La startup fondata da tre laureati del Mit Media Lab di Boston vuole lanciare un nuovo modo di fare compravendita di beni. Provando a guardarci meglio intorno, con l’aiuto dei nostri smartphone di MATTEO DEL LUCCHESE
ACQUISTARE e vendere beni e servizi grande facilità, quasi dietro l’angolo di casa. E’ la scommessa di PEDDL 1, la nuova startup che si basa sull’idea di fare affari con le persone che si trovano intorno a noi. Fondata da tre laureati del Mit Media Lab (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, ha come obbiettivo quello di creare un marketplace geolocalizzato, un mercato in cui gli utenti visualizzano tutte le inserzioni degli oggetti da vendere e da comprare che si trovano nelle loro vicinanze. Peddl è disponibile sia via web che come app per iPhone, e una volta che si accede al servizio basta inserire nel campo di ricerca quello di cui abbiamo bisogno per far apparire sulla mappa sia la domanda che l’offerta del prodotto cercato intorno a noi.
Di Sabina Barca
ITALIA – Italia dei sogni e delle false speranze.
Il sig. Maroni ogni tanto spara bordate per catturae la folla padana. Oggi l’ex mini-strone (da minestrone) lanciava l’idea di una nuova Lega Nord 2.0.
L’ispirazione pare auspicare una nuova Lega futuristica, libera dal logo vivente Bossi e pargoli.
Per carità, le creature Bossi sono tanto carucce, però, fra tricche e ballacche, sono davvero troppo carucce anche per il Carroccio. Però tornando al l’ex Minestrone Maroni ha toppato. Lui con l’intento di trasmettere modernità a go go, ha lanciato il 2.0 padano. Però con tristezza e delusione il 2.0 risulta vecchio e logoro. Il futuro leader leghista forse non sa che la tecnologia web 2.0 è datata 2005. in definitiva sparando futuro a lanciato roba vecchia. Ha proposto il giurassico senza saperlo. La definizione 2.0 è un termine utilizzato per indicare uno stato dell’evoluzione del World Wide Web. Oggi il 2.0 è superato. Continua a leggere
Ntv/ Italo al “pronti via”, oggi si parte da Napoli
In Italia scende in pista la concorrenza
Roma, 28 apr. (TMNews) – Alle 7 di oggi debutta la concorrenza sull’Alta Velocità. Il primo Italo, “il treno più innovativo d’Europa”, parte dalla Stazione Centrale di Napoli, direzione Milano Rogoredo e Milano Porta Garibaldi. Farà tappa a Roma Tiburtina, Firenze e Bologna.
Si parte con due coppie di treni, per incrementare il servizio gradualmente, quando la flotta di tutti e 25 treni sarà a disposizione. Dal 26 agosto l’offerta si amplia infatti fino a Salerno; dal 27 ottobre tocca a Padova-Venezia e dall’8 dicembre a Torino. A pieno regime i collegamenti giornalieri salgono a 50 tra nove città e 12 stazioni.
L’offerta messa in campo da Ntv “è competitiva e le promozioni in corso sono molto vantaggiose: con la Promo Italo, fino a fine agosto si può per esempio viaggiare con 30 euro tra Roma e Milano e con 45 se si sceglie l’opzione low cost. La disponibilità delle offerte più convenienti è ampia, un biglietto su tre, semplice da ricercare, e trasparente (sul sito www.italotour.it o al Contact Center 060708)”, spiega la società.
Con un investimento totalmente privato di un miliardo di euro, 2.000 persone assunte a tempo indeterminato con l’indotto, un centro di manutenzione super tecnologico a Nola e un treno modernissimo, progettato e costruito da Alstom negli stabilimenti di Savigliano (Cuneo) e La Rochelle (Francia), da oggi Italo lancia la sfida della scelta.
viaTMNews – Ntv/ Italo al “pronti via”, oggi si parte da Napoli.
Reggono solo i telefonini: tv, frigo e lettori dvd in picchiata
Crolla tutto, tranne i telefonini: non sono proiezioni né ricerche di mercato, ma dati reali, il vero “venduto” di sei grandi gruppi di distribuzione specializzati in elettrodomestici ed elettronica di consumo che insieme rappresentano il 65 per cento del mercato nazionale, per un valore complessivo di circa dieci miliardi di euro annui.
Nello studio, che Aires (Associazione italiana retailer elettrodomestici specializzati) ha affidato ad Accenture, è difficile, quasi impossibile, trovare dati in crescita. Ce n’è solo uno che spicca, importante, e riguarda il comparto che Accenture definisce «Telecommunications», trainato dagli smartphone: più 7 per cento rispetto all’analogo trimestre del 2011. Per il resto, per televisori, computer, lettori dvd e bluray, lavatrici e frigoriferi, il calo dei consumi non conosce eccezioni.
I dati generali
I numeri riguardano i primi tre mesi dell’anno, per i quali è possibile effettuare un confronto puntuale con il medesimo periodo dell’anno precedente e con i dati del 2010.
La tendenza generale appare chiarissima: dal primo trimestre del 2010 a quello del 2012 i sei gruppi distributivi sono passati da 2.429 milioni di euro a 2.361 e poi a 2.121, perdendo prima il 3 per cento delle vendite (in valore), poi il 10 per cento. Ai gruppi appartengono insegne molto note e diffuse: Mediaworld, Unieuro, Euronics, Expert, Trony, Carretti, con circa 1.700 punti vendita e più di 20 mila addetti. Continua a leggere
Dice Agenda Digitale, e scuote la testa. E’ l’atteggiamento che finora si è avuto in Italia nei confronti della lista di cose da fare stilata dall’Unione Europea per «sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) così da favorire l’innovazione, la crescita economica e il progresso». Una wishful list per molti, che però presto si è trasformata in lettera morta.
L’Unità vi ha dedicato uno dei numeri di Unitag (CLICCA E SCARICA L’INSERTO). Sono stati organizzati convegni, tavole rotonde, piattaforme, commissioni e via discutendo, ma poco (o nulla) finora si è fatto. Il governo Berlusconi l’ha ignorata (e molti dicono: meno male), e la stessa Commissaria europea per l’agenda digitale, Neelie Kroes, ha finora evitato di partecipare a discussioni pubbliche nel nostro Paese.
Un’Agenda digitale per l’Italia:
bonus, sgravi e certificati on line di Luca Landò
Fino a oggi. Fino agli impegni del nuovo governo. Fino al convegno organizzato stamattina da Confindustria digitale all’Auditorium Parco della Musica di Roma a cui hanno partecipato, tra gli altri, de membri di questo stesso governo, Corrado Passera e Francesco Profumo.
Non è ancora in commercio ma sta già accendendo le speranze dei maggiori sostenitori dell’energia pulita ma anche di chi abita o lavora nei paesi in via di sviluppo.
Si tratta della “foglia artificiale” messa a punto dal professor Daniel Nocera e il suo team presso il Massachussets Instute of Technology (MIT – Cambridge) e presentata al 241° meeting nazionale dell’ “American Chemical Society” a Anaheim – California – il 27 marzo. Per niente simile alla sua controparte naturale, la foglia artificiale è in realtà una cella solare poco più sottile di una carta da poker in grado di riprodurre al suo interno il meccanismo della fotosintesi clorofilliana con cui le foglie, quelle “vere”, sono in grado di trasformare la luce del sole e l’acqua in energia. 
Secondo quanto riportato dal comunicato dell’ACS, il professore ha rilevato come l’idea della foglia artificiale non sia nuova. La prima, infatti, è stata prodotta circa dieci anni fa dal team del professor John Turner del National Renewable Energy Laboratory a Golden (Colorado – USA). Quel primo prototipo tuttavia non poteva avere valore commerciale poiché composto di materiali altamente rari e costosi che potevano durare un solo giorno senza possibilità di essere riutilizzati. Continua a leggere
Fars News Agency :: Electricity and Carbon Dioxide Used to Generate Alternative Fuel.
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Today, electrical energy generated by various methods is still difficult to store efficiently. Chemical batteries, hydraulic pumping and water splitting suffer from low energy-density storage or incompatibility with current transportation infrastructure. In a study published March 30 in the journal Science, James Liao, UCLA’s Ralph M. Parsons Foundation Chair in Chemical Engineering, and his team report a method for storing electrical energy as chemical energy in higher alcohols, which can be used as liquid transportation fuels. “The current way to store electricity is with lithium ion batteries, in which the density is low, but when you store it in liquid fuel, the density could actually be very high,” Liao said. “In addition, we have the potential to use electricity as transportation fuel without needing to change current infrastructure.” Liao and his team genetically engineered a lithoautotrophic microorganism known as Ralstonia eutropha H16 to produce isobutanol and 3-methyl-1-butanol in an electro-bioreactor using carbon dioxide as the sole carbon source and electricity as the sole energy input. Photosynthesis is the process of converting light energy to chemical energy and storing it in the bonds of sugar. Continua a leggere |
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Fars News Agency :: Iranian Scientists Produce New Non-Toxic Pigment for Textile, Ceramic Industries.
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In association with the Institute for Color Science and Technology, Iranian researchers at Tarbiat Modarres University managed to produce hematite nano-capsule as a non-toxic red pigment to be used in textile and ceramic industries. “Cadmium sulphoselenide-zirconium inclusion red pigments were produced as the commercial red color due to the extreme need of textile industries. However, cadmium sulphoselenide is very toxic and harmful. Results of international studies show that hematite is the best option. Therefore, our goal in this research was to synthesize hematite nano-capsule as a non-toxic ceramic pigment,” Maryam Hosseini Zari, a member of the Scientific Board of Institute for Color Science and Technology, told the INIC. Nano-capsule or inclusion red pigments are new generation of pigments. These pigments, also known as non-similar or occluded pigments, are formed by placing the known and unstable pigments in a bed of stable phases. Dr. Hosseini explained how the nano-capsules were synthesized, and said, “We used co-precipitation synthesis method and also available industrial raw materials. We firstly determined the formulation and the weight, produced solutions containing the desirable ions with appropriate concentrations, and finally, we produced the precipitator solution. Next, the solution containing iron ion reacted with the precipitator solution within the solution containing silisium ion under the controlled temperature and other operational parameters. Mineralisers and additives play key role in the production of the product.” The complementary research was carried out in Modena University, Italy. The industrial test took place in INCO, one of the famous and credible companies in the field of ceramic paints. |
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Il prodigio della zeolite, la pietra che produce calore gratis – Il Sole 24 ORE.
La zeolite è uno strano materiale. Basta spruzzarci sopra un po’ d’acqua e immediatamente comincia a emanare calore. Arriva fino a 80 gradi, per poi asciugarsi e tornare rapidamente allo stato di partenza, pronta a surriscaldarsi di nuovo. Non per niente il suo nome significa “pietra che bolle”. Si comporta così per il modo in cui è fatta, perché ha al proprio interno minuscole cavità che intrappolano le particelle d’acqua e, frenandole, fanno sì che l’energia che le molecole possiedono si trasformi in calore.
A scoprire questa singolare pietra, perché di una pietra di tratta, fu uno svedese, il mineralogista Axel Fredrik Cronstedt che alla metà del 1700 tra le altre cose scoprì il nichel, diede il nome al tungsteno e insomma era una celebrità all’epoca e nel suo campo. Anche se in realtà la cosa che lo scienziato notò fu il processo inverso: bastava scaldare la zeolite per farle emettere grandi quantità di vapore. Da allora, in molti si sono appassionati a studiare e capire questo tipo di minerali . Continua a leggere







































