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NEURONIATTIVI: RICORDIAMONE I MOTIVI, RICORDEREMO CARLO.
di Giandiego Marigo
Siamo in un tunnel, in cui ci tocca commemorar quotidianamente eroi morti, mentre vorremmo scambiare due chiacchiere con amici vivi.
Personalmente odio la retorica e rifuggo i rancorosi slogan che grondano vendetta.
Giuliani vedeva un mondo diverso da questo…era in piazza per un mondo migliore…e questo conta…il motivo per cui tutti quei ragazzi erano a Genova.
Oggi si vuol raccontarla parlando di equanime divisione delle responsabilità e per fare questo, per raccontare una storia diversa si usano tutte le armi possibili, giornali e pensatori…oggi tocca al Corriere della Sera deliziarci con le proprie analisi storiche raffinate che vedono Carlo come assalitore e chi la ucciso in palese legittima difesa…non è così, ma ci riproveranno ad ogni scadenza d’anno.
Ve la racconteranno un po’ diversa…sino a che vi abituerete all’idea che sia andata proprio come ve la raccontano.
Spesso nella storia di questo paese è andata così, ma, come spesso accade troveranno sempre qualcuno che ricorda, qualcuno che la racconta giusta, questa è la forza della testimonianza, questa è la forza della memoria.
Esiste un rischio però a mio umilissimo parere ed è qullo di ricordare il cordoglio e dimenticare i motivi, ho visto davvero troppi compagni morire nel mio percorso ed ho sentito troppe volte quel “Pagherete caro! Pagherete tutto!” , pieno di rabbia, denso di motivi, ma difficilmente realizzato.
Io credo che ci sia un modo di farla pagare al sistema, al potere che, così spesso, è ricorso all’omicidio per tentare di imporci il silenzio. Un modo che per giunta è denso di positività, scevro dal gioco inutile dell’accumulo di odio e la vendetta, liberato dalla rabbia che spesso produce mostri. Si badi ci sono motivi per la rabbia essa è fertilizzante e ha la sua ragione d’essere, ma la Rabbia è improdittiva ed è un’emozione negativa come la Paura, come lei è energivora e distrae dal senso e dal fine.
Dicevamo esiste un modo ed è ricordare, portare avanti il senso, i motivi profondi che portarono tanti nostri Fratelli ad essere con noi in quelle piazze dove fu loro rubata la vita.
Questa “volontà” di continuare, quaesta “caparbietà” nel ritrovare il senso ed i motivi è “positiva”, “costruttiva” e si muove nel senso del destino, accompagnandolo, liberandolo dei bisogni di punizione e dell’odio vendicativo, che per contro sono “negatività”. Questo modo di pensare non è liquidatorio, ma si muove nel senso di quello che quei ragazzi che erano in piazza a Genova avevano discusso nei giorni precedenti agli scontri…ed è la maggiore eredità che Giuliani e chi prima di lui ci hanno lasciato. I motivi per cui morirono e non la loro morte che di per sé è immanente come per tutti. Ed è passaggio persino per loro.
I motivi…il senso di quello che stiamo facendo, dovremmo averlo presente sempre e molto di più, perchè senza nulla ha alcuna ragione d’essere.
La discussione che caratterizzò il movimento che era in quei giorni a Genova fu ed è fondamentale quella “Varietà” che caratterizzava quel Moovement era l’importante.
Lì risiedeva il cambiamento e lì stava l’essenziale, in quella connessione fra Spiritualità e desiderio di eguaglianza…in quella capacità di parlarsi e dirsi cose a prescindere dalle appartenenze e dai percorsi, l’essere lì tutti insime in quel Movimento dei movimenti era la verà novità…il messaggio! Ricordiamo questo messaggio, raccogliamolo e portiamolo dovunque, questo è quanto Carlo merita, non la rabbia, non l’odio di pochi amici che diventano sempre meno, ma il gonfiarsi di quel movimento in cui credeva…la trasmissione di quel messaggio ch’era tantoimportante da morirci. Non fermiamoci al dolore, andiamo dietro e scopriremo il senso, l’insegnamento. Quanta di quella forza è rimasta oggi, quanto di quel messaggio è passato? Eppure in quello stava tutto il motivo…e se lo cercheremo è ancora lì dove è sempre stato…perchè è molto più grande di noi e delle nostre miserie, dei nostri dolori e soprattutto dei nostri rancori e i nostri odi. Non racconterò ancora una volta quella giornata, molti lo faranno oggi, con maggiore precisione di quanto potrei io

Io vi ricorderò i motivi per cui Carlo era lì e tanti, tanti, tantissimi insieme a lui.
GENOVA, FIRENZE, ROMA…E POI?
Genova, Firenze, Roma…
Puerto Alegre…e Bombay
Mille più mille città che hanno parlato…
Cosa hanno detto al vostro…
al nostro cuore
A quella parte di voi che scalda dentro.
Ed il canto e l’urlo e la preghiera
D’un milione…e più
di menti illuminate
Ha fatto l’onda nell’anima del mondo…
Come una vibrazione…
Un lampo di energia ci ha scossi
Dire non basta più
Pensare, ritenere non è più sufficiente
Ora è motivazione vera,
questa è teoria
In strada ora si scrive nella storia
Un fatto nuovo,
alfin buona novella
Da mille e mille gole si è spiegata
Se al vostro orecchio ancora non è giunta
Senz’altro vostra anima ne è scossa
L’IMPOSSIBILE
Non esiste…
davvero non può…
esistere l’impossibile
Voglio un mondo dove Francesco parli con Guevara
Loro han molto da dirsi.
Loro possono capirsi
Voglio un mondo dove il denaro
Non stia al centro…
sugli altari
altri son quelli che noi dovremmo adorare
Voglio un mondo dove l’amore non sia un concetto astratto
Ma sia! Di fatto,
nelle cose, in un mondo rifatto
Voglio un mondo che sappia , ovunque,
apparecchiar la tavola
Ogni sera, nell’ora della cena
Voglio un mondo senza guerra!!
Voglio Iddio sulla terra!!
Voglio un mondo che non giochi con la catena della vita
Lo vorrei per i miei figli,
per il mio gatto
A misura di ognuno
a vantaggio di nessuno
Non può esistere e davvero non esiste…l’impossibile
PERCHE’ IO CREDO
Che tutto questo possa
Essere vero
....birra? Posted 1 week, 2 days ago. Add a comment

Afghanistan. Tre militari italiani feriti: uno è grave. Colpiti durante un conflitto a fuoco
.
KABUL – Tre militari italiani sono rimasti feriti questa mattina nel corso di un conflitto con ribelli afghani a Bala Murghab, una delle aree da sempre più pericolose della regione occidentale dell’Afghanistan.
Al momento dello scontro militari italiani erano impegnati in un’attività a supporto delle forze di sicurezza afgane. Dei tre feriti, uno è grave ed ha riportato lesioni a un polmone e a una spalla; le condizioni di un altro vengono definite serie, per lesioni all’inguine, mentre il terzo non sarebbe grave.
Poche ore prima, un’autobomba lanciata a velocità contro un veicolo della polizia afgana ha provocato il ferimento di tre agenti. E’ accaduto alle 6.30 (le 3.55 in Italia) nei pressi dell’ingresso sud del Rc-W, la base del Regional Command West di Herat, il Comando regionale occidentale della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (l’Isaf) che è sotto responsabilità italiana. Nessun nostro connazionale è rimasto coinvolto nell’attentato, mentre tre agenti di polizia afgani sono rimasti feriti.
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Questa guerra crudele che non chiamiamo guerra, ma “Missione di Pace”.
Una mobilitazione pacifista a fasi alterne, quando non faccia troppo caldo…con un racconto che definisce gesta eroiche lo sporco lavoro del soldato, solo perchè a pretesto si innalza una bandiera…a volte capita, in un contesto del genere di morire o d’essere feriti.
A volte capita che colui contro cui spari, che vuoi cacciare dalla sua terra, che vuoi colonizzre, a cui vuoi insegnare la tua vita, reagisca ed allora lo chiamiamo bandito e lo mettiamo al muro e facciamo dei giovani che mandammo a sacrificio eroi avvolti nelle bandiere e riportati a casa sugli scudi…dimenticandoci di mille altri eroi che ogni giorno muoiono dall’altra parte, per le ragioni di chi perde
Scordandoci di coloro che muiono ogni giorno in casa nostra sulle assi di un cantiere o sul cemento annerito di un’acciaieria. Pesi e misure, punti di vista…per descrivere un ferimento, per descrivere una morte.
....birra? Posted 1 week, 6 days ago. Add a comment
di Roberto Carnero
Gli Azzurri sconfitti ai Mondiali di calcio sono l’icona di un Paese perdente anche in molti altri settori». Così Nadia Urbinati, docente di Scienze Politiche alla Columbia University di New York, che continua: «Purtroppo non è soltanto il campionato di calcio quello in cui l’Italia oggi soccombe. Sono molte le “coppe del mondo” che stiamo vedendo sfumare: dall’economia alla cultura, non siamo messi affatto bene». La sconfitta della nazionale rientra dunque in un corso degli eventi che da qualche anno a questa parte – guarda caso da quando al governo c’è Lui – ha preso una piega decisamente negativa. Certo, c’è Silvio Berlusconi con il suo uso personalistico della politica, ma c’è anche un Paese profondamente diviso, una «squadra Italia» poco coesa al suo interno e poco incisiva nei confronti dell’esterno. Ne parliamo con Nadia Urbinati perché sta preparando un saggio sull’individualismo nella società moderna (che uscirà a fine anno da Laterza) e perché il suo ultimo libro, “Lo scettro senza il re” (Donzelli 2009), affrontava proprio il tema della partecipazione popolare nelle democrazie rappresentative e dell’azione indiretta dei cittadini (a livello di controllo e di stimolo) sull’azione della classe politica. Professoressa Urbinati, dunque di che cosa è sintomo la sconfitta della nazionale? «Di un’Italia che non sa scommettere sui propri talenti, su quelli più creativi e originali. Si lasciano a casa Cassano e Balotelli, perché hanno personalità, diciamo così, meno convenzionali, e si punta sul già noto, su ciò che ha funzionato in passato, ma non è detto che funzioni per il futuro. Come i fatti hanno dimostrato». L’Italia di oggi le appare così? «Purtroppo sì. Appare in questi termini soprattutto a chi la osservi dall’esterno. Un Paese fermo, immobile, timoroso. Il dinamismo berlusconiano è solo la maschera di un conservatorismo spinto. L’Italia sembra sempre più una nazione autoreferenziale. Lo vedo in queste settimane in cui mi trovo in Italia guardando i tg e leggendo i giornali: molte beghe politiche, molto gossip, pochissimo interesse per ciò che succede fuori dal nostro Paese, ma con cui dobbiamo inevitabilmente confrontarci se non vogliamo rimanere indietro». Quanto conta la fortuna (o, se vogliamo, il suo contrario) nel risultato di una squadra, che sia di calcio o di governo? Glielo chiedo perché Berlusconi non sembra essere stato molto fortunato. Tra catastrofi naturali, politiche ed economiche, a livello nazionale e planetario, da quando è al governo il Cavaliere ne sono capitate di tutti i colori… «Machiavelli nel “Principe” sosteneva che il successo dell’azione politica dipende per una metà dalla “virtù”, cioè dalle doti, dalle capacità di chi governa, e per l’altra metà dalla fortuna, cioè dal caso. Ma non è che quest’ultima componente sia qualcosa di assolutamente imponderabile: Machiavelli dice infatti che attraverso la “virtù” la “fortuna” può essere domata e indirizzata. La dote dote principale di chi governa consiste nel comprendere quali sono i problemi più urgenti, le sfide più importanti, le priorità da affrontare nell’azione politica. La politica italiana non sembra capace di cogliere le cose importanti. E così si rischia di perdere i treni che passano». A cosa si riferisce in particolare? «Faccio un solo esempio. Uno Stato che in un momento storico come questo taglia drasticamente i fondi a scuola, università e istituzioni culturali, dimostra di non aver capito nulla su come si possa uscire da un momento di crisi. Perché così facendo rinuncia al suo futuro. Tagliare in questi settori così strategici come la ricerca e l’istruzione significa tarpare le ali all’intelligenza e alla creatività, puntare su un Paese non di creatori, ma di semplici consumatori, favorire la docilità e il conformismo, più che l’originalità, il genio, il talento. Perché queste sono cose che si sviluppano là dove è accolto e valorizzato lo spirito critico. Ma questo, di segno del tutto opposto, è forse proprio il progetto consapevole di chi sta oggi al governo in Italia: gente che pensa soltanto ai propri interessi personali e non al bene della nazione che ha avuto il mandato di amministrare nel miglior modo possibile. Cosa che sfido chiunque ad affermare che stia avvenendo. Oltre al malgoverno, però, c’è anche qualcos’altro, a mio avviso è ancora più grave». Cioè? «Il totale disprezzo delle regole, comprese quelle fissate dalla Costituzione. Domina l’idea che ogni limite si possa aggirare, che tutto si possa comprare. Così si fa ministro un signore per evitargli un processo: vedi Aldo Brancher. Ma, per tornare ai mondiali, anche una battuta come quella di Bossi, per cui l’Italia si sarebbe comprata la vittoria contro la Slovacchia, è sintomatica e anche dannosa». In che senso? «È sintomatica di quella mentalità diffusa di cui parlavo, cioè dell’idea che con i soldi si possa sistemare tutto. Ed è dannosa perché rimanda all’immagine di un’Italia corrotta, in cui domina l’illegalità. Dico dannosa perché rafforza una percezione negativa del nostro Paese, che ha oggettivamente alcuni problemi di criminalità organizzata, presso i possibili investitori esteri: i quali così rimangono perplessi e sempre più riluttanti a portare i capitali dell’industria in uno Stato che non offre le minime garanzie». Ma a Bossi forse fa gioco veicolare proprio questa immagine negativa dell’Italia, visto che lui si riconosce nella fantomatica Padania… «Trovo che questa sia una cosa davvero ridicola, soprattutto quando sento parlare Bossi e altri esponenti della Lega Nord di secessione. È ridicolo che una formazione politica fomenti sentimenti di odio all’interno di una nazione. Soprattutto uno come Bossi: che coerenza ha un uomo che grida “Roma ladrona” e poi siede a Palazzo Chigi? Nessuno gli fa notare l’insensatezza, l’intrinseca contraddizione di un simile comportamento?».
26 giugno 2010 – L’Unità.it
....birra?

Non ci sarebbe mai stato un “papi” senza una mami così. Così diversa da quell’altra, Mami di “Via col vento”, che ammoniva “miss Rosella” a non fare troppo la sfacciata con gli uomini e mantenere un certo contegno nel mostrarsi. Invece Anna, mami di Noemi, per i 19 anni di sua figlia le ha gioiosamente permesso di rifarsi naso, bocca e seno. Di trasformarsi nel clone di albe, nine, loredane. E dire che la cosa più bella che un uomo può dire a una donna è “non sei uguale a nessuna”. Ma i canotti sono strumenti di lavoro: Noemi oggi dice che vuol fare televisione o cinema, recedendo dalle ambizioni parlamentari cui aveva accennato l’anno scorso in occasione del suo debutto mediatico: i 18 anni più famosi d’Italia, a Casoria, con il premier a domicilio e le desolate dichiarazioni di Veronica Lario. “Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni”, disse la ex first lady dopo aver spiegato quel che pensava delle candidate veline del Pdl.
Questa mamma in piume di struzzo che al party milanese per il compleanno della sua bambina le ha infilato un cubetto di ghiaccio nella scollatura, quale vita s’immagina per lei? Forse è felice di vederla su “Novella 2000” o su “Chi” dove Alfonso Signorini le prepara servizi preconfezionati. Tette finte, fidanzati finti: ma va bene così. Lo scopo finale, la meta suprema, è la notorietà: non c’è una spiegazione diversa. Altrimenti questo immane sforzo mediatico, di promozione, di marketing scopo vendita, non avrebbe senso. Ci è capitato qualcosa di davvero brutto se i genitori pensano che la felicità dei loro figli sia essere famosi per forza, senza se e senza ma.
Se i sogni non sono l’amore ma le copertine, non sono una vita professionale appagante ma qualche foto scollacciata. Se, a scandalo scoppiato, una mamma non si preoccupa di proteggere sua figlia ma si affanna a rilasciare interviste. Se sempre la suddetta mamma sulla mancata presenza di un signore di 73 anni alla festa di sua figlia nemmeno ventenne ci tiene a precisare: “E chi l’ha detto che Silvio ci snobba?” Passata la bufera, vedrete…” Al The club, dove si è svolta la rappresentazione ad uso giornalistico del genetliaco, Carlo Fumo - l’amico regista – ha detto: “Basta con i falsi moralismi”. Perbacco, basta. E quale sarebbe la morale autentica? Faust – che al diavolo aveva venduto l’anima sua, non quella della prole – era un dilettante.
Da il Fatto Quotidiano
....birra? Posted 2 months, 1 week ago. Add a comment

Durante la giornata di oggi è stato pubblicato qui su nr un articolo anonimo, il quale denunciava presunti abusi fatti del gruppo fb .
Ci teniamo a precisare, che tutti gli articoli che vengono pubblicati anonimi vengono rimossi e non lo facciamo per legge ma per correttezza.
invitiamo tutti prima di pubblicare a leggere le istruzioni d’uso, il link si trova sulla sinistra della home.
Poco dopo la pubblicazione c’è stato un commento e una reazione di un personaggio di julietnews (perlomeno cosi si presenta) un certo Germano Milite, direi incazzatissimo, evidentemente è stato colpito o nell’onore nel portafoglio.
Nel suo commento, come potete leggere sotto,, dice falsità prima su di noi (in quanto non solo ci sono tutti i riferimenti ma anche numeri telefonici, molto probabilmente anche un po’ poco informato… , essendo un sito si ha sicuramente tutti i dati …e forse non sa che esiste un modello lar per i siti internet italiani da riempire).
Chiaramente ha ragione, non si pubblica articoli anonimi e l’abbiamo tolto, cio non vuol dire che si possa permettere di scrivere cio che ha scritto quindi passibilissimo di denuncia da parte nostra e ci riserviamo di farla.
Piuttosto riteniamo importante ( stiamo contattando l’autore ) che quella lettera aperta venga pubblicata, in quanto denuncia un ( ma c’è ne sono tanti) abuso speculativo di un gruppo fb.
Se è vero cio che ha scritto un certo Andrea siamo disponibilissimi a ripubblicarla, in quanto non ci facciamo intimidire da nessuno e pronti a sputtanare chi fa informazione per il portafoglio.
ecco il commento:
Ma bene: pubblicate “lettere aperte” di anonimi senza nemmeno fare lo sforzo (dentologicamente richiesto anche a chi gioca a fare il “giornalista dissidente”) di verificare la fonte e soprattutto di interpellare chi viene diffamato beceramente. Complimenti alla redazione di “nuovaresistenza” per la professionalità dimostrata. Se intendete combattere la cattiva informazione in questo modo siete proprio sulla cattiva strada e rischiate molto anche dal punto di vista legale. Inoltre vi dimostrate uguali ed anzi peggiori degli stessi “demoni” che tentate a questo punto inutilmente di combattere. A differenze di questo ragazzotto arrogante, delirante e paranoico, il sottoscritto si firma con nome, congome, viso, azienda di riferimento, professione svolta e curriculum. Ma per voi è più credibile un “andrea” qualunque che non ha nemmeno il coraggio di firmarsi…ripeto: complimenti per il lavoro. In ogni caso ho già inviato diffida al signore in questo ed avvertito due legali per procedere con eventuale denuncia per diffamazione e stalking a mezzo web. Ovviamente, visto che avete diffuso il testo diffamatorio (che comunque si trova in bella vista anche sulla pagina “IL DOPO RAI PER UNA NOTTE”) siete anche voi perseguibili. Ps i vostri riferimenti? O anche voi fate “controinformazione” restando vigliaccamente anonimi? In ogni caso basta la polizia postale per individuarvi…
Cordiali saluti
Germano Milite
– insomma tutta sta agitazione mi ricorda D’alema a ballaro’ ….. quindi in quella lettera aperta c’erano scritte cose vere ? ……. forse si capirà meglio nella prossima puntata
….
Ken Sharo
....birra? Posted 2 months, 2 weeks ago. 3 comments
Quel ghiaccio sull’asteroide ci racconta l’origine della vita – Repubblica.it.
DUSI
TROVARE acqua sulla Luna o altri pianeti è già una grande scoperta. Ma scoprirla su un asteroide - come annuncia oggi Nature - ci riporta direttamente alle origini della vita. Gli asteroidi infatti sono un po’ come le api dell’universo: viaggiano, toccano i quattro angoli del sistema solare, si scontrano con altri corpi celesti e li contaminano con le sostanze che portano a bordo.
Dopo la scoperta di ghiaccio a bordo dell’asteroide 24 Themis - appena annunciata su Nature da due diverse équipe di astronomi americani, una della Johns Hopkins University e un’altra della University of Central Florida - acquista più concretezza l’ipotesi che la Terra, nata come un pianeta asciutto, sia stata “fecondata” dall’acqua di un asteroide piovuto per caso sulla sua superficie. La ricostruzione diventa ancor più plausibile se si aggiunge che su 24 Themis i ricercatori americani hanno trovato anche dei composti organici. Si tratta di molecole ancora troppo elementari per essere chiamate “vita”. Ma che sicuramente rappresentano i mattoni costituenti degli esseri viventi che sarebbero nati in seguito.
L’acqua allo stato di ghiaccio è stata osservata grazie al telescopio a infrarossi che si trova sul picco del vulcano di Mauna Kea, alle Hawaii. Analizzando lo spettro delle sostanze chimiche che compongono l’asteroide, i ricercatori sono giunti alla conclusione che 24 Themis è ricoperto per tutta la sua superficie da un sottile strato di ghiaccio misto a sostanze ricche di carbonio: i costituenti elementari degli esseri viventi. Queste lunghe e complesse catene di molecole carbonacee, ha spiegato uno degli autori della ricerca, Joshua Emery della Johns Hopkins, “potrebbero essere cadute sulla Terra dando un calcio d’inizio all’evoluzione della vita”. 
24 Themis è uno dei più grandi asteroidi in circolazione nel sistema solare (ha un diametro di circa 200 chilometri) e viaggia da qualche miliardo di anni in una fascia compresa tra Marte e Giove. “L’acqua - spiega Andrew Rivkin, capo équipe della Johns Hopkins - è più diffusa sugli asteroidi di quanto non pensassimo e potrebbe essere presente anche al loro interno, oltre che sulla superficie”.
In precedenza si era già ipotizzato che l’acqua degli oceani terrestri provenisse da un corpo celeste di questo tipo, scontratosi con la Terra poco dopo la nascita della Luna (l’impatto che ha probabilmente generato il nostro satellite avrebbe infatti vaporizzato qualunque mare formatosi in precedenza). “Ma mai fino a ora - spiega Humberto Campins dell’università della Florida Centrale – avevamo osservato davvero del ghiaccio sugli asteroidi”.
I ricercatori su Nature scrivono anche che “la presenza di grandi quantità d’acqua era davvero inaspettata”. Nelle loro peregrinazioni, questi corpi rocciosi arrivano infatti piuttosto vicini al Sole. Fino a ieri si riteneva che il ghiaccio eventualmente presente su un asteroide si sarebbe vaporizzato tutto, come quello delle comete. Ma forse, suggeriscono gli astronomi americani, 24 Themis ha anche una riserva interna oltre allo strato ghiacciato visibile in superficie. Il prossimo passo, annunciano i ricercatori, sarà studiare i dettagli di quest’acqua per capire se è identica a quella presente sulla Terra. Un metodo esiste, si spiega su Nature: basta calcolare la proporzione di deuterio (un isotopo dell’idrogeno) fra le molecole di H2O e vedere se coincide con quella del pianeta blu.
....birra?
Facebook | BERLUSCONI chi è?: Arricchiti dal terremoto.
Arricchiti dal terremoto
di Piero Caluori
Apr 10, 2010
Essendo l’Italia una terra sismica sotto le macerie dei terremoti alcuni muoiono, ma altri, furbi e ben protetti, sopra di esse si arricchiscono.
E’ recente la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per 7 pubblici amministratori del Comune di Guardialfiera in Molise per iconfigurati reati di falso, truffa ed abuso d’ ufficio. I Magistrati inquirenti del Tribunale di Larino a conclusione delle loro documentate indagini hanno constatato che in tale paese sono stati simulati danni inesistenti per lucrare indebitamente sovvenzioni elargite per il terremoto che colpì il Molise e che vide morti i 22 bambini della Scuola Elementare di San Giuliano e la loro maestra.
Così, stando alla documentata accusa, venivano sottratti circa 50 milioni di euro a chi dal sisma aveva ricevuto effettivi e gravi danni.
Un paese s’abbelisce e sfrutta a suo modo il terremoto, mentre l’altro resta semidistrutto e derubato.
In questi giorni mi sono recato nel paese dei furbi tirato a nuovo ed in cui gli indagati ottennero a furor di popolo riconoscente la rielezione per i benefici elargiti.
Pochissimi hanno avuto parole ed azioni di condanna, di indignata vergogna, di reazione etica.
Nelle case rinnovate coi soldi destinati ai vicini terremotati vige l’omertosa compiacenza ed il ferreo legame che sempre lega i corruttori ai corrotti nè i tali amministratori si sognano di dimettersi nè il popolo lo vuole.
Se pure la Magistratura fa il suo corso col Code Penale, non c’è alcun corso di civiltà per un Paese che ha smarrito fino a tanto il Codice Morale e nessuna vergogna prova.
PIERO CALUORI M.M.Q.F.- Docente in Firenze ed originario di Guardialfiera (Cb) da cui sono dimissionario per vergogna.
http://www.mondoraro.org/2010/04/10/arricchiti-dal-terremoto/
....birra? Posted 3 months, 2 weeks ago. Add a comment
Onnipotenti e impuniti | L’espresso.
di Giorgio Bocca
Perché tutti o quasi tutti gli uomini di potere rubano come se il furto sia l’unico lavoro degno del loro potere, del loro comando?
Faccio il cronista da più di sessant’anni, osservo la gente, la studio nei suoi vizi e nelle sue virtù ma c’è una domanda a cui non ho ancora trovato risposta: perché si ruba? Perché rubavano nel Regno e poi nella prima e nella seconda Repubblica, perché rubavano i ricchissimi Raul Gardini e Carlo Sama? Alla morte di Serafino Ferruzzi, miliardario di Ravenna, avevano ereditato una fortuna, avevano proprietà agricole, navi, treni, aerei, fattorie e allevamenti in Patagonia, ma non gli bastavano, diventarono padroni della Montedison, una grande industria che fatturava all’estero il 60 per cento, un potentato, e la depredarono. Dell’industria non gl’importava niente, erano dei commercianti.
Insomma, in pochi anni sono riusciti a fare un buco di 31 mila miliardi di lire. Non si era mai visto nel mondo un buco simile, il precedente della Chrysler era stato di 16 mila. Soldi bruciati come? In spese folli per radio Telemontecarlo, per la regata del Moro di Venezia, per squadre di pallacanestro o di volley, per i componenti del clan, una cinquantina di persone, per auto Ferrari e per barche da 30 metri. Poveracci di questo mondo, ma lo sapete che si fa presto a spendere?
Rubava il Duilio Poggiolini, direttore del servizio farmaceutico pubblico, e rubava il direttore dei telefoni di Stato, Parrella. Non bruscolini: 70 e più miliardi di tangenti dalle industrie a cui davano una mano. Il sistema ladro seleziona ladri sempre più esperti. Anni fa un’inchiesta nel provveditorato delle opere pubbliche di Milano stabilì che 29 impiegati su 30 erano corrotti. La corruzione universale, omnicomprensiva è un cane che si morde la coda. Quando venne arrestato Giuseppe Garofalo, amministratore delegato della Montedison, e gli venne chiesto dove avesse preso i 250 milioni che aveva versato a un dirigente della Democrazia cristiana, prima disse che erano soldi suoi, poi che era il nero di un immobile venduto evadendo il fisco e poi ancora che erano frutto di una consulenza non registrata in bilancio. Insomma, per difendersi da un reato ne confessava altri due o tre che ai suoi occhi proprio reati non erano.
Hanno rubato politici eccellenti come Aldo Moro e Bettino Craxi, invocando come Javeh, il dio padre, la sospensione ideologica della colpa: “Sì, ho detto ad Abramo di uccidere Isacco, ma per metterlo alla prova”. L’equivalente di “sì, abbiamo rubato, ma per il partito”.
Un illustre sociologo, il professor Pizzorno, scrisse che uno dei pochi deterrenti contro la corruzione erano le manette dei carabinieri, la paura di essere messi al bando dal proprio gruppo, dalla propria professione, ma è un deterrente superato da tempo, da quando i funzionari di Stato e i politici corrotti non solo non se ne vergognano, ma se ne vantano, o peggio ancora come nel berlusconismo fingono di condannare la corruzione che hanno praticato e favorito.
Da più di sessant’anni mi chiedo come cronista del mio tempo perché tutti o quasi tutti gli uomini di potere rubino come se il furto fosse l’unico lavoro degno del loro potere, del loro comando e privilegio sociale. L’economista Giulio Sapelli mi ha dato questa risposta: “Per sentirsi pari a Dio, onnipotenti e impuniti. La società moderna non ha Dio e non ha suoi sostituti, ha perso la capacità di distinguere, non ha una stella polare, non ha un disegno politico, non ha istituzioni che riescano a sostituire Dio”. Su per giù come diceva Dostoevskij: “Se Dio non esiste tutto è permesso”.
Silvio Berlusconi dice che il furto generale di oggi non è come Tangentopoli. Che vuol dire? Che oggi i suoi compagni del Popolo della libertà non rubano più per il partito ma per se stessi o per i loro amici e parenti? Francamente più che un progresso ci pare un regresso verso l’età della pietra, verso l’età perenne della scimmia ladra e assassina.
....birra? Posted 3 months, 3 weeks ago. 1 comment

4 aprile 2010
”Tutte le guerre sono un orrore. E non ci si può voltare dall’altra parte, per non vedere le facce di quanti soffrono in silenzio.”
Gino Strada
....birra? Posted 3 months, 3 weeks ago. Add a comment