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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

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Sì, ma è finito il berlusconismo? – L’espresso.

di Floriana Bulfon e Fabio Chiusi

Il Cavaliere è in panne. Ma quanto durerà la subcultura che ha inoculato negli italiani con il suo dominio politico e mediatico? Le risposte di politici e analisti di ogni area, da Vendola a Stracquadanio, da Marino a Guzzanti

(16 novembre 2010)

Silvio Berlusconi e Ruby in versione terracotta per il presepe napoletano Silvio Berlusconi e Ruby in versione terracotta per il presepe napoletanoIndifferenza alle regole, disprezzo dei poteri intermedi tra il capo e il popolo, demagogia sfrenata, fabulazione che tracima spesso nella bugia evidente, culto della convenienza personale, machismo oltre ogni limite e riduzione della donna a oggetto estetico: il berlusconismo, come fenomeno culturale, è tutto questo e molto altro.

E ora che il Cavaliere è in crisi, ci si chiede se e quando il “retrovirus” inoculato negli italiani in vent’anni di dominio politico e televisivo potrà essere sconfitto.
Da Italo Bocchino a Ignazio Marino, da Nichi Vendola a Pietrangelo Buttafuoco, da Paolo Guzzanti a Sofia Ventura, ecco le opinioni in merito raccolte da “L’espresso”. Continua a leggere

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YouTube – CONTRO LA GUERRA – MUSICA – LET ME LIVE – QUEEN.

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L’Italia in cui vive B. » Piovono rane – Blog – L’espresso.

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E’ incredibile come quest’ometto somigli ogni giorno di più a Dorian Gray: con un’immagine mediatica cristallizzata nell’eterna giovinezza della chirurgia estetica e del photoshop, e un’anima che invece invecchia sempre più velocemente, e regredisce fino alle battute sui froci che si facevano al bar negli Anni Cinquanta.

Secondo me non è nemmeno omofobo, Berlusconi, non essendo assolutamente niente: cioè non avendo altre idee che il suo potere, la sua ricchezza, la sua collezione di escort.

Oggi ha soltanto provato a carezzare il pelo a un’Italia goliardica e machista, alla vecchia Italia del dopoguerra, quella delle foto di Mario De Biasi.

Sta a noi ora dirgli che quell’Italia è alle nostre spalle, dove presto sarà anche lui.

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Ieri, ricorreva il 43emo anniversario della morte del “Che”… Vogliamo ricordarlo con alcuni brani tratti dal libro: “Che – Ernesto Guevara, uma lenda do século” di Pierre Kalfon

…..9 ottobre 1967, è una giornata magnifica. Al mattino presto la giovane maestra, Julia Cortez, di diciannove anni, è autorizzata ad entrare nell’aula, trasformata in una cella di prigione. Scambia brevi parole con il prigioniero che ha ancora mani e piedi legati.

Nella stessa mattinata l’elicottero, pilotato da Niño de Guzmán deposita a La Higuera, il colonnello Zenteno, accompagnato da un agente della CIA, un esiliato cubano anticastrista, Felix Rodriguez, alias “Ramos” che dichiara poter riconoscere Che Guevara. Guidati dal capitano Pardo, i tre uomini entrano nella rustica cella dove seduto, in penombra, accostato alla parete, c’è il “Che”. Continua a leggere

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Quotidiano Net – Hawking: “Non serve Dio per spiegare come è nato l’universo”.

Il famoso astrofisico britannico scrive nel suo ultimo libro ‘The Grand design’ che le nuove teorie della fisica rendono superfluo il ruolo di un creatore per il cosmo.

Londra, 2 settembre 2010 – La creazione dell’universo si può spiegare anche senza l’intervento di Dio, poiché le ultime scoperte scientifiche hanno dimostrato che esistono altre possibilità senza bisogno di chiamare in causa un intervento superiore. Lo sostiene Stephen Hawking, il più famoso astrofisico britannico, nel nuovo libro ‘The Grand design’ di cui il Times ha anticipato alcuni brani.

Hawking sostiene che come il darwinismo ha eliminato la necessità di un creatore nel campo della biologia, così le nuove teorie della fisica rendono superfluo il ruolo di un creatore per l’Universo. “La creazione spontanea è il motivo per cui c’è qualcosa e non il nulla, per cui l’universo esiste, per cui noi esistiamo”, ha scritto il sessantottenne docente di Cambridge, noto per le sue ricerche sulla gravità e i buchi neri.

La creazione dell’universo, scrive Hawking, è stata semplicemente una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica. “Poiché esistono leggi come quella della gravità – sostiene il matematico nel libro di cui è coautore il fisico americano Leonard Mlodinow – l’universo puo’ essere stato creato dal nulla”.

Tra le conferme trovate dalla scienza a sostegno dell’origine scientifica dell’universo, Hawking ricorda la scoperta nel 1992 di un altro pianeta che orbita intorno a una stella, in condizioni simili a quelle della Terra che orbita intorno al Sole, rendendo quindi il caso terrestre non unico. Quindi viene meno la prova che “la Terra sia stata attentamente creata solo per favorire la vita degli esseri umani”. “Grazie alla legge di gravità, l’universo può crearsi e si crea dal nulla”, ha insistito il fisico nato a Oxford.

In questo modo Hawking rivede la teoria espressa in precedenza in ‘Una breve storia del tempo’, in cui aveva sostenuto che non vi fosse incompatibilità tra un Dio creatore e la comprensione scientifica dell’universo. “Se arrivassimo a scoprire una teoria completa sarebbe il trionfo definitivo della ragione umana perchè conosceremmo la mente di Dio”, aveva scritto in quel libro pubblicato nel 1998.

Ma nel suo ‘The Grand Design’, che uscirà il 9 settembre, una settimana prima della visita del Papa in Gran Bretagna, Hawking respinge le ipotesi di Isaac Newton per il quale L’universo non poteva nascere solo per le leggi della Natura, senza un intervento divino. In un altro passo del libro già anticipato, i due scienziati avevano sostenuto che entro 200 anni la razza umana dovrà colonizzare lo spazio se vuole sfuggire all’estinzione.

Hawking, affetto da una malattia degenerativa del sistema nervoso che lo obbliga a muoversi su una sedia a rotelle e che gli permette di comunicare solo attraverso un sintonizzatore, afferma che il Big Bang, la grande esplosione all’origine del mondo, era la conseguenza inevitabile delle leggi della fisica.

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Rom e Zingari l’effetto “Tsunami” o il Piano

Enrico Aprile 1943
Ciao ,accomodati…” mi dice con calore X.
Dimmi… come stai?
Bene il blog da qualche tempo mi occupa un po,sai quel “Bestiale” razzista del Croce mi assilla di email di minacce,peggio di un Troll
Incerti del mestiere“  dice ridendo sguaiato ” il web è pieno di quella gente dovresti…” con lui ogni tanto ci faccio una chiacchierata,quando posso avvicinarlo,meglio quando lo becco seduto al caffè (…) di solito ne esce uno spunto per un post interessante,francamente sbircio spesso il suo percorso,suppongo che lui lo sappia.
Chiacchieriamo con un che di inerzia,guardiamo più i passanti,il mio istinto è vigile,attento.
Brutta aria in questo momento in Italia,beato tu che ne stai in Costa Azzurra almeno Sarkozy…
Lo interrompo: “…già,stà sollevando un gran polverone con i Rom e i rimpatri,non è che i sondaggi peraltro gli sorridano poi molto…” ride e poi apparentemente assorto,con nonchalance butta li di netto:” è un cretino !Continua a leggere
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Image via Wikipedia

Questo è Il Potere.

Eccovi i nomi e cognomi del Potere, chi sono, dove stanno, cosa fanno. Così li potrete riconoscere e saprete chi realmente oggi decide come viviamo. Così evitate di dedicare tutto il vostro tempo a contrastare le marionette del Potere, e mi riferisco a Berlusconi, Gelli, Napolitano, D’Alema, i ministri della Repubblica, la Casta e le mafie regionali. Così non avrete più quell’imbarazzo nelle discussioni, quando chi ascolta chiede “Sì, ma chi è il Sistema esattamente?”, e vi toccava di rispondere le vaghezze come “le multinazionali… l’Impero… i politici… ”. Qui ci sono i nomi e i cognomi, quindi, dopo avervi raccontato dove nacque il Potere (‘Ecco come morimmo’, paolobarnard.info), ora l’attualità del Potere. Tuttavia è necessaria una premessa assai breve.

Il Potere è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento. Il Potere doveva rimanere nell’ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti delle moderne democrazie. E così il Potere ci ha rifilato una falsa immagine di se stesso nei panni dei politici, dei governi, e dei loro scherani, così che la nostra attenzione fosse tutta catalizzata su quelli, mentre il vero Potere agiva sostanzialmente indisturbato. Generazioni di cittadini sono infatti cresciuti nella più totale convinzione che il potere stesse nelle auto blu che uscivano dai ministeri, nei parlamenti nazionali, nelle loro ramificazioni regionali, e nei loro affari e malaffari. Purtroppo questa abitudine mentale è così radicata in milioni di persone che il solo dirvi il contrario è accolto da incredulità se non derisione. Ma è la verità, come andrò dimostrando di seguito. Letteralmente, ciò che tutti voi credete sia il potere non è altro che una serie di marionette cui il vero Potere lascia il cortiletto della politica con le relative tortine da spartire, a patto però che eseguano poi gli ordini ricevuti. Quegli ordini sono le vere decisioni importanti su come tutti noi dobbiamo vivere. E’ così da almeno 35 anni. In sostanza il punto è questo: combattere la serie C dei problemi democratici (tangentopoli, la partitocrazia, gli inciuci D’Alem-berlusconiani, i patti con le mafie, l’attacco ai giudici di questo o quel politico, le politiche locali dei pretoriani di questo o quel partito ecc.) è certamente cosa utile, non lo nego, ma non crediate che cambierà una sola virgola dei problemi capitali di tutti gli italiani, cioè dei vostri problemi di vita, perché la loro origine è decretata altrove e dal vero Potere. O si comprende questo operando un grande salto di consapevolezza, oppure siamo al muro.

Un colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile manovra il sistema da lontano. Spesso cancella decisioni democratiche, prosciuga la sovranità degli Stati e si impone ai governi eletti”. Il Presidente brasiliano Lula al World Hunger Summit del 2004.

E’ nell’aria.

Come ho detto, sarò specifico, ma si deve comprendere sopra ogni altra cosa che oggi il Potere è prima di tutto un’idea economica. Oggi il vero Potere sta nell’aria, letteralmente dovete immaginare che esiste un essere metafisico, quell’idea appunto, che ha avvolto il mondo e che dice questo: ‘Pochi prescelti devono ricevere il potere dai molti. I molti devono stare ai margini e attendere fiduciosi che il bene gli coli addosso dall’alto dei prescelti. I governi si levino di torno e lascino che ciò accada’.

Alcuni di voi l’avranno riconosciuta, è ancora la vecchia teoria dei Trickle Down Economics di Ronald Reagan e di Margaret Thatcher, cioè il Neoliberismo, cioè la scuola di Chicago, ovvero il purismo del Libero Mercato. Questa idea economica comanda ogni atto del Potere, e di conseguenza la vostra vita, che significa che davvero sta sempre alla base delle azioni dei governi e dei legislatori, degli amministratori e dei datori di lavoro. Quindi essa comanda te, i luoghi in cui vivi, il tuo impiego, la tua salute, le tue finanze, proprio il tuo quotidiano ordinario, non cose astruse e lontane dal tuo vivere. La sua forza sta nel fatto di essere presente da 35 anni in ogni luogo del Potere esattamente come l’aria che esso respira nelle stanze dove esiste. La respirano, cercate di capire questo, gli uomini e le donne di potere, senza sosta, dal momento in cui mettono piede nell’università fino alla morte, poiché la ritrovano nei parlamenti, nei consigli di amministrazione, nelle banche, nelle amministrazioni, ai convegni dove costoro si conoscono e collaborano, ovunque, senza scampo. Ne sono conquistati, ipnotizzati, teleguidati. Il Potere ha creato attorno a quell’idea degli organi potentissimi, che ora vi descrivo, il cui compito è solo quello di metterla in pratica, null’altro. Essi sono quindi la parte fisica del Potere, ma che per comodità chiamiamo il vero Potere.

Primo organo: Il Club.

Il primo organo del Potere è il Club, cioè il raggruppamento in posti precisi ed esclusivi dei veri potenti. Chi sono? Sono finanzieri, industriali, ministri, avvocati, intellettuali, militari, politici scelti con cura. Fate attenzione: questo Club non sta mai nei luoghi che noi crediamo siano i luoghi del potere, cioè nei parlamenti, nelle presidenze, nelle magistrature, nei ministeri o nei business. Esso è formato da uomini e da donne provenienti da quei luoghi, ma che si riuniscono sempre all’esterno di essi ed in privato. Come dire: quando quegli uomini e quelle donne siedono nelle istituzioni democratiche sono solo esecutori di atti (leggi, investimenti, tagli…) che erano stati da loro stessi decisi nel Club. Esso assume nomi diversi a seconda del luogo in cui si riunisce. Ad esempio: prende il nome di Commissione Trilaterale se i suoi membri si riuniscono a Washington, a Tokio o a Parigi (ma talvolta in altre capitali UE). I fatti principali della Trilaterale: nasce nel 1973 come gruppo di potenti cittadini americani, europei e giapponesi; dopo soli due anni stila le regole per la distruzione globale delle sinistre e la morte delle democrazie partecipative, realmente avvenute; afferma la supremazia della guida delle elite sulle masse di cittadini che devono essere “apatici” e su altre nazioni;  ha 390 membri, fra cui i più noti sono (passato e presente) Henry Kissinger, Jimmy Carter, David Rockefeller, Zbigniev Brzezinski, Giovanni Agnelli, Arrigo Levi, Carlo Secchi, Edmond de Rothschild, George Bush padre, Dick Cheney, Bill Clinton, Alan Greenspan, Peter Sutherland, Alfonso Cortina, Takeshi Watanabe , Ferdinando Salleo; assieme ad accademici (Harvard, Korea University Seoul, Nova University at Lisbon, Bocconi, Princeton University…), governatori di banche (Goldman Sachs, Banque Industrielle et Mobilière Privée, Japan Development Bank, Mediocredito Centrale, Bank of Tokyo-Mitsubishi, Chase Manhattan Bank, Barclays…)  ambasciatori, petrolieri (Royal Dutch Shell, Exxon…), ministri, industriali (Solvay, Mitsubishi Corporation, The Coca Cola co. Texas Instruments, Hewlett-Packard, Caterpillar, Fiat, Dunlop…) fondazioni (Bill & Melinda Gates Foundation, The Brookings Institution, Carnegie Endowment…). Costoro deliberano ogni anno su temi come ‘il sistema monetario’, ‘il governo globale’, ‘dirigere il commercio internazionale’, ‘affrontare l’Iran’, ‘il petrolio’, ‘energia, sicurezza e clima’, ‘rafforzare le istituzioni globali’, ‘gestire il sistema internazionale in futuro’. Cioè tutto, e leggendo i rapporti che stilano si comprende come i loro indirizzi siano divenuti realtà nelle nostre politiche nazionali con una certezza sconcertante.

Quando il Club necessita di maggior riservatezza, si dà appuntamento in luoghi meno visibili dei palazzi delle grandi capitali, e in questo caso prende il nome di Gruppo Bilderberg, dal nome dell’hotel olandese che ne ospitò il primo meeting nel 1954. I fatti principali di questa organizzazione: si tratta in gran parte degli stessi personaggi di cui sopra più molti altri a rotazione, ma con una cruciale differenza poiché a questo Gruppo hanno accesso anche politici o monarchi attualmente in carica, mentre nella Commissione Trilaterale sono di regola ex. Parliamo in ogni caso sempre della stessa stirpe, al punto che fu una costola del Bilderberg a fondare nel 1973 la Commissione Trilaterale. Il Gruppo è però assai più ‘carbonaro’ della Trilaterale, e questo perché la sua originaria specializzazione erano gli affari militari e strategici. Infatti, in esso sono militati diversi segretari generali della NATO e non si prodiga facilmente nel lavoro di lobbistica come invece fa la Commissione. La peculiarità dirompente del Bilderberg è che al suo interno i potenti possono, come dire, levarsi le divise ed essere in libertà, cioè dichiarare ciò che veramente pensano o vorrebbero privi del tutto degli obblighi istituzionali e di ruolo. Precisamente in questo sta il pericolo di ciò che viene discusso nel Gruppo, poiché in esso i desideri più intimi del Potere non trovano neppure quello straccio di freno che l’istituzionalità impone. Da qui la tradizione di mantenere attorno al Bilderberg un alone di segretezza assoluto. I partecipanti sono i soliti noti, fra cui una schiera di italiani in posizioni chiave nell’economia nazionale, cultura e politica. Non li elenco perché non esistendo liste ufficiali si va incontro solo a una ridda di smentite (una lista si trova comunque su Wikipedia). Un fatto non smentibile invece, e assai rilevante,  è la cristallina dichiarazione del Viscount Etienne Davignon, che nel 2005 fu presidente del Bilderberg, rilasciata alla BBC: “Agli incontri annuali, abbiamo automaticamente attorno ai nostri tavoli gli internazionalisti… coloro che sostengono l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la cooperazione transatlantica e l’integrazione europea.” Cioè: i primatisti del Libero Mercato con potere sovranazionale ( si veda sotto), e i padrini del Trattato di Lisbona, cioè il colpo di Stato europeo con potere sovranazionale che ci ha trasformati in cittadini che verranno governati da burocrati non eletti. Di nuovo, i soliti padroni della nostra vita, che significa decisioni inappellabili su lavoro, previdenza, servizi sociali, tassi dei mutui, costo della vita ecc., prese non a Palazzo Chigi o all’Eliseo, ma a Ginevra o a Brussell o nelle banche centrali, dopo essere state discusse al Bilderberg. Continua a leggere

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Velletri panorama
Image via Wikipedia
SCOMPARSA. Ombra, femmina Rottweiler di razza pura, 2 anni e mezzo, occhi castano scuri coda e pelo lungo. Amante dei Gatti e dei Bambini. Ha “studiato” e NON E’ AGGRESSIVA con l’Animale Uomo . Si è allontanata la notte di domenica nella zona di Velletri (Santo Tomao) ai confini con Cisterna di Latina e dispersa nelle campagne circostanti, avvisate le Autorità. (è cmq Vaccinata e Assicurata ad ogni eventualità). ha il microcip .. ha un collare di pelle gli strangoli me li ha strappati.
postato da balcopollonimbuteria per info http://www.facebook.com/profile.php?id=100000238340097
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come sono grandi…le persone quando muoiono…vorrei, almeno una volta, leggere un epitaffio del genere:  Era un gran figlio di puttana…”   Era un bastardo disonesto..”   Era una “mala” persona… Era un quaquaraqua…

Ok Ok…sono miei pensieri liberi…

Su Cossiga ho letto due commenti:  uno di Nando Dalla Chiesa e l’altro di Giulietto Chiesa, commenti  fuori dagli assordanti cori di questi giorni…pensieri onesti, sinceri…senza la nauseante retorica che sempre accompagna la  morte, li ripropongo…  (Lunarossa)

SARÒ ONESTO, NON MI MANCHERÀ

di Nando Dalla Chiesa – 18 agosto 2010
Sarò onesto: non mi mancherà. Guai se la pietà per la morte offuscasse la memoria e il giudizio che la memoria (viva, ben viva) porta con sé. Non esisterebbe più la storia. E dunque, parlando di Francesco Cossiga, rifiuterò il metodo che gli fu alla fine più congeniale: quello di ricordare i morti diffamandoli, dicendo di loro cose dalle quali non potevano difendersi. Fidando nel fatto che i familiari una cosa sapevano con certezza: che se avessero osato replicargli lui avrebbe inventato altri episodi sconvenienti ancora e poi li avrebbe dileggiati, forte della sua passata carica istituzionale e della compiaciuta docilità con cui la stampa ospitava ogni sua calunnia. Fece così con Moro, con Berlinguer, con il generale dalla Chiesa. Fece così con altri. Era nato d’altronde un autentico genere giornalistico, l’intervista a Cossiga, che consisteva nel mettergli davanti un microfono o un taccuino e ospitare senza fiatare le sue allusioni, le sue bugie. Da trasformare in rivelazioni storiche, provenienti dal loro unico e inesauribile depositario. Mi atterrò dunque ai fatti che tutti possono pubblicamente controllare. Perché ai tempi fui tra parlamentari che ne chiesero l’impeachement, anzitutto. Perché io il sistema   politico di allora, quello che chiamavo il regime della corruzione, lo volevo cambiare per davvero. Ma per renderlo conforme alla Costituzione e a un decente senso delle istituzioni. Perciò mi scandalizzavo nel vedere un capo dello Stato giocare soddisfatto al picconatore, conducendo una massiccia attività di diseducazione civica. Quando poi Cossiga si mise alla testa della lotta contro i giudici, minacciando, lui presidente del Csm, di farlo presidiare militarmente dai carabinieri avvalendosi delle sue prerogative di Capo supremo delle Forze armate, pensai che la misura era colma. Che l’uomo esprimeva una cultura golpista e che era nella posizione istituzionale per tradurla in realtà politica.

Le chiavi di casa e i giudici ragazzini
Perché titolai la storia di Rosario Livatino “Il giudice ragazzino”. Esattamente in polemica con lui, che delegittimava i giovani magistrati che in Sicilia sfidavano la mafia. A questi giudici ragazzini non affiderei neanche le chiavi di una casa di campagna, aveva detto. E Livatino, morto a trentotto anni, aveva compiuto le sue prime coraggiosissime inchieste quando di anni ne aveva ventotto. Avevo imparato dai racconti di mio padre che quando si ha a che fare con la mafia chi ha un grado superiore protegge chi sta sul posto, ci passeggia insieme in piazza perché tutti capiscano. Che non è solo, che ha dietro lo Stato. Lui, capo dei magistrati, aveva invece umiliato sprezzantemente proprio i giudici più esposti negli anni della mattanza. Perché mi astenni, unico nel centrosinistra, sulla fiducia al primo governo D’Alema. Non per oltranzismo ulivista, ma perché non ero certo entrato in parlamento per fare un governo con Cossiga e con ciò che lui rappresentava nella vita del paese e nella mia vita personale. Il testo dell’intervento pronunciato in quell’occasione è agli atti. Allora mi valse richieste di interruzione da sinistra e qualche stretta di mano (tra cui quella di Gianfranco Fini). Perché l’ho spesso citato – ma non quanto avrei voluto – nei libri, negli articoli o negli interventi che avevano per oggetto la vicenda di mio padre.

Veleni attorno a un sacrificio
Perché ho sempre trovato maramaldo quello spargergli veleno intorno dopo il suo sacrificio. Non ho mai capito se fosse il seguito dell’isolamento che il sistema aveva inflitto al prefetto dopo l’annuncio che sarebbe andato in Sicilia per combattere la mafia per davvero. Ricordo però   con certezza che Cossiga iniziò a colpirne l’immagine in vista del maxiprocesso presentandolo con naturalezza come iscritto alla P2. I giudici che avevano indagato a Castiglion Fibocchi, Gherardo Colombo e Giuliano Turo-ne, mi garantirono che loro nella lista quel nome non l’avevano trovato. Lui insisté contro ogni atto giudiziario e parlamentare (della storia ho reso i particolari su“In nome del popolo italiano”, biografia postuma di mio padre, nel 1997). Finché anni dopo ancora raccontò la sua pazzesca verità: per proteggere mio padre Colombo e Turone, giudici felloni, avevano strappato un foglio dall’elenco. Non smise mai di raccontarlo. Così come, per sminuire il lavoro di Giancarlo Caselli e di mio padre contro il terrorismo, sostenne un giorno, poco dopo l’avviso di garanzia per Andreotti a Palermo, che il vero merito del pentimento di Patrizio Peci fosse di un maresciallo delle guardie carcerarie di Cuneo. Costui venne da lì lanciato pubblicamente in orbita giornalistica e   televisiva per seminare nuove e inverosimili calunnie su mio padre, alcune delle quali si sono ormai purtroppo depositate negli atti giudiziari (tra i quali rimane però anche, a Palermo, il testo della controaudizione da me richiesta). Altro verrebbe da dire, dalla memoria di Giordana Masi uccisa in quella famigerata manifestazione del ‘77 zeppa di infiltrati in armi, al contrasto avuto con lui in Senato,dai banchi della Margherita, sui fatti della Diaz, che lui, sedicente garantista, avallò senza scrupoli. Come e più che con Giovanni Leone, che non ebbe comunque le sue colpe, avremo probabilmente un mieloso coro di elogi. Poiché l’uomo ha incarnato alla perfezione la qualità media della nostra politica questo è assolutamente naturale. Certo non si porterà nell’aldilà solo i segreti veri di questa Repubblica. Si porterà anche i segreti da lui inventati, le trame inesistenti fatte intravedere, le panzane spacciate per misteri. Riposi in pace, e che nessuno faccia a lui i torti che lui fece alle vittime della Repubblica.

Tratto da: Il Fatto Quotidiano

IN MORTE DI FRANCESCO COSSIGA

di Giulietto Chiesa – Megachip – 18 agosto 2010
È morto il picconatore. Ha vissuto, da protagonista, alcuni dei momenti peggiori della nostra vita nazionale. Il giorno del rapimento di Aldo Moro era ministro degl’Interni della Repubblica italiana. Carica alla quale nessuno è mai acceduto senza il consenso di Washington. Ha passato il resto della sua vita a cancellare le tracce. Ha detto, a questo scopo, qualche verità, immergendola in rivoli di inquinamenti, messaggi trasversali, menzogne e calunnie.

Aveva però un inestinguibile senso di colpa, che originava le sue depressioni periodiche, e le sue “rivelazioni”. Fu, dunque, un uomo di potere a metà, perchè gli uomini di potere non hanno sensi di colpa e non hanno nulla da rivelare.

Fu dunque più trasparente di quanto egli stesso pensasse di sé. Lo provano le lettere che ha lasciato scritte per le più alte cariche dello Stato. Entrando nella tomba, forse, ha voluto liberarsi di una parte del suo fardello. Ma, se conterranno verità, non potranno che essere avvelenate, come lo fu la sua vita da quel tragico – per tutti noi – 1978.

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Come si dovrebbe rispondere alle domande di carattere politico – ad es. sulla LEGGE ELETTORALE
by Bruno Aprile on Thursday, August 12, 2010 at 3:56pm

Perché altrimenti si rischia di buttare via un mare di tempo appresso a gente che ha altri obiettivi o che non è in grado di cambiare una sola virgola di questo strano sistema politico/rappresentativo… sistema che va invece necessariamente cambiato!

Discutiamo pure fino a che vogliamo, scambiamo tutte le opinioni che vogliamo… ma a chiare domande si dovrebbero dare chiare risposte!

Esempio di domanda (fra tante):

“Come pensa il popolo sovrano di ripristinare, come era in origine, l’attuale legge elettorale – palesemente illegittima?”

Io ho risposto spesso/rispondo:

“Con l’astensionismo attivo, o rifiuto motivato della scheda elettorale (v. nota in calce che descrive in cosa consiste e v. link in coda alla nota che mostra un esempio pratico), e poi si propone che venga ripristinata come in origine attraverso una Petizione popolare ai sensi dell’art. 50 Cost.”

Esempio di altra risposta (ne ho lette un’infinità di risposte simili in giro per il Web):

“Ma il voto è un diritto/dovere del cittadino! ed io non rinuncerò mai al mio diritto ed al mio dovere civico!”

Ragioniamo:

Quando qualcuno fa una domanda attende una risposta esaustiva e nella fattispecie la domanda chiede una soluzione o un’iniziativa. Rispondere come nell’esempio citato sopra: “Il voto è un diritto e un dovere” senza null’altro aggiungere non è una risposta!… applicata alla domanda citata nell’esempio… perché oltre ad essere discutibile non propone nulla… nessuna soluzione!

In quanto al VOTO per la scelta dei rappresentanti in Parlamento… quale diritto/dovere:

Io cittadino sovrano posso anche scegliere di non esercitare un diritto se questo viene modificato da qualcuno contro la mia volontà e contro la Costituzione italiana (LEGGE FONDAMENTALE) ed in quanto al dovere… io cittadino sovrano ho il DOVERE di scegliere un parlamentare con un volto, un nome ed un cognome… NON UN PARTITO! E’ chiaro anche questo?

Buona riflessione e buona giornata a tutti, sperando in un silenzio o in risposte sensate alle mie domande nel prossimo futuro (io sono disponibilissimo al dibattito ma non a perdere tempo con chi pensa di fare il furbo – e mi riferisco a quelli in mala fede… che sanno di essere in mala fede).

N.B. Tengo a ribadire che la mia presa di posizione è anche dovuta, oltre alla convinzione che il popolo non esercita la sua sovranità solo con un voto ogni 5 anni, al fatto che NON CREDO A MAGGIORANZE ED OPPOSIZIONI ma ad una CASTA di persone dentro e fuori la politica che hanno il solo obiettivo di sfruttare il popolo (e se son giunto a tale convinzione un motivo c’è… perché fino a 4 legislature fa ho sempre votato). Poi ognuno è libero di credere alle fesserie che vuole o che gli vengono propinate dai politicanti per i quali sbavano ma non di prendere per il culo la gente.

___________

COME SI ESERCITA L’ASTENSIONISMO ATTIVO

Si va alla sezione elettorale con il documento di identità valido, il certificato elettorale e due copie di una dichiarazione scritta (a mano o a computer) e sottoscritta con la quale si dice:

“Rifiuto la scheda elettorale perché non mi sento rappresentato da nessuno dei partiti elencati in quanto nessuno di essi ha mai proposto, in 5 anni di tempo trascorso, l’abrogazione dell’attuale legge elettorale palesemente in contrasto con gli artt. 56 e 58 della Costituzione italiana, e quindi illegittima. Non lo ha fatto nessuno né attraverso la Corte Costituzionale e né attraverso Referendum ai sensi dell’art. 75 Cost.”

Una volta entrati nella sezione elettorale e davanti agli addetti ai lavori si presenta il documento di identità, il certificato elettorale e le due copie della dichiarazione scritta (v. sopra) e si dirà semplicemente a chi vi sta davanti: “Rifiuto la scheda elettorale e le motivazioni sono esposte qui… questa copia è per voi e se in questa mi mette il timbro che avrebbe dovuto mettere sul certificato elettorale la saluto”.

Così facendo non si disturbano le elezioni, perché non si farà nessuna polemica, e l’addetto ai lavori non ha nessuna ragione per contestarvi nulla (se è intelligente deve solo mettere il timbro sulla copia che porterete a casa con voi e salutarvi).

Per completare l’opera scrivete in calce alla dichiarazione la dicitura con la quale chiedete espressamente che tale motivazione sia messa a verbale (un esempio di astensionismo attivo lo troverete qui: http://picasaweb.google.com/brunoaprile.aprile/Bruno#5453814358316846450)

http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/27915237722

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Nessun Big Bang, nessuna fine Una nuova teoria per l'UniversoIl nostro cosmo non ha avuto un momento iniziale e non morirà: è in continua evoluzione, mentre massa, tempo e spazio possono convertirsi l’uno nell’altro. Fa discutere lo studio di un ricercatore di Taiwan, che permette di risolvere molti misteri, ma presenta alcune incoerenze –  di LUIGI BIGNAMI

NESSUN inizio, nessuna fine, ma un Universo in continua evoluzione, dove massa, tempo e spazio possono convertirsi l’uno nell’altro. Un Universo dunque, senza Big Bang e senza fine. Questo è il cosmo in cui viviamo, così come lo ha concepito e definito Wun-Yi Shu della National Tsing Hua University di Taiwan, che permette di risolvere molti problemi ancora aperti della teoria oggi comunemente accettata, che vuole che l’Universo in cui viviamo sia nato dal Big Bang.

Nell’Universo di Shu sono quattro gli elementi in contrasto con l’attuale teoria dell’evoluzione del cosmo e che ne danno una nuova visione. Il primo: la velocità della luce e la “costante gravitazionale” non sono costanti, ma variano con il tempo. Il secondo: il tempo non ha avuto né inizio, né fine, quindi non c’è stato alcun Big Bang. Il terzo: la sezione spaziale dell’Universo è paragonabile ad una sfera a più di tre dimensioni, un’immagine inconcepibile con la fantasia umana, ma che si spiega solo matematicamente. Il quarto, infine: l’Universo vede momenti di accelerazione e decelerazione nella sua espansione.

L’ipotesi di Shu vede da una nuova prospettiva le entità che stanno alla base dell’Universo, in  quanto il tempo e lo spazio si possono convertire l’uno nell’altro con la velocità della luce come fattore di conversione. La massa e la lunghezza sono anch’esse intercambiabili: la conversione dipende dalla “costante gravitazionale”, che è variabile nel tempo, e dalla velocità della luce, anch’essa variabile. Secondo questa nuova complessa visione, quando l’Universo è in espansione il tempo si converte in spazio e la massa in lunghezza. Quando l’Universo si contrae avviene il contrario.

“Nella mia visione dell’Universo la velocità della luce è un fattore di conversione tra il tempo e lo spazio, in quanto è semplicemente una delle proprietà della geometria dello spazio-tempo”, spiega Shu, il quale continua: “Poiché l’Universo è in espansione si può ipotizzare che in fattore di conversione vari in rapporto a tale espansione e dunque la velocità della luce varia con il tempo cosmico”.

Questa nuova concezione del cosmo in cui viviamo, tra l’altro, dà modo di spiegare la sua espansione senza ricorrere all’”energia oscura” che, secondo i canoni attuali, compone il 73% dell’Universo (il 23% è materia oscura e solo il 4% è materia ordinaria, quella di cui sono composte le stelle, i pianeti e tutto l’Universo visibile). Dell’energia oscura non si sa nulla e rimane il più grande mistero per gli scienziati.

Alcune critiche, tuttavia, sono già state mosse alla nuova teoria. Le più vigorose vengono da Michael Drinkwater, astronomo alla Univesity of Queelsland, il quale sottolinea come vi siano numerose prove che la velocità della luce è costante e non cambia con il tempo come sostiene Shu. La quantità di idrogeno, elio e altri elementi presenti nell’Universo, inoltre, sono coerenti con la nascita dell’Universo attraverso il Big Bang. Un’altra problematica riguarda la “radiazione cosmica di fondo” che, nel modello del Big Bang, corrisponde alla radiazione residua delle fasi iniziali della creazione dell’Universo e ne è considerata una conferma chiave. Shu è consapevole di queste controversie, ma secondo l’astrofisico è solo una questione di tempo e anch’esse troveranno una spiegazione nell’Universo infinito.

03.08.10 – Repubblica.it

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NEURONIATTIVI: RICORDIAMONE I MOTIVI, RICORDEREMO CARLO.

di Giandiego Marigo

Siamo in un tunnel, in cui ci tocca commemorar quotidianamente eroi morti, mentre vorremmo scambiare due chiacchiere con amici vivi.

Personalmente odio la retorica e rifuggo i rancorosi slogan che grondano vendetta.

Giuliani vedeva un mondo diverso da questo…era in piazza per un mondo migliore…e questo conta…il motivo per cui tutti quei ragazzi erano a Genova.

Oggi si vuol raccontarla parlando di equanime divisione delle responsabilità e per fare questo, per raccontare una storia diversa si usano tutte le armi possibili, giornali e pensatori…oggi tocca al Corriere della Sera deliziarci con le proprie analisi storiche raffinate che vedono Carlo come assalitore e chi la ucciso in palese legittima difesa…non è così, ma ci riproveranno ad ogni scadenza d’anno.

Ve la racconteranno un po’ diversa…sino a che vi abituerete all’idea che sia andata proprio come ve la raccontano.

Spesso nella storia di questo paese è andata così, ma, come spesso accade troveranno sempre qualcuno che ricorda, qualcuno che la racconta giusta, questa è la forza della testimonianza, questa è la forza della memoria.

Esiste un rischio però a mio umilissimo parere ed è qullo di ricordare il cordoglio e dimenticare i motivi, ho visto davvero troppi compagni morire nel mio percorso ed ho sentito troppe volte quel “Pagherete caro! Pagherete tutto!” , pieno di rabbia, denso di motivi, ma difficilmente realizzato.

Io credo che ci sia un modo di farla pagare al sistema, al potere che, così spesso, è ricorso all’omicidio per tentare di imporci il silenzio. Un modo che per giunta è denso di positività, scevro dal gioco inutile dell’accumulo di odio e la vendetta, liberato dalla rabbia che spesso produce mostri. Si badi ci sono motivi per la rabbia essa è fertilizzante e ha la sua ragione d’essere, ma la Rabbia è improdittiva ed è un’emozione negativa come la Paura, come lei è energivora e distrae dal senso e dal fine.

Dicevamo esiste un modo ed è ricordare, portare avanti il senso, i motivi profondi che portarono tanti nostri Fratelli ad essere con noi in quelle piazze dove fu loro rubata la vita.

Questa “volontà” di continuare, quaesta “caparbietà” nel ritrovare il senso ed i motivi è “positiva”, “costruttiva” e si muove nel senso del destino, accompagnandolo, liberandolo dei bisogni di punizione e dell’odio vendicativo, che per contro sono “negatività”. Questo modo di pensare non è liquidatorio, ma si muove nel senso di quello che quei ragazzi che erano in piazza a Genova avevano discusso nei giorni precedenti agli scontri…ed è la maggiore eredità che Giuliani e chi prima di lui ci hanno lasciato. I motivi per cui morirono e non la loro morte che di per sé è immanente come per tutti. Ed è passaggio persino per loro.

I motivi…il senso di quello che stiamo facendo, dovremmo averlo presente sempre e molto di più, perchè senza nulla ha alcuna ragione d’essere.

La discussione che caratterizzò il movimento che era in quei giorni a Genova fu ed è fondamentale quella “Varietà” che caratterizzava quel Moovement era l’importante.

Lì risiedeva il cambiamento e lì stava l’essenziale, in quella connessione fra Spiritualità e desiderio di eguaglianza…in quella capacità di parlarsi e dirsi cose  a prescindere dalle appartenenze e dai percorsi, l’essere lì tutti insime in quel Movimento dei movimenti era la verà novità…il messaggio! Ricordiamo questo messaggio, raccogliamolo e portiamolo dovunque, questo è quanto Carlo merita, non la rabbia, non l’odio di pochi amici che diventano sempre meno, ma il gonfiarsi di quel movimento in cui credeva…la trasmissione di quel messaggio ch’era tantoimportante da morirci. Non fermiamoci al dolore, andiamo dietro e scopriremo il senso, l’insegnamento. Quanta di quella forza è rimasta oggi, quanto di quel messaggio è passato? Eppure in quello stava tutto il motivo…e se lo cercheremo è ancora lì dove è sempre stato…perchè è molto più grande di noi e delle nostre miserie, dei nostri dolori e soprattutto dei nostri rancori e i nostri odi. Non racconterò ancora una volta quella giornata, molti lo faranno oggi, con maggiore precisione di quanto potrei io

 

 

 

Io vi ricorderò i motivi per cui Carlo era lì e tanti, tanti, tantissimi insieme a lui.

GENOVA, FIRENZE, ROMA…E POI?

Genova, Firenze, Roma…
Puerto Alegre…e Bombay
Mille più mille città che hanno parlato…
Cosa hanno detto al vostro…
al nostro cuore
A quella parte di voi che scalda dentro.
Ed il canto e l’urlo e la preghiera
D’un milione…e più
di menti illuminate
Ha fatto l’onda nell’anima del mondo…
Come una vibrazione…
Un lampo di energia ci ha scossi
Dire non basta più
Pensare, ritenere non è più sufficiente
Ora è motivazione vera,
questa è teoria
In strada ora si scrive nella storia
Un fatto nuovo,
alfin buona novella
Da mille e mille gole si è spiegata
Se al vostro orecchio ancora non è giunta
Senz’altro vostra anima ne è scossa

L’IMPOSSIBILE

Non esiste…
davvero non può…
esistere l’impossibile
Voglio un mondo dove Francesco parli con Guevara
Loro han molto da dirsi.
Loro possono capirsi
Voglio un mondo dove il denaro
Non stia al centro…
sugli altari
altri son quelli che noi dovremmo adorare
Voglio un mondo dove l’amore non sia un concetto astratto
Ma sia! Di fatto,
nelle cose, in un mondo rifatto
Voglio un mondo che sappia , ovunque,
apparecchiar la tavola
Ogni sera, nell’ora della cena
Voglio un mondo senza guerra!!
Voglio Iddio sulla terra!!
Voglio un mondo che non giochi con la catena della vita
Lo vorrei per i miei figli,
per il mio gatto
A misura di ognuno
a vantaggio di nessuno
Non può esistere e davvero non esiste…l’impossibile
PERCHE’ IO CREDO
Che tutto questo possa
Essere vero

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

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