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Terrorismo

Di Umberto De Giovannangeli

24 maggio 2013

londra attacco poliziaDalle pentole di Boston al machete di Londra. L’incubo del terrorismo fai-da-te si estende e si fa sempre più imprevedibile. È il «lupo solitario» all’ennesima potenza. È la Jihad del corpo a corpo dove tutti sono un potenziale obiettivo, dove non c’è bisogno di organizzazione, di armamenti sofisticati.

londra assassino con machete sun boxPer il massacro a Londra ancora due arresti. I servizi segreti M5 conoscevano i killer | VIDEO «Occhio per occhio contro chi uccide la nostra gente». Una eroina la donna che li ha affrontati | FOTO | Il premier Cameron: «Non cederemo al terrorismo» | Obama: droni contro terroristi e chiudere Guantanamo |

Basta un machete, un coltellaccio da cucina. Si colpisce con quello che si ha. Un salto di qualità devastante, con un impatto incalcolabile sull’immaginario collettivo. È il terrorismo autogestito, che rende ancora più pericolosa la terza generazione «qaedista», perchè se è possibile identificare gli agenti di un’organizzazione, è quasi impensabile censire gli aspiranti kamikaze fai-da-te. I terroristi «fai da te» possono essere i vicini della porta accanto: bombaroli che non si addestrano in Afghanistan ma nel garage di casa o che decidono di diventare «shahid» impugnando una mannaia. Un incubo per la popolazione come per l’intelligence di sua Maestà. Continua a leggere

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Terrorismo fai-da-te in guerra con l’occidente – Repubblica Tv – la Repubblica.it.

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Così l’incubo jihadista scuote i due continenti – Repubblica.it.

(Foto da WEB) Non servono più le reti internazionali, le basi, le ragnatele di complicità globali per esprimere nel sangue tutto il proprio odio: Londra, come un mese fa accadde a Boston, segnala ormai l’avvento del terrorismo “fai-da-te”.

I fratelli ceceni che cucinarono in casa la strage nel Massachusetts dentro due pentole a pressione, come gli assassini di ieri in Inghilterra o l’attentatore di Palazzo Chigi con la sua pistola, smontano gli scenari di piovre terroristiche globali e sono ancora più angosciosi.

Questa nuova ondata di “bricolage” del terrore che polverizza in assassini individuali la minaccia e quindi la moltiplica quasi all’infinito, spiega perché la “Guerra Al Terrore” sia sempre stata una necessità avvolta in un’illusione. Quella di poterla un giorno vincere, con la resa del nemico e con una consegna delle armi.

Ogni persona, se caricata di sufficiente odio e fanatismo e rancori, può essere un’arma di distruzione, anche di massa. Le agenzie per la sicurezza, le organizzazioni anti-terrorismo, le polizie riescono a sventare i colpi tanto più facilmente quanto più articolate e diffuse sono le complicità degli esecutori. Continua a leggere

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http://www.infiniteunknown.net/2010/07/05/now-truth-is-bad-for-you-obama-warns-erdogan-international-gaza-flotilla-probe-bad-for-turkey/

La Siria, le armi chimiche di Bashar al Assad, ma anche Israele e l’Iran. Non erano pochi i temi sul tappeto nell’incontro fra il presidente americano Barack Obama e il premier turco Recep Tayip Erdogan a Washington. Nella conferenza stampa a latere dell’incontro, e sotto una pioggia quasi battente, si è sottolineata la volontà di proseguire in questa collaborazione fra Ankara e gli USA. Poco si è detto sulle presunte prove che Erdogan avrebbe portato, circa l’utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Assad.

Erdogan ha anche aggiunto che la sua visita prevista alla citta palestinese assediata di Gaza si terrà quasi certamente nelle prossime settimane. Un passo avanti nel tentativo di normalizzare i rapporti con Israele dopo i fatti della Mavi Marmara 4 anni fa e la morte di pacifisti turchi per mano di forze speciali israeliane.

Ankara e Washington sempre più unite contro terrorismo | euronews, mondo.

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FSA Insurgent Eats Heart of Syrian Soldier – YouTube.

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imposimato-Redazione- 10 maggio 2013- Giulio Andreotti e Francesco Cossiga sono «i carnefici di Aldo Moro», ha affermato il giudice Ferdinando Imposimato.

Andreotti e Cossiga «hanno impedito un blitz coordinato dal generale dalla Chiesa e dal questore Santilli per liberare Moro dal covo di via Montalcini, favorendo la sua uccisione da parte delle Br, perche volevano la sua morte».

Imposimato: “Andreotti, insieme a Cossiga, fu il carnefice di Aldo Moro | ArticoloTre.

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L’escalation della violenza islamista in Bangladesh – UAAR Ultimissime.

dhakaDate loro un punto d’ap­pog­gio suf­fi­ciente, e vi sol­le­ve­ranno un popolo. L’ar­re­sto dei gio­vani blog­ger atei non è certo bastato ai fon­da­men­ta­li­sti isla­mici di Hefa­zat-e-Islam. Anzi, ha dimo­strato loro che pos­sono chie­dere anche di più. E ci stanno ten­tando, senza disde­gnare l’uso della forza.

vero e pro­prio elenco di pro­scri­zione for­nito dagli stessi inte­gra­li­sti

Alcune set­ti­mane fa cen­ti­naia di migliaia di inte­gra­li­sti isla­mici sono scesi in piazza chie­dendo che venis­sero impic­cati i blog­ger accu­sati di bla­sfe­mia e atei­smo. Il governo della pre­mier Sheikh Hasina, a capo del par­tito Lega Awami ha ceduto alle pres­sioni degli isla­mi­sti, che ave­vano pre­sen­tato una lista di 13 punti liber­ti­cidi e a favore di una radi­cale isla­miz­za­zione della società, tra i quali la con­danna a morte per bla­sfemi e non cre­denti. Le auto­rità hanno arre­stato diversi blog­ger, sulla base di un vero e pro­prio elenco di pro­scri­zione for­nito dagli stessi inte­gra­li­sti e chiu­dendo alcuni siti dove erano pre­senti post rite­nuti offen­sivi verso la reli­gione. Continua a leggere

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Roma, via Caetani, 9 maggio 1978 – il ritrovamento del corpo di Aldo Moro appena ucciso!

di Gianni Lannes
In Italia qualcuno se n’è accorto? O meglio a qualcuno interessano democrazia, libertà e indipendenza politica? Steve Pieczenik inviato in missione da Washington, dopo 30 anni ha vuotato il sacco
«Ho messo in atto la manipolazione strategica che ha portato alla morte di Aldo Moro al fine di stabilizzare la situazione dell’Italia. I brigatisti avrebbero potuto cercare di condizionarmi dicendo “o soddisfate le nostre richieste e lo uccidiamo”. Ma la mia  strategia era “No, non è così che funziona, sono io a decidere che dovete ucciderlo a vostre spese”. Mi aspettavo che si rendessero conto dell’errore che stavano commettendo e che liberassero Moro, mossa che avrebbe fatto fallire il mio piano. Fino alla fine ho avuto paura che liberassero Moro. E questa sarebbe stata una grossa vittoria per loro».
Pieczenik, assistente del sottosegretario Usa nel 1978, psichiatra, specialista in “gestioni di crisi”, esperto di terrorismo, visse – secondo quanto ha rivelato in un libro-intervista pubblicato nel 2008 “Abbiamo ucciso Aldo Moro. Dopo trent’anni un protagonista esce dall’ombra” edito in Italia da Cooper e curato da Nicola Biondo e passato stranamente inosservato – gomito a gomito con Francesco Cossiga la parte cruciale dei 55 giorni. Continua a leggere
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