La Daniela, che sessualmente è ingenua, ha la pretesa che per condannare Berlusconi ci debba essere una testimone che dichiari di essere stata obbligata a far sesso con l’utilizzatore finale come se i bonifici o le buste da 5000 euro non fossero una forzatura.
La Ruby ha incassato, anche se io ho il dubbio che abbia estorto, 4,6 milioni di euro dal pedofilo puttaniere ed ha dichiarato: mai fatto sesso per soldi con Berlusconi. Testuale.
Le ipotesi sono due, ho ha fatto sesso sulla fiducia senza soldi, oppure il pagamento è avvenuto dopo e quindi manca la contemporaneità del fatto: sesso= soldi.
Abbiamo la prima puttana che fa credito dopo che per oltre 3000 anni si è sempre pensato prima i soldi poi vedere cammello.
Ho abbastanza anni per averne viste di tutti i colori in campo sessuale e sin da ragazzino ho evitato di fare la morale a chiunque sia per il suo comportamento in campo sessuale quindi di quello che ha fatto la Ruby per soldi al battacchio di Silvio non me ne può fregare di meno ma non tollero la doppia morale di chi non potendo più dare cattivo esempio da buoni consigli pretendendo di prendermi per il culo.
La puntata di ieri sera aveva per titolo “L’età dell’innocenza” e dati i protagonisti avrebbe dovuto chiamarsi: l’età dell’indecenza. Tuto quello che abbiamo visto e sentito è semplicemente indecente, Santanchè in testa. Continua a leggere
MAURIZIO CROZZA del 14/05/13 – Berlusconi, dal codice penale al codice opinabile – YouTube.
Ballarò del 14 maggio 2013 – Il comico genovese Maurizio Crozza commenta i fatti della settimana: la requisitoria della Boccassini al processo a Silvio Berlusconi: “Ci ha messo sei ore per dargli sei anni, in pratica un anno a ora se l’avesse fatta Ingroia ci avrebbe messo così tanto che sarebbe scattata la prescrizione durante la requisitoria…” La manifestazione del Pdl a Brescia contro i giudici, poi l’elezione di Guglielmo Epifani a Segretario del PD..
Quando si ride a crepapelle non si ha il tempo di respirare. L’eroico Paniz che in Parlamento ci raccontava della nipote di Mubarak, la palla colossale che tutti i servi del piduista hanno preso per vera e che ci ha fatto ridere dietro dal mondo intero, ha fatto ridere anche me, senza respiro.
Non ho fatto tempo a riprendere fiato che ci si mette pure Andrea Pamparana con lo speciale su canale 5: Vent’anni di guerra, Ruby ultimo atto.
Titolo che riprende il famoso Mussolini ultimo atto finito in P.le Loreto a pochi passi dall’ufficio di Lele Mora da dove partivano i suv con le ragazze da portare al sultano.
Il bello è che Pamparano non si vergogna nemmeno e su Twitter è stato massacrato:
La guerra dei vent’anni, Pamparana su Twitter rinuncia a difendersi e rincara: “Processo Ruby è farsa”
Beppe Severgnini ha cercato di portargli un the per riprendersi: Giuro che non capisco, Andrea. Ma perché un bravo giornalista si presta a queste cose?, ma non c’è stato niente da fare Pamparana insiste nel voler passare da bravo giornalista a coglione, con tanto di medaglia.
Severgnini è basito ed insiste: non sarebbe opportuno ricordare che l’apologia dell’imputato va in onda sulla tivù dell’imputato?
Ma Pamparana non molla come fanno tutti gli idioti. Continua a leggere

Roma, 11 mag. (Adnkronos) – “Nella trasmissione ‘Crozza nel paese delle meraviglie’ di ieri, il signor Maurizio Crozza ha ritenuto di dedicare la sua attenzione alla mia persona. Senza entrare nel merito delle modalità della sua satira, rilevo che il Crozza ha affermato: ‘La prima cosa che Nitto Palma ha fatto dopo la nomina a presidente della commissione Giustizia del Senato è stata quella di andare a trovare in carcere Cosentino, è come se il premio Nobel per la pace, appena premiato, andasse a trovare il signor Kalašnikov’. La battuta può piacere o no, ma si fonda su un dato di fatto completamente falso”. Lo puntualizza in una nota il presidente della commissione Giustizia del Senato Francesco Nitto Palma.
“Infatti, come emerge dall’intervista radiofonica a Radio24 del 9 maggio u.s., dal comunicato dell’ufficio stampa del Pdl diffuso in pari data e dall’articolo di Guido Ruotolo su ‘La Stampa’ del 10 maggio, l’incontro -ribadisce Palma- è avvenuto diversi giorni prima della stessa candidatura a presidente della commissione, subito dopo che il Tribunale del Riesame aveva respinto il ricorso dell’onorevole Cosentino, così decidendo la sua permanenza in carcere. Continua a leggere






