraceno, prezzo da pagare e di cui esibire ricevuta. Continua a leggere

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I “IN DEROGA”: ECCO IL VIDEO SHOCK GIRATO NEL BRESCIANO________LIPU – News – CACCIATOR.

CACCIA, VIDEO SHOCK SU YOUTUBE: CLIMA DA GUERRA NEL BRESCIANO E STRAGE DI UCCELLI MIGRATORI. LIPU: “PORRE FINE A QUESTA VERGOGNA NAZIONALE”

 

 

 

Decine di cacciatori che sparano a tutto quello che vola, una strage di uccelli migratori che sta suscitando vergogna e indignazione nel popolo di Internet. E’ la LIPU-BirdLife Italia a diffondere oggi un video girato dai volontari del CABS (Commettee against bird slaughter Italia) Committee Against Bird Slaughter ITALIA Committee Against Bird Slaughter ITALIA e pubblicato su Youtube alla pagina http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=iVWMixVNf04. Una strage vergognosa, effettuata in alcune giornate di ottobre sul valico di Colle San Zeno, nel bresciano, luogo molto frequentato, proprio in quel periodo, dagli uccelli migratori. Nel filmato compare un vero e proprio fronte di fuoco che accoglie i migratori di passaggio sul valico, persone che come impazzite sparano a tutto quello che si muove, in spregio alle leggi che distinguono le specie cacciabili da quelle non cacciabili e fissano i limiti personali di capi abbattibili. Nei giorni scorsi – dichiara la LIPU – abbiamo chiesto al neo ministro Clini di prendere sul serio i tanti problemi causati dalla caccia in Italia, sia sotto il profilo del bracconaggio sia per quanto riguarda quella tremenda “zona grigia” a metà tra caccia legale e bracconaggio, di cui il video girato dai volontari del Cabs nelle valli bresciane rappresenta un terribile esempio. Siamo di fronte – dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente LIPUnon solo ad una situazione clamorosa e plurima violazione del diritto ma anche ad un’offesa al senso comune, una vera e propria vergogna nazionale resa possibile e talvolta addirittura coperta da certe amministrazioni quantomeno tolleranti. Ma la misura è ormai colma – prosegue Mamone Capria - Abbiamo dunque trasmesso immediatamente il video ai vertici di BirdLife International e continueremo a farlo girare, contemporaneamente ad una forte azione perché non solo la società civile ma la politica, le amministrazioni centrali e locali, le forze di polizia e la magistratura intervengano con decisione. Basta illegalità – conclude il presidente LIPU - basta deroghe, basta caccia ai piccoli uccelli migratori”.

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PELO DA UNA BARCA________LIPU – News – CACCIA SHOCK IN MARE: CINGHIALE IN FUGA UCCISO A BRUCIA.

PORTO ERCOLE (GR), FOTO SHOCK DELLA LIPU. CINGHIALE IN FUGA NEL MARE UCCISO A BRUCIAPELO DA UN CACCIATORE. ATTIVISTI LIPU FOTOGRAFANO E DENUNCIANO IL FATTO AI CARABINIERI

 

La terribile sequenza visibile nel profilo LIPU su Facebook La LIPU si costituirà parte civile

 

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Prima lo hanno inseguito sulla collina che costeggia la fortezza a Porto Ercole, sul Monte Argentario (GR), sparando senza curarsi della presenza di turisti e birdwatchers. Poi, lo hanno inseguito in mare con una barca, da dove un cacciatore lo ha colpito a bruciapelo con un fucile. E per il povero cinghiale non c’è stato scampo. E’ quanto hanno osservato e fotografato i volontari della LIPU che partecipavano ad un’escursione a Porto Ercole alla ricerca di rarità ornitologiche. Eravamo in tre con i binocoli e le macchine fotografiche vicino alla fortezza di Porto Ercole – commenta Marco, uno dei soci LIPU che ha assistito alla scenaAbbiamo sentito numerosi spari, poi abbiamo visto il cinghiale lanciarsi in mare e i cacciatori che attraverso un telefonino chiamavano un’altra persona che, successivamente, con una barca si è avvicinata alla costa”. Uno di essi – continua Marco – è salito a bordo con il fucile mentre il cinghiale, spaventato, nuotava nel mare cercando di allontanarsi. Ma la furia del cacciatore si è riversata sull’animale: uno, due e più colpi e la scena dell’animale sanguinante che viene issato a bordo. Qualcosa di raccapricciante… Abbiamo chiamato prima la Forestale e la Polizia Provinciale ma non avevano uomini da inviare. Poi è intervenuta una pattuglia dei Carabinieri”. Continua a leggere

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