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Ventidue anni dopo la tragica notte del 10 aprile 1991, il mistero della nave fantasma che abbandona la rada del porto di Livorno dopo la collisione tra la Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo, costata la vita a 140 persone a bordo del traghetto, sembra essere definitivamente svelato. Sul traghetto c’erano anche 30 sardi. 
La Moby Prince

Ci sono voluti 22 anni, ma alla fine uno dei misteri della tragedia della Moby Prince è stato svelato. Theresa, la nave fantasma, che lascia traccia nelle registrazioni audio della notte del 10 aprile 1991, quando nella collisione tra il traghetto e la petroliera Agip Abruzzo morirono 140 persone, è la nave militarizzata americana Gallant 2 che si trovava nella rada livornese carica di armi appena rientrate dal Golfo Persico. Continua a leggere

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La Valsusa è la miniera uranifera d’Europa. Non lo dicono i No Tav, ma l’Agip che, durante gli anni ’70, ha scavato una serie di tunnel esplorativi sui monti fra Giaglione e Venaus per cercare il pechblenda, uno dei principali minerali di uranio usati per produrre combustibile nucleare. Il problema è che questi scavi, dismessi perché commercialmente poco convenienti, si trovano a poche centinaia di metri dalla Maddalena di Chiomonte, il luogo scelto da Ltf per costruire il cunicolo geognostico per le gallerie Tav fra Torino e Lione. Nonostante il governo, nel dossier in cui dà il proprio via libera al Tav, scriva che “Il progetto non genera danni ambientali diretti ed indiretti”, la popolazione locale è fortemente preoccupata per la presenza del minerale. E la dimostrazione è al campo sportivo di Giaglione, a pochi metri dal presidio No Tav. La struttura è stata costruita con i materiali di risulta di alcuni scavi effettuati nei pressi del cantiere di Chiomonte. In quel luogo la radioattività è di due volte superiore la media  di Andrea Bertaglio e Lorenzo Galeazzi

Tav, 114 Km accanto le miniere d’uranio – Il Fatto Quotidiano TV.

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Diciassettemila Tir, e solo per portare via l’amianto dai primi 500 metri di un traforo lungo oltre 50 chilometri che provocherà non meno di duecento morti. Non sarebbe ora che il governo, al posto delle surreali barzellette di Mario Monti, si decidesse a dire qualcosa di serio sulla Torino-Lione? Dopo le nove paginette prodotte dall’esecutivo per balbettare qualche spiegazione in seguito alle forti proteste della valle di Susa, il professor Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino chiede al premier di fare uno sforzo: perlomeno, eviti di sottoscrivere stupidaggini. Nel mondo scientifico, dice Zucchetti, quel documento ha causato innanzitutto imbarazzo, perché il testo prodotto dal “tecnico” Monti «affastella affermazioni approssimative, errate, e soprattutto – questa la cosa più grave – prive di fonti e studi verificabili a loro supporto».

«Imbarazzante pochezza», allarga le braccia Zucchetti, esaminando quel «compitino di nove pagine», che pare opera del più sfaticato degli studenti. Massimo Zucchetti«Com’è possibile che il governo ancora oggi non faccia uscire uno studio o un complesso di studi a supporto delle sue affermazioni che siano analizzabili e criticabili da esperti indipendenti?», si domanda il docente del Politecnico torinese sul “Fatto Quotidiano”, citando alla lettera la sbalorditiva superficialità di chi si pretende autorevole nel motivare un’opera devastante, finanziariamente sanguinosa e totalmente inutile. «Il progetto – assicura incredibilmente il documento del governo – non genera danni ambientali diretti ed indiretti». Inoltre: «L’impatto sociale sulle aree attraversate, sia per la prevista durata dei lavori sia per il rapporto della vita delle comunità locali e dei territori attraversati è assolutamente sostenibile». Non è la realtà, è un film: il favoloso mondo di Mario Monti. Continua a leggere

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CORRIERE DELLA SERA.it – Blog – Africa exPress di Massimo A.Alberizzi.

Dopo una tregua durata poco più di quattro mesi,sabato sera i militanti del MEND  (Movement for the Emancipation of the Niger Delta), il gruppo più importante che opera nelle zone petrolifere del sud della Nigeria, hanno attaccato e distrutto una pipeline dell’Agip a Brass nello stato di Bayelsa in Nigeria. L’attentato è stato rivendicato un con un comunicato inviato ai giornali, compreso il Corriere della Sera, da un dirigente dell’organizzazione che usa il nome di battaglia di Jomo Gbomo.

 

militanti mend 1.jpg“Sembra un

episodio insignificante – c’è scritto nel documento – ma è servito soltanto a ricordare che noi ci siamo e possiamo bloccare la produzione di petrolio quando vogliamo”.

 

“Il presidente Goodluck Jonathan piuttosto che affrontare i problemi gravi che assillano la Nigeria – continua il comunicato – sperpera fondi pubblici per delatori, spie e teppisti che si definiscono ex militanti”. Il riferimento riguarda probabilmente un gruppo di dirigenti del MEND (“personaggi immaginari”, vengono definiti nel documento) che ha abbandonato la lotta armata ed è passato con il governo. Continua a leggere

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Quartu, nessuna proroga per Billy e Jo i meticci sfrattati dal distributore Agip – Cronache dalla Sardegna – L’Unione Sarda.

Billy e Jo, due cani meticci, hanno 15 e 17 anni e hanno vissuto in una cuccia dietro il distributore di benzina di viale Colombo. Dopo le battaglie legali, ieri l’esecuzione dell’ordinanza di sfratto. Protestano gli animalisti.

Quando pochi minuti prima di mezzogiorno di ieri alla stazione di servizio Agip di viale Colombo, tra Quartu Sant’Elena e la spiaggia del Poetto, è arrivato l’ufficiale giudiziario non si sono fatti trovare, per paura di essere trasferiti in un canile. Ma da oggi il rifugio di Billy e Jo, quattrozampe anzianotti e un po’ malandati per colpa dell’età, è destinato a scomparire: in esecuzione di una sentenza del tribunale di Cagliari, dovrà essere smantellato entro il 4 gennaio.

IL FATTO - Era stata la dirigenza dell’Eni, proprietaria dell’impianto, a chiedere al gestore di fare piazza pulita all’interno dell’area di servizio. Dopo il “no” sono arrivati a catena la battaglia legale, la decisione del giudice a favore dell’Eni e i ricorsi. Continua a leggere

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Facebook | NIGERIA: ESEMPIO DEL CRIMINALE SACCHEGGIO DELL’AFRICA PER MANO DEL CAPITALISMO.

pubblicata da Nico Guevara Brigante Lucano il giorno mercoledì 29 settembre 2010 alle ore 19.41

Dalla scoperta delle riserve petrolifere, le grandi multinazionali del petrolio si sono impegnate nell’estrazione degli idrocarburi e a creare migliaia di km di oleodotti.

Come è possibile che un paese, con l’ottava maggiore riserva di petrolio del mondo, la settima in gas naturale ed enormi giacimenti di carbone, ferro ed uranio, possa avere la maggior parte della sua popolazione che vive in una situazione di povertà permanente e in molte occasioni estrema? Ancor di più se si tiene conto del fatto che il 91% del suo terreno è considerato produttivo ed uno dei più fertili della terra.

La Nigeria è situata nel golfo di Guinea, e costituisce lo stato più popolato di tutta l’Africa, con più di 140 milioni di abitanti.

Per secoli ha sofferto il colonialismo da parte delle nazioni europee, specialmente da parte della Gran Bretagna, che si sono dedicate non solo a sfruttare impunemente le loro abbondanti ricchezze naturali, ma anche gli esseri umani che lì vivevano, inviandoli come mano d’opera schiava al continente americano.

Nel 1960, la Nigeria ha raggiunto la sua indipendenza, un’ indipendenza puramente formale, dato che da allora fino ad oggi, è stata governata da diverse giunte militari e governi dittatoriali, al servizio dell’ occidente. La causa non è altro che il controllo delle grandi riserve di idrocarburi esistenti.

Nel 1958 e ancora sotto il protettorato britannico si è scoperto quello che oggi costituisce l’ottava riserva di petrolio più grande al mondo, oltre ad una delle maggiori fonti di gas naturale. Questo ha fatto si che, da allora, nonostante la dichiarazione d’indipendenza, le multinazionali petrolifere, principalmente anglo-europee stiano sottomettendo il paese africano ad una forma di colonialismo ancora più selvaggio del precedente, proteggendosi con le ingiuste leggi del libero mercato, e finanziando governi dittatoriali, con i quali (attraverso una sinistra alleanza) si dividono le enormi ricchezze del paese, mentre fanno affondare la maggior parte della popolazione, nella più assoluta miseria.

Bisogna tener conto che il 57% dei nigeriani vive al di sotto della soglia di povertà. Dal 1960 a malapena ci sono state elezioni rappresentative, e le poche che ci sono state sono state messe in dubbio da diversi organismi internazionali. La repressione politica ed il terrorismo di stato, sono state la costante che ha castigato questo paese, per frenare le ansie di giustizia sociale che bollono nei cuori del popolo nigeriano.

Dalla scoperta delle riserve petrolifere, fino alla data, le più grandi multinazionali del petrolio, si sono dedicate all’estrazione degli idrocarburi e a creare migliaia di km di oleodotti per il suo trasporto, senza alcun tipo di preoccupazione per il benessere del popolo nigeriano o per la salute dell’ ambiente, provocando una devastazione umana e ambientale senza precedenti, derivata dalla combustione del gas, dai riversamenti di petrolio  e dalle rotture degli oleodotti. Questi versamenti sono più di 1,5 milioni di tonnellate di petrolio, equivalenti ad un disastro del petrolifero Exxon-Valdez all’ anno per 50 anni.

Questo ha avuto drammatiche conseguenze: Fiumi inquinati e senza pesci; piogge acide che danneggiano i raccolti, distruggono la flora e la fauna e avvelenano la popolazione, così come distruggeranno completamente i mezzi di sostentamento;un ambiente tossico che provoca il cancro, difetti congeniti, le malattie respiratorie. Conseguenze che si sono estese per più di 50 anni. Nel corso della storia, prima e dopo la dichiarazione d’indipendenza, il popolo nigeriano ha portato avanti diverse espressioni di lotta per la libertà e la vera indipendenza, lotte soffocate nel sangue e nel fuoco dai diversi governi dittatoriali, conil prezioso  sostegno militare ed economico delle multinazionali e dei governi anglo-europei. Un esempio di questo è il colonnello Pablo Okuntimo, capo delle Forze Congiunte Militari e di Polizia negli anni 90, noto per la sua corruzione e il suo abissale registro di violazioni in materia dei diritti umani, pagato e guidato dalla Shell come ha dichiarato.

Nnimmo Bassey, direttore esecutivo di Environmental Rights Action, è stato citato come attore l’anno scorso per testimoniare di fronte ad un sub-comitato degli USA sui diritti umani e leggi. “Chevron regolarmente ospita e alimenta le forze di sicurezza, incluso l’esercito, la marina e la polizia, e paga loro stipendi migliori che quelli del Governo”, ha affermato. Il personale di Chevron ha provveduto al trasporto dei militari e dei poliziotti, “con barche e elicotteri affittati dalla compagnia”.

La repressione si è portata via centinaia di migliaia di vite, ha provocato lo spostamento forzato e la migrazione di milioni di persone  e ha instaurato un autentico Stato del terrore, tutto questo perché il petrolio continui ad ingrassare la macchina capitalista, in modo che gli usi consumistici dei paesi industrializzati non si fermino, ed una manciata di psicopatici possano continuare a riempirsi le tasche a costo del dolore e della sofferenza dei popoli come quello nigeriano.

A questo sanguinante saccheggio bisognerebbe sommare l’impagabile debito estero, un’altra forma di furto, dato che dopo aver estratto fino all’ultima goccia delle loro ricchezze, i governi occidentali, con un cinismo che sfiora l’oscenità,offrono loro prestiti ad alti interessi, che anno dopo anno aumentano, in modo da poter arrivare a un paradosso, come in molti dei paesi oggetto di debito estero, che, avendo già pagato l’importo iniziale di 2 o 3 volte, devono continuare a pagare per anni a causa dell’ impennata di interessi che produce debito.

Tutto questo costituisce una drammatica realtà che, in modo vile, è stata nascosta e taciuta dai grandi mass media occidentali, che sono stati sempre più attenti a criticare governi come quello della Bolivia o del Venezuela, per la nazionalizzazione degli idrocarburi. Una misura che se fosse stata messa in atto in Nigeria, ed in altri posti del continente africano, sarebbe servita affinchè le loro ricchezze avessero anche per loro un profitto, invece di essere rubate dalle multinazionali petrolifere come stanno facendo in Iraq ed in Afghanistan, con la guerra, il passo successivo usato da questi mafiosi, quando la corruzione o il colpo di Stato falliscono.

Fonte: http://www.kaosenlared.net/noticia/nigeria-ejemplo-criminal-saqueo-africa-capitalismo-occidental

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