La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex capo della protezione Civile, Guido Bertolaso, per l’ex presidente della commissione dei lavori pubblici, Angelo Balducci, e per altre 16 persone nell’ambito dell’inchiesta relativa ad irregolarita’ negli appalti per la realizzazione dei cosiddetti ‘grandi eventi’ come il G8 che si sarebbe dovuto svolgere nel 2010 alla Maddalena e le celebrazioni per i 150 anni dell’unita’ d’Italia.
La richiesta di rinvio a giudizio e’ stata firmata dal pubblico ministero Roberto Felici che ha coordinato le indagini trasmesse per competenza dalla procura di Perugia. L’udienza preliminare si svolgera’ a giugno davanti al gup Massimo Di Lauro. Continua a leggere
Le Fiamme Gialle bloccano undici conti, case, cassette e auto. Il reato contestato è concorso in corruzione continuata

MILANO – Beni del valore complessivo di circa 16 milioni di euro, di proprietà di Diego Anemone e Angelo Balducci, nonchè un conto corrente intestato a Gaetano Blandini per 9.000 euro sono stati sequestrati dai finanzieri del comando provinciale di Roma.
Fra i beni oggetto della misura cautelare le quote sociali della società sportiva romana srl, proprietaria del Salaria sport village, ventisei fra unità immobiliari di pregio e terreni siti a Roma, Siena e Belluno, tra cui la villa di Montepulciano di Angelo Balducci, undici conti correnti, una cassetta di sicurezza e un’auto di lusso. Il reato contestato è il concorso in corruzione continuata.
APPALTI PER OPERE ED EVENTI - L’attività si inserisce nella più ampia indagine coordinata dalla Procura di Roma concernente un sistema di corruzione grazie al quale le imprese del gruppo Anemone sono riuscite, nell’arco di un decennio, ad aggiudicarsi appalti pubblici per un valore complessivo di circa 300 milioni di euro, fra cui quelli relativi al vertice G8 presso l’isola della Maddalena, ai Mondiali di Nuoto del 2009 e alle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Continua a leggere
Vacanze di lusso, Malinconico ammette “Ospite della Cricca, ma a mia insaputa” | Marco Lillo | Il Fatto Quotidiano.
Il sottosegretario alla presidenza del consiglio fornisce la sua versione sui soggiorni al Pellicano di Porto Ercole saldati – per decine di migliaia di euro – dall’imprenditore Piscicelli. Ma la sua ricostruzione non chiarisce la vicenda. E il premier Monti dovrebbe trarne le conseguenze
Carlo Malinconico
Alla fine ha ceduto. Carlo Malinconico ha dovuto replicare alle domande del Fatto, dopo tre giorni di ostinato silenzio, e soprattutto grazie alla pressione insostenibile della verità portata a galla dal nostro giornale ha dovuto pagare il conto sospeso da appena tre anni all’hotel Il Pellicano di Porto Ercole. “Non ho mai fatto favori di nessuna natura ai personaggi coinvolti nelle vicende richiamate né a chiunque altro” comincia così mettendo le mani avanti nella sua nota all’Ansa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio che poi cerca un timido contrattacco verso chi è reo “di forzare la realtà degli eventi, tra l’altro già da tempo noti”. La domanda che sorge spontanea è: egregio sottosegretario, se erano noti e se sono stati pure forzati, questi benedetti eventi, perché solo oggi ha trovato la forza per mettere mano al portafoglio? Continua a leggere
Quotidiano Net – G8, bufera su ex ministro Scajola: “Da Anemone anche un frullatore” Lui: “Notizie false, querelo tutti”.
Il Corriere e altri giornali citano nuove carte che aggraverebbero la posizione dell’ex ministro dell’Interno. La Procura di Roma: “Non ci è arrivato nessun documento”. Scajola: “Notizie irrilevanti, procederò per via legale”
Non sono all’attenzione degli inquirenti della Procura di Roma gli atti che sarebbero stati trasmessi dai magistrati di Perugia rispetto alla cosiddetta ‘inchiesta G8’. Lo scrive l’Ansa. In particolare dell’ultima informativa del Ros dei carabinieri nella quale si chiamerebbe in causa l’ex ministro Claudio Scajola, a piazzale Clodio si sottolinea che di ciò “si è letto solo dai giornali”. Il procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, ha spiegato: “Quando i documenti ci arriveranno li valuteremo. Allo stato dare una qualsiasi indicazione sarebbe prematuro”.
Secondo alcuni quotidiani, dall’archivio contabile dell’imprenditore Diego Anemone emergerebbe l’elenco di regali (anche un frullatore) e bonifici, che sarebbe stato contenuto nei pc della sua segreteria. Secondo quanto pubblicato dal Corriere della Sera, Anemone non si sarebbe occupato solo di “stanziare 900 mila euro per l’appartamento vista Colosseo di via del Fagutale a Roma” per l’ex ministro Claudio Scajola. Continua a leggere
Case, favori e ristrutturazioni I 400 nomi della lista Anemone – Corriere della Sera.
PERUGIA - Ci sono politici, alti funzionari dello Stato, prefetti e poi ministeri, caserme, istituzioni religiose nella nuova lista di 400 nomi che ha beneficiato di ristrutturazioni gratuite. Ci sono soprattutto decine di milioni di euro sottratti alle casse dello Stato.
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| L’ex responsabile della Protezione civile, Guido Bertolaso (Ansa) |
La magistratura di Perugia chiude le indagini sugli appalti concessi per i «Grandi Eventi» ed individua i potenti che hanno beneficiato di soldi e favori. Nei 40 faldoni di atti processuali messi a disposizione della difesa è raccontato il sistema messo in piedi dal costruttore Diego Anemone e dai suoi sponsor principali – il provveditore ai Lavori pubblici Angelo Balducci e il capo della Protezione civile Guido Bertolaso – per fare soldi con i lavori concessi dallo Stato e con le ristrutturazioni gratuite. Un meccanismo che secondo la Guardia di finanza ha consentito al rampante imprenditore di evadere al fisco oltre 70 milioni di euro. Soldi che le fiamme gialle chiedono di recuperare con il sequestro di tutti i suoi beni, compreso l’ormai famoso Salaria Sport Village per un totale di circa 50 milioni di euro. Balducci e Bertolaso sono accusati di aver ottenuto denaro e altre «utilità». E adesso si scopre che entrambi avrebbero utilizzato alcuni prestanome per occultare i benefici ricevuti. Mentre il provveditore avrebbe avuto un «cassiere» presso il ministero dei Trasporti, il capo della Protezione civile avrebbe dirottato alcuni contratti sulla moglie e sul cognato. Tra i documenti depositati c’è anche la lettera che il commissario dei Mondiali di nuoto Claudio Rinaldi inviò nel maggio 2009 a Berlusconi, dopo essere stato interrogato dai pm, per evitare il «possibile sequestro del Salaria Sport Village». Continua a leggere










