“Spostarsi solo in bici è possibile”: il Giro d’Italia alternativo del cuoco/cronista
Giovanni Battistuzzi, 28 anni, giornalista freelance ed esperto di cucina, dal 4 al 26 maggio gira la penisola in bicicletta parallelamente alla corsa rosa. E in ogni tappa incontra la gente nei bar per sensibilizzare sui temi della mobilità sostenibile. di Cinzia Franceschini

Pedalare sulle strade di un Paese che non sa ancora muoversi. Giovanni Battistuzzi, 28 anni, giornalista freelance e cuoco, dal 4 al 26 maggio gira l’Italia in bicicletta. Quasi mille chilometri in 23 giorni, da Napoli a Brescia: le tappe del ‘suo’ Giro d’Italia viste nei bar sport si chiama Girodiruota. Una corsa parallela e diversa dal Giro dei professionisti. La regola è che si pedala sempre. Niente automobile per i trasferimenti. Niente treno. Perché spostarsi solo in bicicletta è possibile. Continua a leggere
Con il loro libro, Chris Carlsson, Lisaruth Elliot e Adriana Camarena danno voce al grande cambiamento derivato dalla ‘massa critica’ di biciclette che si sono riunite a San Francisco per rivendicare una città più ecologica e che hanno determinato la nascita di un fenomeno che si è poi diffuso a livello mondiale
di ANDREA PUNZO

“Sono passati vent’anni dalla prima pedalata di massa. Era il 25 settembre del 1992 e a San Francisco una quarantina di appassionati ciclisti si diedero appuntamento su Market Street nel nord est della città. Occuparono pacificamente le strade con le loro biciclette, bloccando il traffico per qualche ora. Chiedevano maggiori spazi, rivendicando una città a misura di due ruote e senza smog.
Un primo, quasi casuale, appuntamento che in breve tempo si è trasformato in una irrinunciabile consuetudine per tante, tantissime persone. Un piccolo gruppo è così diventato una massa critica (da qui il nome ‘critical mass’) in grado di mutare le proprie rivendicazioni in realtà. San Francisco ora, a distanza di due decadi, è una delle città meno inquinate al mondo e una tra le capitali della mobilità su due ruote con oltre 100 chilometri di piste ciclabili. Continua a leggere
Con un casco che “traduce” gli impulsi neurali

Roma, 10 apr. (TMNews) – Toyota e Parlee Cycles stanno collaborando a un progetto di bicicletta le cui marce non richiederanno più l’uso della mano per essere cambiate. La bicicletta ha la meccanica delle corone collegata a trasduttore degli impulsi elettrici provenienti da un sistema elettronico di lettura delle onde cerebrali. Il sistema ha il componente fondamentale in un caschetto neuronale, dotato di elettrodi che devono essere appoggiati sul cranio del ciclista. Quando il ciclista pensa di cambiare marcia, cioè di aumentarla o diminuirla, il sistema interpreta i segnali cerebrali, realizzando sulla meccanica della bicicletta ciò che il ciclista avrebbe voluto fare.
Il progetto è pensato anche per permettere di cambiare direzione di percorso verso destra o sinistra usando il solo potere della mente. Il sistema si completa con un iPhone montato sul manubrio, da cui si possono leggere anche informazioni interessanti come la velocità, lo spazio percorso, la cadenza, la marcia innestata e via discorrendo. Non si parla per ora di applicazioni pratiche: queste esperienze servono principalmente per sviluppare sistemi che poi potranno avere numerosi campi d’uso, in particolare per i disabili.
TMNews – Scienza/ La bicicletta che cambia marcia col pensiero.
Cresce la voglia di bici, migliaia i Comuni che aderiscono al Bici Day – Adnkronos Prometeo Sostenibilità Risorse.
Roma, 4 mag. – (Adnkronos) – L’incentivo all’acquisto della bici? “Chissà, magari tra un po’ arriveranno ancora ma sicuramente più avanti”. Così il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, commenta un possibile ripristino degli incentivi all’acquisto delle biciclette come quelli del 2009 che hanno promosso l’acquisto di oltre 100 mila biciclette.
“E’ stata davvero impressionante la ‘voglia di bici’ che questi incentivi hanno messo in evidenza con i fondi esauriti in pochi giorni e centinaia di richieste al minuto”.
Ma l’incentivo, aggiunge il ministro, “in quanto tale non può essere infinito. Si è cercato di dare un impulso ad un settore in un momento particolarmente difficile. Anche perché è dovere delle istituzioni promuovere la mobilità sostenibile ma l’incentivo ha un inizio e una fine che non si può programma tutti gli anni. Chissà, magari tra un po’ arriveranno ancora ma sicuramente più avanti”. Continua a leggere
Quotidiano Net – Juliet, sei anni alla sbarra in Usa per aver travolto un’anziana.

La vittima si ruppe il femore e in seguito morì. Una sentenza che farà discutere, quella secondo la quale la piccola, nonostante la giovane età, sia penalmente perquisibile
NEW YORK, 30 ottobre – L’anno scorso Juliet aveva solo sei anni, quando in bicicletta investì una donna di 87 anni. La poveretta morì tre giorni dopo l’incidente. Ora la Corte Suprema di New York ha stabilito che la bimba, nonostante sia così giovane, è legalmente perseguibile.Una sentenza destinata a sollevare non pochi interrogativi. Tutto è successo nell’aprile del 2009: la piccola Juliet finì addosso con la sua biciclettina a Claire Menagh. Come spesso capita, l’anziana nella caduta si ruppe il femore, fu operata ma tre giorni più tardi il suo cuore cedette. Un incidente involontario, e certo la morte è legata all’età della vittima, ma per il giudice, Paul Wooten, il fatto che Juliet sia solo una bambina di sei anni non conta: per lui un bambino al di sopra dei quattro anni può essere chiamato a rispondere dei suoi atti davanti alla legge.
Questa sentenza dà ora la possibilità ai familiari della signora vittima Menagh a intentare una causa nei confronti di Juliet e di un coetaneo che pare sia coinvolto nell’incidente.








