E’ di 101 morti in sette giorni, di cui 38 nelle ultime 24 ore, il numero delle vittime dell’ondata di gelo che sta flagellando l’Ucraina. In almeno 64 casi si trattava di senzatetto
Kiev, 3 febbraio 2012 – L’eccezionale ondata di gelo continua a provocare vittime in Europa, e in particolare in Europa dell’Est. Il bilancio delle vittime ha superato quota 200, secondo quanto riportano le autorità dei paesi interessati. La situazione peggiore continua a essere in Ucraina dove, dall’inizio dell’ondata di freddo, almeno 101 persone sono morte assiderate. Alcune in casa o in ospedale, ma per lo più asi tratta di senza fissa dimora morti per strada. Sono oltre 1.600 le persone che hanno fatto ricorso alle cure mediche. Le temperature sono scese ampiamente al di sotto dei -30 gradi. Continua a leggere
Belpaese addio: nei prossimi 20 anni a rischio 75 ettari al giorno. Analisi e proposte per porre fine al consume di suolo. Nella Road Map “anti-cemento”: limiti alla edificazione nei piani paesaggistici e moratoria delle nuove costruzioni, lotta all’abusivismo, l’uso della leva fiscale, fasce di rispetto per tutelare le coste e i fiumi.
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TARANTO – Le emissioni dell’Ilva sono pericolose per la salute dei lavoratori e per la popolazione di Taranto e dei comuni limitrofi. A sostenerlo, con conclusioni destinate ad avere conseguenze giuridiche rilevanti, sono i quattro periti (il chimico industriale Mauro Sanna, il funzionario dell’Arpa Lazio Rino Felici, il chimico Roberto Monguzzi e l’ingegnere chimico Nazzareno Santilli) incaricati dal giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco di svolgere la perizia nell’ambito dell’incidente probatorio chiesto il procuratore capo Franco Sebastio, il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il sostituto Mariano Buccoliero. Come anticipato ieri dalla Gazzetta, i quattro periti mercoledì scorso hanno depositato nella cancelleria del gip Todisco la relazione, lunga ben 554 pagine, che sarà al centro dell’udienza in programma il prossimo 17 febbraio. Disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose, inquinamento atmosferico sono i reati per i quali sono indagati Emilio Riva, 84 anni, presidente dell’Ilva spa sino allo scorso 19 maggio, Nicola Riva, 52 anni, presidente dell’Ilva dal 20 maggio scorso, Luigi Capogrosso, 55 anni, direttore dello stabilimento Ilva, Ivan Di Maggio, 41 anni, dirigente capo area del reparto cokerie, Angelo Cavallo, 42 anni, capo area del reparto Agglomerato, i cinque indagati che hanno partecipato tramite propri consulenti alla perizia iniziata l’8 novembre del 2010 e solo parzialmente conclusasi perché nei prossimi giorni è atteso il deposito dell’ulteriore perizia affidata a tre esperti che hanno lavorato sugli aspetti medico-epidemiologici dell’indagine. Continua a leggere |
Video Rai.TV – Presa Diretta 2010 – Immondizia Zero – Presa Diretta.
Roma come Napoli? La Capitale sarà sommersa dai rifiuti? Stiamo accumulando uno scandaloso ritardo perché comune e regione non decidono. Intanto la discarica di Malagrotta, già nel mirino della Commissione Europea, resta aperta e si rischiano multe salatissime. Le montagne di immondizia non differenziata continuano a crescere: sono un pericolo per la salute del territorio e dei cittadini. E non si riesce a riciclare. La differenziata è ferma al 24%. E quel poco che si differenzia finisce in altre regioni, oppure viene di nuovo sversato con tutto il resto. E l’unica soluzione che i politici hanno trovato sono nuove discariche. Riano e la zona attorno a Villa Adriana a Tivoli sono state individuate come nuove pattumiere della capitale. Un reportage di Riccardo Iacona a San Francisco dimostra invece come con la determinazione dei politici il problema può essere risolto e la spazzatura può addirittura diventare risorsa: sono arrivati al 78% di rifiuti differenziati con l’ambizione di arrivare nel 2020 al 100%.
l ministro dell’Ambiente: «Lo stato di emergenza verrà dichiarato per consentire e attuare le misure necessarie in tempi rapidi ed evitare la dispersione in mare di oltre 2000 tonnellate di carburante. Abbiamo bisogno di procedere con urgenza». Ieri in mare le prime chiazze di combustibile ‘leggero.
Il ministro dell’Ambiente Clini sugli interventi necessari per evitare il possibile disastro ambientale: nei serbatoi 2.400 tonnellate di olio combustibile. I timori per i movimenti della nave: se affondasse i rischi diventerebbero molto maggiori. le chiazze avvistate ieri non sono di carburante
(reuters)
ISOLA DEL GIGLIO - Due giorni, sperando che la nave non affondi: è questo il tempo entro il quale dovrà essere pronto il piano per lo svuotamento dei serbatoi della Costa Concordia, naufragata venerdì notte all’Isola del Giglio. I serbatoi della nave contentono 2.400 tonnellate di olio combustibile molto denso che, se finissero in mare, causerebbero un disastro ambientale che potrebbe coinvolgere oltre all’Isola anche la costa. Continua a leggere
“Rischio minimo se serbatoi svuotati in maniera sicura”

Livorno, 16 gen. (TMNews) – Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini conferma che sul mare presso la nave Costa Concordia, naufragataall’isola del Giglio, compaiono “delle chiazze”. Il ministro non ha ulteriormente precisato se si tratta di carburante, ma ha detto che “c’e un rischio importante che è legato alla quantità di carburante che è oggi nei serbatoi”. “Se rimane nei serbatoi e vengono svuotati in maniera sicura – ha aggiunto al termine del summit in Prefettura a Livorno – il rischio è minimo, se questo non avviene il rischio e molto elevato, ma non posso dire in che percentuale possiamo avere l’uno o l’altro scenario”. Continua a leggere
Spaccare l’interno di un vulcano addormentato da 1300 anni (che per un vulcano sono meno di un amen), versarci acqua, ottenere vapore, far girare una turbina e produrre elettricità.
Negli Stati Uniti durante l’estate decollerà un progetto assai poco convenzionale per sfruttare l’energia geotermica: il vulcano in questione – il Newberry dell’Oregon – verrà infatti fratturato pompando acqua nel sottosuolo, così da creare dentro le rocce una vastissima rete di crepe entro cui l’acqua stessa potrà scaldarsi.
Il rischio di innescare terremoti è molto basso, dicono i promotori del progetto, ma resta da vedere come la prenderà il vulcano, definito “sismicamente e geologicamente attivo” sul sito dedicato al parco naturale di cui esso fa parte. Ecco quello che intendono fargli: c’è un video.
Più che un video, è uno spot: viene da AltaRock Energy, una delle aziende coinvolte dall’iniziativa. La prima parte è spesa per spiegare che in natura esistono getti di vapore (i geyser, i soffioni di Lardarello) legate ai vulcani spenti: ma – sostiene il video – non bastano ed è necessario crearne di nuovi. Attorno al terzo minuto inizia la spiegazione vera e propria.
In sostanza: nel ventre ultrabollente del vulcano addormentato è già stato trivellato un pozzo profondo circa 3.700 metri. In estate, per 21 giorni, ci pomperanno dentro 90.000 metri cubi: più o meno un volume pari a 14 palazzine condominiali a 7 piani. Continua a leggere
La chiamano Green Economy e tutti pensano ad un’economia ecosostenibile, ad un po’ di rispetto per l’ambiente, ad un po’ di attenzione per il posto in cui dovranno vivere i nostri figli. Qualcuno pensa anche che sia un modo per rilanciare l’economia e creare un po’ di posti di lavoro. E già solo per questo il PD ha fatto ad interrogarsi sulle sue prospettive dedicando a questo tema parecchie iniziative a livello nazionale e sul territorio. Di più: se ne parla anche come terza rivoluzione industriale. Ed anche questo è corretto: passare dal petriolio alle fonti rinnovabili è un bel salto. Ma la Green Ecomomy non è solo un cambio di paradigma economico. E’ anche una trasformazione antropologica. L’uomo che cambia ancora una volta pelle. Come l’uomo moderno che fece la sua muta liberandosi dei dogmi e dei pregiudizi dell’uomo medievale. Continua a leggere
Giuseppe Armenise
Il presidente della Regione, Nichi Vendola lancia la Puglia del 20-20 e si arrischia a immaginare che entro il 2020, «un tetto per l’energia solare in testa ad ogni ospedale, ogni scuola, ogni municipio, ogni parcheggio della nostra regione». Intanto si parte con i 31,7 milioni (37,6 se si aggiunge l’obbligatoria quota di cofinanziamento da parte dei Comuni beneficiari dei fondi) che da ieri, stante la firma dei disciplinari tra Vendola e gli amministratori locali, sono a disposizione di 53 amministrazioni municipali e una provinciale per fermare lo spreco di energia in 53 edifici scolastici, dieci palazzi municipali e un mercato ortofrutticolo. «Oggi noi – ha commentato Vendola, che ha incontrato gli amministratori locali insieme alla sua vice e assessore allo Sviluppo economico, Loredana Capone – firmando questi disciplinari cominciamo una nuova rivoluzione». Entro un anno, le scuole e gli uffici interessati alla misura dovranno essere rimessi a nuovo, con un nuovo cappotto che eviti lo spreco di energia (calore e energia elettrica). I tempi stretti, ha detto Vendola, non sono prorogabili. Adesso, entro 150 giorni, dovranno partire gli appalti, nei successivi 130 dovranno materialmente essere avviati i lavori. Intanto, per vedersi accreditati i soldi, basterà presentare uno studio di fattibilità entro 75 giorni da ieri, data della firma del disciplinare con la Regione. |

di MIMMO MAZZA


Giuseppe Armenise




























