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scuola

Bologna, il referendum che tremare il mondo (clericale) fa – UAAR Ultimissime.

Vota A423, è il numero-chiave di questo refe­ren­dum. 423 bam­bini tra i tre e i sei anni che si sono tro­vati, a set­tem­bre, senza una scuola del­l’in­fan­zia pub­blica dispo­sta ad acco­glierli. 423 bam­bini che ave­vano come pro­spet­tiva più imme­diata quella di finire in una scuola cat­to­lica, nono­stante la volontà con­tra­ria dei loro geni­tori. Di quei 423 esclusi a inizio anno, 103 lo sono rima­sti anche in seguito. E dire che con un milione di euro si potreb­bero otte­nere tra i 150 e i 200 nuovi posti alla scuola pub­blica comu­nale e sta­tale. Ai geni­tori che chie­dono scuola pub­blica il Comune di Bolo­gna pre­fe­ri­sce invece rispon­dere che “i posti sono finiti, ecco l’e­lenco delle scuole pri­vate”. Cat­to­li­che.

A favore della scuola pub­blica, contro gli ingenti con­tri­buti comu­nali alla scuola pri­vata

È per evi­tare situa­zioni come questa che è nato il comi­tato arti­colo 33. A favore della scuola pub­blica, contro gli ingenti con­tri­buti comu­nali alla scuola pri­vata del­l’in­fan­zia: oltre un milione di euro l’anno, a cui se ne aggiun­gono altret­tanti ero­gati da Regione e Stato. A una scuola quasi esclu­si­va­mente cat­to­lica: 26 scuole su 27, 73 sezioni su 74. Ser­vi­vano 9.000 firme, ne sono state rac­colte 13.000 nella metà del tempo pre­vi­sto. Un appello online supera a sua volta le 8.000 firme. E i primi fir­ma­tari sono illu­stri: Ste­fano Rodotà, Andrea Camil­leri, Mar­ghe­rita Hack. Continua a leggere

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http://www.scuoleprivatemilano.it/

immagine da web

Il 26 maggio, i bolognesi dovranno esprimersi in un referendum che ha davvero, sul piano simbolico, valenza nazionale. A Bologna (e non solo, ovviamente), vi è un sistema di convenzioni attraverso il quale il Comune sostiene il servizio pubblico svolto dalle scuole dell’infanzia paritarie. Si tratta di contributi per circa un milione di euro l’anno. Nella vulgata, sono “soldi alle scuole private”, che impoverirebbero quelle statali. A difesa dello status quo (“opzione B”, sulla scheda elettorale), a Bologna, è schierato il sindaco, con lui il PD, i cattolici, il PDL. Dall’altra parte (“opzione A”), la Fiom, SEL, il Movimento Cinque Stelle, e, sorpresa, i giovani di Casa Pound.

Proprio questi ultimi hanno spiegato nel modo più efficace le ragioni del referendum, e hanno preso di mira le scuole private, d’ogni ordine e grado, con una serie di proteste in tutt’Italia. In buona sostanza, il ragionamento è questo: mancano soldi per fare funzionare bene la scuola statale, il modo più facile e sensato per reperirli è smettere di darne alle paritarie. Continua a leggere

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cronachelaiche.globalist.it | Luciano Canfora: via subito la riforma Gelmini e l’Invalsi.

«Poiché la scuola dovrebbe essenzialmente far nascere lo spirito critico, la miglior cosa sarebbe eliminare l’Invalsi e restituire i suoi test a chi li ha inventati». A dirlo è Luciano Canfora, tra i più autorevoli classicisti in Italia e all’estero, alla quasi-vigilia delle prove Invalsi. Si è cominciato alle elementari il 7 maggio (lettura e italiano) e il 10 (matematica), si passa alla scuola media, oggi, 14 maggio (italiano, matematica e questionario studente), si conclude il 16 in seconda superiore (italiano, matematica e questionario). Lo storico, ordinario di Filologia greca e latina all’Università di Bari, esorta il nuovo ministro ad una rapida inversione di rotta.

Qual è la prima urgenza della scuola italiana?
Cancellare la riforma Gelmini, ripristinare il numero di docenti necessario, rendere le classi più piccole e più umane, e – se non è utopia – rendere più dignitoso il salario dei docenti.

Qual è la sua obiezione principale alla riforma Gelmini, professore?
La cosa più ignobile è stata quella di eliminare i docenti di sostegno, accorpare le classi, accorpare le scuole, costringendo i presidi ad andare da una scuola all’altra, quella di cui sono titolari e quella di cui hanno la reggenza. Sul piano dei programmi la cosa più irritante è aver cancellato di fatto sia l’insegnamento della storia che della geografia nelle classi fondamentali che una volta si chiamavano quarta e quinta ginnasio. È stato un provvedimento stupido perché la geografia è forse la disciplina più importante per chi non voglia vivere rinserrato nella sua dimora ma comprendere il mondo in cui si trova. Continua a leggere

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foto da web della red.NR

Il 26 Maggio i cittadini di Bologna sono chiamati a votare per un referendum molto importante: si dovranno esprimere sui fondi comunali alle scuole dell’infanzia paritarie, un referendum consultivo promosso dal Comitato Articolo 33.
I cittadini precisamente dovranno decidere sulla sorte del finanziamento di 1 milione di euro all’anno alle scuole private da parte del Comune scegliendo tra mantenere questo finanziamento oppure abolirlo.
Si voterà nella sola giornata del 26 Maggio dalle ore 8,00 alle 22,00 in 65 sedi cittadine.
Il Comitato Articolo 33 si è ispirato direttamente all’articolo 33 della Costituzione laddove si dice chiaramente: “Per una scuola privata senza oneri per lo Stato”. Continua a leggere

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Al governo chiedono un piano triennale da 3 miliardi per mettere in sicurezza gli edifici

TMNews
Roma, 9 mag. (TMNews) – “Nel 2013 dovremo ridurre investimenti in sicurezza e nuove scuole di oltre 500 milioni di euro: se non si interviene a ridurre i tagli ai bilanci delle province per il 2013 – 1,2 miliardi, una cifra che non riusciamo a sostenere – e a modificare il patto di stabilità per molte scuole è a rischio l’apertura del nuovo anno scolastico”. E’ l’allarme lanciato oggi dal presidente dell’Unione delle Province italiane (Upi) Antonio Saitta durante la presentazione, a Roma, del dossier “Emergenza scuola: contro i tagli ai bilanci delle province”. “A fronte di province responsabili che in questi anni hanno fatto la loro parte nonostante i pesanti tagli di risorse subiti, si rileva che nell’agenda politica dei governi che si sono succeduti come in quella dei parlamenti, la scuola e l’edilizia scolastica non sono state considerate una priorità per il Paese”, spiegano le province nel rapporto. Continua a leggere

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bannerone invalsi

Il 16 Maggio a tutt* gli student* di II superiore verranno somministrati i test INVALSI. In Italia i test di misurazione degli apprendimenti vengono somministrati censuariamente in tutte le classi …

Il 16 Maggio a tutt* gli student* di II superiore verranno somministrati i test INVALSI.

In Italia i test di misurazione degli apprendimenti vengono somministrati censuariamente in tutte le classi di tutti gli istituti, a differenza degli altri Paesi europei in cui le rilevazioni statistiche vengono effettuate su campioni ristretti di studenti. Essi si rivolgono inoltre alle classi cruciali dell’intero percorso scolastico: lo schema che in questi anni hanno delineato presenta infatti test all’inizio e alle fine delle elementari, delle medie, delle superiori e dell’università. I test predicano di misurare e monitorare la qualità dell’istruzione ma è evidente che essi intendono creare un preciso modello di scuola: una scuola che esclude e non include, incapace di valorizzare le differenti intelligenze e il senso critico.

VOGLIAMO ESSERE VALUTATI, NON SCHEDATI! Continua a leggere

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Comunicato sullo sgombero e le cariche alla Statale di Milano « Sempre in Lotta – Coordinamento studentesco.

Le cariche della polizia all’interno della Statale che abbiamo visto ieri sono un fatto molto grave, che a memoria ha un solo precedente negli ultimi 10 anni. Per entrare in università la polizia deve essere chiamata dal rettore, di conseguenza l’amministrazione universitaria ha piena responsabilità di quanto accaduto. Ma questa responsabilità è solo l’ultima di una lunga lista. La prima in questa vicenda è stata far chiudere la Cuem, privando gli studenti di un diritto, una libreria universitaria, e lasciando il monopolio della vendita interna di libri, di fatto, a CL. Da qui nasce l’occupazione. Non contenta, da oltre un anno l’amministrazione sgombera sistematicamente lo spazio occupato: con ieri, lunedì 6 maggio, siamo arrivati al terzo sgombero.

Lascia basiti il modo in cui è stato effettuato stavolta: l’università è stata chiusa da venerdì sera a domenica, con i lavoratori, che il sabato prestano il servizio ordinario nell’ateneo, lasciati a casa con ferie obbligate. In questi tre giorni i locali dell’Ex Cuem sono stati vuotati di tutto, i muri sono stati abbattuti, le porte e le finestre divelte, le piastrelle rimosse e il pavimento spaccato. Continua a leggere

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scuola –   Invalsi, lettura e italiano nelle prove alle «elementari». Ecco il contenuto dei test

Una prova preliminare di lettura delle durata di due minuti per testare la capacità di decodifica raggiunta da ciascun allievo; poi i test in italiano.       di Claudio Tucci|

(Fotogramma) È iniziata oggi, tra le consuete proteste e polemiche, per gli alunni di seconda e quinta primaria la stagione 2013 delle prove Invalsi, i quesiti di italiano e matematica, che, novità di quest’anno, saranno più argomentativi con domande aperte (e meno nozionistici), con l’obiettivo di capire il ragionamento compiuto dallo studente. I Cobas hanno indetto scioperi del personale della scuola (caricato di lavoro in più per far svolgere le prove) e manifestazioni in numerose città. A Roma è previsto un sit-in (si replicherà il 16 maggio) davanti al ministero dell’Istruzione.

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