coordinamento:
Ken Sharo-Luna Rossa
Critiche alla politica, disfatta Pdl e lega, vittoria? del Pd, trionfo di Parma.Dove sono finiti quelli che per vent’anni hanno votato chi ci ha ridotti così?
Intendiamoci i partiti ci hanno messo del loro per essere criticati, tutti i partiti, chi più chi meno hanno sbagliato aiutati dalla stampa amica che adesso inneggia al nuovo. Io ho quasi 64 anni e di nuovo nella mia vita ho visto solo il 68, che ha dato le chiavi di casa a tutti i [...]
MA QUALE CRESCITA? « Voce D’Anima
Di Giandiego Marigo Continuo a sentirne parlare, da tutti! A destra, a sinistra…al centro, nelle grandi riunioni mondiali. Tutti si riempiono la bocca con questo termine. Per lamentarne la mancanza, per prometterla qualora gli si dia fiducia, per stigmatizzare il percorso che porti al suo agognato ritorno…comunque , sempre fornendo la certezza che nella sua [...]
La gente comune dell’Emilia Romagna è avanti anni luce. La Sig.ra al Tg3: me ne frego se il governo aiuta noi e quelli che verranno?
Che in Emilia Romagna ci sia uno zoccolo duro di persone solidali e sinceramente democratiche è fuori discussione e l’ennesima prova l’abbiamo avuta oggi, al Tg3, persone che vanno oltre l’interesse immediato e personale per avere a cuore gli interessi degli altri, di tutti gli altri. Monti è andato in visita nei luoghi del terremoto [...]
Piccoli Travaglio crescono, ecco come Matteo Muzio ha commentato l’elezione di Doria a Genova. Nemmeno la padania arriva a tanto.
Per essere i migliori, al fatto, ce l’hanno messa tutta a partire dal fuoriclasse dei giornalisti, Travaglio del quale ho 5 o 6 libri per non perdermi il verbo. Non hanno finanziamento pubblico, sono bravi, in compenso hanno usato l’esposizione mediatica del giornalista di punta ed hanno vinto la champion del giornalismo alla prima edizione [...]
Parma ci voleva, ci contavo nella vittoria di Pizzarotti per vederli all’opera. Si dice che Parma ha voluto il cambiamento, questo non è vero secondo me e ne spiego il motivo.
Nei mesi scorsi i più attivi contro la giunta precedente e l’ex sindaco Vignali a suon di pentole e coperchi, come in Argentina, fu il movimento degli indignati guidati da Roberta Roberti che al I° turno ha ottenuto il 5,1%. Bernazzoli, tra il primo ed il secondo turno, ha tenuto i suoi voti ed abbiamo [...]
Andrei cauto con le trombe, nel centrosinistra, a parte il Movimento 5 stelle di Parma il resto è un aumento dell’assenteismo.
Nel Pd, nel centrosinistra si commenta che il risultato è oltre le più rosee previsioni, hanno preso Como e Taranto storicamente di destra ma anche Parma è storicamente di destra ma l’hanno presa i grillini. Ovviamente il M5S non avrà nessun interesse a riflettere sull’astensione, gli conviene molto di più enfatizzare i due sindaci che [...]
red@zione- guarda guarda con chi si presentano i comunisti italiani……
Ma non sono quelli no tav …..quelli con la fiom …..quellli contro Marchionne ….quelli ……….a volte nella vita non si riesce proprio a non fare inciuci )))))
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- On the road, viaggio tra liberta' e doloreSalles, sfida impossibile ma Kerouac e' ancora contemporaneo […]
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Afrodite eterna
« Afrodite eterna, in variopinto soglio,
Di Zeus fìglia, artefice d’inganni,
O Augusta, il cor deh tu mi serba spoglio,
Di noie e affanni.
E traggi or quà, se mai pietosa un giorno,
Tutto a’ miei prieghi il favor tuo donato,
Dal paterno venisti almo soggiorno,
Al cocchio aurato
Giugnendo il giogo. I passer lievi, belli
Te guidavano intorno al fosco suolo
Battendo i vanni spesseggianti, snelli
Tra l’aria e il polo,
Ma giunser ratti: tu di riso ornata
Poi la faccia immortal, qual soffra assalto
Di guai mi chiedi, e perché te, beata,
Chiami io dall’alto.
Qual cosa io voglio più che fatta sia
Al forsennato mio core, qual caggìa
Novello amor ne’ miei lacci: chi, o mia
Saffo, ti oltraggia?
S’ei fugge, ben ti seguirà tra poco,
Doni farà, s’egli or ricusa i tuoi,
E s’ei non t’ama, il vedrai tosto in foco,
Se ancor nol vuoi.
Vienne pur ora, e sciogli a me la vita
D’ogni aspra cura, e quanto io ti domando
Che a me compiuto sia compj, e m’aita
meco pugnando. »
Il «Kamasutra» fu scritto da Vatsyayana in regime di totale astinenza
I tre fini dell’esistenza — scrive Vatsyayana Mallanaga, l’autore del Kamasutra, il più antico trattato erotico dell’induismo, composto intorno al III secolo d. C.—sono il potere, il piacere e la religione. Se uno immagina che l’arco della vita di un uomo duri cento anni, è bene suddividere questo tempo in tre fasi distinte, in modo tale che «si integrino armoniosamente anziché danneggiarsi a vicenda». L’infanzia è la stagione della conoscenza: fondamentale per acquisire il potere; la giovinezza è per il piacere; la vecchiaia, per la religione e la liberazione.
Vatsyayana — della cui vita non si sa quasi nulla—scrisse questo libro, conosciuto in Occidente solo fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, in regime di assoluta castità. È lui stesso a dichiararlo: come a volerci ricordare che le cose che riusciamo a immaginare, a intuire e a descrivere meglio sono quelle che desideriamo e non possediamo. È una regola che vale sempre: anche per i romanzi.
Il piacere è al centro del Kamasutra. Tuttavia, il lettore commetterebbe un grosso sbaglio, se si avvicinasse a questo libro, che probabilmente è il compendio di altri testi che lo precedono, con l’idea di trovarvi soltanto i sessantaquattro gesti dell’amore: insomma, la «meccanica» dell’accoppiamento fra l’uomo e la donna, per la quale, grazie anche alle volgarizzazioni, è diventato tanto famoso da trasformare il suo titolo in un simbolo. Certo, nel Kamasutra, nulla è dimenticato per ciò che riguarda la fisicità e il corpo. I baci, i graffi, le carezze, i morsi, i giochi, le penetrazioni, le percosse, gli odori: tutto è considerato con scrupolo e attenzione dal suo autore che, ricordando il versetto di una Upanishad («L’uomo è fatto di desiderio sessuale»), potrebbe affermare che il desiderio sessuale è il liquido seminale della mente. Ma il Kamasutra va ben oltre. È libro di uno scrittore che conosce profondamente la psicologia dell’uomo e della donna; conosce il segreto degli sguardi e il mistero delle seduzioni; è mondano perché sa che si vive nel mondo; non ignora la furbizia e l’ingenuità, la rozzezza e la poesia; e, in definitiva, offre al lettore un ritratto ricchissimo dell’India antica: l’India che, ancora oggi, miracolosamente sopravvive nei suoi colori e nei suoi profumi inebrianti, nei fasti decaduti dei suoi palazzi e nei suoi giardini, nella oscurità della sua luce, negli occhi simili al carbone dei suoi uomini, nella inimitabile eleganza e nella sinuosità dei fianchi delle sue donne.
All’origine della prassi—scrive Vatsyayana —c’è sempre un testo. Nel suo, chi lo leggerà troverà molti utili consigli, molti ammaestramenti, molti suggerimenti che lo aiuteranno nell’amore. Saprà, per esempio, che ai sessantaquattro gesti dell’amore dovrà accompagnarsi la pratica di ben sessantaquattro arti: come il canto, la pittura, la danza, la disposizione dei fiori, la preparazione delle bevande, la prestidigitazione, la conoscenza delle gemme, la lettura ad alta voce, tra le prime. Saprà che, se vorrà essere uomo di mondo, dovrà condurre una giornata di questo tipo: sveglia, bagno, massaggi e unguenti, qualcosa in bocca per avere sempre un alito perfetto; colazione e pranzo; sonnellino; giochi con i pappagalli; la sera musica e canti; contatti con le messaggere; arrivo delle donne nel salotto. Saprà che le doti di una messaggera sono l’audacia, la lingua sciolta, la conoscenza dei segnali che rivelano le emozioni e la capacità di indovinare il momento giusto—mentre le donne che solo potrà considerare (guardandosi da quelle di casta inferiore, da quelle che emanano cattivi odori, e in generale dalle brutte) sono di tre tipi: le vergini, le donne di seconda mano, le cortigiane.
Il capitolo sul sesso è forse il meno intrigante del Kamasutra. Vi sono elencati (oltre alle dimensioni degli organi sessuali maschili e femminili) i vari tipi di abbracci (quello denominato «rampicante avvinghiato», la «salita sull’albero», il «riso e sesamo», il «latte e acqua », quello stretto delle cosce e quello dei bacini); i tre tipi di baci: il casuale, il carezzevole e il fremente (molto adatti per una vergine); i vari tipi di graffi: che comprendono, tra gli altri, quello «a pelle d’oca», quello a «zampa di tigre», quello a «foglia di loto»; i vari modi di accoppiarsi (semplici, sovente acrobatici come appaiono nelle sculture dei templi di Khajurhao, talvolta inconcepibili dalla modesta fantasia dell’uomo occidentale); i vari tipi di gemiti che accompagnano l’amplesso: che sono il mugolio, il rantolo, il balbettio (ai quali, però, la donna può aggiungere il verso della colomba, o del pappagallo, o dell’usignolo) —mentre per la fine dell’amplesso ci sono solo l’ansimare, il pianto, l’urlo (simile al suono che fa, spezzandosi, una canna di bambù) e il singulto (simile al suono prodotto da una bacca che cade nell’acqua); i vari movimenti dell’uomo; i vari movimenti della donna; e tutto il resto.
Assai più belle e fascinose sono, invece, nel Kamasutra, quelle che possono essere considerate delle vere e proprie scene teatrali. Per esempio tutte le scene teatrali che hanno a che vedere con gli sguardi (la donna che sta sulla soglia di casa, la donna che dalla loggia guarda la strada principale, la donna che guarda fissa, la donna—segno infallibile, questo, dell’amore — che «se viene guardata, volge gli occhi di lato»). Oppure il momento in cui l’amante introduce la donna amata nella stanza del piacere, prendendola per mano e facendola giacere sul letto (per poi offrirle dolci e vino). Oppure, il momento in cui le scioglie la veste. O quello, subito dopo l’amplesso, nel quale i due amanti, imbarazzati come se non si conoscessero, vanno separatamente nella stanza da bagno. O quello in cui, finalmente, dopo i tre sacrosanti giorni di castità che seguono la cerimonia del matrimonio, i due sposi fanno l’amore. O quello in cui, con occhi umidi, luccicanti di passione, contemplano il cerchio della luna. È in queste scene, teatrali e poetiche, che sfuggono a ogni codice, che è contenuto, infatti, il paradossale e fondamentale messaggio del Kamasutra.
L’uomo e la donna cercano, cercano sempre e vorrebbero sapere. Ma, alla fine — dice Vatsyayana—«queste cose sono segrete, e volubili la mente e il cuore, chi può sapere cosa va fatto, e quando, e come, e da chi?»
Gaio Valerio Catullo – Verona 84 a.c/ Roma 54 a.c
- Frammenti
Mentula
Minchia tenta di scalare il monte Pipleo:
le Muse lo buttano a precipizio con i forconi.
Con un ragazzo
Con un ragazzo carino chi vede che c’è un banditore,
cosa crede, se non che stravuole vendersi?
Odio ed amo
Odio ed amo. Perché lo faccia, forse richiederai.
Non so, ma lo sento accadere e mi torturo.
Quinzia
Quinzia per molti è formosa. Per me è candida, slanciata,
dritta: queste cose io le dichiaro una per una.
Tutto quel formosa lo nego: nessun garbo,
nessun briciolo di sale in quel gran corpo.
Lesbia è formosa, ma è sia bellissima tutta,
sia unica a tutte ha sottratto tutte le Grazie.
Lesbia
Lesbia di me, presente il marito, dice moltissimo male:
questo per quello scemo è massima gioia.
Mulo, senti nulla? Se dimentica di noi tacesse,
sarebbe sana: ora poiché sbraita e insulta,
non solo ricorda, ma, e la cosa è molto più grave,
è adirata. Cioè, brucia e parla.
Gaio Valerio Catullo
Poesia : Vita e amore
Vita e amore a noi due Lesbia
e ogni acida censura di vecchi
come un soldo bucato gettiamo via.
Il sole che muore rinascerà
ma questa luce nostra fuggitiva
una volta abbattuta, dormiremo
una totale notte senza fine.
Dammi baci cento baci mille baci
e ancora baci cento baci e mille baci!
Le miriadi dei nostri baci
tante saranno che dovremo poi
per non cadere nelle malie
di un invidioso che sappia troppo,
perderne il conto, scordare tutto.
Salve amici, posso mettere in questo spazio qualche mia poesia in lingua e in napoletano? Come si fa ad usare la pagina verde? ( La NUOVA RESISTENZA è un’invito che rivolgo da diversi anni scrivendo su vari blogs), ed una mia poesia è intitolata appunto “Nuova resistenza”. Grazie dell’ospitalità. Saluti. Antonio.
per postare sul verde devi iscriverti e in 24 ore diventi autore quindi da li posti dove vuoi e cosa vuoi l’importante è che concordi con il progetto se vuoi puoi anche partecipare alla trasmissione mensile via web tv che si chiama perl’appunto resistenza poetica ….puoi conttarmi su skype all’indirizzo sharo105 o mandare una mail a redazione@nuovaresistenza.org .
ciao e buona poesia
Salve a tutti, vi invito a fare una visita al blog di poesia, controinformazione e militanza http://militanzadelfiore.blogspot.com
cc
G.D’Annunzio – Poesia: Argentea
Quando prona, co’l ventre ne l’arena,
nuda si lascia a’l conquistare lento
de le maree, non dunque a luna piena
ella è una grande statua di argento?
Venere Callipige in una oscena posa.
Scolpiti ne’l tondeggiamento de’ lombi
stan due solchi; ampia la schiena
piegasi ad un profondo incavamento.
Cresce il flutto e la bagna. Ella si scuote
io a’l senso di quel gelido contatto
e di piacer le vibrano le terga.
Il flutto su la faccia la percuote;
ma rimane godendo ella in quell’atto
fin che l’alta marea non la sommerga.
G.D’Annunzio
W.Shakespeare – Poesia: Le calde azioni
Non mangia che colombe l’amore,
e ciò genera sangue caldo,
e il sangue caldo genera caldi pensieri
e i caldi pensieri generano calde azioni,
e le calde azioni sono l’amore.
W. Shakespeare
Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.
Fui solo come una galleria.
Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte
con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso
ti forgiai come un’arma,
come freccia al mio arco,
come pietra per la mia fionda.
Ma viene l’ora della vendetta,
e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio,
di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno!
Ah gli occhi d’assenza!
Ah le rose del pube!
Ah la tua voce lenta e triste!
P.Neruda – Poesia: Corpo di donna
Corpo della mia donna,
resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite,
mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore è infinito.
P.Neruda
J.Prevert – Poesia: M’ha fatta l’amore
Nuda son nata
come son nata vivo
piccola son nata
e troppo in fretta cresciuta
ma non son mai cambiata
e nuda vivo
la maggior parte del tempo
quel tempo dove vivo nuda
quel tempo è denaro.
M’ha fatta l’amore
l’amore che mi ha fatto festa
l’amore che mi ha fatto fata
dov’è mai andato a cacciarsi
l’innamorato che avevo
che mi faceva piacere
che mi faceva sognare
che mi faceva ballare
ballare al ritmo della sua bacchetta
era il mio direttore d’orchestra
io il suo corpo di ballo.
M’ha fatta l’amore
l’amore che mi ha fatto festa
l’amore che mi ha fatto fata
e io vi trasformo in tante bestie
ogni volta che mi pare
il vostro amore mi fa ridere
il vostro amore non è amore
vi comando a bacchetta
fuori la grana.
M’ha fatto l’amore
l’amore che mi ha sfatta
e in asso m’ha piantata
l’innamorato che avevo
dov’è finito mai
dov’è finito mai
dov’è finito mai.
J.Prevert
Poesia & Erotismo – DH Lawrence – Poesia: Gioventù vergine
Di quando in quando
tutto m’ansima il corpo
e la vita mi appare negli occhi,
tra essi vibrando e la bocca
giù selvatica discende per le membra
lasciando gli occhi miei svuotati tumultuanti
e il petto mio quieto colma d’un fremito e un calore;
e giù per le snelle ondulazioni sottostanti
che onde diventan pesanti, di passione gonfie
e il ventre mio placido e sonnolento
all’istante ribelle si desta bramoso,
eccitato sforzandosi e attento,
mentre le tenere braccia abbandonate
con forza selvaggia s’incrocianoa stringere
- quel che non hanno stretto mai.
E tutto io vibro, tremo e ancora tremo
finché la strana potenza
che il corpo mi scuoteva non svanisce
e nobile non risorge l’ininterrotto fluire della vita
nella durezza implacabile dei miei occhi,
non risorge dalla bellezza solitaria
del corpo mio esausto e insoddisfatto.
(D.H.Lawrence)
G. Apollinaire – Poesia: La nudità dei fiori
La nudità dei fiori è il loro odore carnale
Che palpita e si eccita come un sesso femminile
E i fiori senza profumo sono vestiti di pudore
Essi prevedono che si vuol violare il loro odore
La nudità del cielo è velata di ali
Di uccelli che planano d’attesa inquieta
d’amore e di fortuna
La nudità dei laghi freme per le libellule
Che baciano con azzurre elitre il loro ardore di spume
La nudità dei mari io la adorno di vele
Che esse strazieranno con gesti di raffica
Per svelare il loro corpo
allo stupro innamorato di esse
Allo stupro degli annegati
ancora irrigiditi d’amore
Per violare il mare vergine dolce e sorpresa
Del rumore dei flutti e delle labbra appassionate
(G. Apollinaire)